Dispiace vederlo andar via. Soprattutto perché, ancora una volta, uno dei nostri va in una squadra che ha sempre considerato la Lazio come una specie di colonia; ovviamente senza alcun titolo a farlo, se non un gemellaggio fra curve che, francamente, per me vale quanto una banconota da 3 euro.
Chiaro che, con la necessità di far cassa per i nuovi progetti del sultano (e forse pure per la Lazio, chissà), e con la fortunata abbondanza di giocatori in questo ruolo, era uno dei candidati alla partenza.
Mancheranno i suoi lanci verso gli attaccanti; una cosa che magari sarebbe tornata utile per un tipo di gioco che non sarà certo più quello di Sarri, con costruzione dal basso ad ogni costo.
Mancheranno le sue uscite su palle alte; dopo anni di Muslera e Strakosha, vedere di nuovo un portiere capace di spazzare via un cross insidioso dava una certa sicurezza.
Ciao Ivan, mi accodo ai grazie per quel gol in Champions a tempo scaduto (che resterà nella storia del calcio), e ti perdono l'essere tifoso delle tua nuova squadra (almeno così s'è affrettato a farci sapere il tuo procuratore...). Buona vita, portiere biondo!