Ma essere semplicemente più furbi e arguti nella sacrosanta lotta contro la cornice marcia che insidia la Lazio (Reja aveva ragione e intendeva altro, non i tifosi), controbattere punto per punto con pungente, ma civile ironia e pertinenza alle menzogne di Repubblica, di Abate, o di chicchessia, invece di fare sceneggiate napoletane, no? No, vabbè. Lotito, in questo modo, ha semplicemente creato un altro alibi ai vari componenti del lotitovattana noncerprogetto ènifmane. Ecco il risultato, è passato dalla parte del torto pur (forse) avendo ragione. La levata di scudi proseguisce e anche un giornalista mediocre come Benedetti non aspettava altro. Venghino i siori, venghino, mancavano solo i crocifissi...
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CALCIO / Lazio: IL CROCIFISSO CE LO HANNO FATTO TOGLIERE. ORA FACCIAMO LA DEMOCRAZIA
Tempo fa, discutendo con un personaggio del mondo della politica, gli posi un quesito religioso ma anche di natura sociale: perché in un paese profondamente cattolico, in nome della democrazia e del rispetto, è stato tolto il crocifisso all'interno delle scuole? "Semplice - E' stata la sua risposta - Perché noi rappresentiamo la democrazia. E pur sapendo quanto nei paesi di altre religioni il loro comportamento sia diametralmente opposto noi dobbiamo comportarci in nome della libertà". Già, libertà di stampa, libertà di parola, libertà di espressione, di pensiero, ma non libertà di cafonaggine. Perché nel momento in cui il nostro comportamento va a ledere la libertà del prossimo si incappa in un "reato". Il reato di prevaricazione. Sto parlando naturalmente del Presidente Lotito e della sua ennesima manifestazione di arroganza perpetrata nei confronti di un collega che ha avuto solo il torto di porgli una domanda poco gradita. Qui ovviamente non centra nulla la Lazio e i colori della squadra che amiamo, ma solo un aspetto di pura educazione e rispetto per chi, precario, è mandato ogni giorno a sue spese a Formello per poter racimolare tutte le notizie utili alla stesura di un pezzo. E' quello che fa tutti i giorni Alberto Abbate. Cronista del quotidiano "La Repubblica" che ieri è stato preso a male parole e CACCIATO via da Formello solo per aver chiesto lumi su alcune voci, a lui poco chiare, legate al bilancio della Lazio. Quindi non si parla di giocatori, di risultati, di allenatore. Nulla di tutto ciò ma solo di vita quotidiana. E non è neanche la prima volta. Ora spero che l'ordine dei giornalisti nella persona del nostro presidente Bruno Tucci prenda i giusti provvedimenti perché, fra le altre cose, il signor Lotito è anche iscritto, come pubblicista, all'albo professionale. Ma qualcosa deve essere fatto anche dal punto di vista civico considerato che la nostra democrazia non può consentire a nessuno, da Berlusconi in giù, di potersi comportare in maniera arrogante e minacciosa verso chicchessia. Il crocifisso ce lo hanno fatto togliere. Ora però facciamo la democrazia.
Stefano Benedetti