vili, mediocri, feroci, superbi
questa è la Roma di queste madri
una roma romanista
Grande, grandissimo, immenso Marcantonio! :D
Tutto vero!!
Questo video dovrebbe essere inviato a chi sappiamo noi.
Standing ovation
........non ce capite un cazzo de pallone .....
Marcantonio ti stimo.
A Pa'.
mecojioni
:o
da mandare a molti, che ovviamente penserebbero che si stia parlando di altri
Bravo marcantonio.
La ballata delle madri
Pier Paolo Pasolini
(http://www.pierpaolopasolini.it/images/pasolini_riflette.jpg)
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
E' così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.
Di 'ste madri incinta ce ne sono ancora parecchie, e purtroppo non di soli peperonici...
mamma mia, sempre attuale,
cantore della nostra società
Scusate l'OT.
Eduardo parla di Pasolini.
Ci vorrebbe giudizio nell'usare la Poesia.
Ma e pur vero che nel frenetico consumismo contemporaneo equivarrebbe a chiedere a una leonessa di masticare lentamente i lembi di una coscia di zebra, per gustarla meglio.
Anche se può sembrare immediato (effettivamente siamo aggrediti da un marea di m.erde) o prezioso l'accostamento agli "altri"...le madri della poesia sono le madri italiane (italiche), tutte le nostre madri borghesi. E le virtù elencate possono essere le nostre.
Ma il selvaggio dolore di essere uomini, quello in senso assoluto, non può essere eletto a vessillo di una parte, la nostra.
Proprio perché "noi" ne dovremmo essere consapevoli.
Sia chiaro è anche un bene che la Poesia sia usata e consumata, ma qui stride.
Attenzione a qualificare il nemico (anche il disprezzo ha forme e contenuti propri). Oppure, se si vuole, a smettere di stimolare nel calcio e per il calcio un senso alto di giustizia (perché infantile).
Tra noi e loro e gli altri la discriminante è politica ed economica.
(un vero ultras direbbe "contro tutto e tutti")
Da 90 anni circa si manovra per una unica e fascistissima squadra a Roma e "noi" che abbiamo resistito e che viviamo perché DIVERSI (cromosomicamente, per nascita, per diritto d'esistere ed essere, direi antifascisticamente) dovremmo esserne consapevoli. Pure poeticamente.
Gli affari nel calcio si risolvono nella sostanza della lupara, nell'equilibrio del mercato mondiale (e locale). E ai giornalisti, figli di questa ballata, non spetta che romanzare (ad uso e consumo) queste stesse sostanze.
Anche se marginale al topic, dico che siamo tutti uguali (noi loro e quelli del nord), umanamente non ci distinguiamo più, sempre se sia mai possibile il ricordo, la memoria, di una stagione tanto mitica. C'è si qualche individualità di acume e nobiltà sportive, erede spirituale di ideali molto novecenteschi e così poco moderni. Ma un'inezia praticamente.
(mi fermo su altre considerazioni, tipo su certi gruppi estremi e sui loro numerosi seguaci, in voga fin dagli anni 90)
Citazione di: lastoriasiamonoi il 14 Giu 2015, 01:32
Ci vorrebbe giudizio nell'usare la Poesia.
"stai cor forcone"
:p
Citazione di: lastoriasiamonoi il 14 Giu 2015, 01:32
Ci vorrebbe giudizio nell'usare la Poesia.
Ma e pur vero che nel frenetico consumismo contemporaneo equivarrebbe a chiedere a una leonessa di masticare lentamente i lembi di una coscia di zebra, per gustarla meglio.
Anche se può sembrare immediato (effettivamente siamo aggrediti da un marea di m.erde) o prezioso l'accostamento agli "altri"...le madri della poesia sono le madri italiane (italiche), tutte le nostre madri borghesi. E le virtù elencate possono essere le nostre.
Ma il selvaggio dolore di essere uomini, quello in senso assoluto, non può essere eletto a vessillo di una parte, la nostra.
Proprio perché "noi" ne dovremmo essere consapevoli.
Sia chiaro è anche un bene che la Poesia sia usata e consumata, ma qui stride.
Attenzione a qualificare il nemico (anche il disprezzo ha forme e contenuti propri). Oppure, se si vuole, a smettere di stimolare nel calcio e per il calcio un senso alto di giustizia (perché infantile).
Tra noi e loro e gli altri la discriminante è politica ed economica.
(un vero ultras direbbe "contro tutto e tutti")
Da 90 anni circa si manovra per una unica e fascistissima squadra a Roma e "noi" che abbiamo resistito e che viviamo perché DIVERSI (cromosomicamente, per nascita, per diritto d'esistere ed essere, direi antifascisticamente) dovremmo esserne consapevoli. Pure poeticamente.
Gli affari nel calcio si risolvono nella sostanza della lupara, nell'equilibrio del mercato mondiale (e locale). E ai giornalisti, figli di questa ballata, non spetta che romanzare (ad uso e consumo) queste stesse sostanze.
Anche se marginale al topic, dico che siamo tutti uguali (noi loro e quelli del nord), umanamente non ci distinguiamo più, sempre se sia mai possibile il ricordo, la memoria, di una stagione tanto mitica. C'è si qualche individualità di acume e nobiltà sportive, erede spirituale di ideali molto novecenteschi e così poco moderni. Ma un'inezia praticamente.
(mi fermo su altre considerazioni, tipo su certi gruppi estremi e sui loro numerosi seguaci, in voga fin dagli anni 90)
Citazione di: lastoriasiamonoi il 14 Giu 2015, 01:32
Ci vorrebbe giudizio nell'usare la Poesia.
Ma e pur vero che nel frenetico consumismo contemporaneo equivarrebbe a chiedere a una leonessa di masticare lentamente i lembi di una coscia di zebra, per gustarla meglio.
Anche se può sembrare immediato (effettivamente siamo aggrediti da un marea di m.erde) o prezioso l'accostamento agli "altri"...le madri della poesia sono le madri italiane (italiche), tutte le nostre madri borghesi. E le virtù elencate possono essere le nostre.
Ma il selvaggio dolore di essere uomini, quello in senso assoluto, non può essere eletto a vessillo di una parte, la nostra.
Proprio perché "noi" ne dovremmo essere consapevoli.
Sia chiaro è anche un bene che la Poesia sia usata e consumata, ma qui stride.
Attenzione a qualificare il nemico (anche il disprezzo ha forme e contenuti propri). Oppure, se si vuole, a smettere di stimolare nel calcio e per il calcio un senso alto di giustizia (perché infantile).
Tra noi e loro e gli altri la discriminante è politica ed economica.
(un vero ultras direbbe "contro tutto e tutti")
Da 90 anni circa si manovra per una unica e fascistissima squadra a Roma e "noi" che abbiamo resistito e che viviamo perché DIVERSI (cromosomicamente, per nascita, per diritto d'esistere ed essere, direi antifascisticamente) dovremmo esserne consapevoli. Pure poeticamente.
Gli affari nel calcio si risolvono nella sostanza della lupara, nell'equilibrio del mercato mondiale (e locale). E ai giornalisti, figli di questa ballata, non spetta che romanzare (ad uso e consumo) queste stesse sostanze.
Anche se marginale al topic, dico che siamo tutti uguali (noi loro e quelli del nord), umanamente non ci distinguiamo più, sempre se sia mai possibile il ricordo, la memoria, di una stagione tanto mitica. C'è si qualche individualità di acume e nobiltà sportive, erede spirituale di ideali molto novecenteschi e così poco moderni. Ma un'inezia praticamente.
(mi fermo su altre considerazioni, tipo su certi gruppi estremi e sui loro numerosi seguaci, in voga fin dagli anni 90)
tutto vero ma la forzatura operata, con poco giudizio :), ha un senso.
perchè se è vero che tutti noi siamo questi qui, figli di queste madri qui, è anche vero che superbia e mediocrità nel mero mondo pallonaro sono parte integrante nel dna riomico
è una lettura calcistica di una poesia, fra er serio e er faceto
ps
per Roma romanista, intendo un fallimento, intendo la speranza di una possibilità esitata nell'impossibile
Che topic stupendo.
Complimenti all'estensore e a tutti quelli che,intervenendovi, lo stanno arricchendo.
Grazie!
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Citazione di: lastoriasiamonoi il 14 Giu 2015, 01:32
Ci vorrebbe giudizio nell'usare la Poesia.
Ma e pur vero che nel frenetico consumismo contemporaneo equivarrebbe a chiedere a una leonessa di masticare lentamente i lembi di una coscia di zebra, per gustarla meglio.
Anche se può sembrare immediato (effettivamente siamo aggrediti da un marea di m.erde) o prezioso l'accostamento agli "altri"...le madri della poesia sono le madri italiane (italiche), tutte le nostre madri borghesi. E le virtù elencate possono essere le nostre.
Ma il selvaggio dolore di essere uomini, quello in senso assoluto, non può essere eletto a vessillo di una parte, la nostra.
Proprio perché "noi" ne dovremmo essere consapevoli.
Sia chiaro è anche un bene che la Poesia sia usata e consumata, ma qui stride.
Attenzione a qualificare il nemico (anche il disprezzo ha forme e contenuti propri). Oppure, se si vuole, a smettere di stimolare nel calcio e per il calcio un senso alto di giustizia (perché infantile).
Tra noi e loro e gli altri la discriminante è politica ed economica.
(un vero ultras direbbe "contro tutto e tutti")
Da 90 anni circa si manovra per una unica e fascistissima squadra a Roma e "noi" che abbiamo resistito e che viviamo perché DIVERSI (cromosomicamente, per nascita, per diritto d'esistere ed essere, direi antifascisticamente) dovremmo esserne consapevoli. Pure poeticamente.
Gli affari nel calcio si risolvono nella sostanza della lupara, nell'equilibrio del mercato mondiale (e locale). E ai giornalisti, figli di questa ballata, non spetta che romanzare (ad uso e consumo) queste stesse sostanze.
Anche se marginale al topic, dico che siamo tutti uguali (noi loro e quelli del nord), umanamente non ci distinguiamo più, sempre se sia mai possibile il ricordo, la memoria, di una stagione tanto mitica. C'è si qualche individualità di acume e nobiltà sportive, erede spirituale di ideali molto novecenteschi e così poco moderni. Ma un'inezia praticamente.
(mi fermo su altre considerazioni, tipo su certi gruppi estremi e sui loro numerosi seguaci, in voga fin dagli anni 90)
D'accordo su tutto, ma l'omologazione forzata dei linguaggi, a partire dall'appiattimento della storia e cultura delle classi sociali,soprattutto popolari, provocata e voluta dal mondo mediatico neocapitalista di quegli anni ,a favore di una uniformità culturale livellata verso il basso,per la creazione di monoclassi di consumatori, era tema caro a Pasolini.
E lo spunto, IMHO, c'e' ed e' fertile.
E poi, Pasolini giocava a pallone....
Bello, bravi. So' d'accordo su tutto, e con tutti
Se se po'...
:D
Applausi! :ssl
Citazione di: stefy40 il 15 Giu 2015, 13:29
Bello, bravi. So' d'accordo su tutto, e con tutti
Se se po'...
:D
Se po', se po'... ;) :beer: