Questione di stile

Aperto da GuyMontag, 23 Gen 2013, 23:50

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Adler Nest

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ma secondo voi questo personaggio non ha lo stile giusto per essere un grande laziale..... :D

Alcares

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Citazione di: Mohammed Hussein il 24 Gen 2013, 14:46
Concordo su Lotito e in parte su De Martino.

Dissento assolutamente su Tare. Sempre sobrio, di poche parole, non fa mai dichiarazioni sboroniche, e più di una volta, a detta di molti netters, ha dato prova di essere un vero gentiluomo.
Su Tare in realtà non mi sono pronunciato  ;)

GuyMontag

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Non arrivo ad affermare che noi siamo il Bene e loro il Male (anche se io tra me e me ne sono convinto, ma non lo dico in pubblico). E' arduo immaginare un gene giallozozzo che ti porta, arrivato ad età matura, ad esporre un bruco sul lunotto posteriore della tua punto. Analogamente, non credo che lo stesso gene sia associato all'abitudine a parcheggiare nelle aree destinate agli invalidi.

Però.

Io la vedo così. Nessuno nasce laziale, nessuno giallozozzo. Ognuno di noi ha un'individualitò, come il gatto di Nanni. Questa individualità lo porta a fare delle scelte, fin dall'infanzia, e a schierarsi. Arroganza, prevaricazione, volgarità d'animo, possono essere ricondotte a manifestazioni esteriori di cui uno si vergogna, qualora non vengano coccolate, esaltate, qualora non si garantisca loro l'impunità. Se tu sei di un certo tipo, eccaallà. E' quello che succede sull'altra sponda. Sei un coatto? Vorresti girare con la sciarpa daa maggica (di lana, mi raccomando) quando vai in ufficio? Lo fanno tutti, come resistere? Questo vale per una miriade di altre manifestazioni che - nel migliore dei casi - denotano mancanza di stile.

Ma il laziale è meglio? Come si può affermarlo? Per strada, allo stadio, si vedono laziali che nulla hanno da invidiare, in quanto a maleducazione, volgarità e mancanza di classe, ai dirimpettai. Chi può negarlo? Ne faccio però una questione di grandi numeri. In una città come Roma, diciamo abbiamo sei giallozozzi e quattro laziali (o sette e tre, o otto e due, non saprei). Se il cinquanta per cento della popolazione è composta da coatti, ne consegue che se incontri dieci persone, cinque sono coatti. Di quei cinque, tre sono loro e due nostri.

La domanda però sorge spontanea. Non vediamo tre macchine col bruco giallozozzo e due biancoceleste. Il bruco biancoceleste non esiste, forse una su cento. Non vediamo tre bori/bore con tuta dell'asroma e due con tuta biancoceleste. Forse uno su cento. E allora? Delle due l'una. O le percentuali tra noi e loro sono cento a uno (ma le presenze allo stadio, gli abbonamenti alla pay-tv, sono lì a smentire questa ipotesi) o loro sono - oggettivamente - peggio. Più rumorosi, volgari, prepotenti, sguaiati, cafoni. Loro incarnano alla meraviglia il coatto metropolitano così ben descritto da Verdone (guarda caso, uno di loro).

Evidentemente, ci sono eccezioni. Dice perfettamente Tarallo che i romanisti "diversi" (e io ne ho tra gli amici, e se non fossero tali non potrebbero esserlo) si vergognano di questa paccottiglia cultural-tottiana (altro ossimoro agghiacciante) che ha pervaso come un maligno blob la nostra città. Magari nel fondo della loro anima hanno delle perversioni, ascoltano marione o leggono valdiserri, ma ognuno ha diritto alle proprie, e nessuno può arrogarsi quello di giudicare. Purché non si esageri. Potrei rompere un'amicizia se trovassi nella sua macchina il romanista.

Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.

Mocambo

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Sarebbe ingeneroso dire che tutti i romanisti sono coatti, ma tutti i coatti sono romanisti (con qualche eccezione). La Lazialità esiste. E' un modo di essere e di porsi, una filosofia di vita, Eccome, se esiste.

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Omar65

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Citazione di: GuyMontag il 24 Gen 2013, 17:56
Non arrivo ad affermare che noi siamo il Bene e loro il Male (anche se io tra me e me ne sono convinto, ma non lo dico in pubblico). E' arduo immaginare un gene giallozozzo che ti porta, arrivato ad età matura, ad esporre un bruco sul lunotto posteriore della tua punto. Analogamente, non credo che lo stesso gene sia associato all'abitudine a parcheggiare nelle aree destinate agli invalidi.

Però.

Io la vedo così. Nessuno nasce laziale, nessuno giallozozzo. Ognuno di noi ha un'individualitò, come il gatto di Nanni. Questa individualità lo porta a fare delle scelte, fin dall'infanzia, e a schierarsi. Arroganza, prevaricazione, volgarità d'animo, possono essere ricondotte a manifestazioni esteriori di cui uno si vergogna, qualora non vengano coccolate, esaltate, qualora non si garantisca loro l'impunità. Se tu sei di un certo tipo, eccaallà. E' quello che succede sull'altra sponda. Sei un coatto? Vorresti girare con la sciarpa daa maggica (di lana, mi raccomando) quando vai in ufficio? Lo fanno tutti, come resistere? Questo vale per una miriade di altre manifestazioni che - nel migliore dei casi - denotano mancanza di stile.

Ma il laziale è meglio? Come si può affermarlo? Per strada, allo stadio, si vedono laziali che nulla hanno da invidiare, in quanto a maleducazione, volgarità e mancanza di classe, ai dirimpettai. Chi può negarlo? Ne faccio però una questione di grandi numeri. In una città come Roma, diciamo abbiamo sei giallozozzi e quattro laziali (o sette e tre, o otto e due, non saprei). Se il cinquanta per cento della popolazione è composta da coatti, ne consegue che se incontri dieci persone, cinque sono coatti. Di quei cinque, tre sono loro e due nostri.

La domanda però sorge spontanea. Non vediamo tre macchine col bruco giallozozzo e due biancoceleste. Il bruco biancoceleste non esiste, forse una su cento. Non vediamo tre bori/bore con tuta dell'asroma e due con tuta biancoceleste. Forse uno su cento. E allora? Delle due l'una. O le percentuali tra noi e loro sono cento a uno (ma le presenze allo stadio, gli abbonamenti alla pay-tv, sono lì a smentire questa ipotesi) o loro sono - oggettivamente - peggio. Più rumorosi, volgari, prepotenti, sguaiati, cafoni. Loro incarnano alla meraviglia il coatto metropolitano così ben descritto da Verdone (guarda caso, uno di loro).

Evidentemente, ci sono eccezioni. Dice perfettamente Tarallo che i romanisti "diversi" (e io ne ho tra gli amici, e se non fossero tali non potrebbero esserlo) si vergognano di questa paccottiglia cultural-tottiana (altro ossimoro agghiacciante) che ha pervaso come un maligno blob la nostra città. Magari nel fondo della loro anima hanno delle perversioni, ascoltano marione o leggono valdiserri, ma ognuno ha diritto alle proprie, e nessuno può arrogarsi quello di giudicare. Purché non si esageri. Potrei rompere un'amicizia se trovassi nella sua macchina il romanista.

Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

Cliath

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Citazione di: GuyMontag il 24 Gen 2013, 17:56
...
Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.

Io lo faccio di continuo e devo dire che ormai il margine di errore si è ridotto quasi a zero: quando nell'abbigliamento o atteggiamento ipotizzo che potrebbe essere un riomico...puntualmente LO E':DD

Ultimo caso, capitato lo scorso venerdì al supermercato: al banco dei salumi arriva una signora, tipica buzzicona (trad. donna piuttosto grassa, parlata sguaiata), anche un pò sdentata.
Saluta molto amichevolmente l'addetto ai salumi col suo vocino da scaricatore di porto. Gli racconta un pò dei cavoli suoi, ovviamente tutto a voce alta con la gente intorno che aspetta.
E' sin troppo facile, lo so...
Ma aspetto la conferma, che puntualmente arriva, al momento dell'ordine: "Aho, famme npar d'etti de salame che ce devo fa li panini!"
(ed eccola, sparare a voce ancora più alta perché come dice Guy, è più forte di loro)...
"Li panini me servono pe' domenica che devo annà allo stadio a vedè la rioma!! Aho, 50 euro j'ho lasciato ala rioma!"

eccaallà  :)

aventiniano

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Citazione di: Cliath il 24 Gen 2013, 22:18
Io lo faccio di continuo e devo dire che ormai il margine di errore si è ridotto quasi a zero: quando nell'abbigliamento o atteggiamento ipotizzo che potrebbe essere un riomico...puntualmente LO E':DD

Ultimo caso, capitato lo scorso venerdì al supermercato: al banco dei salumi arriva una signora, tipica buzzicona (trad. donna piuttosto grassa, parlata sguaiata), anche un pò sdentata.
Saluta molto amichevolmente l'addetto ai salumi col suo vocino da scaricatore di porto. Gli racconta un pò dei cavoli suoi, ovviamente tutto a voce alta con la gente intorno che aspetta.
E' sin troppo facile, lo so...
Ma aspetto la conferma, che puntualmente arriva, al momento dell'ordine: "Aho, famme npar d'etti de salame che ce devo fa li panini!"
(ed eccola, sparare a voce ancora più alta perché come dice Guy, è più forte di loro)...
"Li panini me servono pe' domenica che devo annà allo stadio a vedè la rioma!! Aho, 50 euro j'ho lasciato ala rioma!"

eccaallà  :)

L'ho sempre pensata come GM, e ho sempre provato quel gusto di appartenere ad una minoranza fiera, controcorrente.
Ma ora che manco dalla Nostra Città e vivo da anni nella lande nebbiose dei nibelunghi, mi sembra di percepire in realtà sempre più una mia differenza dal 'romano medio' più che dal romuloide.
Non sarà che nei nostri giudizi ci facciamo influenzare dal tipo di laziale che frequenta questo forum?

marcantonio

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Leggermente off topic: qui a Madrid ti ridono in faccia se ti vedono con la maglietta o la sciarpa del Real. E quando si va allo stadio la sciarpa la si indossa solo lì, altrimenti fai la figura da coatto. Devo dire che è una città molto più austriaca di quanto si pensi, sotto molti aspetti. Gli Asburgo docent.

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laura65

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Io ho dei cugini "burini" dei Castelli Romani, i miei genitori sono nati li'. Anche loro portano delle capezze enormi con l'aquila o lo stemma. Ma non riesco a vergognarmi di loro perche' forse e' proprio merito del loro essere sfegatati laziali che lo sono anch'io, visto che mio padre era juventino. Dico forse perche' non so per quale motivo sono della Lazio..... Da quando ho memoria sono della Lazio!

spook

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Citazione di: marcantonio il 24 Gen 2013, 22:52
Leggermente off topic: qui a Madrid ti ridono in faccia se ti vedono con la maglietta o la sciarpa del Real. E quando si va allo stadio la sciarpa la si indossa solo lì, altrimenti fai la figura da coatto. Devo dire che è una città molto più austriaca di quanto si pensi, sotto molti aspetti. Gli Asburgo docent.

A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...

PabloHoney

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Citazione di: Cialtron_Heston il 24 Gen 2013, 11:48
Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?

È normale.... Qui è pieno de [...]i cosi'...
Uno te sta pure a risponne :)

telegraph road

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Citazione di: PabloHoney il 25 Gen 2013, 00:19

Uno te sta pure a risponne :)

e uno te sta a legge.....

:s

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marcantonio

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Citazione di: spook il 24 Gen 2013, 23:36
A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...

Real Madrid : Lazio = Barcelona : as rioma

o se volete

Real Madrid: Barcelona = Lazio : as rioma

(Palmarès a parte...)  :s

Sonni Boi

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Citazione di: Alcares il 24 Gen 2013, 17:52
Su Tare in realtà non mi sono pronunciato  ;)

beh hai detto che è senza in.famia e senza lode.

Concordo sul senza inf.amia, ma io la lode ce la vedo, eccome.

Alcares

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Citazione di: Mohammed Hussein il 25 Gen 2013, 21:02
beh hai detto che è senza in.famia e senza lode.

Concordo sul senza inf.amia, ma io la lode ce la vedo, eccome.
Non vorrai venirmi a dire che Tare è un esempio di eleganza e signorilità.

GuyMontag

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A proposito

oggi ho comprato il Corriere dello Sport. Un po' vergognandomi, come quando compravo Chi o Visto per mia suocera. Ma c'era un motivo. Un'intervista ad Alessandro Piperno da parte del fratello Filippo (giornalista, altro grande laziale). Cito:

A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.


Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

COLDILANA61

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Sono piu' di 25 anni che sono lontano da Roma .

Uno dei miei ultimi ricordi : Mamma che apre la finestra una domenica mattina . La luce . Il sole . Ed un cielo azzurro , quasi blu .

Grazie a chi posta questi passaggi .

richard

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Citazione di: spook il 24 Gen 2013, 23:36
A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...

sì ma è anche perché il Barça è simbolo dell'orgoglio catalano, non è una semplice questione calcistica.

mes que un club. non paragoniamoli alle merde, per favore, che non se lo meritano

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Tarallo

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Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18


A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.



P E R F E T T O


Se non fosse troppo lungo lo metterei in firma.

Zoppo

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Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.



Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

Bello. Bello. Bello.

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