Per farmi male ho ascoltato stamattina in radio difettosa una replica di una trasmissione di ieri con mandolesi. Era la parte finale con le mitiche dirette dei decerebrati. Il tono della discussione era tutto su quanto la loro storia sia superiore alla nostra perchè LORO hanno avuto Di Bartolomei, giannini e titty, bandiere che non hanno mai abbandonato la squadra, mentre noi abbiamo venduto o lasciato andare supposti simboli di lazialità come Nesta, Chinaglia o Signori. Non capivo il perchè di questa ormai tragicomica discussione, soprattutto alla luce del trattamento riservato a Di Bartolomei ed il principe de noartri. Poi finalmente la luce. Sono stati ore a disquisire della visita di Gazza ed a compararla con la loro triste realtà. Hanno schiumato rabbia, ci hanno invidiato, hanno capito che per quanto cerchino di autoconvincersi saranno per sempre non uno, ma due, 10, 100 passi dietro di noi. Le lacrime di un campione VERO, di una leggenda del calcio mondiale, e non di uno cartonato costruito a tavolino da un omino coi baffi, gli hanno dimostrato cosa significa veramente l'attaccamento ai colori di una maglia gloriosa come quella della Lazio. Cari (ma anche no) riommici che ci leggete, non avreste mai dovuto cambiare canale...