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Aperto da Valon92, 25 Nov 2015, 14:19

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Jimmysan

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Finalmente, molto bello

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Questo e' tratto da Laziowiki:

L'assemblea del 31 ottobre 1989 fece registrare un utile economico e ciò non avveniva da decenni. Il pubblico laziale però non era contento perchè i risultati sportivi non erano paralleli a quelli economici a causa di campagne di rafforzamento sempre condizionate dalle esigenze di bilancio. Soprattutto i tifosi della curva nord non perdevano occasione per contestare Calleri, arrivando persino a proclamare anacronistici scioperi del tifo e ad organizzare iniziative di forte contrapposizione. Intanto nella gara Lazio-Juventus del 3 marzo 1991, fece la sua comparsa in tribuna, ospite di Calleri, un rampante finanziere romano e laziale di nome Sergio Cragnotti. Contemporaneamente veniva creato il Centro Sportivo di Formello e veniva diramata dai media una notizia clamorosa: "Paul "Gazza" Gascoigne alla Lazio per 15 miliardi".



Questo è il racconto dell'ellenico:

In oltre 80 anni di storia, la Lazio ha vissuto momenti esaltanti e crisi economiche più o meno gravi, ma mai ha rischiato seriamente di sparire dalla mappa del calcio come in quei primi mesi del 1986. Con le casse della società vuote, i creditori che bussano alle porte e i giocatori che con 5 mesi di stipendi arretrati sono ad un passo dallo svincolo, il capitale sociale è azzerato e il fallimento sembra oramai inevitabile. A quel punto, per evitare un simile scempio, scendono in campo sia la politica che il potere bancario. Da una parte, nonostante le sue note simpatie per la Roma, il senatore Andreotti coinvolge l'imprenditore Renato Bocchi, un immobiliarista molto vicino alla DC romana; dall'altra, scende in campo Cesare Geronzi, all'epoca direttore generale della Cassa di Risparmio di Roma, che coinvolge i fratelli Giorgio e Gianmarco Calleri, proprietari della Mondialpol, la società di vigilanza privata che fornisce le guardie giurate che si occupano della sicurezza delle filiali della banca.
L'operazione a tre non è semplice, perché sia Bocchi che i Calleri vogliono recitare un ruolo di primo piano. Renato Bocchi, meno esperto di calcio, una volta completata l'opera di salvataggio della società e scongiurato il pericolo del fallimento, decide di farsi da parte, lasciando la presidenza e la gestione della società a Gianmarco Calleri, il più giovane dei due fratelli, anche se il più laziale è Giorgio, il fratello maggiore, che ama poco la vetrina. Gianmarco, nato il 13 maggio del 1945 a Busalla, in provincia di Genova, negli anni Sessanta ha giocato con la "De Martino" della Lazio (l'attuale "Primavera") e ha già fatto il presidente di una squadra di calcio, ad Alessandria, dove ha conosciuto Carlo Regalia che diventa il suo uomo di fiducia e il ds chiamato a ricostruire la Lazio. Sbarcato a Roma, Calleri inizia a ridiscutere tutti i contratti, dimezza gli stipendi, taglia le spese e arriva portando in dote dall'Alessandria (per vecchi crediti che vanta con la società piemontese) tre giocatori: Sgarbossa, Camolese e Gregucci. Con abili trattative riesce a prelevare Pin dalla Juventus, Marino dal Napoli, Acerbis dal Pescara, più il giovane Mandelli, promettente attaccante di scuola interista che arriva come parziale conguaglio per la cessione di Garlini, capocannoniere di serie B con la maglia della Lazio, ai nerazzurri. I tifosi all'inizio accolgono con molto scetticismo tutti questi "stranieri". Quando poche settimane dopo aver rilevato la società la Lazio viene retrocessa in serie C a tavolino, Gianmarco Calleri comunica a tutti la sua intenzione di non mollare comunque la società. E con quel gesto, si conquista almeno la fiducia dei tifosi. Ma sono le mosse di mercato a far apprezzare il duo Calleri-Regalia, soprattutto la decisione di affidare la panchina della Lazio a Eugenio Fascetti, ex centrocampista biancoceleste con 12 presenze nel 1964 e, soprattutto, allenatore emergente che ha conquistato la stima e il rispetto di tutti portando un Varese di ragazzini ad un passo dalla promozione in serie A.
Il trio Calleri-Regalia-Fascetti, nella stagione '86-'87 compie un vero e proprio miracolo, portando la Lazio alla salvezza dopo gli spareggi di Napoli nonostante il -9 con cui è partita la squadra (allora la vittoria valeva 2 punti). Miracolo completato l'anno successivo con la promozione in serie A. In due anni la Lazio passa dall'orlo della Serie C e dalla scomparsa, alla Serie A, ma soprattutto con la sua gestione discussa e "parsimoniosa", Gianmarco Calleri getta basi solide che, a distanza di 25 anni, consentono alla Lazio di giocare ancora nella massima serie e di essere una delle società più ricche del calcio italiano.
Calleri non è un uomo facile. E' burbero, troppo sicuro di sé per ascoltare gli altri ed entra in conflitto con tutti i personaggi dotati di un minimo di personalità, Fascetti in testa, messo alla porta dopo la promozione in serie A. Un divorzio che provoca una frattura che non si ricomporrà mai tra il presidente e gran parte della tifoseria, legata in modo viscerale al tecnico viareggino. Poi inizia c'è lo scontro con Paolo Di Canio, talento emergente dell'inesauribile vivaio della Lazio, ceduto nel 1990 per 7,6 miliardi di lire (circa 4 milioni di euro di oggi) alla Juventus. Calleri è bravo a comprare giocatori semi-sconosciuti come Ruben Sosa, ma a volte sopravvaluta le sue capacità, come quando porta Neri alla Lazio sostenendo che è più forte di Lentini, oppure come gli succede in seguito alla guida del Torino quando per strappare Petrachi al Venezia cede come parziale contropartita ai veneti il cartellino di Bobo Vieri.
Sotto la sua guida, comunque, la Lazio cresce anno dopo anno. Dopo due campionati di assestamento, tenta il primo grande salto di qualità nel 1990, quando tra la sorpresa generale riesce a portare sulla panchina della Lazio il "mito" Dino Zoff e con i soldi garantiti dalla Cassa di Risparmio di Roma acquista per più di 8 miliardi di lire Karl Heinz Riedle dal Werder Brema, fresco di titolo mondiale conquistato con la Germania; e l'anno dopo porta alla Lazio anche uno dei talenti emergenti del calcio tedesco, Thomas Doll. Sono operazioni tese a valorizzare la Lazio squadra, da aggiungere all'acquisto dei terreni su cui sorgerà il centro sportivo di Formello, comprati a poche centinaia di milioni di lire, ma fondamentali per dare un patrimonio immobiliare alla società. Dietro ad alcune mosse di Gianmarco Calleri, oltre alla presenza di Cesare Geronzi si profila anche quella dell'investitore a cui il presidente della Lazio sta per passare il testimone: Sergio Cragnotti.
Quando capisce di aver ottenuto il massimo, infatti, Gianmarco Calleri decide di capitalizzare l'investimento fatto sei anni prima, dopo aver realizzato un colpo a sensazione, per non uscire di scena da sconfitto e sotto l'onda della contestazione dei tifosi che gli imputano l'incapacità di far fare alla Lazio in salto di qualità rappresentato dalla qualificazione per una Coppa Europea. In concerto con il nuovo investitore, Gianmarco Calleri acquista alla fine di una lunghissima trattativa con i dirigenti del Tottenham nientemeno che Paul Gascoigne, la stella di prima grandezza del calcio inglese, uno dei giocatori più importanti del Mondo. Ero a Londra insieme a Calleri e Regalia il giorno dell'ultima partita di Gascoigne con la maglia del Tottenham, nella finale di Coppa d'Inghilterra contro l'Arsenal.

Ranxerox

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Citazione di: AquilaLidense il 26 Nov 2015, 15:15
alcune cose condivisibili altre no.
sopratutto va detto che in tema di gestione non c'era paragone tra calleri e lotito.
Attenti entrambi al bilancio, però Calleri non era un improvvisato visto che veniva già dal mondo del calcio,  se non erro era il presidente della Alessandria (credo che si portò pure Gregucci, Camolese e Sgarbossa). L'anno dei -9 allesti una squadra di tutto rispetto portando gente di categoria superiori come Caso, Icardi e Terraneo, senza sta troppo a pensare a parametri immorali
Prese un DS che faceva di mestiere il DS e che sognava di fare il DS.
A differenza di questa Gestione era orientato ai risultati sportivi e non solo a quelli del Bilancio.
non c'è paragone tra le due gestione e a dimostrarlo sono i ricordi che abbiamo noi tifosi di quegli anni, per noi in un certo senso "Fantastici" e non "bui"

Che poi stranamente qualcuno dovrebbe considerarli Favolosi visto che con i 60.000 di lazio-catania eravamo paro-paro il St. Pauli del Calcio Italiano.

Anche Calleri fu sottoposto a furiosa contestazione. Ma li, come ricostruisce l'ellenico che parla dal di dentro (per cui presumo sia una ricostruzione abbastanza attendibile), anche per Calleri la priorità era il bilancio e la ricerca di campioni non ancora affermati a buon prezzo. Con la differenza che dietro a lui manovrava una certa politica e una certa banca che al momento opportuno ha guidato la transizione verso Cragnotti.

Più in generale, per come l'ho sempre vissuta io,  tutti gli anni della Lazio sono fantastici o favolosi. Per il semplice fatto che è la storia della Lazio. Dal 1900 al 2015.

charlie

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Si ma a 14 ore e passa dalla fine della partita di coppa ancora non ci sono i riflessi filmati.

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Daniela

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comunque anche il canale YT è molto migliorato ;)

Thorin

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Bravi, stavolta hanno fatto un gran bel lavoro!

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Peccato che nella pagina Palmares (abbastanza "bulgara") abbiano messo l'immagine della Supercoppa Italiana al posto della Supercoppa Europea...  :o
per il resto finalmente siamo a un livello decente

italicbold

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Citazione di: charlie il 27 Nov 2015, 11:30
Si ma a 14 ore e passa dalla fine della partita di coppa ancora non ci sono i riflessi filmati.

Quello potrebbe dipendere da una questione di diritti di riproduzione.

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AquilaLidense

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Citazione di: Ranxerox il 26 Nov 2015, 23:45
Anche Calleri fu sottoposto a furiosa contestazione. Ma li, come ricostruisce l'ellenico che parla dal di dentro (per cui presumo sia una ricostruzione abbastanza attendibile), anche per Calleri la priorità era il bilancio e la ricerca di campioni non ancora affermati a buon prezzo. Con la differenza che dietro a lui manovrava una certa politica e una certa banca che al momento opportuno ha guidato la transizione verso Cragnotti.

Più in generale, per come l'ho sempre vissuta io,  tutti gli anni della Lazio sono fantastici o favolosi. Per il semplice fatto che è la storia della Lazio. Dal 1900 al 2015.

Citazione di: Ranxerox il 26 Nov 2015, 23:45
Anche Calleri fu sottoposto a furiosa contestazione. Ma li, come ricostruisce l'ellenico che parla dal di dentro (per cui presumo sia una ricostruzione abbastanza attendibile), anche per Calleri la priorità era il bilancio e la ricerca di campioni non ancora affermati a buon prezzo. Con la differenza che dietro a lui manovrava una certa politica e una certa banca che al momento opportuno ha guidato la transizione verso Cragnotti.

Più in generale, per come l'ho sempre vissuta io,  tutti gli anni della Lazio sono fantastici o favolosi. Per il semplice fatto che è la storia della Lazio. Dal 1900 al 2015.

nessuno disconosce a calleri l'attenzione al Bilancio, nessuno e tanto meno io.
Però è ingiusto paragonarlo a lotito fosse solo per l'attenzione che metteva al rafforzamento tecnico della squadra di serie A.
Anche calleri prese la Lazio al funerale, ma a differenza di Lotito ereditò una squadra prima di valore tecnico e nel giro di due anni la salvo da i meno nove e ottenne una promozione in serie A.
Giusto per ricordare:
86/87: Acerbis, Brunetti, Camolese, Esposito, Gregucci, Mandelli, Pin, Sgarbossa, Terraneo. (All. Fascetti)
87/88: Beruatto, Foschi, Galderisi (titolare al mondiale dell'anno prima), Martina, Monelli, Muro, Nigro, Savino (All Fascetti)
88/89: Gutierrez, Sosa, Dezotti, Monti, Sclosa, Icardi (All. Materazzi)
89/90: Sergio, Troglio, Soldà, F.Marchegiani, Bergodi, Amarildo, Orsi, Nardecchia, A.Bertoni (All. Materazzi)
90/91: Madonna, Vertova, Lampugnani, Domini, Bacci, Riedle (10 miliardi = 5,16 k euro, cifra che sto presidente non ha mai speso per un centravanti!) All. Dino Zoff
91/92: Gascoigne, Doll, Capocchiano, Verga, Corino, Stroppa, Melchiori e Neri. All. Dino Zoff

Ora, rileggendo tutte queste campagne acquisti, come si fa a paragonare Lotito a Calleri, come si fa.
E' evidente dalla lettura dei calciatori acuistati che dietro esisteva un progetto tecnico atto ad accresscere il tasso tecnico della SS Lazio 1900.

92/93 fu la stagione della svolta, perchè Calleri considerando che alle spalle aveva la sola Mondialpol che altro non è che una Gasoltermica qualsiasi, decise che di più non poteva fare e vendette la Lazio a Sergio Cragnotti.
Per questo motivo Calleri è amato da tutti i laziali.

italicbold

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Chiudemo sto topic che sta a diventa una farsa.

Il Mitico™

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Citazione di: AquilaLidense il 27 Nov 2015, 17:23
nessuno disconosce a calleri l'attenzione al Bilancio, nessuno e tanto meno io.
Però è ingiusto paragonarlo a lotito fosse solo per l'attenzione che metteva al rafforzamento tecnico della squadra di serie A.
Anche calleri prese la Lazio al funerale, ma a differenza di Lotito ereditò una squadra prima di valore tecnico e nel giro di due anni la salvo da i meno nove e ottenne una promozione in serie A.
Giusto per ricordare:
86/87: Acerbis, Brunetti, Camolese, Esposito, Gregucci, Mandelli, Pin, Sgarbossa, Terraneo. (All. Fascetti)
87/88: Beruatto, Foschi, Galderisi (titolare al mondiale dell'anno prima), Martina, Monelli, Muro, Nigro, Savino (All Fascetti)
88/89: Gutierrez, Sosa, Dezotti, Monti, Sclosa, Icardi (All. Materazzi)
89/90: Sergio, Troglio, Soldà, F.Marchegiani, Bergodi, Amarildo, Orsi, Nardecchia, A.Bertoni (All. Materazzi)
90/91: Madonna, Vertova, Lampugnani, Domini, Bacci, Riedle (10 miliardi = 5,16 k euro, cifra che sto presidente non ha mai speso per un centravanti!) All. Dino Zoff
91/92: Gascoigne, Doll, Capocchiano, Verga, Corino, Stroppa, Melchiori e Neri. All. Dino Zoff

Ora, rileggendo tutte queste campagne acquisti, come si fa a paragonare Lotito a Calleri, come si fa.
E' evidente dalla lettura dei calciatori acuistati che dietro esisteva un progetto tecnico atto ad accresscere il tasso tecnico della SS Lazio 1900.

92/93 fu la stagione della svolta, perchè Calleri considerando che alle spalle aveva la sola Mondialpol che altro non è che una Gasoltermica qualsiasi, decise che di più non poteva fare e vendette la Lazio a Sergio Cragnotti.
Per questo motivo Calleri è amato da tutti i laziali.

E' proprio questa la differenza: prendere una Lazio che lottava per non retrocedere in Serie B e portarla in Serie A è più facile che prendere una Lazio che lottava per la salvezza e portarla chissà dove, e poi appunto Calleri vendette a Cragnotti, ma qui non c'è nessun Cragnotti pronto a comprare la Lazio, altrimenti fidati che Lotito è da un pezzo che l'aveva ceduta. 

dani2110

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Citazione di: AquilaLidense il 27 Nov 2015, 17:23
nessuno disconosce a calleri l'attenzione al Bilancio, nessuno e tanto meno io.
Però è ingiusto paragonarlo a lotito fosse solo per l'attenzione che metteva al rafforzamento tecnico della squadra di serie A.
Anche calleri prese la Lazio al funerale, ma a differenza di Lotito ereditò una squadra prima di valore tecnico e nel giro di due anni la salvo da i meno nove e ottenne una promozione in serie A.
Giusto per ricordare:
86/87: Acerbis, Brunetti, Camolese, Esposito, Gregucci, Mandelli, Pin, Sgarbossa, Terraneo. (All. Fascetti)
87/88: Beruatto, Foschi, Galderisi (titolare al mondiale dell'anno prima), Martina, Monelli, Muro, Nigro, Savino (All Fascetti)
88/89: Gutierrez, Sosa, Dezotti, Monti, Sclosa, Icardi (All. Materazzi)
89/90: Sergio, Troglio, Soldà, F.Marchegiani, Bergodi, Amarildo, Orsi, Nardecchia, A.Bertoni (All. Materazzi)
90/91: Madonna, Vertova, Lampugnani, Domini, Bacci, Riedle (10 miliardi = 5,16 k euro, cifra che sto presidente non ha mai speso per un centravanti!) All. Dino Zoff
91/92: Gascoigne, Doll, Capocchiano, Verga, Corino, Stroppa, Melchiori e Neri. All. Dino Zoff

Ora, rileggendo tutte queste campagne acquisti, come si fa a paragonare Lotito a Calleri, come si fa.
E' evidente dalla lettura dei calciatori acuistati che dietro esisteva un progetto tecnico atto ad accresscere il tasso tecnico della SS Lazio 1900.

92/93 fu la stagione della svolta, perchè Calleri considerando che alle spalle aveva la sola Mondialpol che altro non è che una Gasoltermica qualsiasi, decise che di più non poteva fare e vendette la Lazio a Sergio Cragnotti.
Per questo motivo Calleri è amato da tutti i laziali.

Se non sboroneggiavi con l'ultima frase, forse saresti stato più credibile.

Li hai sbragato proprio per voler stravincere su un ragionamento che non sta mai in piedi.

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Tarallo

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Citazione di: italicbold il 27 Nov 2015, 17:35
Chiudemo sto topic che sta a diventa una farsa.

Che poi era un topic sul sito :lol:

AquilaLidense

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italicbold

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Citazione di: Tarallo il 27 Nov 2015, 17:44
Che poi era un topic sul sito :lol:

Il sito ai tempi di Calleri era molto meglio.

pentiux

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Citazione di: italicbold il 27 Nov 2015, 17:56
Il sito ai tempi di Calleri era molto meglio.
1. Calleri
2. Calleri
3. Calleri
4. Calleri
5. Calleri
6. Calleri
7. Calleri
8. Calleri
9. Calleri
10. Calleri
11. Calleri

All. Calleri

...e Calleri è il nemico degli Ultras!

(per chi ama i cit.)

Aquila Romana

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gaizkamendieta

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Citazione di: Il Mitico™ il 27 Nov 2015, 17:41
E' proprio questa la differenza: prendere una Lazio che lottava per non retrocedere in Serie B e portarla in Serie A è più facile che prendere una Lazio che lottava per la salvezza e portarla chissà dove, e poi appunto Calleri vendette a Cragnotti, ma qui non c'è nessun Cragnotti pronto a comprare la Lazio, altrimenti fidati che Lotito è da un pezzo che l'aveva ceduta.
vera la prima parte, la seconda ne tu ne io possiamo saperlo, l'impressione è che se anche ci fosse non è come dici te...

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Magnopèl

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Sbaglio o sul nuovo sito non è possibile ancora ascoltare/trovare LSR?

Daniela

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Citazione di: Magnopèl il 28 Nov 2015, 14:00
Sbaglio o sul nuovo sito non è possibile ancora ascoltare/trovare LSR?

è vero non si può :(

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