Luciano.... e il web

Aperto da alteadler, 07 Feb 2011, 16:33

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alteadler

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In altro topic, dove si discuteva della eterna insoddisfazione del laziale, mi è venuto da citare Luciano. Il cognome credo di non averlo mai saputo. Era un tale (30-35 anni circa) che stava a fianco del tassinaro e di altri in sud negli anni tra il '65 e i '70 e che alla fine di ogni partita (la Lazio dell'epoca navigava tra la B e le risalite) si metteva a piangere e a singhiozzare di brutto. Dai suoi occhioni azzurrissimi pioveva una cascata di lacrime amare. Noi pischelli, anche se avevamo perso, a vederlo così affranto ci veniva da ridere. Lo perculeggiavamo un tantinello. Qualche volta gli si giocava qualche scherzo un po' crudele.....

Perchè ritiro fuori questa storia? Perchè all'epoca pur essendo innamoratissimi di Lazio (lo stadio era pieno anche in B, si andava in massa a Tor di Quinto, si andava al Flaminio il mercoledì a vedere il torneo riserve) la partita finiva al 90°. Magari ti toccava difenderti a scuola dagli assalti dei canidi, ma poi avevi altro da fare e da pensare. In sostanza Lucìano durava lo spazio di una mezza giornata. E dovevano passare un paio di domeniche prima di rivederlo in lacrime.

Oggi, tra Sky, i canali locali delle tv, le aradio, i siti e via dicendo, vivi Lazio a 360° gradi. Tutto il giorno, tutti i giorni. E i Luciano che sono tra noi si scatenano tra telefonate e topic. Alle volte sono un incubo. Altre, ti fanno riflettere. E il bello (ma anche il brutto) del nuovo modo di "vivere" la Lazio, è che ognuno può - giustamente - dire la sua. E allora ecco chi ce l'ha con Reja, chi con Lotito, chi coi giocatori, chi coi magazzinieri, l'ufficio stampa, i giornalisti, i commentatori e via dicendo.

Una volta aspettavi il risultato della Lazio da lontano, solo Tutto il calcio minuto per minuto ti informava (e poco quando eravamo in B) e non sapevi come aveva giocato questo o quello. Anche i resoconti dei giornali, il lunedì, non è che brillassero per informazioni e quant'altro. Oggi andiamo sotto coi raggi X. Mauri è una p.i.p.p.a., macchè è stato er mejo, bisogna cacciallo, ma se è il solo a fare la diagonale! Il mondo è bello perchè è vario. Ma a me, tra spezzatino tv e diatribe internettiane, me pare che lo stiamo per distruggere.

Non sarà il caso - vi chiedo umilmente- di abbandonare almeno qui dentro, in uno spazio libero e civile, gli estremismi di parte? Non vi pare sia giunto il momento (almeno per quel che ci riguarda) di esprimere liberamente il nostro pensiero ma almeno di evitare di demonizzare quello degli altri?

Io ci provo da un po' di tempo. Cerco di capire le ragioni degli altri senza dargli del riomista o del mentecatto.
Sarebbe bello che almeno in questo ci si ritrovasse un po'. E magari ritrovare un Luciano solo ogni due maledette domeniche senza dover signghiozzare qui dentro tutti i giorni della settimana.....

Palo

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Sai che mi sa che c'hai ragione? Un po' più di serenità e distacco non ci starebbero male.

Me lo ricordo Luciano ...

Prima che si riducesse il fegato in pappa ecredo (credevo a quel tempo) che fosse lui il vero leader della "curva", parliamo degli anni '60. Il Tassinaro era della generazione immediatamente successiva, i primi '70. Quella che ha vinto lo scudetto.

tevere top

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luciano con quella voce nasale, che accorate!

RubinCarter

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Ma parlate di Luciano, il netturbino del tufello che suonava la tromba? Ho letto di lui su "Nobiltà ultras" nello stesso paragrafo in cui si parla del tassinaro e di Leonida.

Forse sono off-topic; ma qualcuno potrebbe raccontare qualche aneddoto a riguardo a noi nuove generazioni?  :since

bizio67

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Non ho conosciuto Luciano, ma ho conosciuto il tassinaro...sempre presente in trasferta (era parecchio matto); una volta a Perugia senza il suo intervento - non proprio urbano - sarei tornato a casa con parecchi segni...altri tempi ed altro calcio.

Ulissechina

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Chi mi avete riportato alla mente: Leonida, Luciano, er tassinaro............. :D :ssl :asrm

PARIS

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..io me  lo ricordo sempre un po' brillo ....e con l'immancabile bottiglia di vino nella tasca della giacca...mai un giaccone...un cappotto..anche  in pieno inverno...solo la giacca....e sta' immancabile bottiglia che per l'esiguo spazio in cui era risposta...rischiava di cadere ad  ogni suo sbracciarsi...la sud lo accoglieva al grido...LU - CIA - NO...LU - CIA - NO....ed in effetti veniva anche  un po perculeggiato...rega' se parla degli anni 60...sigh...so' ricordi di 50 anni fa'....porca  miseriaccia...

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Tratto dal libro Nobiltà ultras" pagine 85/86; anno 1968/1969; trascrivo alcuni paragrafi:

Il 20 Aprile 1969 arriva il preambolo alla sentenza finale; a Roma scende il Brescia, diretta concorrente per le tre poltrone disponibili per la promozione. 80.000 frementi spettatori varcano i cancelli dello stadio.... e Giuliano Fortunato non può far altro che spingere in rete la palla dell' uno a zero.

A fine gara molti tifosi scendono in campo per festeggiare la conquista dei 2 punti ed il consolidamento dell'aquila al comando del campionato. L'invasione parte proprio dalle "direttive" della curva sud; dove un certo "Leonida" trascina la gente invitandola ad esternare la felicità dello sventolio delle bandiere e dei colori sul rettangolo verde.

Leonida è un simpatico tifoso che frequenta il covo laziale del Bar Maccarone in Via Principe Amedeo. E' un personaggio così stravagante e pittoresco che in breve tempo diventa la figura carismatica per eccellenza della sud: si diverte a ballare tra la folla, gira con una corona d'alloro sul capo e canta a ripetizione inni in onore della sua amata aquila. E' il prototipo del sostenitore goliardico-spontaneo, che, a differenza del tifoso-passivo che non sa vivere animatamente le emozioni della partita, esterna in divertenti scenette attrattive la sua originale fede per la Lazio:

"Leonida era il personaggio principe, l'attrazione nella sud, girava semper su e giù col suo alloro da imperatore romano" - dice Renato Anzuini - "Era simpaticissimo" - continua Goffredo Lucarelli (detto "er tassinaro") - gridava ogni volta battute sulle squadre avversarie. Allo stadio arrivava spesso mezzo sbronzo, beveva a garganella e con il suo ombrello correva lungo il muretto, ed erano più le volte che cascava che quelle che rimaneva in piedi".

Sempre in curva sud, e precisamente sul secondo "terrazzino" nella parte alta che da verso l'uscita degli spogliatoi, cominciano a riunirsi altre decine di tifosi, che, improntando un discorso di gruppo, vanno formando una schiera di sostenitori  spontanei, non allineati con i "club": sono gli "AFICIONADOS" (in sintonia con l'argentino LORENZO che chiama così gli "affezionati" della Lazio)) capitanati da LUCIANO, un netturbino del tufello, che intona singolari e insoliti cori per la curva. Con lui ci sono anche i vari luogotenenti come Cavallo, i gemelli, Il Sardo, Olio, Lebbra, Capello e altri laziali molto particolari.



Spero che questo piccolo pezzo che ho trascritto faccia piacere a tutti; e che ci faccia capire che il calcio genuino di una volta  batte 5 a 0 il calcio di oggi; io non ho neanche 30 anni; però mi piacerebbe vivere lo stadio con l'atmosfera che viene descritta in questo spaccato di Lazio che ho scritto sopra. :banlaz: :banlaz:

Sercio69

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Citazione di: alteadler il 07 Feb 2011, 16:33
In altro topic, dove si discuteva della eterna insoddisfazione del laziale, mi è venuto da citare Luciano. Il cognome credo di non averlo mai saputo. Era un tale (30-35 anni circa) che stava a fianco del tassinaro e di altri in sud negli anni tra il '65 e i '70 e che alla fine di ogni partita (la Lazio dell'epoca navigava tra la B e le risalite) si metteva a piangere e a singhiozzare di brutto. Dai suoi occhioni azzurrissimi pioveva una cascata di lacrime amare. Noi pischelli, anche se avevamo perso, a vederlo così affranto ci veniva da ridere. Lo perculeggiavamo un tantinello. Qualche volta gli si giocava qualche scherzo un po' crudele.....

Perchè ritiro fuori questa storia? Perchè all'epoca pur essendo innamoratissimi di Lazio (lo stadio era pieno anche in B, si andava in massa a Tor di Quinto, si andava al Flaminio il mercoledì a vedere il torneo riserve) la partita finiva al 90°. Magari ti toccava difenderti a scuola dagli assalti dei canidi, ma poi avevi altro da fare e da pensare. In sostanza Lucìano durava lo spazio di una mezza giornata. E dovevano passare un paio di domeniche prima di rivederlo in lacrime.

Oggi, tra Sky, i canali locali delle tv, le aradio, i siti e via dicendo, vivi Lazio a 360° gradi. Tutto il giorno, tutti i giorni. E i Luciano che sono tra noi si scatenano tra telefonate e topic. Alle volte sono un incubo. Altre, ti fanno riflettere. E il bello (ma anche il brutto) del nuovo modo di "vivere" la Lazio, è che ognuno può - giustamente - dire la sua. E allora ecco chi ce l'ha con Reja, chi con Lotito, chi coi giocatori, chi coi magazzinieri, l'ufficio stampa, i giornalisti, i commentatori e via dicendo.

Una volta aspettavi il risultato della Lazio da lontano, solo Tutto il calcio minuto per minuto ti informava (e poco quando eravamo in B) e non sapevi come aveva giocato questo o quello. Anche i resoconti dei giornali, il lunedì, non è che brillassero per informazioni e quant'altro. Oggi andiamo sotto coi raggi X. Mauri è una p.i.p.p.a., macchè è stato er mejo, bisogna cacciallo, ma se è il solo a fare la diagonale! Il mondo è bello perchè è vario. Ma a me, tra spezzatino tv e diatribe internettiane, me pare che lo stiamo per distruggere.

Non sarà il caso - vi chiedo umilmente- di abbandonare almeno qui dentro, in uno spazio libero e civile, gli estremismi di parte? Non vi pare sia giunto il momento (almeno per quel che ci riguarda) di esprimere liberamente il nostro pensiero ma almeno di evitare di demonizzare quello degli altri?

Io ci provo da un po' di tempo. Cerco di capire le ragioni degli altri senza dargli del riomista o del mentecatto.
Sarebbe bello che almeno in questo ci si ritrovasse un po'. E magari ritrovare un Luciano solo ogni due maledette domeniche senza dover signghiozzare qui dentro tutti i giorni della settimana.....
Hai ragione, ma purtroppo questa è una società in cui manca proprio l'educazione e il rispetto degli altri. Si, siamo istruiti, abbiamo lauree, master, abilitazioni professionali, parliamo le lingue, ma forse è proprio questo che ci porta alla presunzione di pensare che gli altri, solo perchè pensano una virgola diversa da noi, sono tutti cretini. E' questo modo di ragionare dove ha ragione sempre chi urla di più e non chi argomenta, chi deride l'altrui pensiero e non chi si confronta, chi ha maggiore visibilità e non chi è più bravo. E questo ha portato Berlusconi a diventare presidente del Consiglio, il figlio di Bossi bocciato 3 volte alla maturità a prendere 15000 euro al mese per non fare il consigliere regionale, questà è l'Italia, frutto di questo becero modo di pensare. Non è un problema di Lazio o di questo forum, è un'emergenza di buona educazione che purtroppo manca un po' dappertutto.

poeta1964

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Renato Anzuini,  Renatone era il capo dei vigilantes, sparuto gruppo di monte mario di cui facevo parte,  nato negli anni 70 , il primo  a stabilirsi definitivamente in Curva Nord.
Gestiva con il fratello il  Bar dello Sport a via Troja. Ci frequentavamo a volte anche fuori dallo stadio. Per me da ragazzino, lui  era una specie di idolo , faceva parte della Lazio, cosi lo vedevo , era la Lazio. Se ne è andato qualche anno fà, ne approfitto per ricordarlo con nostalgia. Ciao Renatone, grande laziale. Chi se lo ricorda?




aquilachepensa

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Citazione di: alteadler il 07 Feb 2011, 16:33
In altro topic, dove si discuteva della eterna insoddisfazione del laziale, mi è venuto da citare Luciano. Il cognome credo di non averlo mai saputo. Era un tale (30-35 anni circa) che stava a fianco del tassinaro e di altri in sud negli anni tra il '65 e i '70 e che alla fine di ogni partita (la Lazio dell'epoca navigava tra la B e le risalite) si metteva a piangere e a singhiozzare di brutto. Dai suoi occhioni azzurrissimi pioveva una cascata di lacrime amare. Noi pischelli, anche se avevamo perso, a vederlo così affranto ci veniva da ridere. Lo perculeggiavamo un tantinello. Qualche volta gli si giocava qualche scherzo un po' crudele.....

Perchè ritiro fuori questa storia? Perchè all'epoca pur essendo innamoratissimi di Lazio (lo stadio era pieno anche in B, si andava in massa a Tor di Quinto, si andava al Flaminio il mercoledì a vedere il torneo riserve) la partita finiva al 90°. Magari ti toccava difenderti a scuola dagli assalti dei canidi, ma poi avevi altro da fare e da pensare. In sostanza Lucìano durava lo spazio di una mezza giornata. E dovevano passare un paio di domeniche prima di rivederlo in lacrime.

Oggi, tra Sky, i canali locali delle tv, le aradio, i siti e via dicendo, vivi Lazio a 360° gradi. Tutto il giorno, tutti i giorni. E i Luciano che sono tra noi si scatenano tra telefonate e topic. Alle volte sono un incubo. Altre, ti fanno riflettere. E il bello (ma anche il brutto) del nuovo modo di "vivere" la Lazio, è che ognuno può - giustamente - dire la sua. E allora ecco chi ce l'ha con Reja, chi con Lotito, chi coi giocatori, chi coi magazzinieri, l'ufficio stampa, i giornalisti, i commentatori e via dicendo.

Una volta aspettavi il risultato della Lazio da lontano, solo Tutto il calcio minuto per minuto ti informava (e poco quando eravamo in B) e non sapevi come aveva giocato questo o quello. Anche i resoconti dei giornali, il lunedì, non è che brillassero per informazioni e quant'altro. Oggi andiamo sotto coi raggi X. Mauri è una p.i.p.p.a., macchè è stato er mejo, bisogna cacciallo, ma se è il solo a fare la diagonale! Il mondo è bello perchè è vario. Ma a me, tra spezzatino tv e diatribe internettiane, me pare che lo stiamo per distruggere.

Non sarà il caso - vi chiedo umilmente- di abbandonare almeno qui dentro, in uno spazio libero e civile, gli estremismi di parte? Non vi pare sia giunto il momento (almeno per quel che ci riguarda) di esprimere liberamente il nostro pensiero ma almeno di evitare di demonizzare quello degli altri?

Io ci provo da un po' di tempo. Cerco di capire le ragioni degli altri senza dargli del riomista o del mentecatto.
Sarebbe bello che almeno in questo ci si ritrovasse un po'. E magari ritrovare un Luciano solo ogni due maledette domeniche senza dover signghiozzare qui dentro tutti i giorni della settimana.....
Io mi ricordo tutti, Leonida, er Tassinaro, Renato, e Luciano che cantava: "diecimila caffè, ho bevuto per te, parli sempre ma tu, dici sempre di noooo" e poi tutta la curva in coro: "DAI DAI DAI FORZA LAZIO DAI".
Comunque, a parte i bei ricordi, sarebbe infinitivamente giusto abbandonare, qui nel forum, gli estremismi di parte e cercare di  esternare tutta la nostra Lazialità, in tutte le nostre manifestazioni.

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Ricordo Leonida con la sua corona di alloro che correva avanti e indietro nei posti in piedi della curva sud con la sua bandiera della Lazio, in cima all'asta della bandiera aveva posto due corna, noi ragazzotti facevamo il tifo per lui che contento seguitava la corsa sventolando la bandiera, tutto questo prima dell'inizio della partita.
Luciano poverino era sempre mezzo brillo.
Di Goffredo il tassinaro ne potrebbe parlare Guido De Angelis,  lo conosceva bene, entrambi caporioni in curva Nord.

est1900

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Citazione di: poeta1964 il 08 Feb 2011, 01:44
il  Bar dello Sport a via Troja.
Piazza Guadalupe? Di "quel" bar parli?

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