Nel topic di calciomercato ci stiamo scervellando, scannando, implorando affinché si acquisiscano nomi di valore.
Il problema vero è che, imho, parlare di nomi importanti credo sia deleterio per la nostra sanità mentale.
Allo stato attuale, perché mai un giocatore forte, affermato, o di grande prospettiva, dovrebbe scegliere la Lazio invece di approdare 'altrove' (con questo termine intendo una squadra importante)?
Considerando che:
1) L'ingaggio non può essere dello stesso livello di 'altrove';
2) Le prospettive dei traguardi sportivi da raggiungere sono molto basse rispetto ad 'altrove';
3) Le prospettive di allestire una formazione veramente competitiva sono basse rispetto ad 'altrove' (leggasi anche gli allenatori scelti);
4) La gestione societaria ed i rapporti società-lavoratori (tribunali, strascichi legali, accantonamenti) lascia quantomeno perplessi rispetto ad 'altrove';
E' un cane che si morde la coda, perché se non vengono giocatori importanti, altri giocatori di fama non ci vengono.
Non mi rispondete "sì però Hernanes, Klose, Marchetti..."; io parlo di oggi, non di 3-4 anni fa.
Io sono Laziale fino al midollo e ci giocherei gratis, i calciatori lo fanno per lavoro (soldi, tanti soldi), ambizioni (trofei, che poi si traducono in soldi), e non gliene fotte niente del 9 gennaio 1900, né del 26 maggio, né che una volta eravamo sul tetto del mondo. Conta il presente per loro.
Ecco perché credo che la nostra dimensione non possa essere maggiore di cercare un Novaretti, un Perea, un Paulinho dal Livorno, gente che stava messa peggio ed ha sperato che, venendo in una piazza come questa, potesse aprirsi una vetrina importante.
E' come in ogni ambito lavorativo. Sei pagato 10 dentro un'azienda di basso rango che tira a campà, si avvicina che so, la Apple perché ritiene di accrescere il reparto di ricerca e sviluppo e ti propone uno stipendio di 40; poi arriva il negozietto di pc sotto casa, uniproprietario e ti propone 12 per installare Windows sui pc assemblati. Da chi vai a lavorare?
Ovvio che se ti arriva solamente la proposta del negozietto a 12, accetti di buon grado, perché pensi che peggio non puoi andare.
Questa è una squadra che necessita di una rifondazione in quelli che sono gli elementi che hanno tirato la carretta per anni, i più anziani; servono altri giocatori del livello di questi di allora. Dove li prendiamo?
Per rispondere alla tua domanda Ro, credo che, a meno di miracoli sportivi (non mi si venga a citare la coppa Italia), o di un cambiamento di proprietà epocale (un altro Cragnotti), la nostra dimensione resti quella di oggi a tempo indeterminato.
Il modo per sopravvivere, sportivamente parlando, è rassegnarsi.