Qualcuno ci sta provando ancora. Il problema è che sembrano anche riuscirci, lucrando sulla comprensibile delusione di una tifoseria che non sempre può mantenere la fiducia e l'entusiasmo, visti i successi dell'altra metà del cielo. Con la stagione 2010/2011 alle porte, il/la xxxxx non è di certo la favorita numero 1 per succedere al/all'xxxxx: chiunque non abbia chiaro questo concetto, rientra, senza offesa, nel settore dei fondamentalisti e come tutti gli estremisti non va considerato come un campione valido per una rappresentazione obiettiva della situazione. Gli estremi però di solito sono due: c'è chi potrebbe vedere tutto bianco (errore), ma anche chi vede tutto nero, marcio in ogni mossa della società, spunto di polemica in ogni dettaglio, anche insignificante. Alla fine il bello del calcio è anche questo, a patto però che siano discorsi con inizio e fine al bar: quando un tifoso apre il giornale e vede il/la xxxxx posizionato, in una "griglia di partenza", dietro non solo all'Inter, ma anche a Roma, Juventus, e persino Napoli, Sampdoria, Genoa, Fiorentina e Palermo... Allora ha ragione ad infuriarsi, perchè non c'è traccia di analisi equilibrata: con il massimo rispetto per le suddette squadre, che hanno costruito rose competitive ed alcune entusiasmanti in proporzione al loro blasone. Oggi massacrare il/la xxxx fa comodo: diverte i rivali, aumenta il piacere masochista dei xxxxxxxx che amano crogiolarsi nelle lacrime, insomma in una parola, vende. Anche l'ambigua descrizione dell'operazione xxxxxx ne è una testimonianza: xxxxx e Genoa conducono un'operazione economica formalmente ben definita sin dalle prime basi (comproprietà, se non addirittura diritto di riscatto completo per xxxxxxx), ma passa il concetto dell'elemosina rossoblu nei confronti degli amici poveri. Agghiacciante. Sono questi gli stimoli che dovrebbero motivare ulteriormente i Senatori dello spogliatoio rossonero: partono noni (parola di griglia), non hanno nulla da perdere. Gli stimoli dovrebbero però aumentare anche e soprattutto in seno alla società xxxxx: l'unica risposta per tappare la bocca ai mandolinari di questa mattanza mediatica, sarebbe creare una squadra degna del Club xxxxx xxx xxxxx, magari con un colpo importante in questi ultimi quindici giorni. Come dicono? Il fair play finanziario non lo permette? Vero, verissimo, comprensibile: ma l'orgoglio, la storia, valgono di più di un pugno di milioni. Se sostituisci xxxxxx con xxxxxx vieni (giustamente) massacrato, se qualcuno scambia xxxxxx con xxxxx, quasi viene applaudito, come quando si parla di cifre immorali per Mascherano. Su quest'ultimo concetto, nasce una riflessione. Oggi, dopo xx anni, i tifosi del xxxxx contestano xxxxxx per aver deciso di limitarsi a ripianare un bilancio disastrato per una vincente quanto discutibile economicamente gestione degli ultimi anni: ma se il disamorato xxxxxx avesse anch'egli voluto ritirarsi dopo il primo successo, lo avrebbe dovuto fare già xx anni fa. Pro società o contestatori che siate, ma pur sempre tutti xxxxxx ed uniti sotto la stessa bandiera... Meditate, meditate.
ho preferito mettere al posto delle parole milan berlusconi milanisti kakà etc etc le xxxxx per mostrare a noi popolo laziale che nel panorama calcistico italiano esistono altri scontenti. provate a sostituire quelle x con le parole lazio lotito laziali, fatta qualche eccezione il discorso filerà liscio. il tifo è uguale in ogni parte del mondo se il tuo presidente ti fa vincere viene beatificato e poi santificato, al contrario è un pdm o peggio ancora.
come potete notare noi laziali forse siamo un caso ancor più grave ma questo articolo sottolinea come nel mondo d'oggi conti solo il risultato finale, "vita o muerte!!". oramai tutto è finalizzato a quello non interessano le metodologie o gli strataggemmi per arrivare alla vittoria l'importante è che ci si arrivi. beh io questa cosa la trovo davvero triste!! ho goduto di più per la vittoria in rimonta contro il palermo per 4-2 che con l'inter nella supercoppa secondo me è una questione di sensazioni di coinvolgimento di attaccamento a una tradizione che in questi ultimi anni sta venendo meno e non per colpa di berlusconi o di lotito ma per colpa del tifoso.