Quel giorno sul prato dell'olimpico....

Aperto da FuoriPorta, 12 Dic 2012, 18:57

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biancocelestedentro

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Lazionetter
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io c'ero e portai via pure una zolla che tenevo in mano incartata come una pizza, tanto che qualcuno passando fece una battuta contenente l'espressione "appena sfornata".
entrai dal cancellone che avevano aperto in basso nella curva maestrelli diverso tempo dopo la fine della partita. io e l'amico che si era abbonato con me dall'anno in cui arrivò signori (1992-93 se non erro, ricordo ancora settore g fila 73, posti 13 e 14 che tenemmo credo fino al campionato in cui arrivò delio rossi, quando l'olimpico in genere si era svuotato parecchio dagli anni d'oro e decidemmo di spostrci un po' più in basso, appena qualche fila sopra il livello delle entrate sulle gradinate) andammo giù più che altro per fare una passeggiata qualche minuto dopo il gol di calori, e poi finimmo travolti dalle emozioni.
ricordo ancora lo scetticismo che avevo fino a circa trenta secondi dalla fine del recupero della partita di perugia, quando iniziai a diventare blandamente possibilista sull'assegnazione del titolo allo spareggio. ero talmente certo che la juve avrebbe segnato e che quel gol in trasferta valesse doppio che nella mia zucca frastornata non c'era alcuna possibilità che si formassero le parole scudetto e campioni d'italia e che da lì in qualche modo si trasferissero alle corde vocali, e da queste venissero mutate in suono. di contro il mio amico mi guardava con un sorrisetto che aumentava di intensità con il passare dei minuti, che se non lo avessi saputo sposato con prole lo avrei scambiato per omosessuale al cento per cento.
e poi si fecero le 18,04...
:band1:

Scialoja

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Lazionetter
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Io c'ero, ho assistito alla partita con mia madre e mio padre (grazie a lui siamo andati lo stesso allo stadio, io ormai ero rassegnato allo scudetto per la Juve, è stato lui a insistere e a voler andare comunque allo stadio).
Ricordo che il tabellone dell'Olimpico non riportò Calori come marcatore di Perugia-Juve ma bensì Cappioli, tanto che i vicini di posto continuavano a ripetere "un ex romanista ha segnato un ex romanista".
Poi a un certo punto (la partita di perugia non era ancora finita) aprirono i cancelli dei distinti dove stavamo noi, e quindi nonostante  la grande apprensione di mia madre "ma che volete scendere? in mezzo a tutto quel casino ci perdiamo" lo facemmo lo stesso, rimanendo vicini, io come tutti non ero consapevole di quello che sarebbe successo a breve, del fatto che quell'1-0 sarebbe rimasto così fino alla fine dei 90.
Strappammo il nostro pezzetto di prato (che ancora custodisco come una reliquia nonostante si sia mezzo polverizzato) e rimanemmo un po' in mezzo alla bolgia dell'olimpico. Poi mia madre in preda alle sue ansie e fissazioni folli "andiamo a prendere l'autobus prima di trovare la calca" fece si che uscimmo dall'Olimpico, 20 minuti prima dell'apoteosi (se ripenso che ho dovuto festeggiare il fischio finale con la radiolina all'orecchio dentro un 628 del caxxo mi viene da piangere), però  anche il vedere la gente correre impazzita in mezzo alla strada bloccando le macchine festante, la follia pura in situazioni normalmente dominate dalle leggi ha avuto comunque il suo perché...

WhiteBluesBrother

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C'ero talmente tanto quel giorno sul prato, fra le due panchine all'incirca, che sono effigiato anche in una foto di folla festante pubblicata anche sul l'album delle figurine dell'anno scorso.
Una giornata meravigliosa passata con una radiolina a cuffia che volò via disintegrandosi nella calca sul prato alle 18:04. Ricordo c'era un ragazzetto che me guardava per avere notizie, con gli occhi sbarrati, per almeno 20 minuti. A un certo punto gli dissi: Aoh, me sa che la faccia mia te la ricorderai per tutta la vita :beer:
Un saluto all'amico Claudio che condivise quel giorno con me.

Scialoja

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 12 Dic 2012, 23:46
C'ero talmente tanto quel giorno sul prato, fra le due panchine all'incirca, che sono effigiato anche in una foto di folla festante pubblicata anche sul l'album delle figurine dell'anno scorso.
Una giornata meravigliosa passata con una radiolina a cuffia che volò via disintegrandosi nella calca sul prato alle 18:04. Ricordo c'era un ragazzetto che me guardava per avere notizie, con gli occhi sbarrati, per almeno 20 minuti. A un certo punto gli dissi: Aoh, me sa che la faccia mia te la ricorderai per tutta la vita :beer:
Un saluto all'amico Claudio che condivise quel giorno con me.

Quel ragazzino potevo essere tranquillamente io...mi ricordo che sia all'Olimpico che poi dentro l'autobus fissavo come giucas casella durante un' ipnosi chiunque avesse una radio per carpire anche dal minimo movimento di sopracciglio o spasmo muscolare se stava accadendo qualcosa di buono o meno

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valpa62

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Lazionetter
* 4.303
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Quell'anno eravamo abbonati in Monte Mario,mio padre quel giorno rimase a casa a gufare la Juve,io e mio figlio siamo scesi sul campo ad aspettare la fine della partita di Perugia.Non ho preso zolle di prato e nella concitazione del festeggiamento ho pure perso la mia sciarpa,ma che gioia immensa,a pensarci ancora mi vengono i brividi! :band1:

Palo

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* 15.832
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Come molti di voi ero a Bologna la settimana prima. Ricordo il rientro a Milano fatto senza pronunciare una parola. Meglio così perché se, quel pomeriggio avessi dovuto dar voce ai miei pensieri, uno ZOT enorme avrebbe devastato la pianura padana.

Il 14 maggio, come tutti, ero rassegnato ma, armato di una dose mortale di nicotina e catrame, di accendino e, ahimè, telecomando, mi misi sul divano. Quel divano ... (Lo sto guardando e gli voglio tanto bene).

"A Si', a che ora finisce la partita? Lo sai che abbiamo la messa della pre-cresima di tua figlia alle 5 e mezza, vero?"

Poi è iniziato il calvario ... ogni tanto veniva mia moglie e dirmi qualcosa. Sinceramente non so cosa mi possa aver detto. Credo di averle prestato meno attenzione di quanta, di solito, gliene dedichi quando la mattina alle sette meno quattro, ovvero un minuto dopo avermi svegliato e tre minuti prima che esca per andare, lei, a lavorare, mi impartisce istruzioni importantissime relative alla gestione della casa nel l'intervallo 6:59 - 8:25 quando prendo il terzo caffè e un minimo di coscienza del mio essere un esponente del genere umano. Quando sono usciti, lei, la bimba ed il piccolo (aveva 7 anni e mezzo), credo di aver farfugliato qualcosa tipo "arrivo subito" (ma il pensiero era, sicuramente, "non rompere il cazzo, non lo vedi che me sto a morí?") ed ho continuato la mia passione.

Le pezze sotto le ascelle avevano ormai raggiunto il livello di guardia e si stavano unificando su schiena e addome. Unghie finite, pellicine delle dita ... see, andate anche quelle ad inizio secondo tempo di Perugia, si stavo prospettando la sola possibilità di attaccare le ossa delle falangette. Il figlio più grande era asserragliato in camera sua, con la radio, il computer e non so quale sito, magari questo forum o quell'altro ...

Al fischio finale di Collina la corsa verso lui ed il frontale in corridoio, le lacrime, il telefono con papà, il correre schizofrenico tra lo schermo della televisione per vedere ed invidiare voi che c'eravate davvero sul quel prato ed il telefono (quello fisso, in corridoio) dove arrivavano telefonate da amici, parenti e conoscenti che volevano toccare con mano il mio stato d'animo (forse per poter dire un giorno, io ho sentito al telefono quello che dice un vero pazzo). Poi da buon agnostico ... la messa. Per andare alla chiesa si passa davanti ad un pub che trasmette le partite che era affollato di facce scure e sciarpe bianconere. All'angolo i venditori di bandiere avevano l'aria di quelli che hanno buttato alle ortiche una domenica pomeriggio e guardavano le nostre sciarpe bianco azzurre con stupore. Entrammo in chiesa (parrocchia dell'Incoronata in corso Garibaldi) con le sciarpe in pugno aprendoci un varco tra i fedeli (probabilmente puzzavamo tanto, ma tanto tanto, di sudore e di gioia).

Giulia, dall'altare dove stava a due metri da Cristo in Croce e da don Enrico, ci vede, capisce ed alza i pugni al cielo!

Il giorno dopo andai in ufficio con la sciarpa e, dopo, prima di tornare a casa, andai a comprare due cordless.




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TheVoice

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Quell'anno non mi abbonai, scottato dalla delusione della stagione precedente, e lasciai i miei amici da soli nei distinti est. 
Vivevo in centro e quel giorno verso l'ora di pranzo proposi alla mia compagna di allora - tifosa sampdoriana e a tutt'oggi tra le persone a me più care - di andare allo stadio.
Detto e fatto: da li a mezz'ora eravamo seduti in Tevere.
La partita scivola via ma con la testa si era altrove.
Valentina leggeva silenziosa la mia ansia, ignara dello psicodramma di cui di lì a poco sarebbe stata spettatrice.
Segna Calori e dopo un minuto di esultanza riaffiorò attorno a noi tutta la lazialità fatta di giaculatorie, imprecazioni, riti scaramantici, sigarette....
Ogni tanto le sorridevo, provavo a ironizzare, ma il dramma era lì palese di fronte ai suoi occhi ed io ne ero comunque parte attiva.
Fanculo alla scaramanzia, fanculo alle regole non scritte, fanculo a tutti.
"Vale, andiamo!"
"Dove? Via?!?"
"No, andiamo dai nostri amici!"

Saliamo i gradoni e li vediamo: uno passeggiava avanti e indietro, un altro seduto e bianco come uno straccio aveva la testa tra le mani, un altro sbandierava senza sosta.
Quello che ascoltava la radio con le cuffiette, tenendola in mano come se fosse un'ostia sacra, mi vide e mi fulminò con lo sguardo. .
"Fermiamoci qu!"
"Ma perchè? Siamo quasi arrivati... Andiamo sù!"
"Vale fermiamoci qua" risposi con un tono che non ammise repliche.
E lei tacque e non replicò.

Fino al delirio....

maverickiv2007

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Io c'ero, avevo 13 anni ed ero abbonato in distinti nord; ero quasi incredulo, incredulo del fatto che si potesse festeggiare, non me l'aspettavo, oramai ero sicuro che avrebbero vinto i gobbi, e invece ricordo tutto minuto per minuto, ricordo che ad un certo punto si cominciò ad esultare ma in realtà il Perugia non aveva segnato, ricordo poi la tristezza quando capimmo che la nostra gioia non era supportata da fatti reali, ricordo che la gente intorno a me era chiusa in un silenzio quasi da chiesa, irreale e poi ricordo la corsa sul prato dell'Olimpico, la festa, la gioia di calcare per la prima volta il terreno di gioco.
Che spettacolo, una vittoria inaspettata vale 1000 altre vittorie.

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matador72

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Lazionetter
* 13.140
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Io purtroppo non c'ero, troppi 600 Km e troppo sfiduciato per pensare di venire all'olimpico dopo quello che era successo la domenica precedente.
Sentii il primo tempo di Lazio-Reggina alla radio e una volta che avevamo archiviato la pratica decisi di andare al bar da un mio amico che aveva Stream sicuro che nel secondo tempo la juve avrebbe segnato e vinto a perugia.
Il mio amico mi vide parecchio teso e considerando che si diceva che la partita di perugia non sarebbe ripresa mi invito' ad andare a fare un giro in moto tanto al bar rimaneva il suo socio.
Prendemmo le nostre moto e iniziammo un giro senza meta, andavamo io davanti e lui che mi seguiva, non so quanti Km abbiamo fatto e non mi ricordo neppure che strada abbia fatto, ero come in trans , nella mia testa c'era solo una grande rabbia per l'idea di aver subito un nuovo scippo dopo quello della stagione precedente.
Poi facemmo ritorno al bar e...... sullo schermo della televisione ricordo di aver visto il prato dell'olimpico colmo di Laziali e i giocatori della Lazio che festeggiavano.
Fu un'emozione incredibile e mi lasciai andare ad un pianto liberatorio pensando a quanto è bello essere laziale.
Alla sera poi andai a cena con la mia ragazza di allora , ora mia moglie e festaggiai bevendo dell'ottimo vino.

Fede_1972

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Lazionetter
* 60
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Io c'ero e sono andato allo stadio convinto che ce l'avremmo fatta.
Ero allo stadio con i soliti amici, tutti piuttosto rassegnati.
Ma io ci credevo e quando ha segnato Calori sono letteralmente esploso in un urlo disumano.
Poi l'attesa sul prato dell'olimpico con uno dei miei più cari amici.
E finalmente...CAMPIONI D'ITALIA!!!!
Un giorno indimenticabile, un emozione unica!!!!
..e se devo essere sincero anche quest'anno ho certe sensazioni!!!!
FORZALAZIO

olandese

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Lazionetter
* 6.217
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Ero pronto per partire ma non ho fatto il biglietto per colpa della domenica precedente. Ho visto la partita qui in olanda. Non ho mai creduto che finiva cosi come e andata. Ormai sono passatti molti anni ma brucia ancora non esser stato allo stadio . Ho fumato e bevuto limpossibile quel giorno per dimenticare la partita/stagione ma per fortuna fini gloriosamente.

Panzabianca

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* 11.000
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Citazione di: FuoriPorta il 12 Dic 2012, 18:57
quanti di voi quel 14 maggio del 2000 erano sul prato prima di fasteggiare il nostro secondo(e per me primo)scudetto della prima squadra della Capitale?siate sinceri,perchè quel giorno eravamo solo 60000,altri sono arrivati dopo il fischio di perugia e quando tornammo sugli spalti eravamo di colpo 80000.comunque chi di voi ha sfondato le porte :)o le panchine :).io mi sono limitato alla canonica zolla d'erba(che tra l'altro non pensavo minimamente cosi alta)

ps:la piu bella la fece mio fratello,giro' una "sigaretta" con dentro l'erba dell'olimpico e se la fumo' :) :) :)
Abbonato presente. Dopo essere rimasto scaramanticamente bloccato nella posizione del gol del perugia per tutto il resto della partita, ho passeggiato stralunato per lo stadio arrivando a strappare la mia zolla. Poi me so chiesto...machecazzo ce faccio co sta zolla?? e l'ho frullata. Offtopic Nella folla notai anche il Dr Capua e la moglie. Ancora oggi gli faccio i complimenti...Competentissimo!

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StylishKid

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Lazionetter
* 28.258
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Io purtroppo non c'ero, ma la racconto lo stesso.
Dopo la delusione dell'anno precedente (a Lazio-Parma c'ero e confesso che non c'ho creduto nemmeno per un secondo al miracolo...) me ne vado a vivere e lavorare a Londra.
Lazio - Reggina l'ho seguita su un sito tipo Kataweb sport vivendola abbastanza tranquillamente. Il secondo tempo di Perugia - Juve  me lo sono fatto raccontare tutto al telefono in diretta da un mio amico che stava a Roma. Avete presente il film Vacanze in America ("Pronto cinghiale? Sta pe' inizia' la partita, paulorobberto già c'ha la palla...."), ecco quella scena lì uguale uguale. Ad uno dei telefoni fissi della banca in cui lavoravo, ovviamente.......aho gli sarà costato uno o due pippi ma era come sta in Monte Mario (cit.)
E' finita con me che corro nei corridoi della banca a braccia alzate e gli altri sfigati come me che quel giorno lavoravano (per lo più stranieri) che mi guardavano come un pazzo....c'ho messo un po' a spiegargli che stava succedendo.
Poi le telefonate a mio fratello, ai miei amici, una grande confusione che faccio fatica a ricostruire....

maumarta

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* 7.104
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De Santis non pagherà mai abbastanza per quello che ha fatto!
Il giorno più bello della mia vita da Laziale passato a singhiozzare per terra in una anonimo giardino di Marina di Ardea.
Senzazioni bellissime, ricordi da pelle d'oca, ma dovevo stà lì, su quel prato, sotto lo sguardo di quella stessa Madonnina che mi aveva visto esultare per un ritorno in Serie A.
Ce l'ho tutti stampati in mente, nel cuore, quei minuti interminabili passati immobile su una sedia al centro del giardino.
Quella corsa e quell'urlo disperato alle 18:04.
Il salto netto del cancelletto in corsa... un metro e mezzo mica caxxi!
La fine della corsa e... il crollo!
Singhiozzi disperati, rantolio senza fiato, per quasi due ore!
Massirosa che mi telefona e non sente altro che i miei singhiozzi... e comincia pure lui!
Un attimo di respiro e chiama mia madre "pensa a Papà"... e chissà a chi pensavo io in quel momento... e si ricomincia a singhiozzare.
Poi la passeggiata di rito al centro, io e Massirosa, distrutti, sconvolti, inebetiti, quasi febbricitanti.
L'ho sempre detto.
Quel giorno la gioia, l'entusiasmo l'ho metabolizzato dopo.
All'inizio è stato dolore, quasi fisico.
E' come se si fossero riaperte tutte insieme le ferite degli anni 80, ferite coperte, portate con orgoglio, a testa alta, senza una lacrima.
Quelle lacrime, di dolore puro, hanno aspettato pazientemente per quasi trent'anni e poi hanno esondato tutte insieme, alle 18:04 del 14 maggio 2000.

PS: Comunque mio fratello un seggiolino se lo è portato via quel giorno... è ancora a casa di mia madre.

WhiteBluesBrother

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* 22.224
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Citazione di: StylishKid il 13 Dic 2012, 10:19
Io purtroppo non c'ero, ma la racconto lo stesso.
Dopo la delusione dell'anno precedente (a Lazio-Parma c'ero e confesso che non c'ho creduto nemmeno per un secondo al miracolo...) me ne vado a vivere e lavorare a Londra.
Lazio - Reggina l'ho seguita su un sito tipo Kataweb sport vivendola abbastanza tranquillamente. Il secondo tempo di Perugia - Juve  me lo sono fatto raccontare tutto al telefono in diretta da un mio amico che stava a Roma. Avete presente il film Vacanze in America ("Pronto cinghiale? Sta pe' inizia' la partita, paulorobberto già c'ha la palla...."), ecco quella scena lì uguale uguale. Ad uno dei telefoni fissi della banca in cui lavoravo, ovviamente.......aho gli sarà costato uno o due pippi ma era come sta in Monte Mario (cit.)
E' finita con me che corro nei corridoi della banca a braccia alzate e gli altri sfigati come me che quel giorno lavoravano (per lo più stranieri) che mi guardavano come un pazzo....c'ho messo un po' a spiegargli che stava succedendo.
Poi le telefonate a mio fratello, ai miei amici, una grande confusione che faccio fatica a ricostruire....
La domenica... In banca? Colleghi? :o ma 'ndo lavoravi?

Mignolo

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Lazionetter
* 87
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Abbonato in distinti est.
Al fischio finale ovviamente seduto sul mio seggiolino a cercare di far finta che fosse una cosa normale nonostante il mio stato dicesse tutt'altro. Non si lascia mai il posto prima della fine della partita, quel giorno delle partite. Ricordo il faccione di Paglia sui monitor che farneticava qualcosa e l'atmosfera surreale di un posto pieno di gente ma che percepivo come immobile. Una sigaretta, un'altra ed un'altra ancora intervallate agli incroci di sguardo con l'amico Enrico unici sguardi vivi tra quelli nervosi e vuoti scambiati con gli altri. Tutto fermo ed ovattato fino al boato finale.
Ricordo gli abbracci con tutti, le urla, il crollo di nervi, qualche lacrima e poi via a scavalcare in tribuna per scendere in campo a conquistare una zolla. Ricordo la bellezza dello stare al centro del campo mentre cominciavo ad assimilare quello che avrei capito solo qualche ora più tardi: Campioni d'Italia! E poi la corsa a casa a prendere il tricolore scaramanticamente lasciato nel cassetto e ad abbracciare Papà e Mamma, la bandiera issata in balcone e la corsa in centro. Una telefonata al nonno che diversi anni prima mi strappò di mano una bandierina piscio-ruggine rendendo brevissima la mia unica incertezza da tifoso ed il tuffo tra gli altri fratelli. La solita pizza a portà via mangiata sul tettuccio della macchina perché i riti vanno rispettati ed anche perché quel giorno aveva un gusto irripetibile.
Mentre ero in giro a festeggiare Papà piantava la zolla in un vaso vicino a quella "della" coppa italia ai piedi della bandiera issata qualche ora prima, e grazie alle sue cure (e a quelle di Mamma) abbiamo avuto per anni in balcone la nostra piccola bacheca.
Oggi Papà è insieme ai nonni a parlare anche di Lazio, io non vado quasi più allo stadio e seguo meno il calcio ma la Lazialità che sento dentro è la stessa di quel giorno sul prato dell'olimpico e la stessa che porterò dentro per sempre.

Grazie a chi ha aperto questo topic.

Roxy00

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Lazionetter
* 4.274
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Io vissi quel 14/05/2000 a casa mia in Puglia. Ricordo che passai tutto il pomeriggio seduta sul divano con le gambe incrociate. Ero un fascio di nervi.

Mi ricordo che all'epoca seguvo le partite a Quelli che... il calcio (credo fosse l'ultimo anno della conduzione di Fabio Fazio).
Ricordo che ad un certo punto Carlo Sassi esclama "GOL DEL PERUGIA!!!" ed i miei nervi stavano per esplodere.

In casa mia silenzio tombale da quel momento fino alla fine della partita della Juve....
Al fischio di Collina l'unica cosa che sono stata in grado di fare è stata solo piangere singhiozzando mentre tutti i telefoni della casa squillavano all'impazzata...

Ricordo anche che mai come quel giorno invidiai tutti quelli che potevano essere a Roma in quel momento magico....

Il giorno dopo andai a scuola con la maglia del centenario che mi aveva regalato mio padre il quale se l'era fatta spedire appositamente da Roma.... se ci ripenso mi rimetto a piangere!!!!!

Come faccio a non amarti LAZIO mia????

:since


StylishKid

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* 28.258
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Citazione di: WhiteBluesBrother il 13 Dic 2012, 14:33
La domenica... In banca? Colleghi? :o ma 'ndo lavoravi?

In una banca d'affari americana.
Praticamente stavo sempre lì, sabati e domeniche inclusi, giorno e notte.
Le partite le seguivo sui siti con gli aggiornamenti in tempo reale, lo streaming doveva ancora arrivare....

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happyeagle

*
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* 8.875
Registrato
abbonato in Distinti Nord settore 44h fila 33 , sono rimasto incollato al seggiolino fino alle 18 e 04 , poi giù nel prato insieme a chi c'era ,



Sempre Forza Lazio !

piscedda69

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Lazionetter
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Citazione di: happyeagle il 13 Dic 2012, 15:40
abbonato in Distinti Nord settore 44h fila 33 , sono rimasto incollato al seggiolino fino alle 18 e 04 , poi giù nel prato insieme a chi c'era ,



Sempre Forza Lazio !

Mamma che brividi. Ero in distinti nord (est)...rimasto scaramanticamente al mio posto in tribuna fino al triplice fischio di Perugia. Poi siamo entrati e mentre tutti ebbri di gioia si abbracciavano, a distanza di 12 anni ricordo solo che mi misi all'altezza della tre quarti, spostato verso la linea del fallo laterale e guardavo la porta, che vedevo minuscola alla distanza: "cazzo, quel cecchino di Mihajlovic, ma come fa da qui?"

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