Retroscena sul mancato ritorno di Nesta

Aperto da Wire, 07 Lug 2011, 20:16

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PDB

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Oddio non ce posso pensà...

:rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: quindi Lotito ho dato indicazioni a Morabito di riportare Nesta alla Lazio e Morabito ha chiesto aiuto a nientepopòdimeno di wearesailinggreco per rintracciarlo????

Ma qualcuno di crede ancora????  :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2:

arturo

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Ah ah ah ah ah, grande ellenico!

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Citazione di: arturo il 07 Lug 2011, 21:07
Ah ah ah ah ah, grande ellenico!

tornato sulla cresta dell'onda!!!

:sink: :sink: :sink: :sink:

(ricordo quel periodo con grande tenerezza.. mi fece fare una marea di risate...!!!)

Baldrick

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Comunque volevo svelarvi un retroscena: l'altro giorno m'ha chiamato Obama affinché io e il mio amico Peppe er Tracina intercedessimo presso Berlusconi per fermare la guerra in Libia.
Purtroppo il cellulare di Berlusconi (che hanno in molte, e quasi tutte mignotte) era sempre occupato quindi non se n'è fatto nulla.

And159

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Il problema è che ormai non "abbocca" più nessuno

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Comunque se ci si pensa.. è la prima volta che dice qualcosa che si avvicina alla verità.... Nesta non sta alla Lazio!

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grazielazio!

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Citazione di: PDB il 07 Lug 2011, 21:06
E chi è?

E' un tale che nel mezzo di un mercato spumeggiante e ad una soddisfazione estesa del popolo laziale pensa a questo:
Citazione06 Luglio 2011 - Ieri sera, riascoltando l'intervista dell'altro giorno, quella in cui Lotito attaccava la Roma per aver usurpato il simbolo della Lupa, con annessi Romolo e Remo, e rivendicando l'utilizzo di un altro simbolo della romanità da legare al nome della Lazio, mi è venuta in mente la singolare vicenda del Colosseo. Già, il Colosseo, da sempre il vero simbolo di Roma nel mondo, il monumento più visitato e fotografato di Roma insieme a San Pietro, ma quello è di proprietà del Papa e dello Stato Vaticano. E ripensando al Colosseo, non ho potuto non riflettere sull'ottusità degli imprenditori romani, soprattutto di quelli che cercano vetrina mediatica attraverso lo sport e il calcio, ma possibilmente a costo zero o spendendo poco o niente. E quindi ho pensato a Lotito e all'occasione persa proprio con il Colosseo, quel simbolo di Roma che Lotito vorrebbe mettere (chiaramente a costo zero) sulle maglie biancocelesti per vendere meglio l'immagine della Lazio in giro per il mondo, come prima squadra della Capitale.
E la riflessione, da uomo della strada, da modesto giornalista che non si è laureato in marketing e comunicazione, è stata: che occasione che abbiamo perso. Vi chiederete. che cosa c'entra il Colosseo e perché la Lazio avrebbe perso un'occasione? Semplice. I meno distratti, qualche settimana fa avranno letto sui giornali o visto in qualche servizio in televisione la grande kermesse andata in scena proprio al Colosseo per la presentazione ufficiale della sponsorizzazione da parte della Tod's del maxi-restauro dell'Anfiteatro Flavio. I fratelli Della Valle, finanziando con 25 milioni di euro il costo dell'opera di restauro e della costruzione della nuova area servizi (negozi, bar, ristoranti, biglietterie) del monumento visitato ogni anno da oltre 5 milioni di turisti, si sono assicurati per 15 anni l'esclusiva sul logo del Colosseo. Ma come, i Della Valle? Che c'entrano i Della Valle che sono fiorentini e proprietari della Fiorentina con il Colosseo e il simbolo della romanità? Forse è uno scambio alla pari, della serie visto che Lotito porta la Lazio a giocare al Franchi di Firenze noi ci prendiamo in cambio il Colosseo che il presidente biancoceleste vorrebbe legare al nome Lazio per rivendicare la primogenia sulla romanità della sua società? No. E' che i Della Valle ci vedono lungo. A meno di 2 milioni di euro all'anno, si sono assicurati per tre lustri lo sfruttamento di un logo che se utilizzato e sfruttato in modo intelligente può valere anche 5 volte di più. Cosa, chiaramente, a cui non hanno pensato né i nuovi proprietari della Roma né il prode presidente della Lazio. Perché chi si avvicina al calcio per prima cosa non pensa ad investire, ma a come arraffare soldi facili. Quindi, invece che studiare un piano di marketing e varare un piano industriale, è meglio litigare in Lega per ottenere qualche milione di euro sui diritti tv, oppure trovare qualche procuratore o intermediario compiacente per un "affare" con un illustre sconosciuto proveniente da qualche club Sudamericano. Perché pensare di investire 25 milioni di euro per utilizzare il marchio del Colosseo e per poter rivendere ad altri sponsor le centinaia di metri di spazi pubblicitari a disposizione sulla maxi-recinsione (alta due metri e mezzi) che a partire dall'autunno circonderà l'anfiteatro Flavio fino alla conclusione dei lavori di restauro? Perché buttare 1,7 milioni di euro all'anno (scalabili dalle tasse in quanto donazione) per offrire a qualche partner commerciale un accordo di sponsorizzazione della Lazio per i prossimi 15 anni con la possibilità attraverso questa sponsorizzazione di sfruttare il marchio del Colosseo, ovvero uno dei monumenti più importanti del mondo? Pensate solo che appeal avrebbe potuto avere il marchio Lazio nei prossimi 5 lustri se solo Lotito o qualcuno dei qualcuno dei geni che lo circondano (bravi solo a vantarsi di aver creato una rivista della Lazio che nessuno legge o una web-radio che nessuno ascolta) avesse pensato di fare questo tipo di investimento. Avremmo potuto produrre materiale con il marchio-Lazio abbinato al Colosseo da vendere ai 5 milioni di visitatori all'anno dell'Anfiteatro Flavio come potenziali clienti più facilmente raggiungibili, oppure producendo materiale Lazio-Colosseo da vendere tramite la Puma in giro per il mondo. Forse ci saremmo assicurati finalmente quello sponsor che manca oramai da quattro stagioni (quale multinazionale non sarebbe interessata ad abbinare il proprio marchio oltre che ad una squadra di calcio a un monumento come il Colosseo), forse avremmo potuto quasi raddoppiare il fatturato della società, svincolando il futuro della Lazio dalle entrate legate a quello che versa SKY per i diritti-tv. Ma perché perdere tempo per buttare giù un piano del genere, perché rischiare, meglio passare il tempo a litigare con Petrucci perché il CONI pretende troppi biglietti omaggio, meglio passare le giornate in Lega a litigare con Galliani e la Juventus, meglio braccare deputati di tutti i colori politici e membri del Governo per far approvare la "Legge sugli stadi" cancellando quei vincoli che rendono inutilizzabili i terreni sulla Tiberina. Meglio raccontare a tutti di avere pronti 500 milioni di euro per costruire una cittadella dello sport del futuro, ma non pensare a come lanciare in tutto il mondo l'immagine e il marchio Lazio con un investimento da 1,7 milioni di euro, ovvero quello che guadagnava fino al 30 giugno Christian José Manfredini Sisostri per sgambettare solitario ed emarginato dal resto del gruppo sui campi di Formello.
Voglio essere chiaro, questo non è un attacco a Lotito, è un attacco all'ottusità di tutti i presunti imprenditori romani, quelli che sono spariti quando Unicredit è entrata nella fase decisiva per la vendita della Roma, quelli che hanno fatto fare ai fiorentini Della Valle l'affare del secolo con la sponsorizzazione del restauro del Colosseo. Lotito c'entra, perché secondo me la Lazio (come la Roma del resto, ma loro sono agevolati dal nome che portano) ha perso un'occasione storica per essere riconosciuta all'estero nei prossimi tre lustri come emblema della romanità, potendo sfruttare l'immagine simbolo della città, il Colosseo. Sì, proprio quel monumento che i tifosi che hanno appoggiato l'iniziativa di Lotito dell'altro giorno propongono di mettere sulle maglie della Lazio a costo zero. Spiacenti geni del marketing dalla memoria corta, quel marchio non più è disponibile. C'era l'occasione per averlo ma bisognava investire e varare un piano per sfruttare alla grande quel piccolo investimento. Peccato. Ma magari non è detta l'ultima parola, forse si potrebbe provare a chiederlo ai Della Valle, che so, acquistandolo in cambio di Floccari e Mauri. Ma forse i Della Valle non hanno l'orecchino al naso, forse hanno fiutato quell'affare che avevano appunto sotto il naso tutti gli imprenditori romani ma che si sono fatti sfuggire. Peccato. Ma restano ancora il Campidoglio, Fontana di Trevi, piazza Navona, i Fori Imperiali e il Circo Massimo. Purché senza dover pensare troppo e soprattutto a costo zero, sia chiaro.....

Quanto gli rode il fegato a certi presunti Laziali

grazielazio!

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Tornando in tema...
nulla di nuovo sotto al sole.
Alessandro non vuole venire per una scelta di vita e l'estensore dell'articolo non perde l'occasione per polemizzare sulla "lentezza" dei metodi lotitiani.
E meno male che al 7 luglio 2011 5/6 acquisti sono ufficiali.

Mark Lenders

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Tre minuti della mia vita sprecati per leggere 'sto topic, finché non sono arrivato qua:

Citazione di: Wire il 07 Lug 2011, 20:44
Stefano Greco

Ma va a caghér  :)

PDB

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Citazione di: grazielazio! il 07 Lug 2011, 21:49
E' un tale che nel mezzo di un mercato spumeggiante e ad una soddisfazione estesa del popolo laziale pensa a questo:
Quanto gli rode il fegato a certi presunti Laziali

Haha. Grazie

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Barabba Terzo

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CitazioneE la riflessione, da uomo della strada, da modesto giornalista che non si è laureato in marketing e comunicazione, è stata: che occasione che abbiamo perso.

Il famoso uomo della strada di viale parioli... ma vai a lavorare, buff0ne.

PicchioMontesacro

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Io a  certi personaggi,sconsiglierei di   giocare  a  poker, i loro  bluff non  sono  credibili, consiglierei  invece  di  giocare  in  borsa,basta un  po` di  inventiva,  un  po`  di  scaltrezza, mettere in  giro  qualche "cazzata",  e  ipoteticamente,  si  potrebbe  guadagnare  qualche......spiccio.

intruppone23

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"Perché chi si avvicina al calcio per prima cosa non pensa ad investire, ma a come arraffare soldi facili."


hai capito l'ellenico... allora lo ammette che si è avvicinato al calcio per arraffare soldi facili (cit.), ma il prode lotito (cit.) gli ha chiuso i rubinetti e adesso 'je tocca da lavorà' ( :wall: )

un altro paio di anni buoni e gente come questa sparirà a causa dei loro dolori di fegato.



Beijing09

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non capisco il perchè di tutta questa "ilarità generale".....


:prr:

telegraph road

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maumarta

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Glie poteva da il numero di Bertarelli no?

In fondo l'unica volta che lo svizzero ha parlato di Lazio è stato per dire che era tifoso di Nesta.

Al momento mi fiderei più di Vanna Marchi...

est1900

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Citazione di: Wire il 07 Lug 2011, 20:16
una vicenda che noi di "Millenovecento" vi avevamo raccontato il 18 maggio scorso, tra lo scetticismo e l'ilarità generale, prendendoci anche qualche insulto, come capita sempre più spesso in questo ambiente quando si racconta una verità. Ed in anticipo sulla massa.

sapendo che l'ha detto questo:

Citazione di: Wire il 07 Lug 2011, 20:44
Stefano Greco

è davvero troppo per me.
Giuro, non ce la faccio, ho voglia di uccidermi.
Non escludo un tentativo già in giornata.


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