Lo so, bisogna parlare per sé, allora sarebbe meglio: "Perché io, Laziale, sono diverso".
Ma no.
"Perchè i Laziali sono diversi"
Io, almeno lo credo. Fermamente. O forse voglio illudermi che così sia. Meglio: mi piacerebbe. Mi piacerebbe che tutti i Laziali come me avessero la consapevolezza di essere diversi. Di essere un'altra cosa. Meglio? Peggio? non lo so.
Sicuramente tutto, a noi, ci viene meglio.
Perchè di tutti gli anni e anni e anni che seguo la televisione, non avevo mai visto un artista, un conduttore, un anchorman, Laziale ma anche di qualsiasi altra squadra, disprezzare con tanta nonchalance un luogo, una memoria, una vicenda e un momento, in maniera così subdola e sconveniente, così fuori posto, così oscena. Che in un qualsiasi altro posto (di lavoro) al mondo, mezzora dopo sarebbe arrivato alle sue spalle il suo responsabile, l'avrebbe preso per un'orecchia e l'avrebbe sbattuto fuori. Non ho mai visto MAI da nessun Laziale (ma in coscienza, manco da qualsiasi altro) fare quello che s'è inventato Giovanni Floris (che non è Laziale) a Ballarò l'altra sera, a proposito di Albano Laziale. Mai.
Perchè i Laziali sono diversi.
Perchè in tutti gli anni che parliamo male dei romanisti (o dei milanisti, o juventini, napoletani, spallini, genoani etc.) invitando qualcuno di noi spesso anche con insistenza a boicottarli, a non "fargli avere manco uno dei miei soldi", etc. poi, se gli piace, i Laziali continuano a riempire i teatri, gli stadi, a seguire, se gli piace, i programmi televisivi, a leggere i libri e i giornali, ad ascoltare la musica, se gli piace, anche degli inenarrabili, anche degli ultras-curvasudde, senza alcun problema. Perchè i Laziali mettono la cultura e perchè no, il piacere (di ascoltare, di leggere, di guardare) prima, molto prima delle questioni di tifo. Perchè così si fa.
Perchè i Laziali sono diversi.
Perchè le scale dei valori sono differenti. Perchè certe cose, certi concetti, certe idee che ti arrivano fino nel profondo, quelle serie, quelle che ti porti dietro a volte per tutta la vita, hanno poco a che fare con tutto il resto. E i Laziali sanno discernere.
che tristezza
fa il paio con quell'altro coglionazzo che qualche anno in pieno rosicamento da "oh nooo" ci sprecò un editoriale della versione online della sua serissima rivista che ci dava dei contadini coi denti macchiati.
grande :since
Ciao Nanni,
non ti conosco di persona ma ti leggo con piacere da tanti anni: per questo, mi dispiace contraddirti.
In questo contesto, non siamo noi diversi: sono loro (ed un po', tu stesso lo hai ammesso).
Sono gli unici fermamente convinti che il loro modo di fare sia simpatico, divertente, apprezzato da tutto il globo terracqueo. Non è calcolo, non lo fanno appositamente: lo fanno in buona fede.
Per tutti loro (o perlomeno, soprattutto in città, per la quasi totalità), in primis per il suddetto conduttore, fare una battuta (cretina ed assolutamente fuori luogo) da romanisti è normale: di più, è moralmente e umanamente necessario ad ogni piè sospinto. Infilare in ogni contesto il loro totem puponico è cosa buona è giusta, è normale. Se glielo fai notare, cascano dalle nuvole, non capiscono dove sia l'errore. Non fanno finta: sono sinceri, proprio non ci arrivano a capire cosa non vada. Sporcare un muro per scrivere cretinate (nella migliore delle ipotesi) è lecito e giusto, perché non lo dovrebbero fare? E' una partita persa, non c'è modo di farli ragionare, è tutto il resto del mondo che sbaglia, mica loro.
Mio suocero, Romanista (la R maiuscola è assolutamente voluta), quando vedeva (è morto alle soglie del nuovo millennio) certe cose scuoteva la testa triste e sconsolato...
GP
La Lazio è una società sportiva nata per praticare lo sport. Quelli li sono nati da una operazione politica voluta dal regime fascista di allora per ragioni che nulla avevano a vedere con i valori dello sport.
Noi grazie al generale Vaccaro abbiamo rifiutato di dare altri significati alla ns Lazio e per questo siamo diversi e minoritari. Per loro essere tanti o convincersi di essere tanti vedi la conclamata riunione oceanica del circo massimo li rassicura come le pecore in mezzo al gregge. Per noi essere diversi e minoritari è una scelta che ci rende liberi nel pensiero e solitari come la ns aquila che si libra nel cielo. La ns scelta sarà dura ma sarà sempre più appagante.
L'incontro tra romanisti è un incontro di caciaroni omologati. L'incontro fra laziali ha il sapore della complicità di condividere valori unici in questa città
Noi siamo diversi perche non seguiamo la massa.........e le mode.
NOI ABBIAMO SCELTO DI ESSERE LAZIALI
:since
Caro Nanni.. io mi sono invece arreso. Il Laziale non può e soprattutto non vuole essere diverso...
Anzi pretende di essere come tutti gli altri tifosi. Pretende di vincere soprattutto e soprattutti. Con tutti i mezzi possibili.
Non siamo più diversi.. l'unica cosa che ci diversifica è il nome della squadra. Ci riempiamo la bocca con i valori sportivi dell'Olimpiade, ma poi quando quei valori ci fanno da catena frenante li vorremmo estirpare molto volentieri.
Andiamo fieri del nostro 1900 ma poi siamo convinti (letto con i miei occhi..) che tanto se fossimo falliti non sarebbe successo niente.
Abbiamo visto 'veramente' la morte colpire le persone più speciali della nostra storia oppure colpire violentemente degli altri tifosi.. Non dovremmo MAI usare la parola morte contro nessuno.. Invece auguriamo la morte potentemente e con violenza ad un altro Laziale ad ogni partita.
No non siamo diversi.. non siamo ne migliori ne peggiori.. Siamo ciò che siamo.. uomini del 2000 che non sanno più rispettare un minimo di dignità e Storia.
Forza Lazio, caro Nanni.
Condivido e apprezzo il topic di Nanni, purtroppo Kalle è sempre più pessimista, la differenza tra noi e loro, la vediamo ogni giorno, per la strada, al cinema, in televisione, allo stadio, in poche parole sempre. :since
P.S. per dirne una ancora, il loro allenatore si è subito adeguato a loro modo di concepire la vita, la solita maniera da cafoni e da coatti che gettanto palate di merda su tutto e tutti quelli che sono fuori da trigoria.
Citazione di: Ulissechina il 18 Ott 2013, 17:10P.S. per dirne una ancora, il loro allenatore si è subito adeguato a loro modo di concepire la vita, la solita maniera da cafoni e da coatti che gettanto palate di merda su tutto e tutti quelli che sono fuori da trigoria.
Già... in effetti penso che il principale difetto di GiggiEnrico ai loro occhi (e probabilmente uno dei motivi del siluramento) è stato proprio quello di non abbassarsi al loro livello: se non ricordo male, ha sempre rispettato gli avversari, noi compresi.
GP
Quoto quanto detto da Nanni e concordo, in parte, con l'intervento di Kalle. E' vero che anche tra i Laziali esistono persone che la pensano e agiscono in quel modo ma voglio credere che facciano parte dei cosiddetti "tifosi medi". Questo tipo di tifoso appartiene a tutte le squadre e, purtroppo, non possiamo pretendere che molti non scelgano, tra le altre, anche la Lazio.
Citazione di: Kalle il 18 Ott 2013, 16:48
Caro Nanni.. io mi sono invece arreso. Il Laziale non può e soprattutto non vuole essere diverso...
Anzi pretende di essere come tutti gli altri tifosi. Pretende di vincere soprattutto e soprattutti. Con tutti i mezzi possibili.
Non siamo più diversi.. l'unica cosa che ci diversifica è il nome della squadra. Ci riempiamo la bocca con i valori sportivi dell'Olimpiade, ma poi quando quei valori ci fanno da catena frenante li vorremmo estirpare molto volentieri.
Andiamo fieri del nostro 1900 ma poi siamo convinti (letto con i miei occhi..) che tanto se fossimo falliti non sarebbe successo niente.
Abbiamo visto 'veramente' la morte colpire le persone più speciali della nostra storia oppure colpire violentemente degli altri tifosi.. Non dovremmo MAI usare la parola morte contro nessuno.. Invece auguriamo la morte potentemente e con violenza ad un altro Laziale ad ogni partita.
No non siamo diversi.. non siamo ne migliori ne peggiori.. Siamo ciò che siamo.. uomini del 2000 che non sanno più rispettare un minimo di dignità e Storia.
Forza Lazio, caro Nanni.
IO non sono tra quanti (effettivamente esistenti su piazza) tu descrivi. In sostanza penso che tu indichi cmq una minoranza (non so quanto sparuta). Che poi io voglia vendere Marchetti e Candreva e ahimè Hernanes, è tascurabile dettaglio :DD.
Però Ka, dai Animo!!!
Citazione di: pontello il 18 Ott 2013, 17:30
Già... in effetti penso che il principale difetto di GiggiEnrico ai loro occhi (e probabilmente uno dei motivi del siluramento) è stato proprio quello di non abbassarsi al loro livello: se non ricordo male, ha sempre rispettato gli avversari, noi compresi.
GP
parlando con romoletto alcuno la prima cosa che ho detto ascoltando un'intervista du Luigi Enrico è, testuale, "
questo è troppo signore, da voi dura du giorni..."
et voila...
Citazione di: Kalle il 18 Ott 2013, 16:48
Caro Nanni.. io mi sono invece arreso. Il Laziale non può e soprattutto non vuole essere diverso...
Anzi pretende di essere come tutti gli altri tifosi. Pretende di vincere soprattutto e soprattutti. Con tutti i mezzi possibili.
Non siamo più diversi.. l'unica cosa che ci diversifica è il nome della squadra. Ci riempiamo la bocca con i valori sportivi dell'Olimpiade, ma poi quando quei valori ci fanno da catena frenante li vorremmo estirpare molto volentieri.
Andiamo fieri del nostro 1900 ma poi siamo convinti (letto con i miei occhi..) che tanto se fossimo falliti non sarebbe successo niente.
Abbiamo visto 'veramente' la morte colpire le persone più speciali della nostra storia oppure colpire violentemente degli altri tifosi.. Non dovremmo MAI usare la parola morte contro nessuno.. Invece auguriamo la morte potentemente e con violenza ad un altro Laziale ad ogni partita.
No non siamo diversi.. non siamo ne migliori ne peggiori.. Siamo ciò che siamo.. uomini del 2000 che non sanno più rispettare un minimo di dignità e Storia.
Forza Lazio, caro Nanni.
mi dispiace che sei cosi troppo pessimista.
prendi floris e dimmi se esiste un solo laziale cosi demmerda.
io, per esempio, mi sono spesso portato allo stadio amici non di fede laziale e con loro ho visto la partita senza alcuna sorta di preoccupazione che gli potesse succedere qualcosa. Già solo questa cosa traccia un solco abissale tra NOI ed ESSI.