di Daniele Magliocchetti
ROMA (2 agosto) - Due minuti per restare folgorato e capire quanto sia stato giusto e logico investire quasi 14 milioni di euro per il signor Hernanes. Un'enormità, vero, ma anche una soddisfazione. Due minuti che sono bastati al ds Igli Tare per innamorarsi ancora di più del regista brasiliano e che l'hanno ripagato delle fatiche e nottate di questi estenuanti giorni di trattative. Dalla tribuna dello stadio Morumbi di San Paolo, durante la gara di campionato con il Cearà, il dirigente albanese si stropicciava gli occhi e telefonava al presidente Lotito e a Reja per renderli partecipi delle imprese del loro nuovo acquisto.
Due soli minuti che, a parte i laziali, hanno anche acceso i tifosi paulisti, quando al 20' e 22' del primo tempo il Profeta, così lo chiamano da quelle parti, ha prima collocato il pallone sulla testa di Fernandao per l'1-0 e successivamente, dalla lunetta dell'area, ha servito un assist perfetto per l'ex milanista Ricardo Oliveira che ha dovuto solo appoggiare il pallone in rete per il momentaneo 2-0. Alla fine la partita è terminata 2-1 per il San Paolo, ma è stato un trionfo lo stesso. Per il giocatore, per la sua attuale e futura squadra, ma anche per i dirigenti biancocelesti che in questa operazione hanno messo reputazione e anima.
E poco importa che dal brasile prima nella tarda mattinata, ma pure durante il pomeriggio si spargevano voci negative sulla trattativa subito diffuse con particolare solerzia. Fanno parte del gioco e in questa situazione ancora di più. Già perché il club paulista tra tre giorni si gioca «la vita» nella semifinale di ritorno di Libertadores (la Champions League sudamericana) con i rivali dell'Internacional di Porto Alegre. E prepararsi a questa importante e delicata sfida con la ferale notizia della cessione dell'idolo del San Paolo e punto di riferimento dei tifosi è assai rischioso.
Quindi, ecco le famose e fin troppo banali frasi tipo «non è ancora fatta» oppure la minacciosa per «14 milioni di euro l'affare non decolla proprio». Peccato che il San Paolo, nella notte italiana tra venerdì e sabato, ha accettato la proposta della Lazio di 13,5 milioni di euro pagabili il 60% (circa 8 milioni) entro due settimane dall'avvenuta cessione, e il restante 40% entro dicembre del 2010. Un patto sancito e suggellato ancora una volta sulle tribune dello stadio Morumbi durante la partita del San Paolo tra il presidente Juvencio e Tare che, a un certo punto, pare gli abbia anche passato Lotito al telefono. Insomma, tutto va come deve andare. Non solo. Ieri, su richiesta formale e fin troppo normale del San Paolo, sarebbero arrivate via fax anche le garanzie bancarie da parte della Lazio. E oggi ne seguiranno delle altre, se non altro perché è lunedì e tecnicamente è più semplice.
Lotito attende fiducioso e sicuro di aver centrato un gran colpo. Talmente soddisfatto e sereno che oggi assieme alla famiglia dovrebbe passare un giorno di relax in Francia. Dall'altra parte del mondo c'è il ds Igli Tare che sta portando avanti l'operazione e sta sistemando gli ultimi dettagli. Il dirigente albanese, assieme al manager Penha e a un membro della Traffic, avrebbe incontrato Hernanes. Gli ha fatto i complimenti per la gara, ma i due hanno anche parlato del futuro, del super ingaggio (1,5 a salire fino a 2 milioni di euro per i prossimi cinque anni) e di quello che l'aspetta a Roma.
Una veloce telefonata anche ad André Dias, anche lui in Brasile dalla moglie e dalle sue due neonate gemelle, per far capire a Hernanes che la scelta che ha fatto è quella giusta. In tanti già sognano e non vedono l'ora che il Profeta sbarchi a Fiumicino per rendergli omaggio. Bisognerà vedere se sarà dopo il 5 agosto oppure dopo il 18, giorno della finale di Libertadores. Ecco, Hernanes sogna di lasciare la sua squadra con il trofeo tanto seguito e ambito. E chissà che non sia l'inizio di una nuova era.