Io con quali criteri ragionate non lo capirò mai.
Abbiamo preso Reja, classe 1945, un onesto mestierante che a 65 anni contava poco più di cento panchine in Serie A, senza manco una qualsiasi gara internazionale, quando questo era tagliato fuori dal giro da due anni e allenava a Spalato. Un "giro" tra l'altro fatto di Vicenza e Pescara, quasi sempre in B, con la parentesi di un Napoli preso in B e portato a mezza classifica in A.
E' indubbio che Reja si sia dimostrato per lo meno all'altezza della situazione, riportando buon senso e un minimo di ordine in una squadra allo sbando.
A distanza di cinque anni, il settantenne Reja si dimostra ancora in grado di fare l'allenatore in Serie A (accumulando tra l'altro più panchine negli ultimi 5 anni che nel resto della sua lunghissima carriera...)
Ci accostano a Marcello Lippi, tre anni più giovane di Edy, che magari non verrà mai per altri motivi, ma che mentre il collega svernava a Spalato, era l'allenatore della Nazionale Italiana. Uno che ha vinto, nell'ordine (cito Wikipedia):
Campionato italiano: 5
Coppa Italia Coppa Italia: 1
Supercoppa italiana: 4
Chinese Super League: 3
Coppa della Cina: 1
UEFA Champions League: 1
Coppa Intercontinentale: 1
Supercoppa UEFA: 1
Asian FC Champions League: 1
Campionato mondiale per Nazioni: 1
Riconoscimenti individuali:
Premio l'Allenatore dei sogni: 1
Panchina d'oro: 2
Miglior allenatore dell'anno IFFHS: 2
Allenatore dell'anno UEFA: 1
Oscar del calcio AIC: 3
Migliore allenatore: 1997, 1998, 2003
Allenatore dell'anno World Soccer: 1 (2006)
Allenatore europeo dell'anno El País: 3
Commissario tecnico dell'anno IFFHS: 1
Premio Panchina d'oro speciale: 1
Premio Gianni Brera allo sportivo dell'anno: 1
Inserito nella Hall of fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano: 2011
Premio Bulgarelli al miglior allenatore del decennio 1995-2005
E noi, di fronte ad uno così, storciamo il naso?
Statura morale a parte, questo potrebbe essere il nostro Dino Zoff per i prossimi dieci anni. Uno che capisce di calcio quanto Marcello Lippi, a Formello non si è mai visto negli undici anni di Lotito.
Uno con la capacità d'attrazione mediatica come Marcello Lippi, lo sognamo dai tempi di Mancini (altro che avrei preso di corsa quando si svincolò dal Galatasaray, tra molti che alzavano il sopracciglio).
Uno con il carisma, in campo e fuori, con i giocatori e con la società, come Marcello Lippi, probabilmente in panchina non ce lo abbiamo mai avuto.
Ma Lippi è vecchio.
Reja no, con zio Edy, per trent'anni scartato dal grande calcio, avevamo l'uomo di calcio a Formello.
Con Lippi abbiamo uno che ha staccato la spina.
Per carità, Lippi purtroppo con noi non ce se mischia, ma io certi laziali, che vengono dall'esordiente low cost Mimmo Caso, il mestierante di basso profilo Papadopulo, l'appena retrocesso Delio Rossi, Ballardini il subentrante a vita, Reja il croato, Petkovic lo sconosciuto e Pioli l'incompiuto, proprio non lo capisco come possano alzare obiezioni su Marcello Lippi.