Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015

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Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« il: 05 Apr 2015, 08:22 »
Silvagni salva i baby: in extremis rigore e pari (Corriere dello Sport)

Pioli alchimista «Ambiziosi con umiltà» (Corriere dello Sport)

Le pagelle: Sempre Klose, Marchetti para quasi tutto. Super Parolo (Corriere dello Sport)

L’analisi tecnica: Cambi decisivi, Cataldi illumina (Corriere dello Sport)

La Moviola: Regolare il gol di Sau Giusti i rigori su Keita (Corriere dello Sport)

I numeri: Pioli a -2 dal record di Eriksson (Corriere dello Sport)

Cagliari punito dagli episodi. Ci salveremo (Corriere dello Sport)

Keita e Biglia «Sì, voliamo» (Corriere dello Sport)

Lazio, la settima e’ da urlo (Corriere dello Sport)

Il Cagliari fa quello che può, la Lazio quello che vuole (Corriere della Sera)

A Napoli dubbio Mauricio, infrazione a un dito (Gazzetta dello Sport ed. Roma)

Zeman: «Lazio più forte della Roma» (Gazzetta dello Sport ed. Roma)

Biglia, il leader: «Pioli la mente Noi eseguiamo» (Gazzetta dello Sport ed. Roma)

Derby infinito Champions. Ora va lanciato #laCapitale (Gazzetta dello Sport ed. Roma)

Derby Champions per la Capitale (Gazzetta dello Sport)

Nella corsa Champions spunta il fattore K. E il gol diventa dettaglio (Gazzetta dello Sport)

Lazio meraviglia Tre gol a Zeman: 7a vittoria di fila, Garcia non fugge (Gazzetta dello Sport)

Zeman: «Biancocelesti più forti della squadra di Garcia» (Il Tempo)

«Difenderemo il 3° posto» (Il Tempo)

Mauri: la rincorsa continua. Biglia: voglio la Coppa Italia (Il Tempo)

vogliamo volare più in alto (Il Tempo)

La Lazio cala il settebello (Il Tempo)

Pioli, la settima meraviglia. Keita non si accontenta “Vogliamo il secondo posto” (La Repubblica ed. Roma)

Lazio irresistibile anche a Cagliari sfida la Roma per il secondo posto (La Repubblica)

Le pagelle: Marchetti merita applausi (Il Messaggero)

Lotito: «Complimenti allo staff e alla squadra» (Il Messaggero)

Pioli felice «Una vittoria bella e ricca di sacrificio» (Il Messaggero)

Lucas: «Ci manca un po’ il nostro gioco» (Il Messaggero)

Miro non finisce mai di stupire: nona perla stagionale (Il Messaggero)

La Lazio vola e non molla (Il Messaggero)


:band1: :band3: :band5: :band6: :band11:   :asrm :asrm
 
Buona Pasqua, ricordiamo che domani i quotidiani non usciranno, per la rassegna appuntamento a Martedì


Offline Tarallo

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Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #1 il: 05 Apr 2015, 09:01 »
Grazie signorina. Oggi mi leggo anche i trafiletti e i necrologi.
:band:

Offline DajeLazioMia

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Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #2 il: 05 Apr 2015, 09:25 »
Interessanti le pagelle di Bernardini sul Messaggero, voto 5.5 a Rocchi perché il secondo rigore sarebbe dubbio.
Ambè.

Cialtron_Heston

Cialtron_Heston

Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #3 il: 05 Apr 2015, 11:32 »
Non c' è in rassegna, bello l' articolo su Lotito e la Lazio del Fatto Quotidiano, a firma Vendemmiale.
Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #4 il: 05 Apr 2015, 12:23 »
Non c' è in rassegna, bello l' articolo su Lotito e la Lazio del Fatto Quotidiano, a firma Vendemmiale.
Nella versione digitale in nostro possesso, questo articolo non lo troviamo, sarà stato l'eccesso di cioccolato, colomba e vino rosso?  :D
Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #5 il: 05 Apr 2015, 12:33 »
Pioli cala il settebello, mai vista una Lazio così (Il Giornale)
di Jacopo Granzotto

Chi la ferma più questa Lazio, chi fermerà Lotito? Settima vittoria di fila, capacità di concretizzare e di difendersi senza affanno. E in più la sensazione di poter continuare la corsa Champions con più birra degli altri. Stavolta ad esser asfaltato è il Cagliari di Zeman, cuore d’oro paludato nelle secche della possibile B. Nel mirino dei biancocelesti una Roma graziata da un Napoli che all’Olimpico riesce a farsi battere dominando. San Gennaro c'entra poco. Per la Lazio la settima vittoria consecutiva è record stagionale in Serie A. I punti sono 55. Il Cagliari resta mestamente al penultimo posto in classifica. Dopo dieci minuti la Lazio confeziona la prima occasione. Cross dalla destra di Candreva e Mauri può colpire di testa ma l’incornata trova la respinta di Brkic. Dopo la fiammata i biancocelesti faticano a proporsi con continuità, rendendosi pericolosi con le accelerazioni di Anderson. L’ex Santos si invola sulla destra e pennella un cross per Mauri nell’area piccola, il brianzolo riesce a servire l’accorrente Klose che da due passi sblocca.  Golletto facile facile. Qualche minuto dopo gli uomini di Pioli vanno vicini al raddoppio con Parolo che scambia con Mauri e conclude di destro ma Balzano salva sulla linea. A tre minuti dal riposo è provvidenziale Marchetti, che vola a respingere un destro a giro di M’Poku su punizione. A inizio ripresa i biancocelesti sprecano l’occasione del raddoppio e subiscono il pari. Sau calcia di prima intenzione col destro, dopo essere partito in posizione di sospetto fuorigioco, il tiro è deviato da Mauricio che mette fuori causa Marchetti. La gioia dei sardi dura dieci minuti. Al quarto d’ora Crisetig atterra in area Keita. Rocchi assegna il rigore. Biglia firma il 2-1. Passano 7 minuti e il ventenne spagnolo di origine senegalese semina il panico nell’area rossoblù e Diakitè lo atterra. Rigore ed espulsione. Stavolta Biglia manda alle stelle. Alla mezz’ora Klose lancia Anderson che mette in mezzo per Keita che calcia, Brkic non trattiene e Balzano salva sulla linea. Il terzo gol arriva in pieno recupero con una sventola di Parolo che fulmina Brkic. Pioli festeggia la Pasqua: «Bella giornata, era una partita che temevamo molto. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica, ma se manteniamo questo spirito potremo fare l’impresa».
Re:Rassegna stampa di Domenica 5 Aprile 2015
« Risposta #6 il: 05 Apr 2015, 12:46 »
Non c' è in rassegna, bello l' articolo su Lotito e la Lazio del Fatto Quotidiano, a firma Vendemmiale.

Trovato ma confermiamo, non ci risulta sia nell'edizione cartacea

Lazio da Champions, Lotito di campo e di governo – Fatto Football Club
Il potere del presidente dei biancocelesti: la squadra, alla settima vittoria consecutiva, è la più in forma del campionato. La sua Salernitana punta alla B. Lui intanto è lanciato, con qualche inciampo, alla conquista del pallone italiano

di Lorenzo Vendemiale | 5 aprile 2015 

Nel palazzo – che sia quello a Roma della Figc, o della Lega a Milano – è dominus incontrastato. In campionato le sue squadre (sette vittorie consecutive per la Lazio, ma il plurale non è casuale: occhio alla Salernitana in Lega Pro) sono lanciatissime verso traguardi prestigiosi. È indiscutibilmente l’anno di Claudio Lotito, di campo e di governo, nuovo padrone del pallone italiano.

La scorsa estate – ma in realtà molto prima, già nel 2013 con l’elezione dell’amico Maurizio Beretta a presidente della Lega – cominciavano le manovre del presidente della Lazio per issare Carlo Tavecchio alla guida della Federcalcio, e garantirsi un posto in prima fila fra i potenti del nostro calcio. Ma in pochi avevano capito che quella era solo una parte dell’ambizioso progetto “dell’imperatore Claudio”: non si può contare per davvero, se poi la tua squadra naviga a metà classifica e compete al massimo per la Coppetta Italia. E allora ecco che, tra una telefonata a Galliani ed una a Macalli per assicurare la poltrona di via Allegri al fidato Tavecchio, Lotito trovava anche il tempo per allestire il miglior organico della sua gestione. Il primo tassello, fondamentale, è stato il riscatto di Antonio Candreva dall’Udinese (circa 10 milioni di euro per la metà). Poi sono arrivati anche Basta dall’Udinese, Parolo dal Parma, De Vrij (fresco protagonista al Mondiale con l’Olanda) dal Feyenoord, oltre a Djordjevic a parametro zero. Una campagna acquisti quasi faraonica, da circa 30 milioni di euro complessivi. Lotito aveva deciso di fare le cose in grande su tutti i fronti, per diventare un numero uno. E il tempo gli ha dato ragione.

Oggi la sua Lazio è la squadra più in forma della Serie A. Probabilmente la seconda forza alle spalle della Juventus, anche se per il momento la classifica vede ancora avanti la Roma (ma potrebbe essere solo questione di tempo). Settima vittoria consecutiva (a sole tre lunghezze dallo storico record del 1998/99), terzo posto blindato con sei punti di vantaggio sulla Fiorentina, semifinale di Coppa Italia da giocare in settimana contro il Napoli. E poi un gioco spettacolare, con tanto di secondo miglior attacco, grazie soprattutto alle prodezze di Felipe Anderson. È lui il simbolo di questa squadra e della gestione del suo presidente: pescato nel 2013 per una decina scarsa di milioni di euro per sostituire Hernanes (venduto a peso d’oro all’Inter, dove passa più tempo in panchina che in campo), ora è uno dei cinque migliori calciatori del campionato e di milioni ne vale almeno quaranta. Un affare alla Lotito, insomma.

Certo, il merito non è solo suo. In panchina Stefano Pioli ha confermato quanto di buono fatto vedere in provincia negli scorsi anni, e messo su una formazione solida e brillante. Un po’ ci ha messo lo zampino anche la buona sorte: perché quando a gennaio si è infortunato Djordjevic (e per un attimo si è rivisto il vecchio “Lotito”, che sul mercato ha preferito non comprare nessuno), Klose ha vissuto una seconda (anche terza) giovinezza, e ricominciato a segnare con continuità. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. E Lotito certamente lo è, se si pensa che nel 2004 aveva “preso una squadra al suo funerale” (ipse dixit). Beneficiando di un piano di maxi-rateizzazione del debito che scadrà solo nel 2028, superando l’ostilità dei suoi stessi tifosi, passando (più o meno) indenne attraverso le burrasche di Calciopoli, dieci anni dopo Claudio Lotito ha finalmente squadra e posizione di potere che voleva.

Da uomo forte della Lega e neanche troppo occulto della Federcalcio (come dimostrato dal caso Iodice), da presidente della Lazio e socio (insieme all’amico-cognato Marco Mezzaroma) della Salernitana vicina alla promozione in Serie B, “l’imperatore Claudio” può puntare ancora più in alto: l’entrata in vigore del nuovo fair-play finanziario interno (da lui voluto) esalterà i conti in ordine della sua Lazio; lo sdoganamento delle multiproprietà (da lui fortemente voluto) gli permetterà di avere una società satellite in una piazza importante come Salerno. Il meglio, forse, deve ancora venire: adesso il secondo posto ed il sorpasso alla Roma, a settembre la Champions League, in futuro chissà. Lotito non è uno che si accontenta.

Twitter: @lVendemiale
 

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