dalla "agenzia biancoceleste"
27 settembre 2013
Petkovic, svolta in due mosse (Corriere dello Sport)
Fabrizio Patania
ROMA – Tutti in concorrenza, gerarchie meno stabili. E poi tanta corsa. Più movimento e un gioco ad alta velocità. Serviranno conferme, ma dietro al successo sul Catania s'è nascosta la svolta di Petkovic. Ha ribaltato la Lazio in due mosse, dentro lo spogliatoio e anche sul campo. Gli effetti si scopriranno tra qualche settimana, ma il tecnico bosniaco mercoledì sera all'Olimpico sorrideva e non ha nascosto la propria soddisfazione. Per una volta, dopo essersi adattato a lungo al passo cammellato di molti centrocampisti della Lazio, ha visto una squadra vicina al suo modo di intendere il calcio sviluppato in verticale e sulle corsie esterne, sfruttando "incroci" e "sovrapposizioni". I principi base del 4-4-2, che conosce benissimo, riadattati alla Lazio.
CONCORRENZA
– La prima mossa è stata psicologica. Voleva trasmettere stimoli nuovi al gruppo, recependo i segnali colti sul campo di Formello. La vecchia guardia uscita a pezzi dal derby con la Roma e più in generale stordita da un'estate di bagordi e festeggiamenti per la Coppa Italia. Il successo appaga, toglie motivazioni. E' una legge di natura. Inevitabile. A cui si possono aggiungere malumori diversi, aspettative di contratto, Mondiali in arrivo tra qualche mese e così via. Si erano seduti in troppi. Se n'è accorto Vlado, protetto dalla società. E allora ha scelto di rimescolare le carte, anche perché dietro ai titolarissimi ci sono ragazzi di belle speranze e altri grandi giocatori (su tutti Ederson) con la fame giusta, pronti a inghiottire l'erba. «E' uno dei pochi che può fare la differenza, ma lo metterò anche in concorrenza» aveva sibilato Petkovic a proposito di Hernanes, non a caso lasciato in panchina. Il Profeta non era felicissimo per l'esclusione, ma quando è entrato ha risposto sul campo segnando il terzo (sospiratissimo) gol della partita, chiusa allo scadere. Tutti sul filo, dunque, perché la rosa ampia può permetterlo. E nessuno intoccabile. Con tanti senatori insidiati dai ragazzi. Petkovic, per esempio, aspetta il ritorno del miglior Floccari per sostituire Klose. Ma se il centravanti calabrese non si sveglierà in fretta, presto toccherà al colombiano Perea.
MOVIMENTO
- Non è questione di modulo, Petkovic lo ha spiegato tante volte. E poi tra il 4-1-4-1 della passata stagione e il 4-2-3-1 di mercoledì sera cambia soltanto la posizione di un centrocampista. Con Hernanes si gioca con un playmaker (Ledesma o Biglia) e due interni di spinta e costruzione. Con Ederson è più logico disporsi con due mediani (l'altra sera erano Ledesma e Onazi) e un trequartista a ridosso del centravanti. La novità della partita con il Catania è stata nel movimento. Raramente la Lazio di Petkovic aveva tenuto un ritmo alto per quasi novanta minuti, giocando in velocità e creando tante occasioni. Basta crederci e seguire l'azione, magari possedendo una buona corsa. Mercoledì sera Candreva, Lulic, Ederson e Onazi si lanciavano a rimorchio di Floccari e poi di Perea (doti da contropiedista). Cavanda e Pereirinha salivano, non solo garantendo sovrapposizione, ma sfilando per vie centrali ("incroci") dietro a Candreva e Lulic. Salivano in tanti nell'area del Catania e sono fioccate le occasioni. Gonzalez è un altro giocatore rapido. Hernanes, Biglia e Ledesma sono più statici, giocano un calcio diverso, più ragionato. Bisognerà miscelare bene gli ingredienti, anche in funzione della partita. Petkovic sta cominciando a trovare la quadratura.
analisi attenta e affatto banale. personalmente, più che sui concetti di concorrenza e di movimento - pure importanti in questo momento della Lazio - porrei l'attenzione sui concetti - anch'essi trattati da patania, ma con meno rilievo - di rapidità e di verticalizzazione
soffermandoci sulle incertezze di cana o sulla inconcludenza di floccari, rischiamo di perdere di vista l'essenziale di questo momento biancoceleste. la Lazio a una punta, che avanza, quando avanza, lentamente verso la porta avversaria e che affida ai tiri dalla luna di candreva o di hernanes la svolta della partita, bene, quella Lazio sta scomparendo. la punta resta una, i movimenti dietro di lei però stanno cambiando. l'immagine più efficace per rappresentare questa trasformazione sono il primo gol contro il chievo e il secondo contro il catania: palla rubata da ederson nel primo, verticalizzazione immediata su candreva, venti metri palla al piede verso la porta, tiro deivato, gol; palla persa a centrocampo dagli etnei, trenta metri di lulic palla al piede verso la porta, tiro, gol
di azioni così la Lazio ne fa a ripetizione, dal centrosinistra con lulic (che in questa prime cinque partite ha tirato in porta più che in tutti i due anni precedenti), dal centro con ederson (più che con hernanes, anche se il tiro del profeta è altra cosa...), dal centrodestra con candreva (che arriva al tiro con sempre più frequenza dal limite o da dentro l'area). gli spazi e gli uomini tuttavia sono variabili. conta la rapidità delle verticalizzazioni. contano poi le accelerazioni che sanno imprimere onazi e cavanda e keità (non a caso tre coloured di evidente prepotenza fisica; ma anche il pereirina visto mercoledì sembra promettere bene in questo senso)
patania parla di "svolta di petkovic". i contorni di questa svolta non sono ancora chiarissimi. però, l'impressione che, parlando della stagione appena agli inizi, si debba rimetter mano a tutto il nostro armamentario critico sul gioco biancoceleste, appare innegabile