Secondo me le difficoltà che la Lazio incontra in zona gol sono dovute ai punti deboli del modulo adottato. Chiarisco subito che non esistono moduli senza punti deboli e perciò non esiste una formula magica.
Con il 4-2-3-1, come quello adottato ieri a Genova, il centravanti è sempre un centravanti "finto", che ha il compito per la maggior parte delle manovre offensive si difendere e girare al largo favorendo l'inserimento dei 3 dietro.
Se però la forza fisica e atletica del centrocampo avversario costringe i 3 dietro la punta ad accorciare dietro, viene a mancare la caratteristica principale del modulo di cui sopra quando la palla ce l'hai tu.
A questo punto debole, diciamo ontologico (invito i moderatori a cacciarmi per la parolaccia...) si può aggiungere anche un calo di forma (per quella partita) di uno dei centrocampisti di inserimento, vedi Mauri, o l'obbligo dettato dalle fasi della partita di partire troppo da dietro, come Zarate ieri.
Insomma, diventa difficile in certe circostanze, accorciare in avanti e portare molti giocatori in fase d'attacco. Oppure ce li porti, quando prendi palla e cambi ritmo, ma fai solo un azione di avvolgimento che non è essenziale, perché non puoi verticalizzare visto che gli altri hanno la difesa chiusa.
Aggiungerei anche lo scarso acume tattico dei nostri terzini. Radu è ordinato ma non incide, Lichtsteiner sbaglia spesso i tempi di inserimento, e non ha il piede giusto per fare il crosso pericoloso e decisivo.
Soluzioni? non ne conosco.
Ma magai la prossima partita, come è già successo, vinciamo proprio per le caratteristiche di questo modulo.
Aggiungo che avremmo bisogno che uno dei due centrali di centrocampo vada ad aggiungersi in fase d'attacco, ma né Ledesma, né Brocchi, né Matuzalem hanno questa caratteristica. Lì servirebbe uno anche forte di testa, perché partirebbe da dietro e destabilizzerebbe lo schieramento difensivo avversario.
Uno come Simeone, ad esempio.