Un paio di considerazioni, una sui tiri e una sul fondo
Tiri:
qualche anno fa, ad un corso d'aggiornamento a Settembre che aveva come argomento il palleggio d'alzata, i due relatori si sono avvalsi della collaborazione di due alzatori.
Uno faceva il titolare nella B1 del Civitavecchia, l'altro era il titolare dell'Under18 della stessa societa'.
Durante lo svolgimento del corso, ci hanno fatto vedere un esercizio che prevedeva il palleggio a canestro, ovvero far muovere gli alzatori nel campo di basket vicino al canestro e palleggiare per far entrare il pallone nel cerchio.
Dei due relatori uno era l'allenatore dei due ragazzi, l'altro era stato imposto dalla Federazione.
Inizia l'esercizio e il palleggiatore della B1 piglia ferri a tutto spiano, a volte nemmeno quelli.
Sembra lento, sgraziato, scomposto...
L'alzatore della 18, invece, infila una serie di "ciuff", uno dietro l'altro.
Tecnicamente perfetto, pulitissimo e precisissimo.
Tra noi auditori ci si inizia a chiedere se per caso non avessero invertito le presentazioni, che magari l'alzatore della B1 non fosse l'altro o che cosa potesse essere successo.
Il secondo relatore interviene parlando della concentrazione, della mancanza di attenzione e della superficialita' che possono condizionare anche un bravo giocatore.
Le sue parole: "E' evidente che il palleggiatore di B1 non e' molto concentrato altrimenti non sbaglierebbe tante alzate".
Interviene il primo relatore (e allenatore dei due) che, smerdando velocemente il primo, ci avvisa che la differenza di precisione tra i due alzatori dipendeva solo dal periodo di allenamento dei due.
L'alzatore di B1 era appena uscito dalla sala pesi ed era ancora in "fase preparatoria" (quindi alto volume e poca intensita') perche' il suo campionato sarebbe iniziato dopo oltre un mese.
L'alzatore di Under 18, al contrario, era gia' in "periodo agonistico" (quindi basso volume e alta intensita') perche' il suo campionato sarebbe iniziato la settimana successiva.
Fondo:
Nella pallavolo non si fa "fondo" nel significato specifico di corsa lunga a basso sforzo cardiaco (120-130 battiti), ma si tenta comunque di allenare le cosiddette "soglie lattacide".
Una volta (ma nemmeno troppo tempo fa, eh?) andavano le lunghe corse nel bosco, l'interval training, il piramidale...
Oggi alcune teorie affermano che si puo' allenare la soglia lattacida in maniera diversa, con minutaggio inferiore rispetto ai soliti 40 giri di campo in 45 minuti (per dire).
Pare che dia buoni risultati anche la corsa variata, che contempla, nella stessa sessione di corsa, 1 minuto a bassa intensita', 30 secondi a media intensita' e 10 secondi finali scattando e cosi' via per una ventina di minuti (i tempi sono solo indicativi, per dire possono essere anche 30 secondi piano, 20 secondi medi, 10 secondi veloci, per un totale di 1 minuto).
Non sono cosa stia facendo Pioli, ma era solo per dire che il "fondo classico", la vecchia e tipica corsa di 1 ora nel bosco, puo' essere sostituita da qualcosa di piu' breve (non per questo meno faticosa) che consente di dedicare piu' tempo alla parte tecnico/tattica.