cerco di dire anch'io la mia.
Per me i problemi della Lazio sono sia di struttura che di conduzione
STRUTTURA: La rosa della Lazio è abbastanza di qualità ma è costruita male.
Abbiamo una moltitudine di doppioni:
in difesa Cana, Ciani e Novaretti si equivalgono e si assemblano male e dove l'unico indispensabile è Biava, che con le sue 36 primavere era pronosticabile potesse avere qualche problema di rendimento; sugli esterni Radu e Konko non hanno sostituti all'altezza e mancando loro la coperta si accorcia tremendamente
a centrocampo abbiamo una marea di mezzepunte (Ederson, Keita, Candreva, Felipe Anderson e anche Hernanes ed in parte Lulic), diversi giocatori compassati (Onazi, Ledesma, Hernanes e Biglia), un incontrista (Gonzo) e solo un giocatore specialista negli inserimenti e nel saper giocare in mezzo alle linee (Mauri) che però era facile pronosticare fuorigioco per i ben noti problemi.
in attacco abbiamo solo 3 punte, due delle quali sembrano sul viale del tramonto ed una è una bella promessa ancora tutta da scoprire.
CONDUZIONE:
Da quando è a Roma, Vlado non è riuscito a dare un'impronta di gioco alla squadra. Lo scorso anno per caso trovò il 4-1-4-1 che è andato bene fin quando Hernanes, Klose e Mauri giocavano e che poi è naufragato non appena i 3 si sono eclissati.
La squadra, anche se mal costruita, ha comunque tante individualità che un allenatore potrebbe sfruttare per costruire un gioco imprevedibile basato sugli inserimenti delle mezze punte e sul turbinio dei movimenti (così come ad es. fece Spalletti con le
mer.de quando si ritrovò senza attaccanti). La squadra invece è statica, priva di inventiva e di gioco senza palla, con pochissimi schemi, tutti straconosciuti dagli allenatori avversari.
Affrontare la Lazio in trasferta è facilissimo. Basta darle il pallino in mano, farla fraseggiare innocuamente sulla trequarti aspettando la cappella di qualcuno dei suoi palleggiatori per prendere d'infilta i suoi lentissimi difensori.
La partita di Trebisonda è la fotocopia di quella di Bergamo, di Torino, di Reggio Emilia e di gran parte di quelle giocate in trasferta da novembre 2012 in poi. La Lazio rumina gioco al centro coi suoi palleggiatori, per poi rifugiarsi o nel tiro da fuori di Hernanes o nello scarico su Candreva o Lulic nella speranza che questi due vincano l'1 contro 1 e crossino per l'unica punta che, circondata da almeno 3 avversari, 99 volte su 100 non la prende.
Altri schemi questa Lazio non ne ha e non è un caso se in trasferta non si vinca mai.