Sannipoli, Mangiante e compagnia brutta ... Testimonianze

Aperto da Palo, 16 Ott 2011, 23:15

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spook

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Roma tra rimpianti e critiche
"Che presunzione quella t-shirt"

Sotto 'accusa' la maglietta ("vi ho purgato anch'io") mostrata da Osvaldo dopo appena cinque minuti, ma anche le frasi di Totti alla vigilia: sono sembrati gesti arroganti e sfacciati. Ma anche le scelte di Luis Enrique fanno discutere: troppi, forse, nove debuttanti nel derby, anche a spese di molti autori del filotto di cinque vittorie consecutivedi MATTEO PINCI

"Bene solo all'inizio"
ROMA - Doveva essere l'immagine della festa. Si è trasformata, quasi in tempo reale, nella 'cronaca di una morte annunciata'. Strano, il primo derby di Osvaldo con la maglia della Roma. Quando la partita era iniziata da appena cinque minuti, l'attaccante argentino cresciuto con il mito di Batistuta infilava la difesa della Lazio, per poi festeggiare sfoggiando una maglia che non aveva bisogno di premesse: "Vi ho purgato anch'io", riferimento diretto e inequivocabile a quella t-shirt diventata leggenda con cui Totti, nel '99, festeggiò la sua seconda rete in un derby e, soprattutto, il 3-1 che gli garantiva la prima vittoria in un derby. L'idea, però, non ha portato a Osvaldo la stessa fortuna. E il risultato finale del match ha posto l'accento su un gesto avventato, velato da un'ombra di presunzione. Ingiustificata.

T-SHIRT E PRESUNZIONE - "Ho capito che avremmo perso il derby quando ho visto quella maglietta". Il day-after, anche tra i tifosi, sulle emittenti locali, punta l'indice contro quella maglia mostrata a stadio e telecamere che, in caso di vittoria, avrebbe riscritto la storia delle stracittadine romane. L'idea, al centravanti argentino, era venuta durante i giorni passati con la Nazionale, per primo si era confidato con De Rossi, a Roma lo aveva annunciato anche a qualche amico. E, ovviamente, all'autore del messaggio originale, preannunciandogli come avrebbe festeggiato il gol: "Quella maglia? È una mia idea, un omaggio a Totti", aveva detto con un sorriso grande così Osvaldo durante l'intervallo, già pronto a celebrare il trionfo. Sfacciato, quasi. Klose e la Lazio, però, hanno punito nel modo più doloroso quello che è sembrato, a più di qualcuno, un atteggiamento altezzoso.

TOTTI E REJA - La presunzione di chi, forse perché forte dei 5 derby vinti consecutivamente, sembrava fin dalla vigilia certo di un successo. Sensazione che si fa anche più forte tornando con il pensiero a quel giovedì di Trigoria, a "pranzo" con Francesco Totti. "Il derby? Vincerne 5 o 6 non ci cambia niente". "L'aquila Olympia? Andasse al mare con i gabbiani". Un crescendo, fino a quella frase che, il giorno dopo, avrebbe riempito i titoli di ogni quotidiano: "L'uomo derby? Reja, ci porta fortuna". Lo show è diventato però stridente se confrontato con le immagini del dopogara: Reja sotto la curva Nord, pollici alzati - quasi il negativo del pollice "verso" mostrato da Totti nei due derby del 2010 - a festeggiare la sua prima stracittadina da eroe. Vissuta alla vigilia in tono minore, senza cedere alla voglia di rispondere polemicamente. La legge del contrappasso, non solo per Totti ma per tutta la Roma.

L'AZZARDO DI NOVE DEBUTTI - In fondo, che la Roma possa tradire un'anima spocchiosa almeno un po', è un sospetto nutrito anche da qualche dirigente dopo le prime deludenti gare della stagione, e manifestato direttamente allo staff tecnico. Paradossalmente, però, nella stracittadina l'arroganza che più d'uno a Trigoria avrebbe voluto vedere espressa soprattutto sul terreno di gioco, ha lasciato il posto a gambe molli e un timore fin troppo esasperato degli avversari. Complice, anche, l'azzardo del tecnico Luis Enrique: nove debuttanti assoluti in questa gara schierati dal primo minuto. Alcuni a discapito di giocatori di maggiore esperienza (Burdisso, Juan, Pizarro, Simplicio) e protagonisti del filotto di 5 vittorie in serie contro la Lazio. Scelte che, a posteriori, hanno privato la Roma di quel carattere che avrebbe potuto compensare il crollo dell'impianto di gioco. Anche questa, per il giovane Luis, una lezione da imparare in fretta.
[/i]

http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2011/10/17/news/presunzione_maglietta_osvaldo-23365093/?ref=HRERO-1

falco67

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Ma la vera perla di Caressa non e' il naso in fuorigioco di Klose, ma qualche minuto prima quando Stokazzemburg si accartoccia su una palla in area e Caressone dice 'na cosa del genere:" Si accartoccia sulla palla come fantomas" evidentemente sollevato dello scampato pericolo

chuck6

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Citazione di: falco67 il 17 Ott 2011, 14:29
Ma la vera perla di Caressa non e' il naso in fuorigioco di Klose, ma qualche minuto prima quando Stokazzemburg si accartoccia su una palla in area e Caressone dice 'na cosa del genere:" Si accartoccia sulla palla come fantomas" evidentemente sollevato dello scampato pericolo

'Si allunga come Mr. Fantastic!!!'

Mr_Enrich

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Dalla prima del riomanista:

STEFANO ROMITA
Tanto hanno piagnucolato 'sti laziali sulla
scelta dell'arbitro che ne hanno condizionato
pesantemente il comportamento,
l'atteggiamento e le decisioni, per novantatre
minuti.
E' quasi scontato che contestare l'arbitraggio
in maniera preventiva qualche
effetto lo produce, soprattutto se si viene
da una serie di sconfitte da record. E' stata
per anni l'unica arma che avevano le
squadre minori contro il cosiddetto condizionamento
da sudditanza psicologica
che i fischietti avevano arbitrando Juve,
Milan e Inter. E' sempre andata così nella
storia del campionato italiano. Ed è andata
in questo modo anche ieri. Tagliavento
ci è cascato in pieno con una condotta
vergognosa.
Il rigore fischiato era inesistente. L'espulsione
di Kjaer immotivata. I continui
falli dei difensori avversari su Osvaldo
non sono stati mai visti. Anzi, peggio,
sono stati interpretati per tutta la partita
in senso contrario. Per principio preso
diremmo, visto che al termine proprio
un'occasione del numero 9 romanista
che si stava involando verso la porta laziale
è stata bloccata inspiegabilmente.
L'unica cosa che Tagliavento potrebbe
aver visto nell'occasione è una rete romanista
praticamente certa a un minuto dal
termine. O l'ennesima spallata regolare
di Osvaldo che per Tagliavento evidentemente
è scomparsa dalle regole del gioco.
Ma all'arbitro, che non ha mai interrotto
il gioco nonostante i romanisti
crollassero a terra come mosche (Pjanic,
De Rossi, Gago, Bojan) per falli violenti
subiti, e che ha fatto proseguire sempre
le azioni, vorremmo imputare anche altro.
Tagliavento ha fischiato solo due
"giochi pericolosi" contro i romanisti
(uno di Brocchi e l'altro di Cissè) impossibili
da tralasciare. Nei quindici minuti
finali di caccia all'uomo giallorosso in
tutte le zone del campo, Tagliavento si è
accorto solo delle botte a Pizarro, peraltro
mandato in campo un po' troppo in ritardo
da Enrique, visto che a centrocampo
si soffriva da molti minuti.
Detto questo è chiaro che la Lazio del
secondo tempo, in undici contro dieci, ha
avuto la supremazia nel controllo della
palla, e ha potuto spingere a fondo (palo
e traversa). Tuttavia il pareggio sarebbe
stato il giusto risultato. Non è andata così.
C'era la necessità di togliere la castagna
Reja dal fuoco amico dei suoi stessi
tifosi. E il pareggio per i laziali sarebbe
stato comunque un risultato negativo.
Alla Roma, che è piaciuta per la sua velocità
e che fino a quando ha potuto giocare
alla pari aveva sopraffatto gli avversari
per gioco e qualità, non abbiamo nulla da
rimproverare. Anzi sì, una cosa. E a
Osvaldo. Non basta mettere le magliette
sfottò per imitare Totti. Si deve anche saper
attendere il fischio finale della partita
per mostrarle al mondo.

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falco67

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Citazione di: chuck6 il 17 Ott 2011, 14:31
'Si allunga come Mr. Fantastic!!!'

Vero, adesso mi ricordo. Chissa' perche' ho tirato fuori Fantomas poi ;)

FeverDog

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Citazione di: chuck6 il 17 Ott 2011, 14:31
'Si allunga come Mr. Fantastic!!!'

E' Vero!!! Madonna mia, da appiccicarlo al muro come un quadro!

falco67

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Citazione di: Mr_Enrich il 17 Ott 2011, 14:33
Dalla prima del riomanista:

STEFANO ROMITA
Tanto hanno piagnucolato 'sti laziali sulla
scelta dell'arbitro che ne hanno condizionato
pesantemente il comportamento,
l'atteggiamento e le decisioni, per novantatre
minuti.
E' quasi scontato che contestare l'arbitraggio
in maniera preventiva qualche
effetto lo produce, soprattutto se si viene
da una serie di sconfitte da record. E' stata
per anni l'unica arma che avevano le
squadre minori contro il cosiddetto condizionamento
da sudditanza psicologica
che i fischietti avevano arbitrando Juve,
Milan e Inter. E' sempre andata così nella
storia del campionato italiano. Ed è andata
in questo modo anche ieri. Tagliavento
ci è cascato in pieno con una condotta
vergognosa.
Il rigore fischiato era inesistente. L'espulsione
di Kjaer immotivata. I continui
falli dei difensori avversari su Osvaldo
non sono stati mai visti. Anzi, peggio,
sono stati interpretati per tutta la partita
in senso contrario. Per principio preso
diremmo, visto che al termine proprio
un'occasione del numero 9 romanista
che si stava involando verso la porta laziale
è stata bloccata inspiegabilmente.
L'unica cosa che Tagliavento potrebbe
aver visto nell'occasione è una rete romanista
praticamente certa a un minuto dal
termine. O l'ennesima spallata regolare
di Osvaldo che per Tagliavento evidentemente
è scomparsa dalle regole del gioco.
Ma all'arbitro, che non ha mai interrotto
il gioco nonostante i romanisti
crollassero a terra come mosche (Pjanic,
De Rossi, Gago, Bojan) per falli violenti
subiti, e che ha fatto proseguire sempre
le azioni, vorremmo imputare anche altro.
Tagliavento ha fischiato solo due
"giochi pericolosi" contro i romanisti
(uno di Brocchi e l'altro di Cissè) impossibili
da tralasciare. Nei quindici minuti
finali di caccia all'uomo giallorosso in
tutte le zone del campo, Tagliavento si è
accorto solo delle botte a Pizarro, peraltro
mandato in campo un po' troppo in ritardo
da Enrique, visto che a centrocampo
si soffriva da molti minuti.
Detto questo è chiaro che la Lazio del
secondo tempo, in undici contro dieci, ha
avuto la supremazia nel controllo della
palla, e ha potuto spingere a fondo (palo
e traversa). Tuttavia il pareggio sarebbe
stato il giusto risultato. Non è andata così.
C'era la necessità di togliere la castagna
Reja dal fuoco amico dei suoi stessi
tifosi. E il pareggio per i laziali sarebbe
stato comunque un risultato negativo.
Alla Roma, che è piaciuta per la sua velocità
e che fino a quando ha potuto giocare
alla pari aveva sopraffatto gli avversari
per gioco e qualità, non abbiamo nulla da
rimproverare. Anzi sì, una cosa. E a
Osvaldo. Non basta mettere le magliette
sfottò per imitare Totti. Si deve anche saper
attendere il fischio finale della partita
per mostrarle al mondo.

Praticamente 'na fotografia :) :)

Pergianluca

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L'aspetto comico della situazione è che se si impunta davvero a parlare di cose tecniche solo con i suoi omologhi, finsce che a fa' due chiacchiere in tv con Mauro rimangono solo due/tre giocatori della nazionale kazaka di curling, con i quali occorrerà apprestare collegamenti via satellite mentre il resto dello studio parla con calciatori ed allenatori.

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poda_again

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"Nei quindici minuti finali di caccia all'uomo giallorosso in tutte le zone del campo"


Non pensavo che c'erano ancora persone che prendono LSD.

klacco

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Citazione di: poda_again il 17 Ott 2011, 14:42
"Nei quindici minuti finali di caccia all'uomo giallorosso in tutte le zone del campo"


Non pensavo che c'erano ancora persone che prendono LSD.
Non è LSD.
E' idiotina!

Brujita!

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Citazione di: spook il 17 Ott 2011, 14:24
Roma tra rimpianti e critiche
"Che presunzione quella t-shirt"

Sotto 'accusa' la maglietta ("vi ho purgato anch'io") mostrata da Osvaldo dopo appena cinque minuti, ma anche le frasi di Totti alla vigilia: sono sembrati gesti arroganti e sfacciati. Ma anche le scelte di Luis Enrique fanno discutere: troppi, forse, nove debuttanti nel derby, anche a spese di molti autori del filotto di cinque vittorie consecutivedi MATTEO PINCI


T-SHIRT E PRESUNZIONE - "Ho capito che avremmo perso il derby quando ho visto quella maglietta". Il day-after, anche tra i tifosi, sulle emittenti locali, punta l'indice contro quella maglia mostrata a stadio e telecamere che, in caso di vittoria, avrebbe riscritto la storia delle stracittadine romane. L'idea, al centravanti argentino, era venuta durante i giorni passati con la Nazionale, per primo si era confidato con De Rossi, a Roma lo aveva annunciato anche a qualche amico. E, ovviamente, all'autore del messaggio originale, preannunciandogli come avrebbe festeggiato il gol: "Quella maglia? È una mia idea, un omaggio a Totti", aveva detto con un sorriso grande così Osvaldo durante l'intervallo, già pronto a celebrare il trionfo. Sfacciato, quasi. Klose e la Lazio, però, hanno punito nel modo più doloroso quello che è sembrato, a più di qualcuno, un atteggiamento altezzoso.



ecco vedi? E' stato un gesto da tipico riommerds presuntuoso che poi altrettanto tipicamente s'è attaccato ar ca22o.

Karl-Heinz-Riedle

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Citazione di: Mr_Enrich il 17 Ott 2011, 14:33
Dalla prima del riomanista:

STEFANO ROMITA
Tanto hanno piagnucolato 'sti laziali sulla
scelta dell'arbitro che ne hanno condizionato
pesantemente il comportamento,
l'atteggiamento e le decisioni, per novantatre
minuti. (etc.)

Questo è molto utile perchè si evince chiaramente, secondo il tifoso medio rosicone PERCHE', so attacatiarcà...

Citazione di: spook il 17 Ott 2011, 14:24
Roma tra rimpianti e critiche
"Che presunzione quella t-shirt"

Sotto 'accusa' la maglietta ("vi ho purgato anch'io") mostrata da Osvaldo dopo appena cinque minuti, ma anche le frasi di Totti alla vigilia: sono sembrati gesti arroganti e sfacciati. Ma anche le scelte di Luis Enrique fanno discutere: troppi, forse, nove debuttanti nel derby, anche a spese di molti autori del filotto di cinque vittorie consecutivedi MATTEO PINCI (ecc...)

Questo è più strutturato ma leggendolo non si riesce neanche a capire contro chi il riomma giocasse il derby, de noi in sostanza non parla mai, è una diesamina sul COME se so attacatiarcà...

dal combinato dell'art. 1 e dell'art. 2 possiamo in sostanza dedurre che
SE SO ATTACATIARCA'...

P.S.: Sky osceno. Mauro dovrebbe andare a spaccare pietre in Gallura. Il suo tono da presa per il culo come mai non lo usa con il petroliere zombie, il geometra pelato o l'americano mbriaco, uno schivo del potentato a cui auguro cose cattive.
Caressa a tratti innervosente è riuscito a strapparmi un sorriso solo quando ha gridato "Fajolada!" sul batti e ribatti al limite nei minuti finali, li mi sono piegato dal ridere, ma a posteriori riconosco che era colpa del quasi aneurisma che mi stava venendo.

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Blueline

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Citazione di: cisky70 il 17 Ott 2011, 01:00
La testa d Klose in fuorigioco!
Caressa al 90 +3 esimo
Le loro teste invece sono perebbemente fuorigioco....

titolotito

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Drake

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da http://blog.guerinsportivo.it/blog/2011/10/17/lotito-show-a-sky/

Se questa domenica sportiva (iniziali minuscole) è stata una delusione clamorosa, con soli due gol e una serie di noiosissimi 0-0, alla sera ci ha salvato il derby romano. Non solo per i tre gol e il gran match, ma perché ci ha regalato un Lotito irrefrenabile come nei suoi momenti migliori.

Un Lotito pronto ad assorbire qualunque osservazione, critica, insulto. L'aperitivo è a Sky, dove sopporta senza colpo ferire un Mauro al limite della maleducazione, o anche oltre, che lo liquida dicendo che siccome è presidente non capisce di calcio. Insomma, i ricchi scemi di cui parlava uno storico presidente del Coni, Giulio Onesti. A quanto ha scritto il sempre ottimo Olivari su questo blog non abbiamo nulla da aggiungere. Anzi una cosa sì: sbagliamo o è lo stesso Massimo Mauro che è stato anche presidente del Genoa? Forse giustamente tende a cercare di farlo dimenticare, sperando che se lo dimentichino anche i genoani.

Lotito poi si sposta alla Domenica Sportiva. Con una scena che resterà nella storia della comicità televisiva. Quando arriva ai microfoni Lotito, qualcuno della Rai, che non dimentichiamo è un'azienda con sede a Roma, commenta: «Mo' ce fa una pippa che non finisce più». Cameraman, tecnico del suono, giornalista, chissà. Non lo sapremo mai, sapremo solo che è romanista. E che Lotito è l'unico che lo sente. Noi a casa no. Ma ne vediamo le conseguenze. Lotito non si infuria come sappiamo sa fare, euforico com'è. Ma forse sarebbe stato meglio se l'avesse fatto vista la battuta terrificante che tira fuori: «Chiariamo questa frase perché il concetto si presta anche a un'altra interpretazione». E il solo immaginarci quest'altra interpretazione, tenuto conto che l'intervistatore è Montingelli e che in studio – a parte Paola Ferrari – ci sono Gene Gnocchi, Collovati, Civati Zazzaroni e Mimmo Di Carlo, ci fa rizzare i capelli in testa.

Lotito finge di credere alle rassicurazioni che nessuno ha detto la frase incriminata e inizia a parlare del derby. Fino a quando l'ignoto fa il bis: a un elogio di Lotito a se stesso sbotta in un «eccolo qua». Di nuovo il presidente laziale si ferma e inizia a contestare il suo contestatore. Che di nuovo non si è sentito in onda. L'impressione che ne ha lo spettatore è che Lotito sia così fuori di sé dalla gioia che sente le voci come Giovanna D'Arco. A quel punto Gene (a cui la Domenica Sportiva ha fatto benone) inizia davvero a farle, le voci di sottofondo. Appare un'immagine di Klose e lui sussurra – udibilissimo – «Pippa». Poi una di Brocchi: «Eccolo». E il bello è che di queste parole, che invece tutti noi abbiamo sentito, Lotito non si accorge, aumentando l'effetto surreale del tutto.

Finisce in caciara, insomma. E tutto sommato è così che ci piace il parlare di calcio.

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ralphmalph

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Citazione di: Drake il 18 Ott 2011, 18:18
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Se questa domenica sportiva (iniziali minuscole) è stata una delusione clamorosa, con soli due gol e una serie di noiosissimi 0-0, alla sera ci ha salvato il derby romano. Non solo per i tre gol e il gran match, ma perché ci ha regalato un Lotito irrefrenabile come nei suoi momenti migliori.

Un Lotito pronto ad assorbire qualunque osservazione, critica, insulto. L'aperitivo è a Sky, dove sopporta senza colpo ferire un Mauro al limite della maleducazione, o anche oltre, che lo liquida dicendo che siccome è presidente non capisce di calcio. Insomma, i ricchi scemi di cui parlava uno storico presidente del Coni, Giulio Onesti. A quanto ha scritto il sempre ottimo Olivari su questo blog non abbiamo nulla da aggiungere. Anzi una cosa sì: sbagliamo o è lo stesso Massimo Mauro che è stato anche presidente del Genoa? Forse giustamente tende a cercare di farlo dimenticare, sperando che se lo dimentichino anche i genoani.

Lotito poi si sposta alla Domenica Sportiva. Con una scena che resterà nella storia della comicità televisiva. Quando arriva ai microfoni Lotito, qualcuno della Rai, che non dimentichiamo è un'azienda con sede a Roma, commenta: «Mo' ce fa una pippa che non finisce più». Cameraman, tecnico del suono, giornalista, chissà. Non lo sapremo mai, sapremo solo che è romanista. E che Lotito è l'unico che lo sente. Noi a casa no. Ma ne vediamo le conseguenze. Lotito non si infuria come sappiamo sa fare, euforico com'è. Ma forse sarebbe stato meglio se l'avesse fatto vista la battuta terrificante che tira fuori: «Chiariamo questa frase perché il concetto si presta anche a un'altra interpretazione». E il solo immaginarci quest'altra interpretazione, tenuto conto che l'intervistatore è Montingelli e che in studio – a parte Paola Ferrari – ci sono Gene Gnocchi, Collovati, Civati Zazzaroni e Mimmo Di Carlo, ci fa rizzare i capelli in testa.

Lotito finge di credere alle rassicurazioni che nessuno ha detto la frase incriminata e inizia a parlare del derby. Fino a quando l'ignoto fa il bis: a un elogio di Lotito a se stesso sbotta in un «eccolo qua». Di nuovo il presidente laziale si ferma e inizia a contestare il suo contestatore. Che di nuovo non si è sentito in onda. L'impressione che ne ha lo spettatore è che Lotito sia così fuori di sé dalla gioia che sente le voci come Giovanna D'Arco. A quel punto Gene (a cui la Domenica Sportiva ha fatto benone) inizia davvero a farle, le voci di sottofondo. Appare un'immagine di Klose e lui sussurra – udibilissimo – «Pippa». Poi una di Brocchi: «Eccolo». E il bello è che di queste parole, che invece tutti noi abbiamo sentito, Lotito non si accorge, aumentando l'effetto surreale del tutto.

Finisce in caciara, insomma. E tutto sommato è così che ci piace il parlare di calcio.

aiutateme a dì quanto stava a rosicà quer difettoso...

Karl-Heinz-Riedle

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"È bello così" (cit.)
vederli schiumare, sentirli soffrire, sapere che si rodono dentro...
se devono contorce per tutta la settimana per tutto il mese e quando arriverà il prossimo derby so già che non me sarà bastato.

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