In sintesi:
secondo il pm di Cremona, la Lazio perde con la Juventus malgrado la stessa Lazio abbia delle potenzialità tali da non poter assuefarsi alla sconfitta (magari fosse).
Dopo un paio di anni passati a lucidare un grottesco castello di congetture secondo il quale Mauri truccava (da solo) Lazio-Genoa e Lecce-Lazio adoperandosi per mandare la Lazio in champions, scopriamo che la domenica prima lo stesso Mauri si adoperava per far perdere la Lazio contro la sua diretta concorrente per la Champions. La prova inconfutabile è il rigore sbagliato da Zarate (non indagato) e il fatto che l'udinese giocasse in 10. A dimostrazione che il pm Di Martino non ha giocato a pallone neppure ai giardinetti.
Terzo: la Lazio è coinvolta con il suo quadro dirigenziale perché il Bazzani chiama una certa Marina seduta nei pressi di Tare e le chiede di passarglielo.
Il doppio salto carpiato il Pm lo compie quando scrive che Bazzani si accertava dell'arrivo o meno di Lotito non perché avesse paura di parlare in sua presenza, ma proprio perché voleva parlare con lui.
Esilarante.
In confronto a questo paradossale delirio, il quadro probatorio messo su ad arte contro Mauri aveva una sua coerenza interna.
Figuriamoci.
Qui invece c'è solo una logica perversa che ha come primo obiettivo infangare il nome di una squadra e di un paio di giocatori approfittando di un'opinione pubblica dilaniata dall'ignoranza e che ama parlare e soprattutto scrivere a vanvera.
Una volta che vieni nominato, ci sei dentro fino al collo e non ne puoi uscire.
Sei come minimo condannato (tu società, giocatore e tifoso) a uno stillicidio lungo un anno (come minimo) ignaro di cosa ci sia alla fine del tunnel.
E che fine fa il garantismo? Il garantismo soccombe sotto i colpi del pressappochismo e viene torturato dai metodi medievali della Giustizia Sportiva per la quale non c'è bisogno di prova, pistole fumanti, tracce di denaro o altro.
No. Basta essere nominato in un'informativa che può diventare il totem della comicità del nuovo millennio.
Chi c'è dietro tutto questo?
Il giudice Di Martino è una marionetta. Agisce per conto di altri, è palesemente manovrato chissà come e chissà da chi.
Per questo è necessario al più presto introdurre la responsabilità diretta per i pm.
Se, come nel caso di Di Martino, si scoprisse che un provvedimento di giustizia cautelare è stato avventato, il pm in questione deve essere punito duramente, in maniera esemplare anche con la restrizione della libertà personale.
Di Martino ha ricevuto un ordine preciso: trovare dei pesci grossi e usa dei metodi discutibili per estorcere ammissioni e confessioni.
Con i suoi mandanti ha individuato un bersaglio facile, mediaticamente vulnerabile, storicamente e politicamente scomodo. E deve distruggerlo. Anche a costo di scrivere su un documento importante come un'ordinanza una marea di baggianate senza capo né coda che partono da assiomi indimostrabili e deliranti.
Quella partita è sicuramente truccata. La manipolazione è certa. Mauri, Brocchi, Gattuso sono colpevoli.
Ma non mira certo al rinvio a giudizio, il prode Di Martino. Alla marionetta nazista e schizofrenica interessa la giustizia sportiva, ecco il motivo delle sue continue e non richieste ingerenze sull'operato della Commissione Disciplinare o della Caf.
Di Martino è una marionetta nelle mani di qualcuno a cui interessa la mannaia della giustizia sportiva, non quella della giustizia ordinaria che con gli elementi presentati non potrà fare assolutamente nulla.
Prima o poi qualcuno dovrà scavare nel torbido passato di questo pupazzo, dovrà capire quali sono i suoi contatti, chi lo corrompe, quali sono i suoi conniventi. Basta chiacchiere, basta profili bassi. Qui c'è in gioco qualcosa di molto più grande. Finalmente qualcuno scoprirà chi controlla il controllore. E la marionetta dovrà essere punita duramente, in maniera esemplare, senza pietà alcuna.
(http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2013/02/20/848476/images/1827506-malago-festa.jpg)
- aaaah, a' cosmo, io arzo le mani: nun c'entro gnente
Citazione di: cosmo il 18 Dic 2013, 10:12
Prima o poi qualcuno dovrà scavare nel torbido passato di questo pupazzo, dovrà capire quali sono i suoi contatti, chi lo corrompe, quali sono i suoi conniventi. Basta chiacchiere, basta profili bassi. Qui c'è in gioco qualcosa di molto più grande. Finalmente qualcuno scoprirà chi controlla il controllore. E la marionetta dovrà essere punita duramente, in maniera esemplare, senza pietà alcuna.
(http://www.panorama.it/images/sport/n/21488225-4/Tutto-su-Erick-Thohir-il-magnate-indonesiano-che-vuole-l-Inter_h_partb.jpg)
(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/3c/Silvano_tranquilli.jpg/220px-Silvano_tranquilli.jpg)
POST PREVENTIVO: PER CORTESIA, ABBASSIAMO I TONI.
GRAZIE.
Lazio.net Staff
http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,21032.0.html
non è così facile, cosmo
nelle società moderne e premoderne i burattini si muovevano con i fili. c'era un pupo e c'era un puparo
oggi le cose funzionano diversamente, il postmoderno èì dominato dalla automazione. i fili sono stati recisi. una volta innestato il controllo, la guida diventa superflua
l'imput è stato chiaro, la direzione di marcia da seguire inequivocabile. basta non sbagliare rotta (o toccare ciò che non deve essere toccato)
e a dominare sarà il silenzio. silenzio e buio, niente tracce, niente fili, niente. tutto già visto, tutto sperimentato, nel calcio e altrove. vai a fare chiarezza, adesso
Già; l'ho scritto poco fa su altro topic.
Che poi, ce ripenso, ieri sera ho visto parte della conferenza stampa del Di Martino; un'altra cosa che, davvero, solo nel dichiararla dovresti avere in mano la prova indistruttibile per confermarla è che, il tizio, sia davvero convinto che, per acchittare una partita, basti una mezz'ora prima!
Posso capire se uno acchitta la sconfitta della propria squadra e, con un po di sforzo, potrebbe essere pure plausibile, ma per impostare un over con risultato finale a favore di una delle due squadre come possono bastarti 30 minuti prima della partita quando ci sono, in quei frangenti, tutta una serie di procedure da rispettare?
William Burroughs se avesse conosciuto De Martino sarebbe rimasto ad ammazzare scarafaggi nel Bronx
Citazione di: cosmo il 18 Dic 2013, 10:12
Finalmente qualcuno scoprirà chi controlla il controllore. E la marionetta dovrà essere punita duramente, in maniera esemplare, senza pietà alcuna.
magari, ma non credo succederà.
Bel post.
Citazione di: cosmo il 18 Dic 2013, 10:12
In confronto a questo paradossale delirio, il quadro probatorio messo su ad arte contro Mauri aveva una sua coerenza interna.
per me questa nuova tranche è solo mediatica e serve per rinforzare (solo a livello mediatico per carità) quanto già fatto. Queste informazioni, nè più nè meno, giravano già da mesi, vedi Brocchi chiamato da Palazzi e la querelle sui contatti di Mauri con mister X.
All'epoca non le hanno utilizzate (pubblicamente) visto la pochezza.
Purtroppo solo un contropotere potrebbe realizzare ciò che auspichi. Questa è la tristezza.
se domani un giornale quotato titolasse "Qual è l'obiettivo di Palazzi", con una bella inchiesta sul suo passato e sulle incongruenze delle sue accuse, tutto crollerebbe in una sola giornata.
Guarda come siamo ridotti.
Citazione di: Jeffry il 18 Dic 2013, 10:55
Già; l'ho scritto poco fa su altro topic.
Che poi, ce ripenso, ieri sera ho visto parte della conferenza stampa del Di Martino; un'altra cosa che, davvero, solo nel dichiararla dovresti avere in mano la prova indistruttibile per confermarla è che, il tizio, sia davvero convinto che, per acchittare una partita, basti una mezz'ora prima!
Posso capire se uno acchitta la sconfitta della propria squadra e, con un po di sforzo, potrebbe essere pure plausibile, ma per impostare un over con risultato finale a favore di una delle due squadre come possono bastarti 30 minuti prima della partita quando ci sono, in quei frangenti, tutta una serie di procedure da rispettare?
E' così: in Italia la magistratura (includendovi quella sportiva e quella militare) ha tradizionalmente premiato la mediocrità e ha sacrificato l'eccellenza.
Sono d'accordo con quanto scrive Cosmo: la responsabilità diretta è il "minimo sindacale".
Nello specifico, chi muove i fili della marionetta? Non credo ci sia un "mandante": è il sistema giudiziario nel suo complesso che spinge i magistrati a diventare marionette su un palcoscenico che ha bisogno di spettacolarizzare la giustizia.
Ne hanno bisogno i giornali, ne hanno bisogno le televisioni, ne ha bisogno la stessa magistratura per tentare di auto-giustificarsi agli occhi di un'opinione pubblica che sempre più spesso si domanda quale sia l'efficienza di un organo tanto importante (e tanto costoso), visto e considerato lo stato comatoso in cui versa la giustizia in Italia.
Si andrebbe OT rispetto ad una board che vuole e deve parlare della nostra amata Lazio: ma quando il 30% degli italiani simpatizzano per un [...] sulle cui disavventure giudiziarie è comunque facile immedesimarsi perchè, nelle grinfie di questa giustizia ingiusta, ci si può finire dentro per un semplice capriccio di un PM o -ancora peggio, a mio avviso- per la sua incapacità di gestire un ragionamento logico-deduttivo, forse qualche interrogativo serio bisogna porselo.
Pe il resto, un grazie a Cosmo che ha comunque ulteriormente scoperchiato il vaso di Pandora.
Citazione di: er polipo il 18 Dic 2013, 11:24
Pe il resto, un grazie a Cosmo che ha comunque ulteriormente scoperchiato il vaso di Pandora.
purtroppo solo per far aumentare il nostro livello di bile... perchè non servirà a nulla...... maledetti
e a chiosa finale aggiungerei, è chiaro ora chi è il nemico?
è chiaro chi vuole la sparizione del nome ss lazio?
è chiaro che non si chiama radio6, le aradio, la cornice marcia e il tifoso che contesta?
spero finalmente di si.
vivaddio
Citazione di: Property il 18 Dic 2013, 11:39
e a chiosa finale aggiungerei, è chiaro ora chi è il nemico?
è chiaro chi vuole la sparizione del nome ss lazio?
è chiaro che non si chiama radio6, le aradio, la cornice marcia e il tifoso che contesta?
spero finalmente di si.
vivaddio
No.
il nemico è fuori che attacca, il nemico è dentro e indebolisce le mura (sia Lotito col suo fare arrogante e la sua cattiva comunicazione, sia le radio e la tifoseria che per andare contro Lotito vanno contro la Lazio).
È palese come il sole.
in ogni guerra devi infiltrare qualcuno dei tuoi oltre le linee nemiche
Citazione di: aquilante il 18 Dic 2013, 10:53
non è così facile, cosmo
nelle società moderne e premoderne i burattini si muovevano con i fili. c'era un pupo e c'era un puparo
oggi le cose funzionano diversamente, il postmoderno èì dominato dalla automazione. i fili sono stati recisi. una volta innestato il controllo, la guida diventa superflua
l'imput è stato chiaro, la direzione di marcia da seguire inequivocabile. basta non sbagliare rotta (o toccare ciò che non deve essere toccato)
e a dominare sarà il silenzio. silenzio e buio, niente tracce, niente fili, niente. tutto già visto, tutto sperimentato, nel calcio e altrove. vai a fare chiarezza, adesso
Sta cosa è inquietante.
Citazione di: cosmo il 18 Dic 2013, 10:12
In sintesi:
...Esilarante.
Cosmo, ti quoto.
ma l'errore passa dal 94, e da tanti altri scandali legati alla gestione della notizia criminis e della conseguente azione penale, passando per l'uso del carcere giudiziale (che non esiste o almeno, è istituto giuridica e non struttura de mattoni) e compagnia cantando.
Altrimenti, si rischia di avere una visione parziale.
Questi Pm vogliono esser stupiti dall'esito di indagini random. Non dovrebbe essere così.
ma va'bbè.
Autore Giuseppe De Bellis. Link: www.ilgiornale.it
Per Gattuso i pm creano il reato di amicizia
In Italia si può essere indagati per amicizia. Gennaro Gattuso s'è visto consegnare un avviso di garanzia perché conosce e frequenta una persona che forse è sbagliata. Un campione del mondo, un simbolo del pallone è sotto inchiesta per associazione per delinquere perché il suo migliore amico ha conosciuto un personaggio poco raccomandabile e con quest'ultimo Rino ha scambiato qualche messaggio e qualche telefonata in momenti particolari. Prove di combine zero, prove di coinvolgimenti diretti meno di zero. Strana storia. Ieri mattina l'Italia s'è svegliata e la prima notizia che ha saputo in giornata, alla radio, in tv, sul web era questa: «Calcioscommesse, quattro arresti, Gattuso indagato». Come Gattuso? È il riflesso immediato di un Paese che ha riconosciuto per anni questo giocatore come il simbolo dei lottatori, cioè del contrario di quelli che le partite le vendono. Il secondo riflesso è stato questo: se è marcio lui, allora è finita. Leggendo i documenti della procura, però, la sensazione è opposta. Non più come, ma perché Gattuso? Non c'è al momento uno straccio di prova che lo possa indicare come uno di quelli che sistemavano i risultati delle partite, non c'è una sua conversazione che abbia come contenuto una combine, non c'è traccia di denaro che abbia preso. C'è un sottobosco di persone che entra in contatto con lui. Punto. C'è un amico, un suo grande amico, che secondo l'accusa si relaziona agli scommettitori bolognesi che poi sarebbero il tramite con quelli più grossi, i cosiddetti «zingari», che a loro volta poi sarebbero il gancio con la cupola di Singapore. Un salto triplo che è la deduzione, della deduzione, della deduzione. Cioè: non sta in piedi.
Allora la sensazione, brutta, sgradevole, spiacevole non è più «se è marcio lui, sono marci tutti». È questa: serviva un nome per tenere in vita questa inchiesta che ha svelato un sacco di spazzatura, che ha raccontato un mondo del pallone corrotto e pronto a vendersi per poco, schiavo del gioco e dell'impunità, sconvolto dalla facilità con cui la criminalità può intervenire e condizionarlo. All'inchiesta di Cremona è sempre mancato il «pezzo grosso». Perché se scopri le schifezze di Bari, Lecce, Albinoleffe, Atalanta, Siena, Ascoli, Grosseto l'indignazione dura il giusto, cioè poco. Le telefonate incrociate di Gattuso dimostrano nulla, sono il chiavistello per raccontare al mondo che quest'indagine vive ancora, che il calcio è tutt'altro che redento. È la degenerazione della società e della giustizia che riesce a diventare peggio delle persone che indaga. Se Gattuso, o chiunque altro, merita di finire in una indagine per un reato grave come l'associazione per delinquere, deve esserci ciccia. Non chiacchiere. E invece qui siamo al livello ancora inferiore delle chiacchiere. I magistrati hanno avuto anche il coraggio di scrivere che tutto parte da un'intercettazione tra due personaggi in cui uno dice: «Buffon scommette 100-200mila euro a settimana». E l'altro dice: «Perché Cannavaro e Gattuso? Sono proprio malati».
Un cazzeggio, una diceria da bar che diventa il punto di partenza di un filone d'inchiesta. Una follia certificata dall'ordinanza: «La conversazione, pur non implicando alcunché a carico del Gattuso sotto il profilo penale, lo individua come un accanito scommettitore, qualità che, se reale, condivide con la maggior parte dei calciatori coinvolti nella presente indagine. Tuttavia, il riaffiorare nell'inchiesta della figura del Gattuso, in stretta relazione con quella del suo amico fraterno Salvatore Pipieri». Capito bene? Dicono: «se reale», cioè non lo sanno, anzi lo mettono in dubbio anche loro. Poi aggiungono il reato di amicizia. Perché è ovvio, no? Se l'amico intrattiene relazioni pericolose, anche Gattuso le intratterrà. Le telefonate ci sono, sì. Contate e riportate nell'ordinanza. Il problema è che non ci sono le prove. Al momento ci sono suggestioni che equivalgono a fango, tanto fango. I magistrati forse non sanno che il calcio non è la politica: se agli italiani tocchi un giocatore senza motivo, non ti perdonano.
Citazione di: Precisione il 18 Dic 2013, 11:58
Autore Giuseppe De Bellis. Link: www.ilgiornale.it
se so' svegliati ora che hanno messo in mezzo il loro amichetto, e per difendere solo lui tra l'altro, gli altri che si fottano
Citazione di: Property il 18 Dic 2013, 11:39
e a chiosa finale aggiungerei, è chiaro ora chi è il nemico?
è chiaro chi vuole la sparizione del nome ss lazio?
è chiaro che non si chiama radio6, le aradio, la cornice marcia e il tifoso che contesta?
spero finalmente di si.
vivaddio
se radio6, le aradio, la cornice marchia etc... soffiano sul fuoco delle cazzate del nemico, sono anch'esse il nemico.
PUNTO!
Citazione di: DajeLazioMia il 18 Dic 2013, 11:42
No.
il nemico è fuori che attacca, il nemico è dentro e indebolisce le mura (sia Lotito col suo fare arrogante e la sua cattiva comunicazione, sia le radio e la tifoseria che per andare contro Lotito vanno contro la Lazio).
È palese come il sole.
ti confondi.
quei due nemici interni litigano, ma non vogliono la sparizione della lazio.
ed oggi, quando la lazio è attaccata dal vero nemico, la radio che tu additi come un nemico è l'unica voce fuori da formello che sta difendendo questo club? come te lo spieghi?
che evidentemente non cè lì il marcio, lì cè la delusione comprensibile (per me) per i molteplici errori di questa gestione di cui abbiamo parlato 1000 volte, non cè il male per la lazio.
e se continui a credere che lì stia il vero nemico, ti scappa l'elefante che ti passa sopra la testa.
Citazione di: Precisione il 18 Dic 2013, 11:58
Autore Giuseppe De Bellis. Link: www.ilgiornale.it
Per Gattuso Mauri i pm creano il reato di amicizia
In Italia si può essere indagati per amicizia. Gennaro Gattuso Stefano Mauri s'è visto consegnare un avviso di garanzia perché conosce e frequenta una persona che forse è sbagliata. Un campione del mondo, un simbolo del pallone è sotto inchiesta per associazione per delinquere perché il suo migliore amico ha conosciuto un personaggio poco raccomandabile e con quest'ultimo Rino Stefano ha scambiato qualche messaggio e qualche telefonata in momenti particolari. Prove di combine zero, prove di coinvolgimenti diretti meno di zero. Strana storia. Ieri mattina l'Italia s'è svegliata e la prima notizia che ha saputo in giornata, alla radio, in tv, sul web era questa: «Calcioscommesse, quattro arresti, Gattuso indagato Mauri arrestato». Come Gattuso Mauri? È il riflesso immediato di un Paese che ha riconosciuto per anni questo giocatore come il simbolo dei lottatori infraditori, cioè del contrario di quelli che le partite le vendono. Il secondo riflesso è stato questo: se è marcio lui, allora è finita. Leggendo i documenti della procura, però, la sensazione è opposta. Non più come, ma perché Gattuso Mauri? Non c'è al momento uno straccio di prova che lo possa indicare come uno di quelli che sistemavano i risultati delle partite, non c'è una sua conversazione che abbia come contenuto una combine, non c'è traccia di denaro che abbia preso. C'è un sottobosco di persone che entra in contatto con lui. Punto. C'è un amico, un suo grande amico, che secondo l'accusa si relaziona agli scommettitori bolognesi che poi sarebbero il tramite con quelli più grossi, i cosiddetti «zingari», che a loro volta poi sarebbero il gancio con la cupola di Singapore. Un salto triplo che è la deduzione, della deduzione, della deduzione. Cioè: non sta in piedi.
Allora la sensazione, brutta, sgradevole, spiacevole non è più «se è marcio lui, sono marci tutti». È questa: serviva un nome per tenere in vita questa inchiesta che ha svelato un sacco di spazzatura, che ha raccontato un mondo del pallone corrotto e pronto a vendersi per poco, schiavo del gioco e dell'impunità, sconvolto dalla facilità con cui la criminalità può intervenire e condizionarlo. All'inchiesta di Cremona è sempre mancato il «pezzo grosso». Perché se scopri le schifezze di Bari, Lecce, Albinoleffe, Atalanta, Siena, Ascoli, Grosseto l'indignazione dura il giusto, cioè poco. Le telefonate incrociate di Gattuso Mauri dimostrano nulla, sono il chiavistello per raccontare al mondo che quest'indagine vive ancora, che il calcio è tutt'altro che redento. È la degenerazione della società e della giustizia che riesce a diventare peggio delle persone che indaga. Se Gattuso Mauri, o chiunque altro, merita di finire in una indagine per un reato grave come l'associazione per delinquere, deve esserci ciccia. Non chiacchiere. E invece qui siamo al livello ancora inferiore delle chiacchiere. I magistrati hanno avuto anche il coraggio di scrivere che tutto parte da un'intercettazione tra due personaggi in cui uno dice: «Buffon scommette 100-200mila euro a settimana». E l'altro dice: «Perché Cannavaro e Gattuso? Sono proprio malati».
Un cazzeggio, una diceria da bar che diventa il punto di partenza di un filone d'inchiesta. Una follia certificata dall'ordinanza: «La conversazione, pur non implicando alcunché a carico del Gattuso Mauri sotto il profilo penale, lo individua come un accanito scommettitore, qualità che, se reale, condivide con la maggior parte dei calciatori coinvolti nella presente indagine. Tuttavia, il riaffiorare nell'inchiesta della figura del Gattuso Mauri, in stretta relazione con quella del suo amico fraterno Salvatore Pipieri Zamperini». Capito bene? Dicono: «se reale», cioè non lo sanno, anzi lo mettono in dubbio anche loro. Poi aggiungono il reato di amicizia. Perché è ovvio, no? Se l'amico intrattiene relazioni pericolose, anche Gattuso Mauri le intratterrà. Le telefonate ci sono, sì. Contate e riportate nell'ordinanza. Il problema è che non ci sono le prove. Al momento ci sono suggestioni che equivalgono a fango, tanto fango. I magistrati forse non sanno che il calcio non è la politica: se agli italiani tocchi un giocatore senza motivo, non ti perdonano.
Ecco dove l'avevo letto quest'articolo nel maggio del 2012!!
Citazione di: Precisione il 18 Dic 2013, 11:58
Autore Giuseppe De Bellis. Link: www.ilgiornale.it
Per Gattuso i pm creano il reato di amicizia
In Italia si può essere indagati per amicizia. Gennaro Gattuso s'è visto consegnare un avviso di garanzia perché conosce e frequenta una persona che forse è sbagliata. Un campione del mondo, un simbolo del pallone è sotto inchiesta per associazione per delinquere perché il suo migliore amico ha conosciuto un personaggio poco raccomandabile e con quest'ultimo Rino ha scambiato qualche messaggio e qualche telefonata in momenti particolari. Prove di combine zero, prove di coinvolgimenti diretti meno di zero. Strana storia. Ieri mattina l'Italia s'è svegliata e la prima notizia che ha saputo in giornata, alla radio, in tv, sul web era questa: «Calcioscommesse, quattro arresti, Gattuso indagato». Come Gattuso? È il riflesso immediato di un Paese che ha riconosciuto per anni questo giocatore come il simbolo dei lottatori, cioè del contrario di quelli che le partite le vendono. Il secondo riflesso è stato questo: se è marcio lui, allora è finita. Leggendo i documenti della procura, però, la sensazione è opposta. Non più come, ma perché Gattuso? Non c'è al momento uno straccio di prova che lo possa indicare come uno di quelli che sistemavano i risultati delle partite, non c'è una sua conversazione che abbia come contenuto una combine, non c'è traccia di denaro che abbia preso. C'è un sottobosco di persone che entra in contatto con lui. Punto. C'è un amico, un suo grande amico, che secondo l'accusa si relaziona agli scommettitori bolognesi che poi sarebbero il tramite con quelli più grossi, i cosiddetti «zingari», che a loro volta poi sarebbero il gancio con la cupola di Singapore. Un salto triplo che è la deduzione, della deduzione, della deduzione. Cioè: non sta in piedi.
Allora la sensazione, brutta, sgradevole, spiacevole non è più «se è marcio lui, sono marci tutti». È questa: serviva un nome per tenere in vita questa inchiesta che ha svelato un sacco di spazzatura, che ha raccontato un mondo del pallone corrotto e pronto a vendersi per poco, schiavo del gioco e dell'impunità, sconvolto dalla facilità con cui la criminalità può intervenire e condizionarlo. All'inchiesta di Cremona è sempre mancato il «pezzo grosso». Perché se scopri le schifezze di Bari, Lecce, Albinoleffe, Atalanta, Siena, Ascoli, Grosseto l'indignazione dura il giusto, cioè poco. Le telefonate incrociate di Gattuso dimostrano nulla, sono il chiavistello per raccontare al mondo che quest'indagine vive ancora, che il calcio è tutt'altro che redento. È la degenerazione della società e della giustizia che riesce a diventare peggio delle persone che indaga. Se Gattuso, o chiunque altro, merita di finire in una indagine per un reato grave come l'associazione per delinquere, deve esserci ciccia. Non chiacchiere. E invece qui siamo al livello ancora inferiore delle chiacchiere. I magistrati hanno avuto anche il coraggio di scrivere che tutto parte da un'intercettazione tra due personaggi in cui uno dice: «Buffon scommette 100-200mila euro a settimana». E l'altro dice: «Perché Cannavaro e Gattuso? Sono proprio malati».
Un cazzeggio, una diceria da bar che diventa il punto di partenza di un filone d'inchiesta. Una follia certificata dall'ordinanza: «La conversazione, pur non implicando alcunché a carico del Gattuso sotto il profilo penale, lo individua come un accanito scommettitore, qualità che, se reale, condivide con la maggior parte dei calciatori coinvolti nella presente indagine. Tuttavia, il riaffiorare nell'inchiesta della figura del Gattuso, in stretta relazione con quella del suo amico fraterno Salvatore Pipieri». Capito bene? Dicono: «se reale», cioè non lo sanno, anzi lo mettono in dubbio anche loro. Poi aggiungono il reato di amicizia. Perché è ovvio, no? Se l'amico intrattiene relazioni pericolose, anche Gattuso le intratterrà. Le telefonate ci sono, sì. Contate e riportate nell'ordinanza. Il problema è che non ci sono le prove. Al momento ci sono suggestioni che equivalgono a fango, tanto fango. I magistrati forse non sanno che il calcio non è la politica: se agli italiani tocchi un giocatore senza motivo, non ti perdonano.
Se uno sostituisce Mauri con Gattuso, il discorso fila. ma dove erano queste grandi firme del giornalismo un paio di anni fa?
comunque concordo con chi dice che tirare dentro Gattuso serva a qualcosa, le mie ipotesi sono:
- Polpetta avvelenata per affossare il prode che sta arrivando a qualcosa di grosso (io non ci credo)
- All-in del prode che vuole fare carriera politica. Gli è piaciuto andare in giro per l'europa a fare il fenomeno e ora vorrebbe stare nelle liste per le europee di giugno (io credo a questa ipotesi)
Citazione di: Precisione il 18 Dic 2013, 11:58
se agli italiani tocchi un giocatore senza motivo, non ti perdonano.
Purtroppo, se il giocatore è laziale, sì. :stop
Citazione di: CodyAnderson il 18 Dic 2013, 12:09
Se uno sostituisce Mauri con Gattuso, il discorso fila. ma dove erano queste grandi firme del giornalismo un paio di anni fa?
comunque concordo con chi dice che tirare dentro Gattuso serva a qualcosa, le mie ipotesi sono:
- Polpetta avvelenata per affossare il prode che sta arrivando a qualcosa di grosso (io non ci credo)
- All-in del prode che vuole fare carriera politica. Gli è piaciuto andare in giro per l'europa a fare il fenomeno e ora vorrebbe stare nelle liste per le europee di giugno (io credo a questa ipotesi)
Bene. E -volesse il cielo- probabilmente troverà in Fulvio Bianchi un elettore.
http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2013/12/17/news/giustizia_sportiva_scontificio-73806588/
:puke:
A mio avviso paghiamo la nostra storia.
Paghiamo l'etichetta di società-scandalo che ci hanno affibbiato da anni.
Paghiamo la nostra debolezza societaria, paghiamo il non avere agganci giornalistici alla De Bellis, per fare l'ultimo esempio banale.
Paghiamo il fatto che non contiamo niente dentro il palazzo e non abbiamo interlocutori all'altezza per difenderci da questi attacchi meschini.
E' natale, due settimane di pausa vengono a proposito per dare in pasto alle belve mediatiche la loro razione di scandalo.
Mi meraviglio che ancora non abbiano trovato giocatori della Lazio che siano implicati in quello che poteva essere lo scandalo scommesse per i mondiali. Volete farmi credere che Onazi non si sia giocato la Nigeria vincente contro la Bosnia?
Citazione di: CodyAnderson il 18 Dic 2013, 12:09
Se uno sostituisce Mauri con Gattuso, il discorso fila. ma dove erano queste grandi firme del giornalismo un paio di anni fa?
Ma perchè, non è un'articolo del maggio 2012 nel quale nella giornata di ieri il buon de bellis si è limitato a sostituire Mauri con gattuso?
C'ho perso un paio di minuti per farlo, ed anche sostituendo pipieri con zamperini il discorso continua a filare che è una meraviglia. (a dir la verità c'è quel riferimento al lottatore che stride un pò :))
Un'altra cosa che stride è che Mauri non ha mai intrattenuto rapporti telefonici con l'amico dell'amico, ma solo con il suo amico.
Citazione di: er polipo il 18 Dic 2013, 12:13
Bene. E -volesse il cielo- probabilmente troverà in Fulvio Bianchi un elettore.
http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2013/12/17/news/giustizia_sportiva_scontificio-73806588/
:puke:
Quello che stanno facendo è VERGOGNOSO, mi auguro che i giudici del Tnas, dopo giugno 2014, si levino qualche sassolino dalle scarpe.....
Stavolta sono in totale disaccordo con Cosmo .
Salvini non è una marionetta , è un incapace .
Da BQ - 17/11/2010
Brescia, per la strage di Piazza della Loggia tutti assolti. La sorpresa del giudice Salvini, "giusto" sostiene l'avvocato Pecorella
"Un sentimento di impotenza" per la città di Brescia dopo la sentenza con la quale sono stati assolti i cinque imputati per la strage di Piazza della Loggia. Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha commentato con queste parole la sentenza: "Un sentimento di impotenza perché la città voleva due cose: verità e giustizia, ma non si è riusciti a raggiungerle", per poi aggiungere che "la città continuerà comunque a cercare verità e giustizia".
Verità e giustizia per una strage consumata 36 anni fa ed un processo infinito, fatto di prove inesistenti e contraddittorie, ma di vittime reali. Se il sentimento di impotenza dilaga nei cuori dei cittadini di Brescia per l'assoluzione degli imputati, nel mondo giuridico fa discutere la motivazione di tale sentenza: l'assenza di prove.
Notate la motivazione della sentenza .
Ripeto E' UN INCAPACE .
Coldilana le due cose possono coesistere.....potresti pure ostinarti per venti anni su una tesi accusatoria che poi si rivela palesamente infondata non perchè sei un incapace, o non solo...
Citazione di: COLDILANA61 il 18 Dic 2013, 12:29
Stavolta sono in totale disaccordo con Cosmo .
Salvini non è una marionetta , è un incapace .
...Ripeto E' UN INCAPACE .
si, d'accordissimo. L'ordinanza può essere anche di 7 milioni di pagine ma non sarà mai la foglia di fico che coprirà le loro malefatte (coi soldi miei, tuoi, nostri)
Citazione di: cosmo il 18 Dic 2013, 10:12
In sintesi:
secondo il pm di Cremona, la Lazio perde con la Juventus malgrado la stessa Lazio abbia delle potenzialità tali da non poter assuefarsi alla sconfitta (magari fosse).
Dopo un paio di anni passati a lucidare un grottesco castello di congetture secondo il quale Mauri truccava (da solo) Lazio-Genoa e Lecce-Lazio adoperandosi per mandare la Lazio in champions, scopriamo che la domenica prima lo stesso Mauri si adoperava per far perdere la Lazio contro la sua diretta concorrente per la Champions. La prova inconfutabile è il rigore sbagliato da Zarate (non indagato) e il fatto che l'udinese giocasse in 10. A dimostrazione che il pm Di Martino non ha giocato a pallone neppure ai giardinetti.
Terzo: la Lazio è coinvolta con il suo quadro dirigenziale perché il Bazzani chiama una certa Marina seduta nei pressi di Tare e le chiede di passarglielo.
Il doppio salto carpiato il Pm lo compie quando scrive che Bazzani si accertava dell'arrivo o meno di Lotito non perché avesse paura di parlare in sua presenza, ma proprio perché voleva parlare con lui.
Esilarante.
In confronto a questo paradossale delirio, il quadro probatorio messo su ad arte contro Mauri aveva una sua coerenza interna.
Figuriamoci.
Qui invece c'è solo una logica perversa che ha come primo obiettivo infangare il nome di una squadra e di un paio di giocatori approfittando di un'opinione pubblica dilaniata dall'ignoranza e che ama parlare e soprattutto scrivere a vanvera.
Una volta che vieni nominato, ci sei dentro fino al collo e non ne puoi uscire.
Sei come minimo condannato (tu società, giocatore e tifoso) a uno stillicidio lungo un anno (come minimo) ignaro di cosa ci sia alla fine del tunnel.
E che fine fa il garantismo? Il garantismo soccombe sotto i colpi del pressappochismo e viene torturato dai metodi medievali della Giustizia Sportiva per la quale non c'è bisogno di prova, pistole fumanti, tracce di denaro o altro.
No. Basta essere nominato in un'informativa che può diventare il totem della comicità del nuovo millennio.
Chi c'è dietro tutto questo?
Il giudice Di Martino è una marionetta. Agisce per conto di altri, è palesemente manovrato chissà come e chissà da chi.
Per questo è necessario al più presto introdurre la responsabilità diretta per i pm.
Se, come nel caso di Di Martino, si scoprisse che un provvedimento di giustizia cautelare è stato avventato, il pm in questione deve essere punito duramente, in maniera esemplare anche con la restrizione della libertà personale.
Di Martino ha ricevuto un ordine preciso: trovare dei pesci grossi e usa dei metodi discutibili per estorcere ammissioni e confessioni.
Con i suoi mandanti ha individuato un bersaglio facile, mediaticamente vulnerabile, storicamente e politicamente scomodo. E deve distruggerlo. Anche a costo di scrivere su un documento importante come un'ordinanza una marea di baggianate senza capo né coda che partono da assiomi indimostrabili e deliranti.
Quella partita è sicuramente truccata. La manipolazione è certa. Mauri, Brocchi, Gattuso sono colpevoli.
Ma non mira certo al rinvio a giudizio, il prode Di Martino. Alla marionetta nazista e schizofrenica interessa la giustizia sportiva, ecco il motivo delle sue continue e non richieste ingerenze sull'operato della Commissione Disciplinare o della Caf.
Di Martino è una marionetta nelle mani di qualcuno a cui interessa la mannaia della giustizia sportiva, non quella della giustizia ordinaria che con gli elementi presentati non potrà fare assolutamente nulla.
Prima o poi qualcuno dovrà scavare nel torbido passato di questo pupazzo, dovrà capire quali sono i suoi contatti, chi lo corrompe, quali sono i suoi conniventi. Basta chiacchiere, basta profili bassi. Qui c'è in gioco qualcosa di molto più grande. Finalmente qualcuno scoprirà chi controlla il controllore. E la marionetta dovrà essere punita duramente, in maniera esemplare, senza pietà alcuna.
100%
Citazione di: Property il 18 Dic 2013, 12:08
ti confondi.
quei due nemici interni litigano, ma non vogliono la sparizione della lazio.
ed oggi, quando la lazio è attaccata dal vero nemico, la radio che tu additi come un nemico è l'unica voce fuori da formello che sta difendendo questo club? come te lo spieghi?
che evidentemente non cè lì il marcio, lì cè la delusione comprensibile (per me) per i molteplici errori di questa gestione di cui abbiamo parlato 1000 volte, non cè il male per la lazio.
e se continui a credere che lì stia il vero nemico, ti scappa l'elefante che ti passa sopra la testa.
non mi confondo e non condivido. lascia stare le eccezioni, guarda l'elefante anche tu.
Odio Lotito>Voglio il male di Lotito> il male di Lotito finché è Presidente della Lazio è il male della Lazio.
non sto dicendo he ha ragione Lotito anzi. non vedo l'ora che se ne vada.
Citazione di: Precisione il 18 Dic 2013, 11:58
Autore Giuseppe De Bellis. Link: www.ilgiornale.it
Per Gattuso i pm creano il reato di amicizia
In Italia si può essere indagati per amicizia. Gennaro Gattuso s'è visto consegnare un avviso di garanzia perché conosce e frequenta una persona che forse è sbagliata. Un campione del mondo, un simbolo del pallone è sotto inchiesta per associazione per delinquere perché il suo migliore amico ha conosciuto un personaggio poco raccomandabile e con quest'ultimo Rino ha scambiato qualche messaggio e qualche telefonata in momenti particolari. Prove di combine zero, prove di coinvolgimenti diretti meno di zero. Strana storia. Ieri mattina l'Italia s'è svegliata e la prima notizia che ha saputo in giornata, alla radio, in tv, sul web era questa: «Calcioscommesse, quattro arresti, Gattuso indagato». Come Gattuso? È il riflesso immediato di un Paese che ha riconosciuto per anni questo giocatore come il simbolo dei lottatori, cioè del contrario di quelli che le partite le vendono. Il secondo riflesso è stato questo: se è marcio lui, allora è finita. Leggendo i documenti della procura, però, la sensazione è opposta. Non più come, ma perché Gattuso? Non c'è al momento uno straccio di prova che lo possa indicare come uno di quelli che sistemavano i risultati delle partite, non c'è una sua conversazione che abbia come contenuto una combine, non c'è traccia di denaro che abbia preso. C'è un sottobosco di persone che entra in contatto con lui. Punto. C'è un amico, un suo grande amico, che secondo l'accusa si relaziona agli scommettitori bolognesi che poi sarebbero il tramite con quelli più grossi, i cosiddetti «zingari», che a loro volta poi sarebbero il gancio con la cupola di Singapore. Un salto triplo che è la deduzione, della deduzione, della deduzione. Cioè: non sta in piedi.
Allora la sensazione, brutta, sgradevole, spiacevole non è più «se è marcio lui, sono marci tutti». È questa: serviva un nome per tenere in vita questa inchiesta che ha svelato un sacco di spazzatura, che ha raccontato un mondo del pallone corrotto e pronto a vendersi per poco, schiavo del gioco e dell'impunità, sconvolto dalla facilità con cui la criminalità può intervenire e condizionarlo. All'inchiesta di Cremona è sempre mancato il «pezzo grosso». Perché se scopri le schifezze di Bari, Lecce, Albinoleffe, Atalanta, Siena, Ascoli, Grosseto l'indignazione dura il giusto, cioè poco. Le telefonate incrociate di Gattuso dimostrano nulla, sono il chiavistello per raccontare al mondo che quest'indagine vive ancora, che il calcio è tutt'altro che redento. È la degenerazione della società e della giustizia che riesce a diventare peggio delle persone che indaga. Se Gattuso, o chiunque altro, merita di finire in una indagine per un reato grave come l'associazione per delinquere, deve esserci ciccia. Non chiacchiere. E invece qui siamo al livello ancora inferiore delle chiacchiere. I magistrati hanno avuto anche il coraggio di scrivere che tutto parte da un'intercettazione tra due personaggi in cui uno dice: «Buffon scommette 100-200mila euro a settimana». E l'altro dice: «Perché Cannavaro e Gattuso? Sono proprio malati».
Un cazzeggio, una diceria da bar che diventa il punto di partenza di un filone d'inchiesta. Una follia certificata dall'ordinanza: «La conversazione, pur non implicando alcunché a carico del Gattuso sotto il profilo penale, lo individua come un accanito scommettitore, qualità che, se reale, condivide con la maggior parte dei calciatori coinvolti nella presente indagine. Tuttavia, il riaffiorare nell'inchiesta della figura del Gattuso, in stretta relazione con quella del suo amico fraterno Salvatore Pipieri». Capito bene? Dicono: «se reale», cioè non lo sanno, anzi lo mettono in dubbio anche loro. Poi aggiungono il reato di amicizia. Perché è ovvio, no? Se l'amico intrattiene relazioni pericolose, anche Gattuso le intratterrà. Le telefonate ci sono, sì. Contate e riportate nell'ordinanza. Il problema è che non ci sono le prove. Al momento ci sono suggestioni che equivalgono a fango, tanto fango. I magistrati forse non sanno che il calcio non è la politica: se agli italiani tocchi un giocatore senza motivo, non ti perdonano.
Il reato di amicizia era già nato con l'arresto e la squalifica per 9 mesi data a Stefano Mauri, ma non se n'è accorto nessuno al di fuori di Lazionet.
In tuti questi scandali le marionette partono con voci su pesci più o meno grossi, che tra l'altro nell'ambiente tutti sanno dediti alle scommesse (leggi buffon, de rossi e Gattuso) e poi alla fine rimangono solo con i pesci più deboli, cioè i giocatori della Lazio (con la speranza di arrivare ai dirigenti) con tante scuse a buffon, a capitan cornuto e ora a Gattuso che non c'entra! come titola il cortrig.
Bel mondo di mer.da; ma io comincio a essere un po' stanco.
Citazione di: uforobot il 19 Dic 2013, 09:12
Il reato di amicizia era già nato con l'arresto e la squalifica per 9 mesi data a Stefano Mauri, ma non se n'è accorto nessuno al di fuori di Lazionet.
In tuti questi scandali le marionette partono con voci su pesci più o meno grossi, che tra l'altro nell'ambiente tutti sanno dediti alle scommesse (leggi buffon, de rossi e Gattuso) e poi alla fine rimangono solo con i pesci più deboli, cioè i giocatori della Lazio (con la speranza di arrivare ai dirigenti) con tante scuse a buffon, a capitan cornuto e ora a Gattuso che non c'entra! come titola il cortrig.
Bel mondo di mer.da; ma io comincio a essere un po' stanco.
La differenza è che mediaticamente e politicamente di Mauri non fotte un cazzo a nessuno se non a noi e, anzi, in questa città di merda c'è stata la gara a chi gli spalasse sterco per prima ed in misura maggiore.
Ed il corriere di trigoria di ieri ne è conferma.
Sono cose molto più grandi di noi, ci sono interessi economici, politici, che schiacciano tutto e tutti a mò di carcaserci. E che nascondono tutto ciò che conviene nascondere.
Property non può sfuggirti come la erosione, dall'interno, della salute e della forza della ss Lazio aiuti, lubrifichi, semplifichi, autorizzi CHIUNQUE a spalare merda su di noi, sapendo di trovare sponde.
Anche all'interno della tifoseria.
Non può sfuggirti.
Credo non ci siano marionette, il prode si sta scavando la fossa, o la carriera, da solo.
Ha visto nel calcio scommesse il trampolino di lancio, dopo la figura di roma fatta nel processo la loggia,l'ultima possibilità, ha cercato nomi grossi che non fossero intoccabili e ha trovato Mauri, gli si è attaccato come una cozza, su di lui ha puntato all in.
Vista la deriva, ha deciso di rilanciare , il tnas si pronuncia tra poco, le elezioni non sono lontane, bisogna provare a tenere Mauri fermo; ha raschiato nel fondo del barile, ha trovato due cerini e una pagliuzza, complici alcuni giornalisti e questa volta sì, una generale grande ignoranza, ha provato a coinvolgere altre persone.Ma il suo obiettivo rimane Mauri, non Brocchi o gattuso. gattuso, poi, tra poco riceverà le scuse formali da tutti, brocchi no, come ovvio, brocchi non ha stampa che protegge, gattuso sì, si muovono politici, media, personaggi pubblici. gattuso non lo puoi toccare, brocchi sì, ma brocchi ne esce facile cmq, l'all in è sempre su Mauri.
Citazione di: ES il 19 Dic 2013, 11:11
Credo non ci siano marionette, il prode si sta scavando la fossa, o la carriera, da solo.
Ha visto nel calcio scommesse il trampolino di lancio, dopo la figura di roma fatta nel processo la loggia,l'ultima possibilità, ha cercato nomi grossi che non fossero intoccabili e ha trovato Mauri, gli si è attaccato come una cozza, su di lui ha puntato all in.
Vista la deriva, ha deciso di rilanciare , il tnas si pronuncia tra poco, le elezioni non sono lontane, bisogna provare a tenere Mauri fermo; ha raschiato nel fondo del barile, ha trovato due cerini e una pagliuzza, complici alcuni giornalisti e questa volta sì, una generale grande ignoranza, ha provato a coinvolgere altre persone.Ma il suo obiettivo rimane Mauri, non Brocchi o gattuso. gattuso, poi, tra poco riceverà le scuse formali da tutti, brocchi no, come ovvio, brocchi non ha stampa che protegge, gattuso sì, si muovono politici, media, personaggi pubblici. gattuso non lo puoi toccare, brocchi sì, ma brocchi ne esce facile cmq, l'all in è sempre su Mauri.
L'all-in ora è su Lotito, il salto di qualità è evidente.
Mandare una grande realtà del campionato italiano in Serie B(per di più teppista, fascista, razzista e giudata da un Presidente rozzo ed arrogante) legittimerebbe a pieno questi anni anni di "lavoro" finanziato dai soldi del contribuente.
Citazione di: JoeStrummer il 19 Dic 2013, 13:44
L'all-in ora è su Lotito, il salto di qualità è evidente.
Mandare una grande realtà del campionato italiano in Serie B(per di più teppista, fascista, razzista e giudata da un Presidente rozzo ed arrogante) legittimerebbe a pieno questi anni anni di "lavoro" finanziato dai soldi del contribuente.
Può darsi anche questo, ho letto il post di aquilante e l'articolo..vabbè articolo..il copia e incolla della procura pubblicato su repubblica dai due sfigati. Fosse questo l'obiettivo lo hanno trovato l'osso da rodere, ci si spaccano tutti i denti.
Citazione di: ES il 19 Dic 2013, 14:07
Può darsi anche questo, ho letto il post di aquilante e l'articolo..vabbè articolo..il copia e incolla della procura pubblicato su repubblica dai due sfigati. Fosse questo l'obiettivo lo hanno trovato l'osso da rodere, ci si spaccano tutti i denti.
uhmmm permetto di esprimere qualche riserva sulla durezza dell'osso se l'osseina di cui è costituito è rappresentata dall'avvocato Gentile.
Ragazzi, sbagliate indirizzo: http://www.lazio.net/forum/index.php?topic=21020.60
Non è il PM Di Martino l'autore di questa frittura di nulla, così come non lo era del vuoto pneumatico che ha mandato in custodia Mauri per nove giorni.
Di Martino è un presenzialista, tiene conferenze stampa e rilascia dichiarazioni tuonanti e a tutti sembra il protagonista.
Ma l'autore facondo è un famoso ex gip milanese, oggi (chissà perché) confinato in provincia.
Dell'una e delle altre.
Lo stesso che concede le molte proroghe a questa sgangherata "indagine".
Di Martino chiede ed ottiene.
Vedremo che cosa arriverà nel 2014 in udienza preliminare, dove le "prove" saranno vagliate da altro gip dello stesso ufficio.
Citazione di: COLDILANA61 il 18 Dic 2013, 12:29
Stavolta sono in totale disaccordo con Cosmo .
Salvini non è una marionetta , è un incapace .
Da BQ - 17/11/2010
Brescia, per la strage di Piazza della Loggia tutti assolti. La sorpresa del giudice Salvini, "giusto" sostiene l'avvocato Pecorella
"Un sentimento di impotenza" per la città di Brescia dopo la sentenza con la quale sono stati assolti i cinque imputati per la strage di Piazza della Loggia. Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, ha commentato con queste parole la sentenza: "Un sentimento di impotenza perché la città voleva due cose: verità e giustizia, ma non si è riusciti a raggiungerle", per poi aggiungere che "la città continuerà comunque a cercare verità e giustizia".
Verità e giustizia per una strage consumata 36 anni fa ed un processo infinito, fatto di prove inesistenti e contraddittorie, ma di vittime reali. Se il sentimento di impotenza dilaga nei cuori dei cittadini di Brescia per l'assoluzione degli imputati, nel mondo giuridico fa discutere la motivazione di tale sentenza: l'assenza di prove.
Notate la motivazione della sentenza .
Ripeto E' UN INCAPACE .
Mi girava e rigirava nella memoria .
Questo "signore" si è occupato ANCHE del caso di Fausto e Iaio a Milano .
Citazione di: m.m. il 19 Dic 2013, 23:24
Ragazzi, sbagliate indirizzo: http://www.lazio.net/forum/index.php?topic=21020.60
Non è il PM Di Martino l'autore di questa frittura di nulla, così come non lo era del vuoto pneumatico che ha mandato in custodia Mauri per nove giorni.
Di Martino è un presenzialista, tiene conferenze stampa e rilascia dichiarazioni tuonanti e a tutti sembra il protagonista.
Ma l'autore facondo è un famoso ex gip milanese, oggi (chissà perché) confinato in provincia.
Dell'una e delle altre.
Lo stesso che concede le molte proroghe a questa sgangherata "indagine".
Di Martino chiede ed ottiene.
Vedremo che cosa arriverà nel 2014 in udienza preliminare, dove le "prove" saranno vagliate da altro gip dello stesso ufficio.
Bingo .
Stavamo cercando un attaccante, nel senso di punta, non nel senso di magistrato.
Taluni giornalai capiscono sempre al contrario.
:-)
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