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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: olympia il 10 Ago 2015, 20:03

Titolo: Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: olympia il 10 Ago 2015, 20:03
Pier Paolo Pasolini

"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.... A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.
"Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù..."
Pierpaolo Pasolini

E voi?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: V. il 10 Ago 2015, 20:04
PPP non tifava Lazio e non gli piaceva Chinaglia.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: lastoriasiamonoi il 10 Ago 2015, 22:08
Complimenti per il coraggio olympia, tanto è anacronistico questo sentire di Pasolini.
Perché essere fuori dalla cronaca (da questo moderno carogna) è un merito, un valore assoluto.
Dovrebbe essere un principio nello sport.
Meglio dire sarebbe dovuto essere, perché lo sport, come il "sacro" calcio sono quasi morti.
Proprio perché rimangono "pochi gesti" a coerentizzare la singola disciplina e il tutto.
Lo sport è stato fagocitato dal Dio industriale... cosa resta di autentico?
Forse il nostro passato, la nostra memoria di bambini, quindi la nostra passione/fantasia.

Però la realtà non va mai ignorata. Sarebbe un gravissimo errore. La realtà è amarissima e fa paura, ma va conosciuta.
Anche correndo il rischio di restare soli.

La nostra società è radicata ormai in quell'edonismo consumistico, che Pasolini descriveva 40 anni fa, come una condanna all'infelicità, una coazione senza un reale soddisfacimento. Anche nello sport e nel calcio soprattutto. L'imperativo è vincere, anche nel calcio mercato, anche in amichevole, anche tra i ragazzi. E soprattutto vincere sempre, tutti i maledetti giorni.
L'insoddisfazione permanente (nemmeno più tanto inconscia) ci rende delle iene assatanate, vampiri.
Parafrasando Pasolini sull'omologazione... non si può più distinguere un laziale da un romanista.

Ad ogni modo mi sembra che in questo scritto Pasolini contrapponeva l'identità tipicamente democristiana, italiota a un genere di umano, non italiano precisamente, che avrebbe fatto del culto della solidarietà, della conoscenza della sconfitta e della sua elaborazione, un nuovo modello sociale... una comunanza di destino. Ovvero il senso della collettività contrapposto all'individualismo trionfante.

PS
Pasolini tifava Bologna e da qualche parte ho letto che si divertiva molto a prendere in giro gli amici romanisti, sempre tronfi e illusi.
Questa cosa di Chinaglia è vera? Si potrebbe raccontare?
Avete altri anedotti tra Pasolini e la Lazio?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: olympia il 10 Ago 2015, 23:20
Citazione di: lastoriasiamonoi il 10 Ago 2015, 22:08
Complimenti per il coraggio olympia, tanto è anacronistico questo sentire di Pasolini.
Perché essere fuori dalla cronaca (da questo moderno carogna) è un merito, un valore assoluto.
Dovrebbe essere un principio nello sport.
Meglio dire sarebbe dovuto essere, perché lo sport, come il "sacro" calcio sono quasi morti.
Proprio perché rimangono "pochi gesti" a coerentizzare la singola disciplina e il tutto.
Lo sport è stato fagocitato dal Dio industriale... cosa resta di autentico?
Forse il nostro passato, la nostra memoria di bambini, quindi la nostra passione/fantasia.

Però la realtà non va mai ignorata. Sarebbe un gravissimo errore. La realtà è amarissima e fa paura, ma va conosciuta.
Anche correndo il rischio di restare soli.

La nostra società è radicata ormai in quell'edonismo consumistico, che Pasolini descriveva 40 anni fa, come una condanna all'infelicità, una coazione senza un reale soddisfacimento. Anche nello sport e nel calcio soprattutto. L'imperativo è vincere, anche nel calcio mercato, anche in amichevole, anche tra i ragazzi. E soprattutto vincere sempre, tutti i maledetti giorni.
L'insoddisfazione permanente (nemmeno più tanto inconscia) ci rende delle iene assatanate, vampiri.
Parafrasando Pasolini sull'omologazione... non si può più distinguere un laziale da un romanista.

Ad ogni modo mi sembra che in questo scritto Pasolini contrapponeva l'identità tipicamente democristiana, italiota a un genere di umano, non italiano precisamente, che avrebbe fatto del culto della solidarietà, della conoscenza della sconfitta e della sua elaborazione, un nuovo modello sociale... una comunanza di destino. Ovvero il senso della collettività contrapposto all'individualismo trionfante.

PS
Pasolini tifava Bologna e da qualche parte ho letto che si divertiva molto a prendere in giro gli amici romanisti, sempre tronfi e illusi.
Questa cosa di Chinaglia è vera? Si potrebbe raccontare?
Avete altri anedotti tra Pasolini e la Lazio?
Che belle cose che hai scritto. Mi ha colpito questa frase di Pasolini di tanti anni fa, ma così attuale, in ogni campo della nostra vita. Anche lo sport che doveva essere la nostra ancora di salvezza, è contaminato, non mi piace più.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:33
Le cose ve le sognate di notte.
Pasolini nutriva molto astio nei confronti della nostra, a tal punto di dichiarare "La Lazio è tra i più grandi sbagli fatti dall'uomo".
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: Kredskin il 10 Ago 2015, 23:37
Citazione di: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:33
Le cose ve le sognate di notte.
Pasolini nutriva molto astio nei confronti della nostra, a tal punto di dichiarare "La Lazio è tra i più grandi sbagli fatti dall'uomo".
Anche io sapevo che non simpatizzava Lazio.

Ho anche recentemente sentito che non era esattamente una brava persona, che predicava bene ma razzolava male male (come però spesso fanno molti artisti).

Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: olympia il 10 Ago 2015, 23:42
Citazione di: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:33
Le cose ve le sognate di notte.
Pasolini nutriva molto astio nei confronti della nostra, a tal punto di dichiarare "La Lazio è tra i più grandi sbagli fatti dall'uomo".
A me ha colpito la frase, molto profonda e tanto attuale. Che Pasolini fosse tifoso di un ' altra squadra e odiasse la Lazio,non lo sapevo e non mi interessa. In questi giorni di schizofrenia totale e autolesionismo, volevo solo fare una riflessione.  Se i mod vogliono, possono spostare il topic in argomenti
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:46
Lui non l'ha mai messa banalmente sulla fede calcistica, lui odiava i tifosi della Lazio.
Lo lessi in un volume biografico dedicato a lui, parte di una collana dedicata a vari personaggi.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: Indaco il 11 Ago 2015, 10:32
Citazione di: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:46
Lui non l'ha mai messa banalmente sulla fede calcistica, lui odiava i tifosi della Lazio.
Lo lessi in un volume biografico dedicato a lui, parte di una collana dedicata a vari personaggi.

Guarda, sono  molto incuriosito da questa cosa perché non ne avevo mai sentito parlare. Quando dovessi avere tempo, potresti postare la motivazione di questo odio, o comunque il punto della sua opera o l'intervista in cui ha descritto questa cosa? Ne vorrei capire le motivazioni. Ti ringrazio.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: V. il 11 Ago 2015, 10:42
non ho mai sentito questa frase sui tifosi della Lazio, da cosa è tratta?
la frase su chinaglia è tratta dal Guerin Sportivo: "Chinaglia in quella Nazionale era perfettamente inutile: una mezza punta goffa e delirante. E per di più, Chinaglia non fa altro che mettere malumore agli altri".
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: WhiteNoise il 11 Ago 2015, 13:39
Adoro quando questo forum vira sul culturale.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: [GG] il 11 Ago 2015, 23:45
A me sembra retorica pura. Visto che poi viene da un antlaziale, eviterei di darvi risalto.
Fatevene una ragione: abbiamo perso tre finali in 2 anni con la Juve e ci rode il culo.
Vediamo di smetterla in futuro e cerchiamo di non abituarci o peggio ancora accettarlo di buon grado consolandoci con la filosofia spiccia di qualche intellettuale vintage...

Forza Lazio e vinciamo anche alla faccia di PPP = Parole Per Perdenti
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: MasterMind il 12 Ago 2015, 00:22
Sinceramente, io non ho capito l'applicazione nel mondo Lazio. Quali sarebbero i modi sleali?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: Eagle78 il 12 Ago 2015, 00:58
Citazione di: V. il 11 Ago 2015, 10:42
non ho mai sentito questa frase sui tifosi della Lazio, da cosa è tratta?
la frase su chinaglia è tratta dal Guerin Sportivo: "Chinaglia in quella Nazionale era perfettamente inutile: una mezza punta goffa e delirante. E per di più, Chinaglia non fa altro che mettere malumore agli altri".

anch'io sono curioso di saperlo (nelle biografie post mortem non mancano, spesso, gli aneddoti inventati)

qui si parla di cose abbastanza risapute

http://www.vivavoceonline.it/articoli.php?id_articolo=1150
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: branco_azul il 12 Ago 2015, 06:36
Citazione di: olympia il 10 Ago 2015, 20:03
Pier Paolo Pasolini

"Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All'umanità che ne scaturisce. A costruire un'identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare.... A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. E' un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.
"Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù..."
Pierpaolo Pasolini

E voi?
Citazione di: lastoriasiamonoi il 10 Ago 2015, 22:08
Complimenti per il coraggio olympia, tanto è anacronistico questo sentire di Pasolini.
Perché essere fuori dalla cronaca (da questo moderno carogna) è un merito, un valore assoluto.
Dovrebbe essere un principio nello sport.
Meglio dire sarebbe dovuto essere, perché lo sport, come il "sacro" calcio sono quasi morti.
Proprio perché rimangono "pochi gesti" a coerentizzare la singola disciplina e il tutto.
Lo sport è stato fagocitato dal Dio industriale... cosa resta di autentico?
Forse il nostro passato, la nostra memoria di bambini, quindi la nostra passione/fantasia.

Però la realtà non va mai ignorata. Sarebbe un gravissimo errore. La realtà è amarissima e fa paura, ma va conosciuta.
Anche correndo il rischio di restare soli.

La nostra società è radicata ormai in quell'edonismo consumistico, che Pasolini descriveva 40 anni fa, come una condanna all'infelicità, una coazione senza un reale soddisfacimento. Anche nello sport e nel calcio soprattutto. L'imperativo è vincere, anche nel calcio mercato, anche in amichevole, anche tra i ragazzi. E soprattutto vincere sempre, tutti i maledetti giorni.
L'insoddisfazione permanente (nemmeno più tanto inconscia) ci rende delle iene assatanate, vampiri.
Parafrasando Pasolini sull'omologazione... non si può più distinguere un laziale da un romanista.

Ad ogni modo mi sembra che in questo scritto Pasolini contrapponeva l'identità tipicamente democristiana, italiota a un genere di umano, non italiano precisamente, che avrebbe fatto del culto della solidarietà, della conoscenza della sconfitta e della sua elaborazione, un nuovo modello sociale... una comunanza di destino. Ovvero il senso della collettività contrapposto all'individualismo trionfante.

PS
Pasolini tifava Bologna e da qualche parte ho letto che si divertiva molto a prendere in giro gli amici romanisti, sempre tronfi e illusi.
Questa cosa di Chinaglia è vera? Si potrebbe raccontare?
Avete altri anedotti tra Pasolini e la Lazio?
fiero di voi
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: nanaighel il 12 Ago 2015, 07:49
Belle parole di PPP
bel topic, complimenti
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: Alcares il 12 Ago 2015, 23:52
Citazione di: johnnybgoode il 10 Ago 2015, 23:46
Lui non l'ha mai messa banalmente sulla fede calcistica, lui odiava i tifosi della Lazio.
Lo lessi in un volume biografico dedicato a lui, parte di una collana dedicata a vari personaggi.
Scusa, che significa?

Che li odiava dal punto di vista umano?!?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: marcantonio il 13 Ago 2015, 13:32
Pasolini predicava bene e razzolava male, è vero.

Odiava la Lazio e i laziali? Per me è una novità, ma ammettiamo che sia vero.

Averceli oggi intellettuali e avversari come Pasolini...
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: fish_mark il 13 Ago 2015, 14:29
Pasolini è uno dei maggiori intellettuali italiani dell'ultimo secolo, praticamente uno dei pochissimi di livello internazionale, un personaggio talmente complesso e complicato che viene ormai usato da destra e da manca, buono per tutte le tirate polemiche utili.
E allora è stato il cantore di certa sinistra comunista che lo piange ancora inconsolabile, salvo dimenticare che fu espulso dal PICCI negli anni 50 (perché personaggio veramente troppo scomodo), e poi è stato utilizzato dai cantori di certa destra tutta legge e ordine che prende a pretesto (appena una trentina d'anni dopo) la poesia di Valle Giulia per inneggiare ai poliziotti che manganellano i blac bloc e non solo a Genova.

E poi si arriva ad oggi, al culto della sconfitta, all'esaltazione della virtù che emerge nei momenti in cui le Coppe ti passano davanti senza fermarsi e allora perché non scomodare Pasolini? Lo stesso che scorrrazzava per la periferia romana a tirare calci tra sfasciacarrozze ed alimentari, tra i palazzoni dei palazzinari e con i ragazzi di borgata. Il calcio del resto era (e lo è ancora?) sport popolare e allora si poteva e si doveva giocare tra Torre Spaccata e Tiburtino III in mezzo alla strada con il cielo come copertura naturale.

Si, bello, tutto vero, tutto incontestabile. Ma a Shangai non si è giocata una partita amatoriale tra i Bombacini e il Bar Claudio. No, tutto diverso, tutta roba che a Pasolini, Pier Paolo, il regista, lo scrittore, il poeta, l'intellettuale contro, talmente contro che (lo si può dire senza tema di smentita) stava sulle palle a tutti, ma proprio a tutti (non l'icona alla Che Guevara ormai fossilizzata nel subconscio degli italiani), non gliene poteva fregare di meno. In terra di Cina si è giocato uno sport professionistico, con la diretta TV, milioni di euro e di telespettatori, e poi  ancora sponsors e cotillons, tutta roba che a Pier Paolo faceva letteralmente schifo.

Non c'entra niente la cultura della sconfitta, perché come laziali, tutti i laziali, avrebbero voluto soltanto una cosa: VINCERE.

E lasciamo stare Pier Paolo Pasolini. Per lui il calcio era questo e niente altro. E, molto modestamente, per me pure.

(http://4.bp.blogspot.com/-Y_G38GTKN1M/UHCuMjsPQ0I/AAAAAAAAA0g/tweo29dw32M/s1600/pasolini-garolla.jpg)
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: CityZen il 13 Ago 2015, 15:16
ma Olympia si riferiva alla finale con la juve ? sicuri ? a me sembrano riflessioni generali, valide oggi come ai tempi di dante alighieri, è infatti sempre questa la sfida: cercare, per sopravvivere oppure per emergere, metodi furbetti, furbeschi, collusi, oppure puntare la via dell'onestà e del valore vero, che contempla anche la possibilità della sconfitta : sarebbe in qualche modo l'essenza dello sport.

Mica sono posizioni assolute, tutti ci si muove tra i due estremi, e magari chi cerca d'esser giusto gli capita nn sa neanche lui perché di fare la peggio porcata della storia, e viceversa.
Però sono gusti: chi gli piace l'arrogante e il furbetto, e chi l'eroe puro. Visto che quelli si fanno un vanto di 'non perdere mai' mi sa che stanno più lontani di noi dal senso della frase e da questa visione del mondo.

in conclusione...forse odiava i tifosi della Lazio.. ma certamente è un laziale ad honorem - il giudizio su Chinaglia (detto da lui) mi sta anche bene, non si può certo dire che il nostro Giorgione fosse un personaggio pasoliniano - troppa allegria e leggerezza: 'i'm football crazy'...
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: olympia il 13 Ago 2015, 19:18
Citazione di: CityZen il 13 Ago 2015, 15:16
ma Olympia si riferiva alla finale con la juve ? sicuri ? a me sembrano riflessioni generali, valide oggi come ai tempi di dante alighieri, è infatti sempre questa la sfida: cercare, per sopravvivere oppure per emergere, metodi furbetti, furbeschi, collusi, oppure puntare la via dell'onestà e del valore vero, che contempla anche la possibilità della sconfitta : sarebbe in qualche modo l'essenza dello sport.

Mica sono posizioni assolute, tutti ci si muove tra i due estremi, e magari chi cerca d'esser giusto gli capita nn sa neanche lui perché di fare la peggio porcata della storia, e viceversa.
Però sono gusti: chi gli piace l'arrogante e il furbetto, e chi l'eroe puro. Visto che quelli si fanno un vanto di 'non perdere mai' mi sa che stanno più lontani di noi dal senso della frase e da questa visione del mondo.

in conclusione...forse odiava i tifosi della Lazio.. ma certamente è un laziale ad honorem - il giudizio su Chinaglia (detto da lui) mi sta anche bene, non si può certo dire che il nostro Giorgione fosse un personaggio pasoliniano - troppa allegria e leggerezza: 'i'm football crazy'...
Bravo, hai colto il senso di questo topic. La riflessione di Pasolini si può adattare a tutti i campi della vita, dallo sport, alla politica,al lavoro. Così attuale in questo mondo che va sempre peggiorando.
Però, pensando al calcio,non so perché 8),ma nel leggerla, ho subito pensato a una certa squadra e alla tracotanza, gli aiutini della finanza ,della politica e della stampa e il non rispetto delle regole che stanno usando pur di vincere e fare soldi. In contraltare la nostra Lazio, che da anni lotta con le proprie forze contro tutto e contro tutti. Ecco, se non riesco a vincere con i miei mezzi, anche io preferisco perdere.  ;)
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: COLDILANA61 il 13 Ago 2015, 19:23
Citazione di: olympia il 13 Ago 2015, 19:18
Bravo, hai colto il senso di questo topic. La riflessione di Pasolini si può adattare a tutti i campi della vita, dallo sport, alla politica,al lavoro. Così attuale in questo mondo che va sempre peggiorando.
Però, pensando al calcio,non so perché 8),ma nel leggerla, ho subito pensato a una certa squadra e alla tracotanza, gli aiutini della finanza ,della politica e della stampa e il non rispetto delle regole che stanno usando pur di vincere e fare soldi. In contraltare la nostra Lazio, che da anni lotta con le proprie forze contro tutto e contro tutti. Ecco, se non riesco a vincere con i miei mezzi, anche io preferisco perdere.  ;)

:o

Cosa avrebbero vinto ?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: olympia il 13 Ago 2015, 22:07
Citazione di: COLDILANA61 il 13 Ago 2015, 19:23
:o

Cosa avrebbero vinto ?
Hai ragione, "pur di provare a vincere ", ma più che altro a fare soldi


Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: lastoriasiamonoi il 16 Ago 2015, 12:50
La partita con la Juventus non c'entra nulla con quanto scritto. E' la visione della vita, anzi la costruzione di essa cioè di ognuno di noi, ad essere chiamata in causa. Ci suggerisce un orizzonte di cambiamento, rispetto a come viviamo. Un taglio netto. L'apertura di una crisi, un' elaborazione di noi stessi. La conoscenza della sconfitta (non calcistica eh) è la chiave della crisi (forse di ognuna). Non si entra in crisi se non si riconosce la sconfitta. Senza di essa non ci possono essere autentici cambiamenti. Il percorso difficile e doloroso, può portare dapprima ad un'astrazione dalla realtà, in un discendere agli inferi, intimo e lento. Successivamente non può che approdare alla stessa realtà, come ad un risveglio. Questa metamorfosi, ripeto dolorosa e poco moderna (perché in antitesi con essa) ci restituirà la nostra identità, una libertà in principio, la capacità di comprendere la realtà e gestirla, cioè guardarla in faccia non subirla passivamente. Essere se stessi, non la replica coatta di un modello imposto, una marionetta.
Tagliate i vostri fili. Soffrite coi vostri gesti...
Direi quindi "consoci te stesso" ma anche la realtà che ti circonda, mondata dalle innumerevoli falsità e quindi vicina al vero. Alla temibile verità. Solo così potremmo liberarci, renderci autenticamente indipendenti.

Lo sport e la passione Lazio fanno parte di noi, ma come si coniugano con la realtà? Con questa realtà? (non quella dello struzzo)
Per me male, malissimo. C'è una rottura tra il senso di piacere per il gioco del calcio (quella particolare emozione che si chiama Lazio e che nasce dall'infanzia) e la realtà aberrante di oggi. Solo intimamente, sostenendomi bambino, posso conservare (salvare direi) questo piacere e la passione per la Lazio. Strillare gol! Cioè incoerentemente.
Non parlandone più perché la parola calcistica è ormai laida, falsa, mostruosa e ipocrita. Lo scolo sudicio del sistema mediatico. E i gesti tecnici, soffocati dall'imperante fisicità? (il cui controllo determina tutti i risultati sportivi) E il potere calcistico, anarchico e [...], che genera soprusi e ingiustizie? Questo non è più un gioco... e noi chi siamo?

Ecco io sono cresciuto con l'idea di dover essere diverso da quei ragazzi che per vincere erano disposti a tutto. Ed erano volgari e spacconi, già avvezzi alla falsità, all'ipocrisia, all'opportunismo. Infidi dalla nascita. Privi del minimo senso di solidarietà, delle giovani carogne italiane.
Ingenuamente dividevo me e i laziali che conoscevo con gli altri, juventini e peggio romanisti.
Era così facile, forse perché ho simpatizzato sempre con ragazzi laziali di altro spessore. Sono stato fortunato.
Ma la "dritteria" di cui parla Pasolini è un'illuminazione.

"parlando del tifoso "romano" in genere, che nella propria squadra esalta la propria "dritteria". Non c'è grande differenza, in fondo, tra romanisti e laziali: un'identica "faccia malandrina" si lascia ammirare sotto i cappellucci di carta giallorossa o biancoceleste. Scrive Pasolini: Ciò che fa più soffrire e gioire il romano alla sconfitta e alla vittoria della sua squadra è l'idea dei discorsi che dovrà fare al bar o dal barbiere. Certo! Un "dritto" può forse perdere? E se vince, può forse non fare dell'ironia - magnanima - sui vinti?

E' la radice iniziale (e già allora condivisa) dello schifo comune di adesso.
Questa "dritteria" è degenerata in una maniacale e ossessiva modalità, che sostiene non il gioco del calcio, cioè la nostra passione infantile, ma il sistema di potere che attraverso il calcio, controlla i romani, Roma e anche l'Italia.
Muovendo i fili della passione lo spettacolo va avanti.
Ma quale spettacolo?
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: branco_azul il 16 Ago 2015, 14:32
Citazione di: lastoriasiamonoi il 16 Ago 2015, 12:50
La partita con la Juventus non c'entra nulla con quanto scritto. E' la visione della vita, anzi la costruzione di essa cioè di ognuno di noi, ad essere chiamata in causa. Ci suggerisce un orizzonte di cambiamento, rispetto a come viviamo. Un taglio netto. L'apertura di una crisi, un' elaborazione di noi stessi. La conoscenza della sconfitta (non calcistica eh) è la chiave della crisi (forse di ognuna). Non si entra in crisi se non si riconosce la sconfitta. Senza di essa non ci possono essere autentici cambiamenti. Il percorso difficile e doloroso, può portare dapprima ad un'astrazione dalla realtà, in un discendere agli inferi, intimo e lento. Successivamente non può che approdare alla stessa realtà, come ad un risveglio. Questa metamorfosi, ripeto dolorosa e poco moderna (perché in antitesi con essa) ci restituirà la nostra identità, una libertà in principio, la capacità di comprendere la realtà e gestirla, cioè guardarla in faccia non subirla passivamente. Essere se stessi, non la replica coatta di un modello imposto, una marionetta.
Tagliate i vostri fili. Soffrite coi vostri gesti...
Direi quindi "consoci te stesso" ma anche la realtà che ti circonda, mondata dalle innumerevoli falsità e quindi vicina al vero. Alla temibile verità. Solo così potremmo liberarci, renderci autenticamente indipendenti.

Lo sport e la passione Lazio fanno parte di noi, ma come si coniugano con la realtà? Con questa realtà? (non quella dello struzzo)
Per me male, malissimo. C'è una rottura tra il senso di piacere per il gioco del calcio (quella particolare emozione che si chiama Lazio e che nasce dall'infanzia) e la realtà aberrante di oggi. Solo intimamente, sostenendomi bambino, posso conservare (salvare direi) questo piacere e la passione per la Lazio. Strillare gol! Cioè incoerentemente.
Non parlandone più perché la parola calcistica è ormai laida, falsa, mostruosa e ipocrita. Lo scolo sudicio del sistema mediatico. E i gesti tecnici, soffocati dall'imperante fisicità? (il cui controllo determina tutti i risultati sportivi) E il potere calcistico, anarchico e [...], che genera soprusi e ingiustizie? Questo non è più un gioco... e noi chi siamo?

Ecco io sono cresciuto con l'idea di dover essere diverso da quei ragazzi che per vincere erano disposti a tutto. Ed erano volgari e spacconi, già avvezzi alla falsità, all'ipocrisia, all'opportunismo. Infidi dalla nascita. Privi del minimo senso di solidarietà, delle giovani carogne italiane.
Ingenuamente dividevo me e i laziali che conoscevo con gli altri, juventini e peggio romanisti.
Era così facile, forse perché ho simpatizzato sempre con ragazzi laziali di altro spessore. Sono stato fortunato.
Ma la "dritteria" di cui parla Pasolini è un'illuminazione.

"parlando del tifoso "romano" in genere, che nella propria squadra esalta la propria "dritteria". Non c'è grande differenza, in fondo, tra romanisti e laziali: un'identica "faccia malandrina" si lascia ammirare sotto i cappellucci di carta giallorossa o biancoceleste. Scrive Pasolini: Ciò che fa più soffrire e gioire il romano alla sconfitta e alla vittoria della sua squadra è l'idea dei discorsi che dovrà fare al bar o dal barbiere. Certo! Un "dritto" può forse perdere? E se vince, può forse non fare dell'ironia - magnanima - sui vinti?

E' la radice iniziale (e già allora condivisa) dello schifo comune di adesso.
Questa "dritteria" è degenerata in una maniacale e ossessiva modalità, che sostiene non il gioco del calcio, cioè la nostra passione infantile, ma il sistema di potere che attraverso il calcio, controlla i romani, Roma e anche l'Italia.
Muovendo i fili della passione lo spettacolo va avanti.
Ma quale spettacolo?
è un piacere leggere post così...   :)
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: marcantonio il 16 Ago 2015, 16:11
Citazione di: lastoriasiamonoi il 16 Ago 2015, 12:50Ecco io sono cresciuto con l'idea di dover essere diverso da quei ragazzi che per vincere erano disposti a tutto. Ed erano volgari e spacconi, già avvezzi alla falsità, all'ipocrisia, all'opportunismo. Infidi dalla nascita. Privi del minimo senso di solidarietà, delle giovani carogne italiane.

Questo è un gioiello.

Perché quel "carognismo" che noi abbiamo cominciato a vedere negli spacconi di periferia è lo stesso che anima oggi il circo mediatico, l'ammanicamento del sistema calcio, le follie consumistico-capitaliste del mercato calcistico che da tempo non ha più tanto che vedere con lo sport. Sinceramente, io continuo a soffrire per la Lazio per default, perché sono nato così, perché ce l'ho nel sangue, ma d'altra parte non riesco più a identificarmi tanto con un mondo che è messinscena orwelliana e non più lo stemma che hai sul petto e i colori che indossi (a meno che non vendano negli stores online).

Questo calcio che avrebbe indotto al suicidio Walter Benjamin e tutta la scuola di Francoforte, non nasce dal nulla. A Roma, in altre regioni italiane, all'estero, nasce da questo bullismo spaccone e furbo. Sono i bulletti della nostra generazione di VDM (e i loro eredi) i manager della nuova.

Bullismo spaccone e furbo che oggi veste in giacca e cravatta e parla di marketing, poi va con la ventiquattrore dell'emulo di Moggi ad aggiustare le partite, poi a cenare con gli amici di Repubblica e a decidere che merda sparare sull'avversario.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: GoodbyeStranger il 17 Ago 2015, 19:21
Citazione di: lastoriasiamonoi il 16 Ago 2015, 12:50
Non si entra in crisi se non si riconosce la sconfitta. Senza di essa non ci possono essere autentici cambiamenti. Il percorso difficile e doloroso, può portare dapprima ad un'astrazione dalla realtà, in un discendere agli inferi, intimo e lento. Successivamente non può che approdare alla stessa realtà, come ad un risveglio....

Questo é uno dei punti chiave per cui lo SPORT ( tutto maiuscolo ) assume importanza
fondamentale nella società come strumento di crescita ed educazione dei ragazzi, per
capire che questo a cui assistiamo é l'esatto opposto dello spettacolo che dovrebbe
essere, basta vedere i risultati prodotti in termini educativi negli sportivi e nei "tifosi".
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: V. il 17 Ago 2015, 21:24
cmq è risaputo che fanno passare PPP per un piagnone lamentoso, invece a calcio era un duro, menava e contrastava, lo dicono Bulgarelli e Pistilli del cds.
Titolo: Re:Preferisco perdere piuttosto che vincere con modi sleali...PPP
Inserito da: Property il 17 Ago 2015, 21:37
Citazione di: lastoriasiamonoi il 16 Ago 2015, 12:50
La partita con la Juventus non c'entra nulla con quanto scritto. E' la visione della vita, anzi la costruzione di essa cioè di ognuno di noi, ad essere chiamata in causa. Ci suggerisce un orizzonte di cambiamento, rispetto a come viviamo. Un taglio netto. L'apertura di una crisi, un' elaborazione di noi stessi. La conoscenza della sconfitta (non calcistica eh) è la chiave della crisi (forse di ognuna). Non si entra in crisi se non si riconosce la sconfitta. Senza di essa non ci possono essere autentici cambiamenti. Il percorso difficile e doloroso, può portare dapprima ad un'astrazione dalla realtà, in un discendere agli inferi, intimo e lento. Successivamente non può che approdare alla stessa realtà, come ad un risveglio. Questa metamorfosi, ripeto dolorosa e poco moderna (perché in antitesi con essa) ci restituirà la nostra identità, una libertà in principio, la capacità di comprendere la realtà e gestirla, cioè guardarla in faccia non subirla passivamente. Essere se stessi, non la replica coatta di un modello imposto, una marionetta.
Tagliate i vostri fili. Soffrite coi vostri gesti...
Direi quindi "consoci te stesso" ma anche la realtà che ti circonda, mondata dalle innumerevoli falsità e quindi vicina al vero. Alla temibile verità. Solo così potremmo liberarci, renderci autenticamente indipendenti.

Lo sport e la passione Lazio fanno parte di noi, ma come si coniugano con la realtà? Con questa realtà? (non quella dello struzzo)
Per me male, malissimo. C'è una rottura tra il senso di piacere per il gioco del calcio (quella particolare emozione che si chiama Lazio e che nasce dall'infanzia) e la realtà aberrante di oggi. Solo intimamente, sostenendomi bambino, posso conservare (salvare direi) questo piacere e la passione per la Lazio. Strillare gol! Cioè incoerentemente.
Non parlandone più perché la parola calcistica è ormai laida, falsa, mostruosa e ipocrita. Lo scolo sudicio del sistema mediatico. E i gesti tecnici, soffocati dall'imperante fisicità? (il cui controllo determina tutti i risultati sportivi) E il potere calcistico, anarchico e [...], che genera soprusi e ingiustizie? Questo non è più un gioco... e noi chi siamo?

Ecco io sono cresciuto con l'idea di dover essere diverso da quei ragazzi che per vincere erano disposti a tutto. Ed erano volgari e spacconi, già avvezzi alla falsità, all'ipocrisia, all'opportunismo. Infidi dalla nascita. Privi del minimo senso di solidarietà, delle giovani carogne italiane.
Ingenuamente dividevo me e i laziali che conoscevo con gli altri, juventini e peggio romanisti.
Era così facile, forse perché ho simpatizzato sempre con ragazzi laziali di altro spessore. Sono stato fortunato.
Ma la "dritteria" di cui parla Pasolini è un'illuminazione.

"parlando del tifoso "romano" in genere, che nella propria squadra esalta la propria "dritteria". Non c'è grande differenza, in fondo, tra romanisti e laziali: un'identica "faccia malandrina" si lascia ammirare sotto i cappellucci di carta giallorossa o biancoceleste. Scrive Pasolini: Ciò che fa più soffrire e gioire il romano alla sconfitta e alla vittoria della sua squadra è l'idea dei discorsi che dovrà fare al bar o dal barbiere. Certo! Un "dritto" può forse perdere? E se vince, può forse non fare dell'ironia - magnanima - sui vinti?

E' la radice iniziale (e già allora condivisa) dello schifo comune di adesso.
Questa "dritteria" è degenerata in una maniacale e ossessiva modalità, che sostiene non il gioco del calcio, cioè la nostra passione infantile, ma il sistema di potere che attraverso il calcio, controlla i romani, Roma e anche l'Italia.
Muovendo i fili della passione lo spettacolo va avanti.
Ma quale spettacolo?
un post pieno di ottimi spunti.
tutto sommato credo l'essere laziali di ognuno di noi spesso si riconosca in queste parole, chi più chi meno.
però io dico sempre che ogni cosa si evolve, che è il contesto a cambiare e privilegiare nuove logiche.
Concordo con te che oggi uno dei problemi della lazio è contestualizzare la lazio.
Però su un punto non si può transigere, ovvero non è possibile evitarlo, se vogliamo che la lazio stessa continui ad esistere.
Resta da capire come e in che modo.
Qui viene il difficile. Qui ci vogliono le professionalità che tanto invoco.
Ma serebbe un discorso troppo lungo.