CALCIOSCOMMESSE
I conti cifrati di Signori
Rogatoria in Svizzera: ipotesi riciclo. Santoni scagiona gli Azzurri.
Calcioscommesse tra nuove rivelazioni, conferme e smentite. Dopo la notizia di una possibile intercettazione tra una persona chiamata Maurinho e Nicola Santoni, l'amico di Cristiano Doni ed ex preparatore dei portieri del Ravennna, nella quale si faceva riferimento a tre giocatori di ieri o di oggi della Nazionale italiana di calcio, il legale del preparatore ravennate Lorenzo Tomassini ha scagionato gli Azzurri dalla vicenda: «Ho letto le agenzie di stampa che vorrebbero accreditare l'esistenza di un'intercettazione ambientale in cui Santoni coinvolgerebbe Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso. Tengo a precisare che Nicola Santoni non ha mai conosciuto i predetti calciatori né con gli stessi ha mai avuto alcun rapporto, nemmeno indirettamente».
Intanto, da una rogatoria in Svizzera è stata svelata l'esistenza di «conti cifrati» elvetici riconducibili all'ex bomber della Nazionale Beppe Signori e all'ex calciatore Luigi Sartor.
E la dichiarazioni del giocatore del Piacenza, Carlo Gervasoni, che nella giornata di martedì 27 dicembre ha aggiunto all'elenco dei match truccati altre dieci partite, sono destinate a dare vita al terzo tempo della brutta vicenda del Calcioscommesse e ha agitato anche le acque delle Serie A
I conti cifrati svizzeri di Signori e Sartor
Dalle migliaia di pagine di atti depositate nel procedimento è emerso il particolare di una «riunione info-operativa» che gli investigatori dello Sco della Polizia ebbero con gli agenti della Polizia cantonale ticinese il 14 luglio scorso.
L'incontro aveva «ad oggetto un'indagine esperita dalla procura elvetica, su un'ipotesi di riciclaggio di denaro attraverso un istituto di credito svizzero, che vedrebbe coinvolto, tra gli altri, il noto Giuseppe Signori».
UNA SOCIETÀ PER MOVIMENTARE DENARO. L'indagine era nata a seguito di una segnalazione di «operazione sospetta», al procuratore pubblico del Canton Ticino Nicola dalla Banca Euromobiliare di Lugano, «riguardante la movimentazione di ingenti somme di denaro, attraverso un conto corrente riferibile alla società Clever Overseas s.a.». La società è risultata essere «di fatto domiciliata e amministrata dalla Società Fiduciaria Pieffeci Professional Consulting sas, di Lugano, che per la sua costituzione, aveva presentato atto rogatoriale, con diritto di firma per Ragone Daniele (commercialista di Sartor ndr) e Sartor Luigi». Il 5 luglio scorso da una perquisizione alla Pieffeci Professional Consulting, di tutta la documentazione inerente la Clever Owerseas emergeva che, «pur non comparendo ufficialmente, anche Giuseppe Signori avrebbe dovuto farne parte, tanto che risulta traccia che lo stesso si sia recato a Lugano per l'apertura della società», con Ragone, Sartor e un'altra persona.
OPERAZIONI SOSPETTE. Sul conto corrente della Clever Owerseas Sa, acceso presso la Banca Eurornobiliare di Lugano, risultano essere stati versati il 2 novembre 2010 289.905 euro e il primo marzo di quest'anno ulteriori 343.889,44, euro. «Nei giorni seguenti», hanno scritto gli investigatori, «la metà di quanto versato veniva prelevato allo sportello della Banca Eurornobiliare. In seguito, venivano effettuale svariate operazioni a favore di conti cifrati riconducibili a Signori, Sartor e Ragone. In almeno due casi, Giuseppe Signori riceveva 50.000 euro e, in uno di questi, rigirava poi 20.000 euro su un contro del terzo socio».
LE INTERCETTAZIONI CON DI VAIO. «Un fatto grave quello odierno, tanto per illegalità quanto per irrilevanza del fatto comunicato, ma che non desta preoccupazioni ai fini della difesa del cliente (suo malgrado nuovamente esposto a pubblico ludibrio) e del proseguo dell'indagine». Così lo staff difensivo di Signori ha poi commentato così la notizia della presenza, nelle intercettazioni disposte dalla Procura di Cremona nell'inchiesta sul Calcioscommesse, di una conversazione con l'investigatore Ugo Vittori nelle quali si fa riferimento con preoccupazione a Di Vaio, capitano del Bologna e «inquilino» di Signori in un appartamento del capoluogo emiliano, convocato a Cremona per far luce su alcuni assegni con cui aveva pagato bollette. «Una fuga di notizie», ha scritto in una nota l'agenzia Eaglekeeper, presieduta proprio da Vittori, che assiste l'ex calciatore, «che non solo è inaccettabile da un punto di vista etico, ma che è soprattutto in violazione dell'articolo 326 del codice di procedura penale».
Il riferimento a persone estranee all'inchiesta, come Di Vaio, ha sottolineato la difesa di Signori, «viola l'articolo 8 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo e lede il diritto di privacy, di vita personale e privata di liberi cittadini». Nella nota non è stata commentata la notizia dell'emersione di conti cifrati in Svizzera attribuibili all'ex calciatore e a Sartor.
Il legali di Santoni: «Intercettazioni? Solo chiacciere da bar»
«Appena possibile ho intenzione di chiedere l'ascolto di tutte le intercettazioni, telefoniche ed ambientali», ha detto il legale «con la convinzione che la contestualizzazione dei colloqui, primo tra i quali quello in argomento, relegherà molti 'scoop' al rango di chiacchiere da bar».
L'intercettazione in questione è del 30 settembre scorso ed è una conversazione registrata nell'auto di Santoni, tra quest'ultimo e un conoscente, Maurinho, che in una successiva informativa la polizia ha presupposto possa essere identificato in Maurinho Ernandes, di 53 anni.
SANTONI NON RISPONDE AI PM. Santoni, nella giornata di mercoledì 28 dicembre, non ha risposto alle domande del pubblico ministero Di Martino, riservandosi di farlo in un secondo momento ma aveva già precisato di non aver mai conosciuto i tre nazionali e che, in sostanza, aveva fatto dei nomi a caso in un contesto colloquiale.
«Alla Procura di Cremona non interessano le scommesse o chi le fa ma interessano se alla base delle scommesse vi sono delle frodi sportive», ha aggiunto il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino, tratteggiando la possibile rilevanza del fatto che in una intercettazione ambientale compaiono i nomi di tre azzurri indicati come forti scommettitori.
Il presidente della Figc Abete: «Aspettiamo fatti provati»
Sulla vicenda è intervenuto anche Giancarlo Abete: il presidente della Figc, Federazione italiana gioco calcio, ha però chiarito di voler attendere che certe dichiarazioni «per sentito dire, meno che chiacchiere da bar» si trasformino in fatti provati prima di dare un giudizio sulla seconda tranche dell'inchiesta Last Bet. Ospite di Sky Sport 24, ha ricordato che già dalla scorsa estate la federazione sapeva «che ci sarebbe stato il secondo tempo di una partita che mai avremmo voluto giocare». Abete ha poi aggiunto che i club coinvolti potrebbero essere penalizzati anche a campionato in corso, «ma le responsabilità eventuali possono essere oggetto di un iter presso gli organi disciplinari solo quando ci saranno fatti nuovi, certi e provati, non 'per sentito dire' in telefonate tra indagati».
ACQUISITI GLI ATTI DELL'INCHIESTA. E la Figc ha già fatto i primi passi per aprirsi gli occhi sulla vicenda: un rappresentante della procura federale, l'avvocato Ettore Traini, è stato in procura per acquisire copia degli atti dell'inchiesta. Le carte sono destinate a essere valutate dalla procura federale di Stefano Palazzi, cui spetta il decidere se aprire un nuovo procedimento riguardante le persone coinvolte alla luce degli ultimi atti.
PRANDELLI: «PAZZESCO NON AVERE DIFESE». Amaro e preoccupato il commento rilasciato dal tecnico della Nazionale azzurra Cesare Prandelli sulla vicenda calcioscommesse: «Le scommesse mi mettono addosso tristezza. Una partita finisce condizionata da appetiti criminali che partono dall'altra parte del mondo e arrivano negli spogliatoi. È pazzesco non avere difese, lasciar passare questo buio». Prandelli ha deciso di invitare Simone Farina del Gubbio a Coverciano: «La sua è una buona storia per ricominciare».
Domiciliari a Gervasoni
Il giudice per l'indagine preliminare (gip) Salvini ha concesso gli arresti domiciliari al giocatore del Piacenza Carlo Gervasoni. Il calciatore nei suoi interrogatori ha detto anche di essersi accordato con Doni, in occasione di Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, affinché il giocatore nerazzurro tirasse centralmente un rigore che il portiere del Piacenza fece in modo di non parare. Il fatto è emerso dall'ordinanza con la quale il giudice ha disposto la scarcerazione di Gervasoni.
IL GIP: «HA SCELTO LA PIENA COLLABORAZIONE». Il gip di Cremona Guido Salvini ha chiarito la scelta della concessione dei domiciliari spiegando che Gervasoni, dopo il suo arresto, ha fatto «una scelta di piena collaborazione», confermando «la sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo», facendo venire «alla luce altri episodi significativi per le indagini e altri soggetti coinvolti sinora sconosciuti agli investigatori». In particolare «l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia».
«In particolare Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con giocatori italiani, grazie anche all'aiuto di Bressan molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia (con il coinvolgimento per la Cremonese anche di Paoloni)».
Il calciatore interrogato dal procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, ha aggiunto all'elenco dei match truccati altre dieci partite, tra cui tre di Serie A e ha fatto i nomi di chi ritiene i referenti della combine: ha parlato di Palermo-Bari 2-1; Lazio-Genoa 4-2; Lecce-Lazio 2-4, dello scorso campionato, spiegando quali atleti aveva contattato o cercato di contattare e fornendo ragioni di inquietudine nella massima serie. Due dei 'taroccamenti' andarono a buon fine, il terzo rimase allo stadio di tentativo. Il registro degli indagati della procura di Cremona, quindi, è destinato ad arricchirsi di nuovi nomi; nessuno, a quanto risulta, di star del Campionato di A. E il laziale Stefano Mauri, attraverso il suo procuratore, alle prime voci, fa sapere di essere «totalmente estraneo alle indagini sul calcioscommesse della Procura di Cremona».
Mercoledì, 28 Dicembre 2011
ecco qua l'articolo. Stesso schema: rogatoria svizzera, ipotesi di riciclo denaro, conti cifrati, personaggio importante.....