Io sono nato Livorno da papà e nonno romanisti. Mio nonno si professava romanista da sempre, io da piccolo lo prendevo sempre in giro dicendogli che quando era nato lui, nel 1914, la roma non c'era.
Mio padre (di campagnano romano) è stato uno dei fondatori del Roma club livorno e quando ero piccolissimo venivo letteralmente trasportato nelle sue scorribande giallorosse. Ogni anno, ero poco più che in fasce intorno ai 4 anni, facevo parte della delegazione del club ad Uliveto alla messa di commemorazione di Giuliano Taccola.
Io ho però solo un ricordo in tutta la mia vità in cui forse sul seggiolone mio padre mi di chiedeva di che squadra ero ed io rispondevo della roma. Il resto dei miei ricordi sono tutti laziali.
La lazialità e sempre stata in me, mi ha seguito, mi ha cercato, mi fatto sua, con usa serie di eventi che ho chiari nei ricordi e che io non ho mai pensato fossero coincidenze,
Io passavo le estati dai nonni a Campagnano romano. Il signorotto locale, un tale Anselmi, era azionista della della Lazio, ed ogni anno si giocava un amichevole Campagnano-Lazio. Il paese veniva completamente tappezzato di cartelli di benvenuto e di Forza Lazio che rimanevano poi attaccati tutto l'anno e lo sono rimasti per anni. Quei cartelli non venivano mai staccati neanche dai romanisti, perchè quell'amichevole in fondo rendeva orgogliosi anche loro, perchè in quesgiorni il loro paese si riempiva di giornalisti e veniva citata su tutti i giornali. Quindi passavo le miei estati da bambino in un posto che dove ti giravi c'era scritto da qualche parte Forza Lazio.
Poi il 12 Maggio 1974. Io ero in macchina che andavo da Livorno a Campagnano. Ho chiaro il ricordo dei caroselli con le bandiere, sulla via cassia, delle persone che feggiavano, ed io che chiedo a mio padre: < papá cosa è successo?>, e lui mi risponde con un tono allegro<la Lazio ha vinto lo scudetto!>. in quel momento mi sentivo parte di quella gente festante.
Ultimo episodio sempre ad Uliveto sempre al seguito delle delegazioni romaniste per consegnare una targa a non so chi ad un evento dell'epoca. Credo fosse il 1978. Quel giorno ad Uliveto, nella platea degli ospiti c'era Pino Wilson. Io lo guardavo da lontano a metà fra l'incuriosito e l'estasiasta. Papà mi disse <dai fatti coraggio e vai da lui>. Io mi avvicinai a lui tutto intimidito, avevo 10 anni ma ne dimostravo fisicamente molti di meno, lui mi diede una carezza sulla testa e mi fece un autografo. Avevo conosciuto il mio capitano e la mia Lazialità era consacrata!
Chiudo spero, questa non troppo noiosa digressione, con un grosso rimpianto di quegli anni. Gli anni in cui mi raccontano che laziali e romanisti vedevano i derby nella stessa curva. Si c'era rivalità ma non cattiva ed esacerbata come oggi. Quando ci siamo traferiti a Roma, mio padre mi portava a vedere la Lazio ed io lo accompagnavo a vedere la roma. Non c'erano ne difettosi ne sbiaditi, ma c'era una cittá che viveva orgogliosa di se stessa e della sua rivalità interna.
Quel 12 Maggio del 1974, mi ricordo ancora il tono con cui mi padre mi disse <la Lazio ha vinto lo scudetto>. Perchè in fondo alla sua voce, c'era un briciolo di orgoglio perchè lo scudetto era andato via dal nord ed era tornato nella capitale.
Oggi tutto ciò sarebbe impossibile.