leggo (e sento... purtroppo per me, ho provato a sintonizzarmi su una delle famose aradio, senza fare nomi, beh, ho retto 5 minuti di sms, prendo atto del fatto che addirittura c'è gente che, dopo Cissè, Klose, Cana ecc. andrà a Fiuggi con un unico scopo, insultare Reja e chiedergli di andarsene. naturalmente questa non è una posizione rappresentativa della maggiorparte della tifoseria Laziale, ma comunque, con le dovute sfumature, fornisce un quadro sintetico dell'atmosfera che si respira in questi giorni)...
dicevo, leggo di queste continue e reiterate critiche al nostro mister senza che neanche la stagione sia cominciata e mi chiedo il perché. forse le prime amichevoli? le prime conferenze stampa? gli allenamenti tattici visti in corso d'opera ad auronzo?
bene. cioè, non posso credere a quello che leggo, ma mi limito a prendere atto.
la sfiducia forse si deve al fatto che le scelte tattiche sembrano ancora una volta favorire i due tipi di modulo visti all'opera lo scorso anno e che tanto ci hanno fatto discutere per via dell'interpretazione a volte troppo sparagnina (per usare un eufemismo) richiesta da Reja ai suoi.
provo a dare la mia chiave di lettura per quanto riguarda le indicazioni del ritiro di Auronzo: si è partiti, in chiave di mercato, dando priorità ai problemi più gravi evidenziati dalla Lazio dello scorso anno, personalità e poca prolificità del reparto offensivo.
sono stati comprati Klose, Cissè e Cana, giocatori che sopperiscono, almeno sulla carta (ma ogni nuovo acquisto è sulla carta, e non giudicabile altrimenti, vale per la Lazio e vale per tutte le altre squadre), a tutti i problemi appena descritti.
al di là degli altri acquisti, che pur essendo importanti non mi sembrano decisivi (Marchetti vale Muslera; Konko vale Lichtsteiner, al netto di guai fisici che speriamo possano essere risolti - e comunque tendo a pensare che, al contrario ad esempio di un centravanti o di un regista, l'apporto di un terzino destro, rispetto a un altro, cambi di poco, a livello complessivo, le sorti di una squadra; Stankevicius e Lulic sono buoni rincalzi, che elevano il tasso tecnico della panchina), ritengo che i tre succitati siano proprio ciò che sarebbe servito alla Lazio dello scorso anno per evitare i problemi e raggiungere un traguardo insperato, dal secondo posto in su.
naturalmente quello che inizia, come dice f-m, è un altro campionato, e quello che valeva per lo scorso non vale più.
ma il fatto di aver (sempre sulla carta, ovvio) risolto i problemi con l'acquisto delle pedine giuste, e aver mantenuto i punti di forza (per me la spina dorsale, dif. centrale - Dias - regista - Ledesma - trequartista - Hernanes), fa oggi della Lazio una delle candidate (teoriche) alla lotta per i primi 3 posti.
il lavoro di Reja ad Auronzo si basa esattamente sul mantenimento dell'ossatura sana (difesa a 4, regista e trequartista) e il graduale inserimento dei 3 nuovi acquisti fondamentali. in particolare Cissè e Klose sono stati provati spesso col 4312 come punte. alle spalle avevano praticamente i 9 dello scorso anno (tranne Licht, sostituito da Konko), questo secondo me per farli abituare fin da subito al suo modulo collaudato e rodato.
poi è stato provato anche il 4231, spesso utilizzato durante lo scorso campionato, anche questo abbastanza rodato, modulo più elastico e più semplice da apprendere per i nuovi acquisti, ma anche meno rischioso (il modulo "minestra"), perché prevede il ritorno, dietro la linea della palla di tutti tranne la punta centrale (col 4312 invece possono "non tornare" le 2 punte e anche 3, se si considera Hernanes).
in sostanza:
modulo più rischioso 4312, squadra alle spalle delle punte più rodata, affidabile, in continuità col passato. possibilità di inserire i due nuovi fondamentali acquisti nella posizione a loro più congeniale, vicino alla porta, e contemporaneamente di farli abituare a un impianto di gioco solido, collaudato e interpretato dalla gran parte dei compagni con sicurezza, automatismi consolidati e senza incertezze.
modulo meno rischioso 4231, possibilità per i nuovi acquisti di "sbagliare" con meno patemi d'animo e di inserirsi gradualmente in un contesto in cui la limitazione del rischio è il principio di gioco più importante.
intravedo quindi un lavoro fatto con grandecognizione di causa e seguendo un metodo che mi sento di condividere. naturalmente sarà il campo il giudice supremo, questo è scontato.