L'ex radiocronista Riccardo Cucchi: «Massacrato di insulti sui social, basta con il calcio»
Sfogo dell'indimenticata «Voce» di «Tutto il calcio minuto per minuto»: «Mai più tweet, stanco di essere aggredito e insultato solo perché esprimo civilmente le mie opinioni. I social sono diventati terreno per agguati»
di Stefano Agresti
Riccardo Cucchi, storica voce di «Tutto il calcio minuto per minuto», da quando è in pensione – salutato con affetto in molti stadi – si diletta a scrivere di calcio su Twitter. Con equilibro, del resto non è un caso che sia stato lui a dover rivelare a fine carriera di essere tifoso della Lazio: in tanti anni davanti al microfono, nessuno se n'era accorto. Adesso, però, qualcosa è cambiato.
Cucchi, sta abbandonando i social?
«Non leggerete più miei tweet sulle partite e sul calcio giocato. Per carità, non è così importante sapere come la pensi io, ma avevo un buon seguito e – soprattutto – mi divertivo. Ora basta, però».
Come mai molla?
«Mi sono stancato di essere coperto di insulti. Finora avevo sopportato, ma con Juve-Milan si è andati oltre ogni immaginazione. Sono stato massacrato e non ho voglia di continuare a essere trattato così».
Cosa ha scritto di così grave?
«Ho semplicemente detto: parliamo del gioco, di quanto abbiamo visto nei 90' di partita, e non solo dell'arbitro».
Se la sono presa per così poco?
«Sembra che io abbia chissà quale interesse. È gente che non si rende conto, che non conosce la mia storia. Ho sempre seguito un insegnamento del grande Zavoli: un giornalista deve essere testimone leale della realtà. Non so se ci sono riuscito bene o male, di sicuro sono stato leale. Perché non dovrei esserlo ora?».
In Italia, però, si è sempre discusso più di arbitri che di calcio. Anche quando non c'erano i social.
«Ho la sensazione che il Var abbia peggiorato la situazione. Gli appassionati pensavano che avrebbe cancellato ogni dubbio, invece il giudizio dell'arbitro continua a pesare. E quel giudizio va accettato, senza pensare che dietro ci sia un complotto».
Twitter era diventato un suo modo di comunicare.
«Lo farò su altri argomenti, semmai. La verità è che il calcio è lo specchio della società in cui viviamo. Purtroppo oggi le persone non sono più disponibili al dialogo ma solo all'aggressione».
Cosa le rimane della sua avventura sui social?
«La sensazione che siano una straordinaria occasione persa. Sono diventati terreno per agguati. Ci adatterei una considerazione di Karl Popper».
Il filosofo autore di «Cattiva maestra televisione».
«La sua tesi è che la Tv in sé non è né buona né cattiva: dipende dall'uso che se ne fa. Per i social è lo stesso».
https://roma.corriere.it/notizie/sport/19_aprile_10/ex-radiocronista-riccardo-cucchi-massacrato-insulti-social-basta-il-calcio-1af17732-5af5-11e9-a26f-7e2e79e4f044.shtmlRiccardo sono d'accordo con te, purtroppo "va in questo modo".
Mi piacerebbe molto vederti nella Lazio, magari al posto di Diaconale o affiancarlo, sarebbe una bella opportunità per tutti. Spero Lotito ci pensi perché abbiamo bisogno di persone come te nel calcio.