i giornalisti sportivi della capitale non vogliono essere da meno dei loro colleghi che, in ogni parte del mando, stanno celebrando l'impresa straordinaria realizzata da miro klose nel mondiale brasiliano. al pari di tutti i quotidiani romani, prodighi di titoli roboanti e di pagine speciali, anche radio radio, "l'emittente sportiva più seguita nella capitale", ha voluto partecipare con slancio ed entusiasmo al racconto di un evento capace di dare rilievo universale al calcio romano
tra ieri e oggi, infatti, "l'emittente dello sport romano" ha dedicato più di novanta secondi al record mondiale del centravanti tedesco della Lazio. in particolare, a richiamare l'attenzione su di lui sono state alcune delle firme più prestigiose esibite dalla radio
roberto renga, innanzitutto, il quale non ha esitato un solo istante ad ammonire la stampa brasiliana: non avete ragione di lamentarvi delle assenze di neymar e thiago silva! anche alla Germania mancavano giocatori fondamentali come reus e soprattutto un centravanti di ruolo come gomez, al posto del quale i tedeschi hanno dovuto mettere in campo un giocatore di 37 anni, che è bravo, noi lo sappiamo che è bravo - sottolineava impavido il giornalista tifoso del perugia - ma che è pur sempre un giocatore di 37 anni!
non è stato certo da meno franco melli: a commento della stagione che la Lazio si appresta a iniziare, ha rilevato nei toni suoi solitamente briosi e scanzonati, con saggezza mista a orgoglio, come non si possa fare affidamento su un centravanti che, sì, adesso avrà pur segnato un paio di gol al mondiale, dove gioca e non gioca, ma che in fondo, nel campionato italiano ha mostrato ampiamente la sua inutilità
non poteva mancare, infine, il commento, al solito lucido e definitivo per autorevolezza e obiettività, di luigi ferrajolo: klose è un monumento! questa la sentenza implacabile del papà della intervistatrice sky del capitano. due sole partite nel mondiale (peccato non ricordare i due gol in queste "due partite", ma il concetto è risultato ugualmente chiaro) dimostrano con forza l'esito, inevitabile, dell'avventura sportiva del centravanti tedesco della Lazio
prendiamone atto, noi che amiamo la Lazio, del rinnovato entusiasmo e della pacatezza, bonaria, amorevole, frizzante addirittura, che è tornata a colorare il racconto delle imprese dei nostri campioni