Onestamente quale che sia il motivo per il quale abbia deciso di aggiungere al cognome del padre quello della madre non ci interessa e non ci deve interessare.
Ne ha il diritto, in Italia non c'è alcun divieto a portarlo se lui ne va fiero sono affari suoi. E nessuno può impedirgli di farlo.
Ciò detto mi sembra che appellarsi a una qualche forma di censura da parte di chi spera che il ragazzo non vesta la maglia della prima squadra è volersi nascondere dietro ad un dito. Addirittura invocare una presunta voglia di propaganda da parte di chi lo vorrebbe lontano dalla Lazio (come oggi ho ascoltato in radio da parte di un conduttore che ospita quotidianamente il tifo organizzato) è voler ribaltare completamente la realtà dei fatti.
Basta mettere il naso fuori dal raccordo per capire come siamo percepiti la Lazio e i suoi tifosi e non perché la stragrande maggioranza siano delinquenti ma perché una minoranza rumorosa prende l'Olimpico e gli altri stadi che frequenta, come un palcoscenico dove esporre le proprie idee politiche, aldilà del tifo che diventa, allora sì, strumento di propaganda politica.
Fare il pesce in barile facendo finta che portare RFm in prima squadra sua la cosa più normale del mondo vuol dire fare il male della Lazio.
Ed io non ci sto.
Si deve fare in ogni modo possibile per evitare che questa identificazione venga presa a pretesto per danneggiarci.
O loro o noi tifosi comuni. È ora delle scelte.
Scusate mi era partito l'invio prima di finire di scrivere