I cinesi della China Railway Construction scappano da Appiano Gentile perché hanno subodorato la suola, visto che il progetto dello stadio di proprietà è in alto mare e che il Comune di Milano giustamente si chiede cosa poi dovrebbe farsene del catafalco di San Siro.
Il mago di Arcore dopo aver sondato petrolieri arabi e albanesi ora va in missione a Guangzhou per cercare di vendere almeno un pezzetto di Milan a investitori cinesi interessati.
Tutte e due le strisciate hanno il non facile problema di avere bilanci completamente scassati, fonti di perdite, quindi non occasioni di ritorni economici interessanti, ma di continue ricapitalizzazioni. Questo all'investitore esotico non può interessare.
Sappiamo anche la situazione della AS così lanciata nell'aere delle nuove strade del merchandising e del "nuovo calcio", ma che ogni anno produce perdite di decine di milioni di euro.
La Iuventuse è ritornata ai fasti di un tempo mettendo sul tavolo 100 milioni di euro negli ultimi due o tre anni. Questo non piacerebbe molto a Sergio che ha avuto modo di lamentarsi con il casato di Villar Perosa, ma il padrone vuole così e per ora così si fa.
Insomma, il quadro sembra chiaro. Se un investitore esotico fosse minimamente interessato a entrare nel calcio italiano la porta giusta, quella foriera di investimenti di prospettiva, è proprio la SSLazio.
Bilancio in equilibrio, squadra competitiva con ampi margini di miglioramento, tifoseria pacificata e desiderosa di nuove avventure.