Non vorrei dare un giudizio troppo semplicistico ma adesso se uno fa delle scelte professionali sbagliate la colpa è di chi nn spende na piotta pe' du magliette?
Una maglia ufficiale costa 80 euro.
Con 80 una famiglia di tre persone che campa di stipendio ce magna na settimana.
Aprire una attività legata ad una squadra di calcio è come salire su una giostra impazzita, c'è il momento in cui ti diverti ma anche quello in cui rischi l'osso del collo.
Lo è se la squadra è una strisciata, figuriamoci se è la Lazio, oggi poi.
La contestazione è insita al mondo del tifo, sempre, come l'esaltazione.
Chi due anni fa ha preso questa decisione ha cavalcato l'onda di quattro derby vinti consecutivamente e, infine, del 26 maggio.
Poi subito dopo c'è stato il picco negativo della contestazione di massa.
La verità, il vero punto di riferimento economico dell'impresa, sta nel mezzo.
Se i proprietari pensavano di incassare sempre l'indotto fino al 26 maggio, prendendolo come putno di riferimento, hanno sbagliato i calcoli e di brutto.
L'effetto della contestazione anche con boicottaggio finanziario c'è sicuramente ma influisce in maniera meno evidente di quello che invece è il "normale" sali scendi di una attività del genere.
I soldi non ci sono, a malapena, chi vuole, riesce ad andare allo stadio, figuriamoci a vestirsi di tutto punto con materiale originale.
Se l'attività va male non è colpa dei tifosi e nemmeno di Lotito.