Personaggi famosi della Lazio

Aperto da chinaglia, 30 Mar 2010, 23:16

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JoeStrummer

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Dalle foto sembra il pianista esistenzialista francese di Proietti.

zorba

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Citazione di: italicbold il 02 Lug 2025, 17:13
Sta cosa che il laziale deve soffri, a me, m'è andata parecchio sul cazzo.
Ma chi ve se incula.

Con Lotito lo strazio (del tifoso) è garantito...

:=))

simcar

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Citazione di: italicbold il 09 Giu 2025, 15:24
Il topic più futile di tutta lazionet, ma vabbé, non sapendo dove postarlo.
Mi è capitato, probabilmente devastato dalle peripezie dell'algoritmo che segue le mie sinapsi, un video di Andrea Pisani, un comico che ogni tanto credo passi in tv (era nell'ultimo lol).
Non credo sia romano, anzi.
Ma nel video c'ha i pantaloncini della Lazio
Magari non vuol dire che è della Lazio, ma almeno non gli stiamo sul cazzo.

Io c'ho delle foto al mare del 1998 con i calzoncini del PSG. Allora non mi stava sul cazzo.



Se non sbaglio, ha pure fatto dei tornei con la Lazio Creators ( mi pare si dica così), che dovrebbe essere una "evoluzione" degli youtuber, e penso che non devi essere per forza tifoso, lo zoccolo duro tipo Stramacci è Laziale, altri arrivano dal "calcio mercato", almeno credo di aver capito funzioni così.

trax_2400

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Citazione di: simcar il 03 Lug 2025, 09:48
Se non sbaglio, ha pure fatto dei tornei con la Lazio Creators ( mi pare si dica così), che dovrebbe essere una "evoluzione" degli youtuber, e penso che non devi essere per forza tifoso, lo zoccolo duro tipo Stramacci è Laziale, altri arrivano dal "calcio mercato", almeno credo di aver capito funzioni così.
Ogni tanto vedo qualche suo video. Mi è molto simpatico.
Non è un mattatore ma fa una bella comicità, pulita, fa sorridere e non è volgare.

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trax_2400

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Lo vedo più come presentatore che come comico.
Tipo Gabriele Corsi.

Vogel_Lazio

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Citazione di: italicbold il 02 Lug 2025, 17:13
Sta cosa che il laziale deve soffri, a me, m'è andata parecchio sul cazzo.
Ma chi ve se incula.
D'accordo con te al 100%. A leggere poi quelle due righe di Albinati (scrittore che mi sta abbondantemente antipatico) pare che la storia della Lazio sia solo quella dei momenti più duri e tragici. E Basta!

Cesio

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Citazione di: simcar il 03 Lug 2025, 09:48
Se non sbaglio, ha pure fatto dei tornei con la Lazio Creators ( mi pare si dica così), che dovrebbe essere una "evoluzione" degli youtuber, e penso che non devi essere per forza tifoso, lo zoccolo duro tipo Stramacci è Laziale, altri arrivano dal "calcio mercato", almeno credo di aver capito funzioni così.

Pisani è tifoso del Torino

Costa87

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Capisco che Albinati possa risultare spigoloso o antipatico. Ma non credo che voglia ridurre la storia della Lazio solo ai momenti più duri. Quello che fa, forse, è riconoscere nella sofferenza una parte centrale dell'identità laziale. La sua è una visione esistenziale: amare la Lazio non perché vince, ma perché resiste. Anche Guy Chiappaventi, giornalista, scrittore, ha raccontato questa dimensione nei suoi libri: in "Pistole e palloni" parla di una squadra irripetibile, libera e folle, la Lazio di Maestrelli, in un'Italia attraversata dalla tensione, dove la Lazio diventava simbolo di un'intera epoca. In "Laziali *astardi" parla di storie di giocatori, personaggi ai margini, ribelli, controversi ma autentici, umani, con le loro luci e le ombre. Quindi parliamo di identità, di carne viva, di passione che non si misura solo in trofei ed è anche per questo che la Lazio continua a ispirare scrittori: perché raccontarla vuol dire raccontare la vita vera

https://m.facebook.com/watch/?v=112204171805987&vanity=Lazioeliberta

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Warp

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sono scrittori devono creare un epica non sono reporter. Fanno letteratura non giornalismo.
I 2 libri più belli sul calcio (a mio avviso), ovvero quelli di david peace the damned utd e red or dead trattano pure degli aspetti più duri e pesanti (il secondo meno) del calcio ma comunque legati a figure epiche come Brian Clough e Bill Shankly.

Vogel_Lazio

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Citazione di: Costa87 il 03 Lug 2025, 17:17
Capisco che Albinati possa risultare spigoloso o antipatico. Ma non credo che voglia ridurre la storia della Lazio solo ai momenti più duri. Quello che fa, forse, è riconoscere nella sofferenza una parte centrale dell'identità laziale. La sua è una visione esistenziale: amare la Lazio non perché vince, ma perché resiste. Anche Guy Chiappaventi, giornalista, scrittore, ha raccontato questa dimensione nei suoi libri: in "Pistole e palloni" parla di una squadra irripetibile, libera e folle, la Lazio di Maestrelli, in un'Italia attraversata dalla tensione, dove la Lazio diventava simbolo di un'intera epoca. In "Laziali *astardi" parla di storie di giocatori, personaggi ai margini, ribelli, controversi ma autentici, umani, con le loro luci e le ombre. Quindi parliamo di identità, di carne viva, di passione che non si misura solo in trofei ed è anche per questo che la Lazio continua a ispirare scrittori: perché raccontarla vuol dire raccontare la vita vera

https://m.facebook.com/watch/?v=112204171805987&vanity=Lazioeliberta
Dei libri di Chiappaventi che hai citato ho presente solo "Laziali *astardi", molto bello. Sono d'accordo quando dici che i ritratti di quel libro sono complessi, in chiaroscuro, e parliamo di "carne viva" e di una passione che va oltre il trofeo (che comunque, per quanto mi riguarda, rappresenta il momento più bello - benché non unico - nella vita di un tifoso). E questo mi va benissimo, perché dà un'idea della complessità che c'è dietro una carriera o una scelta di tifo, specie la nostra che è fondamentalmente una scelta di minoranza (per me è stato in un certo senso "facile" perché vengo da una famiglia che tifa Lazio da un centinaio di anni; ammiro tantissimo i laziali di prima generazione).
Ciò che contestavo a quelle righe di Albinati è che, mi pare, vogliano sottolineare esclusivamente il lato di sofferenza. Nel tempo ho maturato una specie di "malessere" per questo argomento, perché tantissime volte, parlando della nostra Lazio, ho visto mettere eccessivamente (a mio avviso) l'accento su questo aspetto dimenticando tutto il resto, ivi compresi i momenti gloriosi (peraltro, aggiungo, la sofferenza credo appartenga alla grande maggioranza dei tifosi). Ma magari ho solo frainteso Albinati sull'onda di questo mio "malessere" (e forse dell'antipatia :=))).

Costa87

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Citazione di: Warp il 03 Lug 2025, 21:48
sono scrittori devono creare un epica non sono reporter. Fanno letteratura non giornalismo.
I 2 libri più belli sul calcio (a mio avviso), ovvero quelli di david peace the damned utd e red or dead trattano pure degli aspetti più duri e pesanti (il secondo meno) del calcio ma comunque legati a figure epiche come Brian Clough e Bill Shankly.

Sì, la letteratura sportiva non fa giornalismo, crea mitologia. E i libri di David Peace, The Damned Utd e Red or Dead, ne sono un esempio magistrale.
Chiappaventi invece lavora a metà strada tra giornalismo narrativo e letteratura, dando voce agli irregolari, ai "bastard*" romantici che popolano la storia della Lazio. E la Lazio si presta a essere raccontata in chiave tragica, poetica, letteraria.


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Costa87

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Citazione di: Vogel_Lazio il 03 Lug 2025, 22:16
Dei libri di Chiappaventi che hai citato ho presente solo "Laziali *astardi", molto bello. Sono d'accordo quando dici che i ritratti di quel libro sono complessi, in chiaroscuro, e parliamo di "carne viva" e di una passione che va oltre il trofeo (che comunque, per quanto mi riguarda, rappresenta il momento più bello - benché non unico - nella vita di un tifoso). E questo mi va benissimo, perché dà un'idea della complessità che c'è dietro una carriera o una scelta di tifo, specie la nostra che è fondamentalmente una scelta di minoranza (per me è stato in un certo senso "facile" perché vengo da una famiglia che tifa Lazio da un centinaio di anni; ammiro tantissimo i laziali di prima generazione).
Ciò che contestavo a quelle righe di Albinati è che, mi pare, vogliano sottolineare esclusivamente il lato di sofferenza. Nel tempo ho maturato una specie di "malessere" per questo argomento, perché tantissime volte, parlando della nostra Lazio, ho visto mettere eccessivamente (a mio avviso) l'accento su questo aspetto dimenticando tutto il resto, ivi compresi i momenti gloriosi (peraltro, aggiungo, la sofferenza credo appartenga alla grande maggioranza dei tifosi). Ma magari ho solo frainteso Albinati sull'onda di questo mio "malessere" (e forse dell'antipatia :=))).

Capisco perfettamente il tuo punto di vista. Questo tuo "malessere" verso una narrazione troppo centrata sulla sofferenza lo comprendo. La Lazio è anche gioia, vittorie. Penso però che in Albinati, essendo un letterato e definendosi "laziale esistenzialista", non ci sia la volontà di cancellare tutto questo, quanto piuttosto il tentativo di fotografare, diciamo così, la tonalità emotiva di fondo che, secondo lui, accompagna il tifoso laziale. È una mia interpretazione   ;)

Palo

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Totalmente d'accordo con IB. Basta con la sofferenza esistenziale, nella quale, peraltro, saremmo indietro in una ipotetica classifica, distanziati da torinisti, sampdorani e genoani, e da mille altre tifoserie "minori", meno voluminose ma anch'esse perseguitate da questa maledetta sofferenza esistenziale.

La Laziodelmenonove è un incubo. Grazie a Fiorini, a Poli, a Piscedda e a Fascetti. Ma maledizione a Chinaglia-presidente non glielo dice nessuno? Siamo così cretini da arrivare a giustificare una gestione che ci poteva portare in serie C solo perché si chiamava LongJohn? Quello che ha preso l'aereo con la Lazio in lotta per la salvezza?

Gli anni ottanta li regalo volentieri a scrittori e a nostalgici "dei bei tempi che furono", li rinnego tutti, dal calcioscommesse di Trinca e Cruciani, di Wilson, Giordano e Manfredonia, all''86 in cui si videro i primi manipoli di irriducibili cercare la loro anima laziale "a forza di botte" [cit poeta genoano].

I giorni d'oggi sono, purtroppo in linea con quegli anni. In questo giustifico i "figli di Cragnotti"  che vogliono vincere, sognare lo scudetto e si sentono imprigionati in questa galera lotitiana. Forse è giusto che la Lazialità pretenda di realizzare i propri sogni e non debba accontentarsi.

Io resto concretamente laziale.
Mi abbono e tifo. E mi incazzo! Sí perché sebbene non abbia mai provato un qualsiasi sentimento empatico verso lotito, mi sono sentito definire "lotitiano" (immagino che in realtà anche la moglie ed il figlio lo detestino).

Ed oggi voglio vedere il sangue! Le teste cadere e la gente chiedere scusa a tutti noi tifosi, ai tesserati, ai dipendenti.
Vaffanculo lotito ma vaffanculo alla sofferenza esistenziale

italicbold

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Citazione di: Costa87 il 02 Lug 2025, 16:53


Reitero, stograndissimo cazzo. E lo scrivo come uno che a Lazio-Vicenza era in curva nord.
Che c'era pure al Lazio-Vicenza quando Malgioglio sputò sulla maglia. Che esultò all'idea che tornava Chinaglia.
Stograndissimo cazzo. Anche se Albinati è un intellettuale.
Ma sta filosofia del laziale che è laziale perché soffre mi è andata sul culo. I più famosi e rimpianti miti laziali sono miti in negativo (cit) è una frase che mi manda in bestia. STOGRANDISSIMOCAZZO. C'è tutta una cricca di comunicanti che ci campa su sta sofferenza d'accatto. Guidone in primis. Ma stograndissimo cazzo. Io ho visto Fiorini segnare ma nulla è in confronto a Juan Sebastian Veron che piazza la palla sotto l'incrocio. A Sandrino Nesta che con un tackle lascia l'intera serie A a bocca aperta. A Salas in ginocchio. A Lulic che la imbusta. A Sergej Milinkovic Savic che incoccia di testa per l'ultima coppa Italia. A Ciro Immobile.
Anche basta con il proiettile di Re Cecconi o il Phon di Martini. Anche basta. Anche perché secondo me, alla fine, significa insultare lo splendido calcio che quella squadra esprimeva. Sta cosa che meno semo meglio stamo ci rovina, e ci ha rovinato, la vita.

Fiammetta

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Citazione di: italicbold il 04 Lug 2025, 08:34
Reitero, stograndissimo cazzo. E lo scrivo come uno che a Lazio-Vicenza era in curva nord.
Che c'era pure al Lazio-Vicenza quando Malgioglio sputò sulla maglia. Che esultò all'idea che tornava Chinaglia.
Stograndissimo cazzo. Anche se Albinati è un intellettuale.
Ma sta filosofia del laziale che è laziale perché soffre mi è andata sul culo. I più famosi e rimpianti miti laziali sono miti in negativo (cit) è una frase che mi manda in bestia. STOGRANDISSIMOCAZZO. C'è tutta una cricca di comunicanti che ci campa su sta sofferenza d'accatto. Guidone in primis. Ma stograndissimo cazzo. Io ho visto Fiorini segnare ma nulla è in confronto a Juan Sebastian Veron che piazza la palla sotto l'incrocio. A Sandrino Nesta che con un tackle lascia l'intera serie A a bocca aperta. A Salas in ginocchio. A Lulic che la imbusta. A Sergej Milinkovic Savic che incoccia di testa per l'ultima coppa Italia. A Ciro Immobile.
Anche basta con il proiettile di Re Cecconi o il Phon di Martini. Anche basta. Anche perché secondo me, alla fine, significa insultare lo splendido calcio che quella squadra esprimeva. Sta cosa che meno semo meglio stamo ci rovina, e ci ha rovinato, la vita.

Sì, questo culto della sfiga, questa estetica della lacrima può stancare. È come se l'identità fosse inchiodata a un altare in rovina. Come se avessimo a che fare con un eterno funerale. C'è del compiacimento? Può darsi. C'è gente che ci costruisce una narrazione e ci galleggia sopra? Può darsi. Tu questo lo vedi, lo senti, lo sputi. È nel tuo diritto.
Però poi c'è anche questo rischio; il rischio di non riescire più a nominare un'ombra senza sentirsi insultato. Il rischio della polarizzazione: o lamenti o orgasmi. O funerali o trofei. Una roba binaria, da cui non si esce vivi. La verità, se esiste, è che la Lazio è entrambe le cose. È Fiorini e Veron. È Sandrino Nesta, Salas in ginocchio, Lulic, Milinkovic Savic, Immobile ed è anche il proiettile di Re Cecconi, il phon di Martini.
Croce e delizia. Eros e Thanotos. Yin e Yang. Il rischio è pretendere che l'anima sia una sola, che si debba scegliere tra la gloria e la croce. No. Ce le teniamo tutte. Come una giacca che non ci entra più ma che non vogliamo buttare ;)

Warp

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mi trovo d'accordo  com costa.
Aggiungo che il calcio ha anche molto a che fare con l'aspetto umano e intimo. Albinati è  cresciuto con quella Lazio era ragazzo con quella Lazio ed ha vissuto gli anni più intensi con quella Lazio.
Non credo se ne faccia un discorso di risultato di "calcio" .Quella Lazio è un luogo dell'anima, un pezzo della propria vita a cui si è  rimasti attaccati.
Come Ellroy ha raccontato in 15 libri la LA degli anni 50/60, o visto che l'ho citato prima, David Peace lo Yorkshire degli anni 70/80, il calcio, immobile, sms non c'entrano una minchia in questa narrazione esistenziale e iintima.
Posso capire che può non piacere ma allora non lo leggi. Trovo superficiale ed arrogante dire ad uno scrittore che quello che scrive ha rottoercazzo, in base al proprio modo di vedere le cose.Leggete altro mica vi obbligano a leggere Albinati o Chappaventi (io non ho mai letto nulla ne dell'uno ne dell'altro)

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italicbold

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Citazione di: Costa87 il 04 Lug 2025, 09:57
Sì, questo culto della sfiga, questa estetica della lacrima può stancare. È come se l'identità fosse inchiodata a un altare in rovina. Come se avessimo a che fare con un eterno funerale. C'è del compiacimento? Può darsi. C'è gente che ci costruisce una narrazione e ci galleggia sopra? Può darsi. Tu questo lo vedi, lo senti, lo sputi. È nel tuo diritto.
Però poi c'è anche questo rischio; il rischio di non riescire più a nominare un'ombra senza sentirsi insultato. Il rischio della polarizzazione: o lamenti o orgasmi. O funerali o trofei. Una roba binaria, da cui non si esce vivi. La verità, se esiste, è che la Lazio è entrambe le cose. È Fiorini e Veron. È Sandrino Nesta, Salas in ginocchio, Lulic, Milinkovic Savic, Immobile ed è anche il proiettile di Re Cecconi, il phon di Martini.
Croce e delizia. Eros e Thanotos. Yin e Yang. Il rischio è pretendere che l'anima sia una sola, che si debba scegliere tra la gloria e la croce. No. Ce le teniamo tutte. Come una giacca che non ci entra più ma che non vogliamo buttare ;)

perdonami, in sincera amicizia.
Ma STOCAZZO bis. La tua è un inversione dell'onere della prova.
In genere si pretende proprio, ed è il succo dell'articolo e dell'intervento di Albinati che hai postato, che l'anima della Lazio sia una sola. Quella della sofferenza, della solitudine, dello stamo bene solo se stamo male. E io reitero il mio più sincero STOCAZZO.
Il mondo Lazio è circondato da cantastorie mefitici che navigano (e guadagnano) sopra un mare di artificiale sofferenza. Come se non bastasse la vita vera. E, appunto, lo scrivo come uno che a 13 anni se ne andava abbonato a vedere Lazio-Cavese. C'hanno costruito addosso questa camicia di squadra maledetta che serve solo a bloccarci in un metaracconto in cui l'eroe muore. Muore per forza. Senno' non è laziale. Ho un grande rispetto per chi scrive di Lazio e chi racconta la Lazio. Ma è un fatto che un po' ci giobbano anche. Ed è la Lazio di chi ha meno di trent'anni ne paga le conseguenze. Con le giacche di Maestrelli da indossare, le interviste a qualche sepolcro imbiancato che ricorda di quella volta a sparare sui lampioni dalle finestre dell'hotel, le ultime parole di Re Cecconi.
E nessuno che ci racconta, neanche fosse, che bagnoschiuma utilizzava Salas. O cosa hanno fatto per festeggiare dopo la Supercoppa a Montecarlo.
L'intellettuale ripiegato su un passato triste anche no please.
Abbiamo i colori del cielo. I colori che, da secoli, invitano l'umanità a sognare e l'intellettuale che ci spinge e ripiegarci sul marmo del Verano ha rotto il cazzo.

italicbold

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Citazione di: Warp il 04 Lug 2025, 10:35
Posso capire che può non piacere ma allora non lo leggi. Trovo superficiale ed arrogante dire ad uno scrittore che quello che scrive ha rottoercazzo, in base al proprio modo di vedere le cose.Leggete altro mica vi obbligano a leggere Albinati o Chappaventi (io non ho mai letto nulla ne dell'uno ne dell'altro)

Ma che stai a di ? Davvero, era veramente utile quello che hai scritto ?
Un po' come i cavoli a merenda no ?
Io ho letto entrambi e non sto minimamente parlando delle loro opere.
Ho commentato esattamente quello che ha postato Costa, ovvero un intervento di Albinati che parla del suo essere laziale. Non ho minimamente accennato alle loro opere o al loro valore.
Rileggi dall'inizio.
Non dobbiamo essere in trincea ogni volta che entriamo qui dentro.

Ti rimetto il mio primo intervento su questo argomento, che è molto chiarificatore.
Citazione di: italicbold il 02 Lug 2025, 17:13
Sta cosa che il laziale deve soffri, a me, m'è andata parecchio sul cazzo.
Ma chi ve se incula.

Dimmi dove scriverei qualcosa sull'opera di Albinati o Chiappaventi.


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