Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015

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Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015
« il: 18 Apr 2015, 07:15 »
La sfida in attacco (Corriere dello Sport)

La sfida a centrocampo (Corriere dello Sport)

La sfida  in difesa (Corriere dello Sport)

Juve e Lazio notte show (Corriere dello Sport)

Cana dal TAS allo Stadium (Corriere dello Sport)

PIOLI  «non firmerei per il pareggio» (Corriere dello Sport)

Sorpasso Mauri Candreva parte dalla panchina (Corriere dello Sport)

Djordjevic e Gentiletti pronti (Corriere dello Sport)

notte da brividi  La carica dei mille:  è caccia all’impresa (Corriere dello Sport)

Primavera – Inzaghi punta su Silvagni per il colpaccio (Corriere dello Sport)

Allegri carica «E’ una gara da scudetto» (Corriere dello Sport)

Felipe all’esame più importante Candreva favorito su Mauri (Corriere della Sera – ed. romana)

Pallanuoto – La Lazio cerca punti playoff (Corriere della Sera – ed. romana)

«Con la Juve non gioco per il pari perché è il modo per perdere» (Corriere della Sera – ed. romana)

Juve, assalto finale al titolo ma la Lazio vuole provarci (Corriere della Sera)

Pioli, una notte speciale sulle orme di Eriksson “A Torino senza paura” (La Repubblica – ed. romana)

Belle e concrete, ecco il meglio del nostro calcio (La Repubblica)

Allegri avverte la Juve “Si gioca per lo scudetto” ma la Lazio sogna il colpo (La Repubblica)

Primavera, l’esame Bari per i giallorossi La Lazio a Palermo (Gazzetta dello Sport – ed. locale)

Anderson sempre al top Anzi raddoppia con le big (Gazzetta dello Sport – ed. locale)

Cana ieri a Losanna Ma oggi ci sarà (Gazzetta dello Sport – ed. locale)

Juve-Lazio, qui nessuno può distrarsi (Gazzetta dello Sport)

Quando con il Cholo era sfida alla pari Anzi, da scudetto (Gazzetta dello Sport)

Pioli pronto a stupire «Non firmo per il pari» Mauri in, Candreva out? (Gazzetta dello Sport)

Scacco al vertice in tre mosse Juve-Lazio, vince chi domina in mezzo (Gazzetta dello Sport)

Candreva rischia il posto (Il Tempo)

«Una sfida scudetto» (Il Tempo)

Pioli all’attacco «Il pari non basta» (Il Tempo)

Notte da Champions (Il Tempo)

L’avversaria – I due obbiettivi di Max, il tricolore e Cavani (Il Messaggero)

Volando sulle ali dell’entusiasmo (Il Messaggero) [JPEG]

I biancocelesti vanno a caccia del sigillo numero 9 a Torino (Il Messaggero)

Sorpresa: l’ex Candreva rischia la panchina (Il Messaggero))

Lazio in casa dei campioni per continuare a stupire (Il Messaggero)


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(se necessario cliccare sugli articoli in formato immagine per una migliore lettura) 
Buona giornata


Online Tarallo

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94416
Re:Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015
« Risposta #1 il: 18 Apr 2015, 07:44 »
Dopo aver letto la rassegna e le motivazioni, ho cambiato idea e mi sono convinto che Mauri titolare al posto di Candreva sarebbe una buona idea.

Forza Lazio, tensione altissima

Offline Precisione

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2443
Re:Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015
« Risposta #2 il: 18 Apr 2015, 07:45 »
Buongiorno. È possibile chiedere la lettura di due articoli?

1) Sulla Gazzetta dello Sport, in prima pagina, di Veltroni su "Io, Totti, la Juve e Pioli"

2) Sul Fatto Quotidiano, in prima pagina, "Le case di Totti e la censura delle procure".

Grazie anticipate per la richiesta e per il lavoro quotidiano.
Re:Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015
« Risposta #3 il: 18 Apr 2015, 08:00 »
Cari procuratori, ecco perchè è giusto sapere delle case di Totti (Il Fatto Quotidiano)
di Marco Lillo

Sono in tanti a denunciare a giorni alterni l’invasione di campo delle procure rispetto alla politica e della politica sulla giustizia. Giovedì però in commissione Giustizia è andata in scena un’inedita alleanza tra deputati e pm per invadere insieme il campo dei giornalisti. E nessuno ha fiatato. I capi delle Procure di Roma e Milano, chiamati dai deputati a esprimersi sulla riforma in cantiere, hanno messo in chiaro che non vogliono una riduzione dei loro poteri di intercettare, ma sono favorevoli a ridurre i doveri dei giornalisti a informare e quindi i diritti del pubblico a sapere.

I PROCURATORI di Milano e Roma in coro hanno invocato il bavaglio per la stampa: “Solo gli atti finali dell’indagine come le ordinanze di arresto possono essere pubblicati mentre gli altri atti dell’inchiesta – ha detto il Procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone – devono restare segreti”. Così le conversazioni di Lupi con Ercole Incalza e quelle con l’ingegner Perotti per trovare un lavoro al figlio del ministro non sarebbero mai state pubblicate integralmente. I procuratori – bontà loro – escludono la galera per i giornalisti disubbidienti, ma sponsorizzano una multa pesante per l’editore. La mordacchia –par di capire –non varrebbe solo per le intercettazioni, ma per tutti gli atti non inclusi nell’ordinanza finale: quindi anche i verbali e le informative. Se i cronisti del Fatto si ostinassero, per esempio, a pubblicare l’elenco dei finanziamenti della Coop rossa Cpl Concordia alle fondazioni, la nostra società dovrebbe pagare
una multa salata. Quali sarebbero le conseguenze concrete? Le intercettazioni imbarazzanti finirebbero comunque nelle mani di una cerchia di eletti: avvocati, forze di polizia, magistrati e giornalisti. I cittadini resterebbero all’oscuro, con le nefaste conseguenze ipotizzabili a seguito di questa asimmetria conoscitiva: dossier, anonimi e ricatti. I giornalisti si troverebbero di fronte a un bivio: violare la legge oppure la regola deontologica che impone loro di pubblicare sempre una notizia, come il Rolex o il lavoro offerti al figlio di Lupi. Gli editori più ricchi pubblicherebbero comunque le notizie ‘vietate’ pagando la multa se hanno un interesse proprio all’uscita della notizia. Il procuratore Pignatone, secondo l’Adnkronos , ha fatto l’esempio di Francesco Totti e Mafia Capitale: “Nessuna intercettazione su di lui, ma era comunque interessato” da quelle che tiravano in ballo una società amministrata dal fratello. “Niente di penalmente rilevante – ha detto Pignatone – ma a Roma la vicenda è stata il titolo di testa per diversi giorni”. Forse il procuratore si è confuso e si riferiva all’intercettazione di Daniele De Rossi che chiedeva aiuto a un soggetto poi arrestato dopo una lite in ristorante. La vicenda del palazzo di Totti affittato al Comune, svelata dal libro I Re di Roma scritto con Lirio Abbate, infatti era emersa grazie a un’informativa del Ros e non a un’intercettazione. Dall’informativa si apprendeva che la società di Totti aveva stipulato un contratto vantaggioso con il Comune. Gli autori del libro hanno poi scoperto il ruolo di Luca Odevaine (presidente della Commissione di gara) e i rapporti tra Odevaine e Totti. PROPRIO questa storia spiega l’importanza del lavoro del giornalista e la differenza tra il cronista e il pm. Il secondo deve scoprire i reati, il primo deve informare la pubblica opinione a prescindere dalle valutazione dei pm. Se un pm, come è accaduto lecitamente a Firenze e a Roma, non considera reato una telefonata come quella di Lupi o un contratto come quello di Totti, il giornalista non solo può, ma deve pubblicarli. Solo così informerà il suo lettore e allo stesso tempo permetterà alla pubblica opinione di vigilare anche sull’operato delle Procure.
Re:Rassegna stampa di sabato 18 aprile 2015
« Risposta #4 il: 18 Apr 2015, 08:07 »
«Juve, mi raccomando: non pensare al Monaco.Pioli fa giocare bene»
L’ex sindaco di Roma e tifoso bianconero: «La testa al ritorno potrebbe avvantaggiare la Lazio. Gli ultrà? Non si devono subire»
di Tiziana Bottazzo

ROMA
Palloni, magliette, poster di giocatori. Non può prescindere dal calcio anche il toccante docufilm di Walter Vetroni «I bambini sanno», in uscita nei cinema il 23 aprile. «Non può essere altrimenti, il calcio fa parte della vita quotidiana. Apre e chiude il film Marius, un bimbo rom che non ha mai visto il mare e indossa la maglietta di Pirlo. Poi c’è Kevin cui ho chiesto se crede in Babbo Natale. Risponde di no, perché gli aveva mandato una letterina chiedendo la maglietta di Totti, gli aveva anche preparato latte e biscotti per accoglierlo con tutti gli onori. Ma Babbo Natale non si è presentato. Chiaro che poi la maglietta di Totti gliel’ho fatta avere, non so però se ha riabilitato Babbo Natale…». All’interno di «I bambini sanno» Walter Veltroni guarda negli occhi i 39 bambini scelti tra 300 e li fa parlare con franchezza e spontaneità di grandi temi: l’amore, Dio, la famiglia, l’omosessualità, la crisi. Temi difficili, impegnativi. E il calcio, con le sue violenze sempre in evidenza. «Il calcio – racconta l’ex sindaco di Roma, grande tifoso della Juventus – viene appunto sfiorato, immaginato, fa da contorno». Eppure è sempre un tema di grande attualità. In questi giorni Roma
è al centro dell’attenzione non solo per le sue squadre al vertice della classifica dietro la Juve, ma anche per le intemperanze dei tifosi. Negli anni scorsi era il presidente Lotito alle prese con un tenace braccio di ferro con la curva della Lazio, ora è Pallotta deciso a tenere il punto con gli ultrà, dopo il terribile striscione in Curva Sud contro la madre di Ciro Esposito. E il presidente della Roma ha garantito «tolleranza zero».

Veltroni, Roma, di cui è stato anche sindaco 7 per anni, la conosce bene. Qual è la sua impressione di quel che sta succedendo nel calcio romano?
«Tutte le squadre devono recuperare la loro autonomia. Bisogna distinguere tra tifo e gruppo di pressione. Giusto facilitare i tifosi, fondamentali per il sostegno di una squadra, sbagliato invece subire le intemperanze di alcuni. Un difetto molto italiano, di tutto il sistema calcio: appena una squadra vince tre partite, ecco che si inneggia ai giocatori come degli assoluti fuoriclasse, poi alle prime tre sconfitte diventano miseramente degli emeriti imbecilli. Il calcio italiano è così: emotivo, bulimico».

All’estero invece?
«Alex Ferguson che non avrebbe mai realizzato i suoi record, non sarebbe mai durato tanto. Una squadra è un progetto che presuppone tempo, lavoro, alti e bassi, obiettivi. Da noi invece si pretende tutto e subito, un sistema che impedisce di valorizzare i giovani».

Pensa che Roma sia una città più calda, passionale di altre?
«Non credo che ci sia molta differenza tra la tifoseria di oggi e quella dei tempi di Manfredonia. Così come la storia recente ci ha riportato scene forti di tifoserie di squadre di altre città, con giocatori che si inchinano alle curve o che si tolgono la maglia a comando degli ultra. È proprio tutto il sistema che dovrebbe cambiare».

Oggi Juventus-Lazio, una sorta di derby per Walter Vetroni.
«Da juventino dico: speriamo bene. Partiamo comunque da 12 punti di vantaggio a 8 partite dalla fine del campionato. Va già bene così. Prevedo una bella partita, la Lazio gioca un bellissimo calcio, Pioli si è rivelato un allenatore molto interessante. Di contro la Juve avrà forse la testa alla partita di ritorno con il Monaco in Champions League. Potrebbe quindi subire la Lazio. Ma questo non lo dirò mai».

Torniamo in campo e parliamo di calcio giocato. Bello che Roma stia vivendo questo derby ripetuto, con Roma e Lazio che si contendono il secondo e terzo posto. Un fine campionato molto intrigante.
«Molto positivo che da anni ormai il baricentro del calcio italiano si sia spostato al CentroSud: Firenze, Roma, Napoli, Cagliari, Palermo. Il gap con le squadre del Nord è ormai colmato, il campionato ha un respiro molto più ampio e interessante. Comunque, poi c’è sempre la Juventus che domina: ed è questo che conta».
 

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