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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: GuyMontag il 23 Gen 2013, 23:50

Titolo: Questione di stile
Inserito da: GuyMontag il 23 Gen 2013, 23:50
Definire lo stile è opera quanto mai difficile e sostanzialmente inutile. Lo stile lo avverti, lo annusi, te ne accorgi quando lo incontri, se hai un'anima elevata ne sei affascinato, altrimenti non lo riconosceresti manco se te lo mostrassero su un vassoio d'argento. Lo stile non è denaro, non è potere, non prevede necessariamente nobiltà né cultura, può allignare ovunque, lo stile è pacato, non è urlato, non è ringhioso, lo stile non tollera le vene del collo che si gonfiano in un accesso di collera, lo stile è ironia ma non grossolanità, è sobrio e non conformista, non necessita di un vasto pubblico per essere apprezzato, può essere un sopracciglio appena inarcato, una venatura di ironia spesso non colta. Schopenhauer afferma che lo stile è la fisionomia dello spirito.

Da quanto detto se ne deduce che stile e romanismo, inteso come summa di tutto quel borborigmo che alligna intorno a quel curioso e mal riuscito tentativo di innesto di una romanità da libro di storia delle elementari sul coattume di periferia, che ha alfine partorito quel frankenstein de noantri che è il boro de oro, dicevo stile e romanismo sono un delizioso ossimoro. Laddove ci si barda dei colori della peperonata, laddove il capo di abbigliamento preferito è tuta dell'asroma e sciarpa di lana ad agosto, laddove si ingioiella il petto villoso di capezze con lupetti, là lo stile non può allignare.

Non mi riferivo solo al tifoso, però. Il tifoso è quello che è, non nasce col bruco sul cruscotto. O sì? E' questione millenaria, è la società che assorbe il becerume del proprio sostenitore oppure è il sostenitore che - col suo comportamento - dà un'impronta alla società? Quel che si vede è però il risultato: società e tifoso sono in perfetta simbiosi, due facce di una stessa medaglia (nel loro caso, ovviamente, di metallo ben poco pregiato). Ma è vero anche l'opposto? Se loro sono come sono, e restassero pure nel loro buffo universo parallelo, noi siamo diversi? La Lazio è qualcosa di diverso? Siamo laziali perché non vogliamo mischiarci con l'orda barbarica, perché rifiutiamo il pensiero unico, perché non ci riusciamo proprio, in definitiva, a raggiungere le loro vette di ridicolo ed involontaria comicità?

Non so noi, intendo noi tifosi. Ma la società, pur gestita da un buffo omino che - tra logorrea e citazioni latine - lo stile non lo frequenta quotidianamente, si presenta con un livello di qualità assoluta. A partire da questo gentleman giramondo che è il nostro allenatore. Elegante, sobrio, pacato, mai una parola fuori posto, mai una polemica gratuita. Anzi, mai una polemica. Dopo che un guardalinee con gli occhi di Ben Turpin ci ha privato del successo di Palermo, ha commentato che è questione di centimetri, che è difficile, e via a parlare di calcio. Anche ieri, non un accenno al ben più che sospetto gol juventino. E Mauri, il nostro capitano, cosa ti va a fare? Interrompe un'azione nostra perché l'avversario si è fatto male. E i ragazzi, tutti i ragazzi, con qualche eccezione dovuta all'esuberanza giovanile, non si distinguono per continui vaffanculi tottiani all'arbitro, non si profondono in piagnistei, vittimismi, applausetti ironici all'arbitro, tutti atteggiamenti così in voga sull'altra sponda.

A molti, sulla nostra sponda, quella giusta del Tevere, questo atteggiamento non va giù. A mio parere, confondono lo stile con l'arrendevolezza, la classe con la passiva accettazione. A me piace. Fossero cento volte più bravi di Petko, non vorrei mai sulla mia panchina un conte od un mazzarri, che hanno elevato il piagnisteo e la malafede ad arte, loro che non parlano degli arbitri quando ti dà un rigore fasullo a favore, ma che di colpo ne parlano eccome se hanno un fallo laterale contro, oppure il neo-principe delle scuse, l'ineffabile ex-tabagista zèma. Tutti personaggi che non hanno proprio nel vocabolario l'espressione "l'avversario ha meritato". L'avversario ha sempre rubato, loro avrebbero sempre meritato.

A me sta gente mi fa schifo. Ho un concetto diverso del calcio. Magari è un concetto che ti fa vincere di meno. Il piagnisteo alla dellavalle qualche punto te lo porta, e del tuo stile in definitiva non gliene frega niente a nessuno. Anzi, fa comodo, sulla stampa tutta il pareggio di Palermo è passato come occasione fallita, mentre manca poco che il pareggio a Torino sia diventato un furto. Personalmente, però, me ne frego. Preferisco ascoltare un'intervista a Petko, che qualche cosa di calcio ho sempre da imparare, piuttosto che una geremiade di un conte o di un mazzarri, che mi lasciano sempre vagamente imbarazzato perché questi in definitiva rappresentano i miei colori... E poi, uno juventino che si lamenta degli arbitri...

Come sosteneva Heinrich Boll, nell'esercizio anche del più umile dei mestieri lo stile è un fatto decisivo. E nel calcio, dove il livello è più basso del più umile dei mestieri, lo è ancora di più. Questione di stile, anzi di style. Lazio style.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: marcantonio il 24 Gen 2013, 00:02
Orgoglioso di essere il primo ad applaudire. Chapeau. Senza faccine, orpelli e vessilli. Questa è la nostra Lazialità.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Zoppo il 24 Gen 2013, 00:05
Grazie Guy...
Vado a dormire contento, dopo che i fantasmi di un derby in finale di CI mi hanno massacrato per 2 ore...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Scialoja il 24 Gen 2013, 00:07
Citazione di: Zoppo il 24 Gen 2013, 00:05
Grazie Guy...
Vado a dormire contento, dopo che i fantasmi di un derby in finale di CI mi hanno massacrato per 2 ore...

Vabbè regà comunque sono ancora molto ipotetici, ci sono ancora due ritorni da giocare...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: AquilaLidense il 24 Gen 2013, 00:09
Guy,
Stavo a letto e mi sono alzato in piedi per applaudirti
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Zoppo il 24 Gen 2013, 00:09
Citazione di: Scialoja il 24 Gen 2013, 00:07
Vabbè regà comunque sono ancora molto ipotetici, ci sono ancora due ritorni da giocare...

Lo so, lo so...
Ma il solo pensiero mi rabbrividisce...

Brrr...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Cliath il 24 Gen 2013, 00:10
Grande Guy, straquoto tutto.

:clap:
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: robylele il 24 Gen 2013, 00:12
Citazione di: GuyMontag il 23 Gen 2013, 23:50
A molti, sulla nostra sponda, quella giusta del Tevere, questo atteggiamento non va giù. A mio parere, confondono lo stile con l'arrendevolezza, la classe con la passiva accettazione.

perchè sentono troppo Guidone...  :lol:

bel topic, come sempre.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Il Tenente il 24 Gen 2013, 01:46
Esistono le eccezioni, ahimé, anche fra di noi - sia tifosi che calciatori laziali, anche se per lo più del passato.
Ma è indiscutibile che di media siamo messi molto meglio di tanti altri, quanto a stile.
Petkovic sì, ovviamente, ma anche Mauri, Hernanes, Klose, Floccari... altro spessore, altra categoria a livello di pura e semplice umanità. E' da lì che parte lo stile, da dentro, dall'educazione (non necessariamente istruzione).
E in passato gli esempi si sprecano: Eriksson è solo il primo nome, l'elenco è davvero sterminato. Il Maestro, anche se da questo punto di vista era proprio un'altra era geologica.

Sono comunque riscontrabili alcuni casi eccezionali di persone di stile anche tra di loro: ho la fortuna di conoscerne un paio fra i tifosi, e giudico Montella e Luis Enrique due persone normali, quasi di stile.
Che infatti specie Montella non si capiva che ce stava a fà de là... O in passato Aldair, e lo stesso Eriksson perché no?
Comunque tutti abbastanza lontani dal romanismo per nascita, ma mai seriamente contagiati dal morbo dell'idiotina.

Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Rivolazionario il 24 Gen 2013, 05:41
Citazione di: Il Tenente il 24 Gen 2013, 01:46
Esistono le eccezioni, ahimé, anche fra di noi - sia tifosi che calciatori laziali, anche se per lo più del passato.
Ma è indiscutibile che di media siamo messi molto meglio di tanti altri, quanto a stile.
Petkovic sì, ovviamente, ma anche Mauri, Hernanes, Klose, Floccari... altro spessore, altra categoria a livello di pura e semplice umanità. E' da lì che parte lo stile, da dentro, dall'educazione (non necessariamente istruzione).
E in passato gli esempi si sprecano: Eriksson è solo il primo nome, l'elenco è davvero sterminato. Il Maestro, anche se da questo punto di vista era proprio un'altra era geologica.

Sono comunque riscontrabili alcuni casi eccezionali di persone di stile anche tra di loro: ho la fortuna di conoscerne un paio fra i tifosi, e giudico Montella e Luis Enrique due persone normali, quasi di stile.
Che infatti specie Montella non si capiva che ce stava a fà de là... O in passato Aldair, e lo stesso Eriksson perché no?
Comunque tutti abbastanza lontani dal romanismo per nascita, ma mai seriamente contagiati dal morbo dell'idiotina.

Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.

Applauso sconfinato a Guy e alla tua risposta aggiungerei Agostino Di Bartolomei.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Freccia01 il 24 Gen 2013, 06:45
Applausi ......     :ssl
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: TheVoice il 24 Gen 2013, 07:49
Ottimo Guy
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 24 Gen 2013, 08:18
Un plauso a Guy anche se mi sento di fare un appunto.

Nella nostra attuale dirigenza, l'unico che considero di stile superiore è il nostro Mister.
Considero Tare senza [...]a e senza lode, mentre De Martino lo vedrei bene di là (nella bagarre post Udinese-Lazio dello scorso campionato a coattaggine se l'è giocata davvero con Totti!).

Lotito poi... fatico veramente a scovare "qualità assoluta" nel modo in cui si presenta alle telecamere.
Lontano anni luce dal coatto, è vero, ma trovo comunque volgare quella sua parlantina sgrammaticata, slegata, prolissa e rimpinzata con termini pomposi e citazioni latine.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: blow il 24 Gen 2013, 08:45
 :hail:
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Panzabianca il 24 Gen 2013, 09:10
Citazione di: Il Tenente il 24 Gen 2013, 01:46
Credo che in questo la differenza più grande l'abbiano fatta gli anni del tottismo dilagante: un personaggio divenuto simbolo suo malgrado (non ne ha lo spessore, e non perde occasione per dimostrarlo) che ha coltivato in loro l'illusione mai sopita di un grande salvatore a cui tutto doveva essere concesso perché tutto poteva farti vincere. Col risultato che hanno vinto assai poco, e in compenso si ritrovano con un animo esacerbato e cafone dentro.
bravo Guy, e bravo Tenente, l'escatologia permanente del riommismo.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: NineTenEightEight il 24 Gen 2013, 09:35
È proprio questo l'unico motivo per cui dobbiamo ringraziarli: di aver marcato un solco tra noi e loro, se fossimo esistiti solo noi, ecco, loro sarebbero con noi; se ci fosse stata quella fusione, ecco saremmo tutt'uno con quei soggetti che, grazie a Dio, si sono ritrovati nei disvalori della roma.
E questo solco, questa distinzione, l'hanno segnato per la prima volta loro(seppur in data incerta e in un paese lontano lontano) ma poi siamo stati bravi noi a distinguerci, a tenere presente i valori di quei ragazzi che nel 1900 ebbero questa MERAVIGLIOSA intuizione, a marcare ogni giorno di più questa linea che ormai è un burrone.
Per questo, solo per questo grazie, ma annatevene aff.ancu.lo!
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: arkham il 24 Gen 2013, 10:46
A me i topic di Guy Montag piacciono sempre tanto.
Però mi sento di fare un distinguo, anche importante: è vero, l'atteggiamento della squadra, che è un gruppo ristretto che si da regole precise, è molto diverso da quello de quell'artri. Però è un effetto della contingenza, i nostri, in questo momento, hanno più stile dei loro.
Non lo so se è sempre stato così. In fondo Chinaglia, e dopo di lui anche se in misura molto minore Paolo Di canio, qualche soddisfazione con la loro sbruffoneria ce l'hanno regalata. Con le vene sul collo,le aggressioni ad arbitri ed avversari, i gesti provocatori.
Insomma, ci starei attento a fare distinzioni "di genere".
E ci starei ancora più attento quando parliamo della massa dei tifosi. Io sono il primo a rivendicare una nostra diversità, che poi è una neppure troppo celata superiorità, la cosa mi diverte, mi gratifica come tifoso che si sganascia davanti a topic come "Essi vivono".
Però in fin dei conti non ci credo nemmeno io che loro siano diversi. Non ci posso credere che ci sia una differenza antropologica, è una cosa che va contro ad ogni mio principio.
Per cui mi spiego la cosa con il fatto che loro manifestano più ostentatamente i loro eccessi perché si sentono davvero la maggioranza assoluta, non temono rappresaglie o confronti. Un po' quello che succede a Napoli, o a Torino con i tifosi granata molto più folkloristici dei bianconeri.
Ce li abbiamo anche noi i coatti, perché i coatti sono figli della società, non di una scelta di tifo.
(http://85.94.205.192/floptv.tv/ImageAlbum/521/l_in%20forma%20con%20davide%2021.jpg)
In certe zone di Roma, maggiormente predisposte, di coatti ne nascono tanti: la maggioranza sceglie di tifare rioma, e quindi sono più evidenti.
Ma anche se continuerò a farlo con gran soddisfazione, io alla differenza di stile non ci credo. Alla fine noi siamo come loro, forse solo maggiormente scettici perché la nostra storia travagliata ci ha portato più spesso a pensare alla sopravvivenza piuttosto che a sognare un futuro glorioso.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Il Tenente il 24 Gen 2013, 10:54
Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 10:46

(http://85.94.205.192/floptv.tv/ImageAlbum/521/l_in%20forma%20con%20davide%2021.jpg)


Tutto vero, ma se è daa lan.zie pure quella dietro vinciamo comunque noi  :p

(il sito mi corregge automaticamente l.a.n.z.i.e. in Lazio, ma qui è una citazione in volgare!)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 24 Gen 2013, 11:02
Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 10:46
A me i topic di Guy Montag piacciono sempre tanto.
Però mi sento di fare un distinguo, anche importante: è vero, l'atteggiamento della squadra, che è un gruppo ristretto che si da regole precise, è molto diverso da quello de quell'artri. Però è un effetto della contingenza, i nostri, in questo momento, hanno più stile dei loro.
Non lo so se è sempre stato così. In fondo Chinaglia, e dopo di lui anche se in misura molto minore Paolo Di canio, qualche soddisfazione con la loro sbruffoneria ce l'hanno regalata. Con le vene sul collo,le aggressioni ad arbitri ed avversari, i gesti provocatori.
Insomma, ci starei attento a fare distinzioni "di genere".
E ci starei ancora più attento quando parliamo della massa dei tifosi. Io sono il primo a rivendicare una nostra diversità, che poi è una neppure troppo celata superiorità, la cosa mi diverte, mi gratifica come tifoso che si sganascia davanti a topic come "Essi vivono".
Però in fin dei conti non ci credo nemmeno io che loro siano diversi. Non ci posso credere che ci sia una differenza antropologica, è una cosa che va contro ad ogni mio principio.
Per cui mi spiego la cosa con il fatto che loro manifestano più ostentatamente i loro eccessi perché si sentono davvero la maggioranza assoluta, non temono rappresaglie o confronti. Un po' quello che succede a Napoli, o a Torino con i tifosi granata molto più folkloristici dei bianconeri.
Ce li abbiamo anche noi i coatti, perché i coatti sono figli della società, non di una scelta di tifo.
(http://85.94.205.192/floptv.tv/ImageAlbum/521/l_in%20forma%20con%20davide%2021.jpg)
In certe zone di Roma, maggiormente predisposte, di coatti ne nascono tanti: la maggioranza sceglie di tifare rioma, e quindi sono più evidenti.
Ma anche se continuerò a farlo con gran soddisfazione, io alla differenza di stile non ci credo. Alla fine noi siamo come loro, forse solo maggiormente scettici perché la nostra storia travagliata ci ha portato più spesso a pensare alla sopravvivenza piuttosto che a sognare un futuro glorioso.
Non potrei essere più d'accordo.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Adler Nest il 24 Gen 2013, 11:12
per spiegarlo semplicemente:
Lazio:roma=Nesta:totti
Lazio:roma=Petkovic:zeman
Lazio:roma=Klose:osvaldo


avevamo anche noi qualche coattone: uno è andato a genova, l'altro si allena a parte, l'altro può pure andarsene.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Screaming Eagle Walter il 24 Gen 2013, 11:15
amo quando scrivi
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 24 Gen 2013, 11:15
Citazione di: Adler Nest il 24 Gen 2013, 11:12
per spiegarlo semplicemente:
Lazio:roma=Nesta:totti
Lazio:roma=Petkovic:zeman
Lazio:roma=Klose:osvaldo


avevamo anche noi qualche coattone: uno è andato a genova, l'altro si allena a parte, l'altro può pure andarsene.
Forse un po' troppo semplicemente ;)

Se prendi il meglio da una parte e il peggio dall'altra diventa decisamente semplice.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:17
arkham, questo argomento lo svisceriamoda annie e' uno tra i piu' complessi. Io mi odio per il fatto che sono convinto che una differenza antropologica in realta' esista, perche' non rientra nei miei schemi normali. Ma l'analisi offre un quadro chiaro, e la spiegazione e' nell'anima. Potrei elencare tanti gruppi di persone fra cui a mio avviso esiste una differenza antropologica. Quello che con un sorriso di offre il posto sull'autobus vs. quello che ti butta il fumo in faccia con un'occhiatra di sfida. Quello che ti ascolta interessato e tiene conto della tua prospettiva vs. quello che trae godimento soltanto da una vittoria dialettica.
Il laziale, generalizzando, e' solo, la vetta la guarda dal basso e spera di raggiungerla, sogna un futuro radioso, lo ritiene raggiungibile, e si batte per arrivarci sapendo che quel giorno scoprira' una nuova vetta nascosta dalla prima, e che la vita e' una scoperta continua di nuove vette, abbassa la testa, si aggiusta il cappello e ricomincia la sua scalata.
Nel mondo visto da un romanista, su quella vetta (ma quale? non si e' accorto che dietro ce ne sono altre, troppo preso dall'occupare quella in cui si trova) c'e' lui, su una sdraia che prende il sole, musica a tutto volume, in pace con se stesso, che con un calcetto fa rotolare un sasso verso quegli hikers lontani che potrebbero cercare di usurpargli quel posto al sole che gli spessa di diritto. Perche' lui ha deciso che e' cosi'.

Il dubbio vs. la certezza, la ricerca, anche introspettiva, vs. l'affermazione dell'io cosi' com'e', la condivisione vs. il dominio sull'altro.
Queste sono differenze antropologiche.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: italicbold il 24 Gen 2013, 11:21
Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:17
arkham, questo argomento lo svisceriamoda annie

(http://guidatv.sky.it/app/guidatv/images/epgimages/2009/08/18/15437b_io-e-annie-visore.jpg)

-Guarda Annie, é inutile che insisti, sul comportamento post partita di Derossi possiamo parlarne delle ore, ma nulla in confronto dell'eziologia dell'acquisto dei 9 giocatori in un giorno é ugualmente qualificabile come topos...
capito ?

- Si Tarà, si, pero' compramose i pop corn prima de entrà...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: arkham il 24 Gen 2013, 11:25
Sono differenze tra due stili di vita.
Non necessariamente questi stili appartengono (anzi a sentir voi quasi discendono) distintamente a due categorie di persone distinte esclusivamente dalla scelta della squadra per cui tifare.
Lo sai anche tu che non può essere così, contro ogni evidenza.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:31
Citazione di: arkham il 24 Gen 2013, 11:25
Sono differenze tra due stili di vita.
Non necessariamente questi stili appartengono (anzi a sentir voi quasi discendono) distintamente a due categorie di persone distinte esclusivamente dalla scelta della squadra per cui tifare.
Lo sai anche tu che non può essere così, contro ogni evidenza.

Diciamo che quelli che si sono ritrovati a tifare la squadra che non corrisponde esattamente al loro corredo (genetico, di esperienze, di educazione - di anima) vivono una sorte di sottile angoscia permamente. E" per questo che la separazione non e' totale, dipende dalla genesi della scelta della squadra, da come ci si arriva. Ma credo che invece ci sia larga corrispondenza fra questo "corredo" e la squadra per cui si tifa nella stragrande maggioranza dei compnenti dei due gruppi.
Io lo so (per me e' un fatto assodato) che il 98% dei laziali si vergognerebbe ad avere un giornale come il romanista, un capitano come totti, cronache di partite come le loro. Apriremmo topic di dissenso, di disgusto, di protesta, ma in realta' non li apriremmo, non esisterebbero, non esisterebbe una Lazio cosi'. Si chiama asroma.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 24 Gen 2013, 11:40
Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:17
Queste sono differenze antropologiche.
Sono differenze antropologiche tra esseri umani.
C'è da dimostrare che siano così delineate in base al tifo.
E' plausibile che si tratti di quello che dice arkham, cioè che la maggioranza dei coatti decida di tifare Roma, e quindi è più evidente.

Tu mi dirai che questa non è altro che la conferma che, se la maggiornaza di coatti decide di tifare Roma è perché sono antropologicamente affini. Ma è l'uovo e la gallina.


C'è pure da considerare il contesto storico-sportivo della nascita del coatto.

I coatti sono l'evoluzione (in peggio) di quello che in altre regioni chiamano "er romanaccio".
Ovvero non il romano bono de core, er bonaccione che lassa fa', semo tutti amici, ma quel tipo di romano che non gliene frega niente del prossimo, ti fuma in faccia, parcheggia dove non potrebbe solo "perché io ho sempre parcheggiato lì" e soprusi di vario genere.
Ovviamente gente simile esiste pure altrove, ma qui parliamo della nostra città.
Il coatto è l'evoluzione del prototipo detto sopra, evoluzione data dal progresso, quindi col cellulare strafigo, i tatuaggi (non me ne voglia chi ce l'ha), la tecnologia, le lampade solari, la vacanza a Sharm...

Tutta 'sta roba quando ha conosciuto il suo germe?
Quando c'era la Roma di Falcao, del Barone, der go' de Turone  :=)), di Bruno Conti, di Pruzzo, di Di Bartolomei... mentre noi miserelli ce ne stavamo in B, e tra calcioscommesse e penalizzazioni abbiamo rischiato la C.

I giovani dell'epoca, che poi sono i padri 40-50 enni di oggi, erano probabilmente più attratti dalla Maggica dell'epoca che da quella Lazio miserella che io invece, grazie a mio padre, m'andavo a vedere a 11 anni pure agli spareggi a Napoli.

Ergo, per gli allora educati al "sopruso" era più facile tifare per chi vinceva.
E da lì, l'evoluzione verso il coatto ha portato alla distribuzione di tifo che abbiamo ora.

Se la storia sportiva fosse stata diversa, sono abbastanza convinto che la distribuzione di tifo sarebbe stata anch'essa differente.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Cialtron_Heston il 24 Gen 2013, 11:48
Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: arturo il 24 Gen 2013, 11:52
Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:31
Diciamo che quelli che si sono ritrovati a tifare la squadra che non corrisponde esattamente al loro corredo (genetico, di esperienze, di educazione - di anima) vivono una sorte di sottile angoscia permamente. E" per questo che la separazione non e' totale, dipende dalla genesi della scelta della squadra, da come ci si arriva. Ma credo che invece ci sia larga corrispondenza fra questo "corredo" e la squadra per cui si tifa nella stragrande maggioranza dei compnenti dei due gruppi.
Io lo so (per me e' un fatto assodato) che il 98% dei laziali si vergognerebbe ad avere un giornale come il romanista, un capitano come totti, cronache di partite come le loro. Apriremmo topic di dissenso, di disgusto, di protesta, ma in realta' non li apriremmo, non esisterebbero, non esisterebbe una Lazio cosi'. Si chiama asroma.

perfettamente daccordo con Tarallo.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: domenico il 24 Gen 2013, 11:54
Ciao a tutti,
vi seguo da tanto, con muta ammirazione, ma non ho mai preso parte a nessuna discussione.
Non ho trovato un post in cui presentarmi, ma ho scelto questo perchè è davvero bello e soprattutto identifica il motivo per cui anni fa sentii di essere Laziale... Come si dice Laziali bella gente, e ciò viene dimostrato quotidianamente dall'atteggiamento di tifosi, tesserati (calciatori e non), dirigenza ecc. con qualche rara, ma pur vera eccezione.
Ad esempio qui, ho trovato sempre discussioni con toni pacati, di gente preparatissima, ma nonostante ciò mai spocchiosa e saccente. Per certi versi questo forum incarna lo stile Lazio, che gente riommica fino al midollo, come pradè per dirne uno, non sa neanche dove sta di casa. Per quanto riguarda lo spirito non polemico dei giocatori, che spesso da qualcuno, (leggi De Angelis), viene scambiato per arrendevolezza, sono d'accordo anch'io che vada encomiato e non demonizzato. Sulla distinzione antropologica ho qualcosa da ridire, visto che purtroppo anche nelle migliori famiglie, qualche pecora nera viene fuori, nonostante il medesimo DNA...
P.s. Forza Lazio sempre!
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:57
Attenzione domenico (e bevenuto) quando si parla di corredo.
L'appartenenza alla stessa famiglia vuol dire poco, abbiamo tutti conosciuto fratelli o sorelle con personalita' opposte fra loro. Anche persone con grandi parti di DNA in comune possono differire fra loro di molto e altri senza una goccia di sangue in comune possono avere affinita' estreme. Il corredo, al completo, per me aiuta a stabilire scelte future.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: domenico il 24 Gen 2013, 12:08
Grazie del benvenuto! Ora ho capito cosa intendi, e posso dire di essere d'accordo...Pensavo intendessi antropologico in senso stretto, tutto qui.
Una piccola cortesia volevo chiedervi: sapete dirmi come posso modificare il profilo per mettere l'avatar, la firma e cose simili?
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: maverickiv2007 il 24 Gen 2013, 12:37
Senza nessuna pretesa vi dico perché sono Laziale, voi direte che c'entra? Io vi rispondo c'entra c'entra  :p
Mio padre e mia madre sono nati nella provincia di Rieti (ma questo non vuol dire nulla, non mi chiamate burino  :beer: naturalmente scherzo sono fiero delle mie origini) e non hanno mai tifato nessuna squadra, se non mia madre che da piccolina era interista, perché suo fratello, poliziotto, all'epoca era a Milano e si innamorò dell'Inter; io fino ai 7-8 anni sono rimasto neutrale, non mi sono affezionato a nessuna squadra, diciamo che ero un'eccezione perché a Roma, vuoi o non vuoi, una squadra la devi tifare... Mio padre aveva un collega di lavoro, un uomo all'epoca di 40 anni circa, celibe, o meglio, come si dice oggi single, senza più genitori, aveva solo una sorella (una str.... di prima categoria che gli aveva portato via tutto compreso un attico zona Colosseo), lui viveva zona Monterotondo, solo, con un cane e passava le sue giornate diviso tra il lavoro e il tennis.
Il giorno del mio compleanno lo invitammo a cena a casa e lui si presentò con un pacchettino "Lazio Point Via Farini" lo scartai e dentro c'era una tuta della Lazio (classica con l'aquilotto non quelle pacchianate con scritte ASR a caratteri cubitali o frasi del tipo L'impero sia con voi) e il vecchio pallone Uhlsport della Lazio; poi c'era un'altra cosa, la più importante, un biglietto per Lazio-Fiorentina (8-2). Andammo allo stadio insieme e fu colpo di fulmine; quei colori, quelle bandiere, quella gente, l'amico di famiglia, quella serie di avvenimenti mi fecero innamorare della Lazio e ancora oggi se ci ripenso dico, se non ci fosse stato lui oggi io non sarei così Laziale, non sarei così fiero di essere Tifoso della mia Lazio. In sostanza, una persona così buona, così semplice, così pulita della quale io ero innamorato non poteva che essere Laziale e grazie a lui lo sono anche io e spero voglia seguirmi mio figlio, domani.
:since
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Nesta idolo il 24 Gen 2013, 13:08
Citazione di: domenico il 24 Gen 2013, 12:08
Grazie del benvenuto! Ora ho capito cosa intendi, e posso dire di essere d'accordo...Pensavo intendessi antropologico in senso stretto, tutto qui.
Una piccola cortesia volevo chiedervi: sapete dirmi come posso modificare il profilo per mettere l'avatar, la firma e cose simili?
Ciao e benvenuto devi andare su Profilo che si trova in una qualsiasi pagina sopra Lazio. net community con vari indirizzi a fianco in base alla sezione in cui ti trovi.
Altrimenti clicca sul tuo nome utente Domenico e successivamente vai su Profilo forum per inserire l'avatar, la tua firma,etc.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: domenico il 24 Gen 2013, 13:20
Grazie mille! Ci ho provato, ma mi dice che non sono autorizzato ad accedere a quella sessione...mah... Vabbè dai, me ne farò una ragione, tanto non era fondamentale  ;)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Nesta idolo il 24 Gen 2013, 13:25
Citazione di: domenico il 24 Gen 2013, 13:20
Grazie mille! Ci ho provato, ma mi dice che non sono autorizzato ad accedere a quella sessione...mah... Vabbè dai, me ne farò una ragione, tanto non era fondamentale  ;)
Guarda, sicuramente devi raggiungere un certo numero di post prima di poter accedere alla pagina. Credo, non mi ricordo, venticinque.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Zoppo il 24 Gen 2013, 13:40
Citazione di: Cialtron_Heston il 24 Gen 2013, 11:48
Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?

Succede anche a me...

Comunque, IMHO, c'è una differenza sostanziale. Decidere quale squadra tifare comporta una scelta. E proprio in quella scelta che incominciamo a dividerci.
Non ci prendiamo in giro. Tifare rioma è molto più facile che tifare lazio. I problemi sono di meno, la protezione è tanta. Che bello stare in maggioranza. Quanta sicureza ti crea.
Io ho notato che la differenza maggiore stà sulla personalità. A forza di "vivere", stare accanto con qualcuno, in questo caso con tatnti, un po' ti plasmi, ed è normale che molte caratteristiche del laziale standard mi hanno invaso. Anche a voi sarà stato così. Anche a loro naturalmente, come ai juventini ecc.

L'essere laziale implica una personalità non indifferente, ed un orgoglio abbastanza importante. Difficilmente una persona senza queste cose sarebbe laziale...
Non durerebbe 2 giorni.

Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Sonni Boi il 24 Gen 2013, 14:46
Citazione di: Alcares il 24 Gen 2013, 08:18
Un plauso a Guy anche se mi sento di fare un appunto.

Nella nostra attuale dirigenza, l'unico che considero di stile superiore è il nostro Mister.
Considero Tare senza [...]a e senza lode, mentre De Martino lo vedrei bene di là (nella bagarre post Udinese-Lazio dello scorso campionato a coattaggine se l'è giocata davvero con Totti!).

Lotito poi... fatico veramente a scovare "qualità assoluta" nel modo in cui si presenta alle telecamere.
Lontano anni luce dal coatto, è vero, ma trovo comunque volgare quella sua parlantina sgrammaticata, slegata, prolissa e rimpinzata con termini pomposi e citazioni latine.

Concordo su Lotito e in parte su De Martino.

Dissento assolutamente su Tare. Sempre sobrio, di poche parole, non fa mai dichiarazioni sboroniche, e più di una volta, a detta di molti netters, ha dato prova di essere un vero gentiluomo.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: domenico il 24 Gen 2013, 14:47
Citazione di: Nesta idolo il 24 Gen 2013, 13:25
Guarda, sicuramente devi raggiungere un certo numero di post prima di poter accedere alla pagina. Credo, non mi ricordo, venticinque.
Ok, allora non mi resta che partecipare alle discussioni...  :)
Grazie della dritta!  ;)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Nanni il 24 Gen 2013, 16:22
Secondo me il cosidetto Stile, come prerogativa personale, esistenziale, come scelta a volte spontanea di vita, esiste.

Non so da cosa nasca, se sia frutto (come credo) dell'educazione (non necessariamente dell'istruzione, come ha detto bene Il Tenente, anche se obiettivamente l'istruzione può aiutare...), delle esperienze o in fin dei conti del caso (la famiglia dove uno nasce, le amicizie, la scuola, il quartiere, il lavoro, il libero arbitrio, etc. ) oppure se sia qualcosa di connaturato con l'individuo, col suo DNA starei per dire.

Non credo nell'anima, non credo nell'infusione dello spirito (che peraltro per qualsiasi religione dovrebbe essere universale, pari per tutti, no?), ma certo è che qualcuno ci nasce con quel qualcosa che noi chiamamo "stile" (la bontà, l'educazione, la correttezza, la pacatezza, la buona disposizione, se vogliamo l'onestà e la rettitudine, etc. etc. etc ci siamo capiti, no?) e qualcun altro non se lo ritrova naturalmente ma per averlo lo deve imparare, apprendere. Magari a costo di qualche sacrificio.

Spesso è solo questione di carattere. Io ho avuto sempre animali per casa, cani, gatti, sopratutto gatti. Delle decine di gatti, gattini e gattacci che mi hanno allietato col loro (sussiegoso, un po' distaccato) affetto ce n'è stato uno, uno solo, nato e cresciuto allo stesso modo, trattato (da me, male) come tutti gli altri e insieme con gli altri. Ma che da tutti gli altri si distingueva, a vista. Per lo stile, appunto. Lo stile da gatti, certo. Quello che gli faceva fare le stesse identiche cose che facevano gli altri mici, il rrrr rrrr delle fusa, le unghie affilate sul tronco dell'albero, le corse ad acchiappare le lucertole, i topi e gli uccelletti, le leccate continue su tutto il corpo, il dormire accocolati con le zampette davanti nascoste sotto al corpo... Ma tutto questo lui lo faceva con un'eleganza diversa, unica. Con stile, appunto.
Glielo aveva insegnato qualcuno? non credo.

Ed è lo stesso per le persone, io credo.

Ma nello specifico del discorso di Guy, che lega lo stile all'essere Laziali, io rivolterei la questione.
Primo perchè le generalizzazioni in nessun campo hanno senso.
Secondo perchè di cosidetti coatti o di maleducati fra i Laziali.... eeeeeeeeehhhh altrochè se ne conosco... anche a me fa ribrezzo incrociare e sbarrare gli occhi di fronte a decine di individui abbardati co le tute-de-a-maggica, le sciallette-de-a-maggica, le ciavatte-de-a-maggica (dai centri commerciali ai musei  :shock: dagli studi televisivi, alle gite scolastiche, dall'uscita dei figli da scuola  :cry: ai matrimoni... :roll: ) però lo ammetto, se mi capita di incrociare il tizio, uno, raro e isolato, anche lui abbardato con la tuta ma della Lazio, prima sorrido con piacere, poi lo guardo meglio e... in fondo mi pare dello stesso tipo come dire "antropologico", degli altri dieci con l'ASR in formato king-king-size stampato sulla panza sul petto che ho appena lasciato alle spalle.

Io, ripeto, rivolterei la questione. Mi capita di incontrare una persona, e riesco a coglierne lo stile, ne apprezzo l'educazione, il tratto, la capicità di sorridere, l'espressione soave e bella dello sguardo. Ne sento magari i discorsi e ne riesco ad apprezzare la saggezza, la moderazione, lo spirito, la qualità (non necessariamente la "cultura" in senso scolastico, molto spesso una persona che non ha studiato è comunque capace di prestazioni intellettuali e morali di assoluto livello).

E solo dopo cerco di legare queste sensazioni (piacevoli) che ho colto da quell'individuo al suo essere o non essere Laziale. Ma lo potrei fare per qualsiasi target: al suo essere o non essere del PD, al suo essere o non essere pacifista, essere o non essere Italiano, o anti-razzista, o femminista, o amante della musica, sindacalista, appassionato di natura, di ciclismo, di buon vino o di ecologia...

E se il sillogismo "ti si chiude" secondo quanto ti aspettavi, questa scoperta ti dà una gioia, una soddisfazione profonda, un senso d'entusiasmo veramente sconfinato.

Come, del resto, il contrario.

Quante volte, quante, incrociamo una persona, ci interfacciamo, abbiamo magari contrasti o anche legami civili ma aspri. Ma che sentiamo come inadeguata, come ci fosse qualcosa che sotto sotto stride, qualcosa che in fondo non ci sfaciola . E allora indaghiamo, all'inverso di quando "ricerchiamo il Laziale", scaviamo, facciamo tentativi, prove... fino a che... ahi, quel portachiavi col lupetto sdentato... quel piccolo, quasi invisibile adesivo tondo sulla targa della macchina... quel badge dai colori orrendi...
Ecco, trovato!
E l'equazione ti si chiude: mancanza di "stile" = romanista.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Adler Nest il 24 Gen 2013, 17:06
ma secondo voi questo personaggio non ha lo stile giusto per essere un grande laziale..... :D
(http://img850.imageshack.us/img850/6864/felixb.jpg)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 24 Gen 2013, 17:52
Citazione di: Mohammed Hussein il 24 Gen 2013, 14:46
Concordo su Lotito e in parte su De Martino.

Dissento assolutamente su Tare. Sempre sobrio, di poche parole, non fa mai dichiarazioni sboroniche, e più di una volta, a detta di molti netters, ha dato prova di essere un vero gentiluomo.
Su Tare in realtà non mi sono pronunciato  ;)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: GuyMontag il 24 Gen 2013, 17:56
Non arrivo ad affermare che noi siamo il Bene e loro il Male (anche se io tra me e me ne sono convinto, ma non lo dico in pubblico). E' arduo immaginare un gene giallozozzo che ti porta, arrivato ad età matura, ad esporre un bruco sul lunotto posteriore della tua punto. Analogamente, non credo che lo stesso gene sia associato all'abitudine a parcheggiare nelle aree destinate agli invalidi.

Però.

Io la vedo così. Nessuno nasce laziale, nessuno giallozozzo. Ognuno di noi ha un'individualitò, come il gatto di Nanni. Questa individualità lo porta a fare delle scelte, fin dall'infanzia, e a schierarsi. Arroganza, prevaricazione, volgarità d'animo, possono essere ricondotte a manifestazioni esteriori di cui uno si vergogna, qualora non vengano coccolate, esaltate, qualora non si garantisca loro l'impunità. Se tu sei di un certo tipo, eccaallà. E' quello che succede sull'altra sponda. Sei un coatto? Vorresti girare con la sciarpa daa maggica (di lana, mi raccomando) quando vai in ufficio? Lo fanno tutti, come resistere? Questo vale per una miriade di altre manifestazioni che - nel migliore dei casi - denotano mancanza di stile.

Ma il laziale è meglio? Come si può affermarlo? Per strada, allo stadio, si vedono laziali che nulla hanno da invidiare, in quanto a maleducazione, volgarità e mancanza di classe, ai dirimpettai. Chi può negarlo? Ne faccio però una questione di grandi numeri. In una città come Roma, diciamo abbiamo sei giallozozzi e quattro laziali (o sette e tre, o otto e due, non saprei). Se il cinquanta per cento della popolazione è composta da coatti, ne consegue che se incontri dieci persone, cinque sono coatti. Di quei cinque, tre sono loro e due nostri.

La domanda però sorge spontanea. Non vediamo tre macchine col bruco giallozozzo e due biancoceleste. Il bruco biancoceleste non esiste, forse una su cento. Non vediamo tre bori/bore con tuta dell'asroma e due con tuta biancoceleste. Forse uno su cento. E allora? Delle due l'una. O le percentuali tra noi e loro sono cento a uno (ma le presenze allo stadio, gli abbonamenti alla pay-tv, sono lì a smentire questa ipotesi) o loro sono - oggettivamente - peggio. Più rumorosi, volgari, prepotenti, sguaiati, cafoni. Loro incarnano alla meraviglia il coatto metropolitano così ben descritto da Verdone (guarda caso, uno di loro).

Evidentemente, ci sono eccezioni. Dice perfettamente Tarallo che i romanisti "diversi" (e io ne ho tra gli amici, e se non fossero tali non potrebbero esserlo) si vergognano di questa paccottiglia cultural-tottiana (altro ossimoro agghiacciante) che ha pervaso come un maligno blob la nostra città. Magari nel fondo della loro anima hanno delle perversioni, ascoltano marione o leggono valdiserri, ma ognuno ha diritto alle proprie, e nessuno può arrogarsi quello di giudicare. Purché non si esageri. Potrei rompere un'amicizia se trovassi nella sua macchina il romanista.

Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Mocambo il 24 Gen 2013, 21:16
Sarebbe ingeneroso dire che tutti i romanisti sono coatti, ma tutti i coatti sono romanisti (con qualche eccezione). La Lazialità esiste. E' un modo di essere e di porsi, una filosofia di vita, Eccome, se esiste.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Omar65 il 24 Gen 2013, 21:20
Citazione di: GuyMontag il 24 Gen 2013, 17:56
Non arrivo ad affermare che noi siamo il Bene e loro il Male (anche se io tra me e me ne sono convinto, ma non lo dico in pubblico). E' arduo immaginare un gene giallozozzo che ti porta, arrivato ad età matura, ad esporre un bruco sul lunotto posteriore della tua punto. Analogamente, non credo che lo stesso gene sia associato all'abitudine a parcheggiare nelle aree destinate agli invalidi.

Però.

Io la vedo così. Nessuno nasce laziale, nessuno giallozozzo. Ognuno di noi ha un'individualitò, come il gatto di Nanni. Questa individualità lo porta a fare delle scelte, fin dall'infanzia, e a schierarsi. Arroganza, prevaricazione, volgarità d'animo, possono essere ricondotte a manifestazioni esteriori di cui uno si vergogna, qualora non vengano coccolate, esaltate, qualora non si garantisca loro l'impunità. Se tu sei di un certo tipo, eccaallà. E' quello che succede sull'altra sponda. Sei un coatto? Vorresti girare con la sciarpa daa maggica (di lana, mi raccomando) quando vai in ufficio? Lo fanno tutti, come resistere? Questo vale per una miriade di altre manifestazioni che - nel migliore dei casi - denotano mancanza di stile.

Ma il laziale è meglio? Come si può affermarlo? Per strada, allo stadio, si vedono laziali che nulla hanno da invidiare, in quanto a maleducazione, volgarità e mancanza di classe, ai dirimpettai. Chi può negarlo? Ne faccio però una questione di grandi numeri. In una città come Roma, diciamo abbiamo sei giallozozzi e quattro laziali (o sette e tre, o otto e due, non saprei). Se il cinquanta per cento della popolazione è composta da coatti, ne consegue che se incontri dieci persone, cinque sono coatti. Di quei cinque, tre sono loro e due nostri.

La domanda però sorge spontanea. Non vediamo tre macchine col bruco giallozozzo e due biancoceleste. Il bruco biancoceleste non esiste, forse una su cento. Non vediamo tre bori/bore con tuta dell'asroma e due con tuta biancoceleste. Forse uno su cento. E allora? Delle due l'una. O le percentuali tra noi e loro sono cento a uno (ma le presenze allo stadio, gli abbonamenti alla pay-tv, sono lì a smentire questa ipotesi) o loro sono - oggettivamente - peggio. Più rumorosi, volgari, prepotenti, sguaiati, cafoni. Loro incarnano alla meraviglia il coatto metropolitano così ben descritto da Verdone (guarda caso, uno di loro).

Evidentemente, ci sono eccezioni. Dice perfettamente Tarallo che i romanisti "diversi" (e io ne ho tra gli amici, e se non fossero tali non potrebbero esserlo) si vergognano di questa paccottiglia cultural-tottiana (altro ossimoro agghiacciante) che ha pervaso come un maligno blob la nostra città. Magari nel fondo della loro anima hanno delle perversioni, ascoltano marione o leggono valdiserri, ma ognuno ha diritto alle proprie, e nessuno può arrogarsi quello di giudicare. Purché non si esageri. Potrei rompere un'amicizia se trovassi nella sua macchina il romanista.

Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Cliath il 24 Gen 2013, 22:18
Citazione di: GuyMontag il 24 Gen 2013, 17:56
...
Fate una prova. Per strada, a piedi o in auto, osservate chi avete intorno. Se - nell'abbigliamento o nell'atteggiamento - mostra inequivocabili segni di giallozozzismo, osservatelo/a bene, e cercate di individuare uno stemma, un gadget, una catenina, o una tuta, un bruco, un lupetto (più facili). Loro non si tengono, è molto probabile che si tradiscano. Se proprio non riuscite, attaccate bottone. Portateli a parlare di calcio, buttate lì un cappetano, un lazzialibburini, un accenno al quattrotretre...

Poi fate una statistica e ditemi. Non temo smentite, io sono anni che faccio questo gioco.

Io lo faccio di continuo e devo dire che ormai il margine di errore si è ridotto quasi a zero: quando nell'abbigliamento o atteggiamento ipotizzo che potrebbe essere un riomico...puntualmente LO E'.  :DD

Ultimo caso, capitato lo scorso venerdì al supermercato: al banco dei salumi arriva una signora, tipica buzzicona (trad. donna piuttosto grassa, parlata sguaiata), anche un pò sdentata.
Saluta molto amichevolmente l'addetto ai salumi col suo vocino da scaricatore di porto. Gli racconta un pò dei cavoli suoi, ovviamente tutto a voce alta con la gente intorno che aspetta.
E' sin troppo facile, lo so...
Ma aspetto la conferma, che puntualmente arriva, al momento dell'ordine: "Aho, famme npar d'etti de salame che ce devo fa li panini!"
(ed eccola, sparare a voce ancora più alta perché come dice Guy, è più forte di loro)...
"Li panini me servono pe' domenica che devo annà allo stadio a vedè la rioma!! Aho, 50 euro j'ho lasciato ala rioma!"

eccaallà  :)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: aventiniano il 24 Gen 2013, 22:26
Citazione di: Cliath il 24 Gen 2013, 22:18
Io lo faccio di continuo e devo dire che ormai il margine di errore si è ridotto quasi a zero: quando nell'abbigliamento o atteggiamento ipotizzo che potrebbe essere un riomico...puntualmente LO E'.  :DD

Ultimo caso, capitato lo scorso venerdì al supermercato: al banco dei salumi arriva una signora, tipica buzzicona (trad. donna piuttosto grassa, parlata sguaiata), anche un pò sdentata.
Saluta molto amichevolmente l'addetto ai salumi col suo vocino da scaricatore di porto. Gli racconta un pò dei cavoli suoi, ovviamente tutto a voce alta con la gente intorno che aspetta.
E' sin troppo facile, lo so...
Ma aspetto la conferma, che puntualmente arriva, al momento dell'ordine: "Aho, famme npar d'etti de salame che ce devo fa li panini!"
(ed eccola, sparare a voce ancora più alta perché come dice Guy, è più forte di loro)...
"Li panini me servono pe' domenica che devo annà allo stadio a vedè la rioma!! Aho, 50 euro j'ho lasciato ala rioma!"

eccaallà  :)

L'ho sempre pensata come GM, e ho sempre provato quel gusto di appartenere ad una minoranza fiera, controcorrente.
Ma ora che manco dalla Nostra Città e vivo da anni nella lande nebbiose dei nibelunghi, mi sembra di percepire in realtà sempre più una mia differenza dal 'romano medio' più che dal romuloide.
Non sarà che nei nostri giudizi ci facciamo influenzare dal tipo di laziale che frequenta questo forum?
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: marcantonio il 24 Gen 2013, 22:52
Leggermente off topic: qui a Madrid ti ridono in faccia se ti vedono con la maglietta o la sciarpa del Real. E quando si va allo stadio la sciarpa la si indossa solo lì, altrimenti fai la figura da coatto. Devo dire che è una città molto più austriaca di quanto si pensi, sotto molti aspetti. Gli Asburgo docent.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: laura65 il 24 Gen 2013, 23:11
Io ho dei cugini "burini" dei Castelli Romani, i miei genitori sono nati li'. Anche loro portano delle capezze enormi con l'aquila o lo stemma. Ma non riesco a vergognarmi di loro perche' forse e' proprio merito del loro essere sfegatati laziali che lo sono anch'io, visto che mio padre era juventino. Dico forse perche' non so per quale motivo sono della Lazio..... Da quando ho memoria sono della Lazio!
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: spook il 24 Gen 2013, 23:36
Citazione di: marcantonio il 24 Gen 2013, 22:52
Leggermente off topic: qui a Madrid ti ridono in faccia se ti vedono con la maglietta o la sciarpa del Real. E quando si va allo stadio la sciarpa la si indossa solo lì, altrimenti fai la figura da coatto. Devo dire che è una città molto più austriaca di quanto si pensi, sotto molti aspetti. Gli Asburgo docent.

A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...
Titolo: Questione di stile
Inserito da: PabloHoney il 25 Gen 2013, 00:19
Citazione di: Cialtron_Heston il 24 Gen 2013, 11:48
Provo sincera e profonda ammirazione per chi scrive cosi bene.
Subito dopo aver finito di leggere mi sento un cojo.ne.
E' normale?

È normale.... Qui è pieno de [...]i cosi'...
Uno te sta pure a risponne :)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: telegraph road il 25 Gen 2013, 00:34
Citazione di: PabloHoney il 25 Gen 2013, 00:19

Uno te sta pure a risponne :)

e uno te sta a legge.....

:s
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: marcantonio il 25 Gen 2013, 01:26
Citazione di: spook il 24 Gen 2013, 23:36
A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...

Real Madrid : Lazio = Barcelona : as rioma

o se volete

Real Madrid: Barcelona = Lazio : as rioma

(Palmarès a parte...)  :s
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Sonni Boi il 25 Gen 2013, 21:02
Citazione di: Alcares il 24 Gen 2013, 17:52
Su Tare in realtà non mi sono pronunciato  ;)

beh hai detto che è senza in.famia e senza lode.

Concordo sul senza inf.amia, ma io la lode ce la vedo, eccome.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Alcares il 25 Gen 2013, 23:08
Citazione di: Mohammed Hussein il 25 Gen 2013, 21:02
beh hai detto che è senza in.famia e senza lode.

Concordo sul senza inf.amia, ma io la lode ce la vedo, eccome.
Non vorrai venirmi a dire che Tare è un esempio di eleganza e signorilità.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A proposito

oggi ho comprato il Corriere dello Sport. Un po' vergognandomi, come quando compravo Chi o Visto per mia suocera. Ma c'era un motivo. Un'intervista ad Alessandro Piperno da parte del fratello Filippo (giornalista, altro grande laziale). Cito:

A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.


Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: COLDILANA61 il 26 Gen 2013, 12:24
Sono piu' di 25 anni che sono lontano da Roma .

Uno dei miei ultimi ricordi : Mamma che apre la finestra una domenica mattina . La luce . Il sole . Ed un cielo azzurro , quasi blu .

Grazie a chi posta questi passaggi .
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: richard il 26 Gen 2013, 13:09
Citazione di: spook il 24 Gen 2013, 23:36
A Barcellona invece vanno tutti in giro mascherati. Però al contrario delle merde, qualcosa hanno vinto...

sì ma è anche perché il Barça è simbolo dell'orgoglio catalano, non è una semplice questione calcistica.

mes que un club. non paragoniamoli alle merde, per favore, che non se lo meritano
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Tarallo il 26 Gen 2013, 13:45
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18


A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.



P E R F E T T O


Se non fosse troppo lungo lo metterei in firma.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Zoppo il 26 Gen 2013, 13:46
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.



Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

Bello. Bello. Bello.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Meranetto il 26 Gen 2013, 14:02
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.


Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

:band2:
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: umanoide69 il 26 Gen 2013, 14:06
È un anno che Piperno sta sullo scaffale dei libri da leggere e viene sempre scavalcato da qualche new entry più accattivante.  :oops:
Dopo questa intervista merita di saltare irrevocabilmente in testa alla coda.

:since
Titolo: R: Re:Questione di stile
Inserito da: Conte Tacchia il 26 Gen 2013, 14:10
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A proposito

oggi ho comprato il Corriere dello Sport. Un po' vergognandomi, come quando compravo Chi o Visto per mia suocera. Ma c'era un motivo. Un'intervista ad Alessandro Piperno da parte del fratello Filippo (giornalista, altro grande laziale). Cito:

A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.

Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.
Non fa una piega.

Inviato dal mio GT-N7000 con Tapatalk 2

Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: JSM il 26 Gen 2013, 14:21
C'è chi ha zoro e chi ha Piperno. Appunto, questione di stile  :since
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Cliath il 26 Gen 2013, 14:47
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
...

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

:band1:
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: luilhafondata il 26 Gen 2013, 16:12
Bella l'intervista a Piperno.
Volevo postarla, ma non riesco a trovarla intera.

Avevo letto il post l'altro ieri, poi oggi avevo letto l'intervista a Piperno, ho collegato le due cose e avevo dedotto che GuyMontag e' Piperno.
O il fratello
:since
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: FuoriPorta il 26 Gen 2013, 16:22
off topic
piuttosto chi ha letto l'ultimo di piperno?ne consigliate la lettura?
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: luilhafondata il 26 Gen 2013, 16:47
Citazione di: FuoriPorta il 26 Gen 2013, 16:22
off topic
piuttosto chi ha letto l'ultimo di piperno?ne consigliate la lettura?

a me e' piaciuto, ma non come il primo 'con le peggiori intenzioni'.

l'ultimo suo libro e' la continuazione del secondo, potresti leggerli tutti e due di seguito.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: FuoriPorta il 26 Gen 2013, 17:33
Citazione di: luilhafondata il 26 Gen 2013, 16:47
a me e' piaciuto, ma non come il primo 'con le peggiori intenzioni'.

l'ultimo suo libro e' la continuazione del secondo, potresti leggerli tutti e due di seguito.

cioè sono strettamente legati?devo leggerli insieme per forza o posso tranquillamente iniziare con l'ultimo?
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: marcantonio il 26 Gen 2013, 20:24
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18
A proposito

oggi ho comprato il Corriere dello Sport. Un po' vergognandomi, come quando compravo Chi o Visto per mia suocera. Ma c'era un motivo. Un'intervista ad Alessandro Piperno da parte del fratello Filippo (giornalista, altro grande laziale). Cito:

A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.


Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.

Meraviglioso.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Scialoja il 26 Gen 2013, 22:11
Citazione di: GuyMontag il 26 Gen 2013, 12:18


A dispetto di quello che si pensa, l'orgoglio ha senso solo se coltivato privatamente. Se lo ostenti diventa triviale e insincero: come certe forme un po' grottesche di patriottismo. Del resto, i veri libertini non vanno in giro a raccontare le loro scopate. Questo vale anche per l'orgoglio di essere laziali.
Che è parte integrante della mia interiorità. Uno state of mind, direbbero gli inglesi. Ecco perché non vado pazzo per la Lazio "stile Di Canio". La mia Lazio è una squadra signorile e auto-ironica. E' sobria e un po' blasé. Aristocratica anche nei suoi colori sociali. Hai presente certe giornate romane d'inverno: terse, gelide, soleggiate?  Quella per me è la Lazio. Una squadra felpata e serafica, mai arrembante o preda di trance agonistica tipo la Juve di Antonio Conte. Prendi Hernanes o Ledesma, lo stesso Klose: persino fisicamente sembrano giocatori anni Cinquanta. Quei tennisti che piacciono tanto a Gianni Clerici. Sono riservati, nessuna cresta variopinta, pochi tatuaggi. Non fanno pubblicità in tv. Credo di averli sentiti parlare un paio di volte in tutto. Non protestano platealmente per un rigore negato, a volte arrivano persino a confessare di aver commesso un fallo. Io vedo una linea ideale che lega Maestrelli a Eriksson passando per Mancini fino a Petkovic. E non sto parlando neppure di tattica. E neppure di temperamento. Ma di stile.


Continuando su Petko:

Non cerca scuse per le sconfitte: tipo lo stato del campo, le avverse condizioni atmosferiche, i rigori negati. A Firenze, nell'ultima partita contro la Fiorentina, nonostante la Lazio abbia subito divesri torti arbitrali, ha fatto i complimenti all'avversario, affermando che ha meritato la partita sul campo. E anche l'altro giorno a Palermo, ha sorvolato sul gol annullato a Floccari. Inoltre, per giustificare una sconfitta, Petkovic non dà mai la colpa all'incapacità dei suoi giocatori di capire il suo credo calcistico. Accusa sempre se stesso.

Ecco, in poche parole. La Lazio. Il Laziale. Lo stile.


Leggete e che sia d'esempio a tutti...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: V. il 26 Gen 2013, 23:48
quando si postano i link, apriteli... :pp

http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA (http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: GuyMontag il 28 Gen 2013, 09:54
Sempre a proposito di stile, Conte è una persona orrenda (e il suo sodale Marotta non è da meno). Parlando con il mio migliore amico, juventino ma a mio parere laziale nell'animo, commentavamo le affermazioni der parrucchino in rapporto al cosiddetto "stile-juve".

Lui mi ha giustamente fatto notare come lo stile-juve non esista e non sia mai esistito, se non nelle frasi "non esiste più lo stile-juve", "ma dov'è finito lo stile-juve", eccetera, quando dirigenza e/o giocatori si comportano in modi [...]. Lo stile-juve è qualcosa che esiste solo nella sua assenza...
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 10:08
Citazione di: V. il 26 Gen 2013, 23:48
quando si postano i link, apriteli... :pp

http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA (http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA)

è gia tra le mie mani!!!!nel senso che lo prenderò prima di subito,grazie della dritta V.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 10:12
ma è solo versione kindle!!!! :X(
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Roxy00 il 28 Gen 2013, 10:14
Stasera passo in libreria e lo compro!

:pp
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: ex il 28 Gen 2013, 10:21
Citazione di: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 10:12
ma è solo versione kindle!!!! :X(

i libri per il Kindle sono in formato .mobi oppure .prc, formati che si possono convertire in formato testo rtf (word), e stampare. basta scaricarsi gratuitamente calibre per la conversione.
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: PabloHoney il 28 Gen 2013, 10:23
Citazione di: V. il 26 Gen 2013, 23:48
quando si postano i link, apriteli... :pp

http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA (http://www.amazon.it/Pastiche-proustiano-biancoceleste-Mondadori-ebook/dp/B009CPDSSA)

E' gia' nel mio iPad :)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 10:26
Citazione di: ex il 28 Gen 2013, 10:21
i libri per il Kindle sono in formato .mobi oppure .prc, formati che si possono convertire in formato testo rtf (word), e stampare. basta scaricarsi gratuitamente calibre per la conversione.

non c'ho capito niente!! :)
io con il pc non vado oltre all'accenzione,chiederò alla mia signora,grazie
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: Roxy00 il 28 Gen 2013, 10:28
Citazione di: Roxy00 il 28 Gen 2013, 10:14
Stasera passo in libreria e lo compro!

:pp

allora niente libreria... :(
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: PabloHoney il 28 Gen 2013, 11:52
Citazione di: luilhafondata il 26 Gen 2013, 16:12
Bella l'intervista a Piperno.
Volevo postarla, ma non riesco a trovarla intera.

E' qui... intera (http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,15963.msg1084498.html#msg1084498)
Cia' Pablo :)
Titolo: Re:Questione di stile
Inserito da: arkham il 01 Feb 2013, 17:33
Citazione di: PabloHoney il 28 Gen 2013, 11:52
E' qui... intera (http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,15963.msg1084498.html#msg1084498)
Cia' Pablo :)

Bella intervista.
Di Piperno consiglio di leggere per primo "Con le peggiori intenzioni".
Se non vi piace quello, lasciate stare gli altri.