accadeva anche lo scorso anno. in misura minore, però. e anche per ragioni più facili da individuare; o forse più semplicisticamente individuabili. il parco attaccanti dello scorso campionato, così si diceva, era inadeguato: zarate ha smarrito la via del gol (obiettivamente, anche con l'inter la sensazione rimane), floccari è un giocatore di manovra e non un goleador (ed è così, in effetti), kozak è agli esordi, di rocchi non si sa più cosa dire (e poi lo scorso anno è stato spesso infortunato)
la Lazio ha impostato la sua campagna acquisti intorno a questo problema. via zarate e floccari, dentro klose e cisse. via due non goleador, dentro due carriere (internazionali) da 450 gol e più (la somma, naturalmente). i risultati però non sono pari alle attese: 5 gol di klose, 1 per cisse, 0 per la coppia rocchi-kozak. la questione dunque non sembrerebbe legata alle qualità balistiche degli attaccanti. o almeno, non tutto può essere spiegato in questi termini
la Lazio produce molto gioco offensivo, crea molte occasioni da gol (almeno per il nostro campionato), non meno di 5 o 6 a partita. perché allora tante difficoltà nel tradurre in gol, in una misura adeguata di gol, un volume così alto di occasioni? se non dipende (soltanto) dalle qualità dei finalizzatori, la spiegazione può stare nella qualità del gioco offensivo? nella qualità delle occasioni che si producono (palle "occasionali", solo di rado frutto di schemi)?
io, da tifoso non da tecnico, posso notare questo: nel gioco offensivo della Lazio di reja è pressoché assente il cross dal fondo, siano essi rasoterra o per la testa degli attaccanti (ricordo tre eccezioni: konko per hernanes a Milano, klose per sculli contro il genoa, cisse per rocchi a lisbona); cisse non viene mai lanciato in verticale verso la porta, questo tipo di azione è prevista pressoché esclusivamente per klose; l'inserimento da dietro - azione che lo scorso anno ha consentito a hernanes e mauri di andare spesso in gol - quest'anno è previsto quasi soltanto per sculli (quando gioca)
altro non so dire. resta che i nostri gol costano tantissimo, in gioco, in corsa, in errori. e nel calcio, ovviamente fondato su risorse umane limitate, quella economica è una legge ineludibile: più spendi (in termini di energie fisiche e mentali) da una parte, meno hai da spendere in altre. i nostri primi tempi all'olimpico spesso chiusi in vantaggio prevedono un dispendio energetico eccessivo, che paghiamo puntualmente con un calo delle capacità difensive nei secondi tempi. è una ipotesi, la mia, niente di più