PROVINO NON SUPERATO, DIAS GETTA LA SPUGNA – Poteva essere la settimana delle profezie, ma non lo è stata, almeno per Dias. Malgrado lo scetticismo generale e la perplessità dello staff medico, il brasiliano non ha mai gettato la spugna, c'ha provato fino alla fine, ma non ce l'ha fatta. Già poche ore dopo lo stop muscolare, che non gli ha permesso di scendere in campo nell'ultimo impegno, aveva lanciato la sfida a se stesso ed ai suoi compagni. "Vedrete al derby ci sarò", aveva confessato. Non erano solo buone intenzioni, in quel grido di ottimismo c'era la convinzione di poter far leva su un fisico poderoso che già in passato gli aveva permesso rientri lampo. Per portare a termine la missione, due giorni fa ha addirittura lasciato in gran segreto la Capitale per sottoporsi ad un mini-ciclo di cure specifiche in un centro specializzato di Verona. Ieri il rientro a Roma, poi il verdetto tanto atteso, che lo stesso Reja aveva alimentato in conferenza stampa: "Sta bene, non sente più dolore, nel pomeriggio verificheremo ulteriormente la situazione. Ora dipende tutto da lui", ha spiegato il goriziano poco prima della rifinitura, necessaria per far cadere le ultime perplessità. Così non è stato, malgrado il tentativo disperato. Puntuale alle ore 15, ha anticipato tutti, effettuando un provino di 20 minuti in compagnia dei preparatori Bianchini e Febbrari. Corsa, scatti, cambi di direzione, esercitazioni con il pallone, colpi di testa: tutto propedeutico all'allenamento vero e proprio, iniziato con l'ingresso in campo del resto della squadra, con il quale ha regolarmente lavorato, fino alla partitella finale. Ancora presente, ma il fatidico fratino verde dei titolari è andato sulle spalle di Stendardo. E' stato il primo segnale negativo. L'obiettivo prioritario era quello di ricevere risposte confortanti dal muscolo. Il quadro completo è arrivato solo al termine della seduta, quando per l'ultima volta sono stati ribaditi reali rischi di ricadute. Ci sarebbero stati e sarebbe stati altissimi. Ci sono ancora 9 "finali" da onorare, tanto vale confermare la fiducia a Stendardo al fianco di Biava. Lichtsteiner e Radu completeranno il quartetto difensivo davanti a Muslera.