Sbattuti su tutte le pagine dei giornali! Mò basta!

Aperto da Paris jr., 23 Ott 2017, 18:40

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Per una regola che mi sono imposto evito accuratamente di occuparmi su "L'Opinione" delle attività che svolgo in aggiunta a quella di Direttore responsabile della mia testata. Solo in casi particolarissimi tratto sul giornale delle vicende della Rai, di cui sono un componente del Consiglio di Amministrazione, e della Società Sportiva #Lazio, dove svolgo il ruolo di Direttore della comunicazione e Portavoce del Presidente Claudio #Lotito.
Ora uno di questi casi, per quanto riguarda la Lazio, si è verificato. Si tratta del comportamento sconsiderato di alcuni tifosi che hanno lasciato nella curva Sud dello Stadio Olimpico, settore tradizionalmente occupato dai tifosi romanisti, una serie di adesivi con l'immagine di Anna Frank in divisa giallorossa. Comportamento che ha scatenato una reazione addirittura planetaria di condanna e di esecrazione nei confronti di un episodio immediatamente trasformato in un simbolo dell'inguaribile tasso di antisemitismo e razzismo presente nella tifoseria della squadra biancoceleste.
La Lazio ha subito condannato la vicenda. E con il Presidente Claudio Lotito ha manifestato solidarietà nei confronti della Comunità ebraica ed ha annunciato una serie di iniziative concrete tese ad isolare i tifosi estremisti. Ma questa reazione non è riuscita a modificare la convinzione di alcuni secondo cui l'episodio non è ascrivibile all'ignoranza storica di pochi irresponsabili, ma all'intera tifoseria #laziale bollata nel suo insieme come antisemita, razzista e violenta.
A colpirmi è stata la follia degli autori della riprovevole goliardata. Ma a spaventarmi è stata la determinazione e l'intransigenza con cui si è sentenziato senza possibilità di appello non la responsabilità dei singoli scellerati, ma la colpa collettiva dell'intero popolo laziale. Come se quest'ultimo fosse portatore di una sorta di peccato originale da mondare non con qualche acqua battesimale ma con il fuoco di una riprovazione politica e sociale destinata a ghettizzarlo per l'eternità nel recinto dei reprobi. Non si è trattato di una legittima e sacrosanta condanna di un episodio di antisemitismo e di razzismo. È stata una vera e propria ventata di maccartismo politicamente corretto che ha teorizzato la colpa collettiva dell'intera comunità dei tifosi della Lazio, senza distinzioni e differenze di alcun genere.
Come si può chiamare un fenomeno del genere fondato su un evidente pregiudizio se non razzismo alla rovescia? Una forma di razzismo aggravata da una retorica politicamente corretta definita giustamente grottesca da Alessandro Piperno, scrittore che, come tantissimi altri esponenti della Comunità ebraica romana, è anche un tifoso laziale.
Questo razzismo alla rovescia aggravato dalla retorica grottesca del politicamente corretto inocula dosi di tensione e di intolleranza estremamente pericolosi nella società italiana. Perché dà un ruolo ai pochi irresponsabili delle curve e mortifica chi vuole manifestare la propria passione sportiva per la squadra del cuore senza farsi coinvolgere in una colpa collettiva di cui non è assolutamente responsabile.
Può sembrare ridicolo trarre conclusioni così generali da un episodio nato da pochi sciagurati adesivi demenziali lasciati da alcuni ragazzini in una curva dell'Olimpico. Ma tornare al senso della misura e delle proporzioni è l'unico modo per uscire da una vicenda divenuta forzatamente clamorosa. In cui una battuta in vernacolo viene trasformata in un reato ed ogni tifoso laziale bollato come razzista. Chi ha responsabilità si carichi di questa responsabilità!



FatDanny

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Citazione di: italicbold il 27 Ott 2017, 13:53
Non lo era.

beh era meglio che lo fosse però.
Perché rendere inaccessibile lo stadio ai poveri non mi sembra la soluzione, me sembra na cazzata.
Soprattutto quando ce ne sarebbero altre ennemila di soluzioni che non si vogliono considerare.
E allora scusami, ma di lasciare te o "il borghese" a vedere la Lazio in tranquillità io me ne fotto.
Anzi, co na cosa così me ce metto io con o senza ultras a fa gli scontri fori e rovinatte il giocattolino.

Non scherziamo proprio: la soluzione non può essere punitiva nei confronti di altri, soprattutto su un criterio di censo.
De tante misure selettive applicabili scegliamo quella legata al reddito?
Come se poi metà di quelle teste de cazzo non venisse da balduina, ponte milvio, prati e parioli.
Io boh.

Nico

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Citazione di: Adler Nest il 27 Ott 2017, 14:34
sulla dinamica delle notizie ci sarebbe da farci una bella tesi.
Il tutto è mirato a fare scandalo, ad uso e consumo dell'usa e getta, allo share, alle quote di mercato, ai like.
Dinamica Limpidissima:
figurine di Anna Frank
Fossero state solamente quelle di Aronne Piperno non sarebbe successo questo can can.
Mi ci butto sulla notizia
Presunto scoop
Via dietro tutte le testate
Scandalo dei ben pensanti ad orologeria (dove erano fino all'altro ieri?)
La notizia si gonfia come un sufflè
Vai di programmi televisivi, dibattiti
Più polvere si alza più audience si ottiene
Vai alla caccia di ulteriori rilevazioni
La "Notizia" va di moda
Vai alle dichiarazioni
Vai con le azioni ad effetto
Scoop del merdaggero
Contro scoop del Tempo
In mezzo vignette, articoli, prese di posizione, condanne
Siamo a giovedì la notizia comincia a diventare fiacca non tira più come lunedì...
E vai di controanalisi
Adesso è cool provare a difendere la Lazio
I tg rettificano, i giornali discutono
Mi aspetto che il rabbino capo si cosparga la kippiah di cenere e venga a Formello....
In tutto questo magicamente la polizia individua i colpevoli (ma quelli che ululano o si spalettano chissà perché no), la Lazio, società che più di tante altre ha combattuto e si è prodigata per iniziative sociali, rimane colpevole, la spugna per lavare la coscienza di coloro che cadono dal pero, dei benpensanti, dei tronisti prezzemolini e degli pseudo intellettualoidi.
In mezzo a questo vuoto pneumatico, il volto di una ragazzina che ha vissuto l'angoscia dell'essere braccata prima e il terrore dell'inferno poi, usata come un vibromaglio per fare notizia e gettata di nuovo nel dimenticatoio dei più e nella memoria di pochi.
E le parole sue e di Primo Levi che diventeranno righe indistinte alla mercè del prossimo spettacolo da baraccone.
Come non quotare....
Tra l'altro provate a fare uno sforzo quasi impossibile..... calatevi solo un istante nelle menti semivuote di chi va allo stadio co' l'adesivi di Anne Frank, senza avere la benché minima consapevolezza della portata dell'ignobiltà di utilizzare l'immagine di una ragazzina martire dell'Olocausto per schernire l'avversario, ritenendolo un gesto "goliardico" e avendo peraltro sotto gli occhi, ogni domenica, il fatto che analoghe nefandezze vengono utilizzate regolarmente in tutte le altre curve....
....secondo voi le reazioni false, scomposte, faziose, abnormi e soprattutto UNILATERALI assunte dai media e dalle istituzioni in questi giorni - che peraltro hanno GIUSTAMENTE indignato quasi tutti qui su Lazionet – che effetto possono avere su queste menti eccelse, se non quello di radicare ulteriormente il problema?
Come è già stato detto altrove, alla base non c'è la volontà di risolvere la questione..... ma al contrario di alimentarla sapientemente, dandosi una tantum una romanella alla coscienza mettendo alla gogna, guarda caso, sempre la Lazio......

pan

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Citazione di: MisterFaro il 27 Ott 2017, 13:19
Chi è che sabota? Spero non gli stessi che affermano che quello che proponi è di difficilissima realizzazione.

ma no MisterFaro... i sabotatori sarebbero i palettati che rovinerebbero un'eventuale manifestazione.

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FatDanny

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Citazione di: carib il 27 Ott 2017, 14:08
Ma che ce famo? Bisogna curare il cancro, estirpandone la radice.
La guerra culturale la deve dichiarare lo Stato. A scuola, nella televisione pubblica, in parlamento. E' lo Stato che deve mandare un messaggio forte e chiaro: il fascismo non è tollerato, il fascismo non è un'opinione ma un crim1ne. Solo così i cittadini e con essi la società SS Lazio e i suoi tifosi possono essere tutelati, possono sentirsi tutelati. Se non inizia lo Stato a rispettare la Costituzione (che poi saremmo noi la Costituzione), sono tazzi amari.

Seeee, eat yourself calm.
Fiducia nello Stato non ne abbiamo, l'antifascismo è nostro e non lo deleghiamo diceva qualcuno na volta.
Mo senza arrivare alla militanza, però mi sembra che la tua lettura sorvoli leggermente sul reale ruolo e interessi dello Stato.
Da quando lo Stato è garante dei cittadini? Carib lo stato è un'altra cosa.
E non diventerà quello che vorremmo solo sulla base di nostri pii desideri in ambito sportivo.

Poi se mi trovi una fase più o meno recente in cui lo è stato allora ok, ti do ragione.
Se invece non c'è mai stata sta fase mi sa che questa è una favoletta e da quelle parti purtroppo te dovresti aspettà poco e niente.
Non è solo questione di contiguità ideologica come fa intendere Gill.
La questione è funzionale.
E non sto considerando che, come dice gesulio, molte delle cose che ci scandalizzano non possono costituire reato penale perché sarebbe ridicolo.

Ci si può continuare a chiedere "perché non li fermano?" solo perché non ci si vuole rispondere.
La risposta è evidente e nota. E pure da un bel po'.

pan

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Citazione di: paolo71 il 27 Ott 2017, 13:12

L'errore è stato affidarsi agli irr per la gestione degli ululati.
Un errore gravissimo e segnalato a suo tempo anche qua sopra.


ehhh ricordo, ma anche lì se uno alzava il ditino non ce capiva un cazzo. e le dinamiche di curva, che ne sapete e bla bla. ne sapevo che coi fascisti non si tratta. per me è  è proprio basilare.
mò invece me sento dì che il fascista lo devo bacchettare energicamente se accanto a me fa i buu. prima ce dovevo trattà.

carib

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Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2017, 14:58
Seeee, eat yourself calm.
Fiducia nello Stato non ne abbiamo, l'antifascismo è nostro e non lo deleghiamo diceva qualcuno na volta.
Mo senza arrivare alla militanza, però mi sembra che la tua lettura sorvoli leggermente sul reale ruolo e interessi dello Stato.
Da quando lo Stato è garante dei cittadini?
No perché se mi trovi una fase più o meno recente in cui lo è stato allora ok.
Se invece non c'è mai stata sta fase mi sa che questa è una favoletta e da lì purtroppo te dovresti aspettà poco e niente.
Ci si può continuare a chiedere "perché non li fermano?" solo perché non ci si vuole rispondere.
La risposta è evidente e nota. E da un bel po'.

Citazione di: carib il 27 Ott 2017, 14:34
Non me lo fa pensare nulla. Difatti non lo penso.
Ma penso di avere il diritto (non mi riferisco a te, ma allo Stato che non "ci" tutela") di poterlo almeno pensare. E anche un po' di pretendere che lo Stato assolva ai suoi doveri.
Questo non significa che nell'attesa io me ne stia con le mani in mano. Non posso fare a meno di agire come parte attiva, è una necessità insopprimibile e se non facessi quello che faccio ogni giorno sarebbe un gesto autolesivo prossimo al suicidio. Ma so benissimo che da solo una battaglia culturale di questa portata non la vinco.

Me so' spiegato? (io certe cose le dò per scontate, non penso di doverle scrivere)

white-blu

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FatDanny

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Citazione di: carib il 27 Ott 2017, 15:00
...

Il problema so' proprio i doveri.
Il dovere dello Stato è garantire un ordine politico, economico e sociale.
Non fare giustizia, anche per il semplice fatto che la definizione della stessa è opinabile.
Per molti a destra, non fascisti ma democratici di destra, uno stato che sega le gambe a persone per un braccio teso o un ululato è uno stato autoritario e tirannico, non uno Stato giusto.

Ne consegue, per come la vedo io, che:
- non è lo Stato la soluzione
- non c'è giudice imparziale che possa stabilire la cosa, solo rapporti di forza da costruire ed esercitare*

* per rapporti di forza non intendo rapporti militari, ma come spiegavo a porga qualche giorno fa l'agibilità nel fare o non fare cose.
E' un clima più che un'imposizione. E il clima non si crea necessariamente con la forza, si crea anche col consenso o il dissenso.
Non è "fare politica" per rispondere a quanto prima diceva Gill, non stiamo deliberando un beneamato piffero. E' partecipare alla vita pubblica, che è tutt'altra cosa.
Capisco che nella proliferazione dei non luoghi in cui la vita pubblica è solo mercificazione (acquisto e vendita di prodotti, dai centri commerciali al cinema allo stadio) questo discorso appaia incomprensibile perché oggi l'unica cosa che ci viene richiesto quando usciamo da casa è consumare qualcosa.
eppure la vita pubblica presupporrebbe degli oneri, dei doveri civici, che si tratti di come si sta su un mezzo pubblico a come si sta a teatro e allo stadio.
Chi non ha interesse a partecipare a luoghi ed eventi pubblici, può anche fare il borghese a casa propria.

carib

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Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2017, 15:07
Il problema so' proprio i doveri.
Il dovere dello Stato è garantire un ordine politico, economico e sociale.
Non fare giustizia, anche per il semplice fatto che la definizione della stessa è opinabile.
Per molti a destra, non fascisti ma democratici di destra, uno stato che sega le gambe a persone per un braccio teso o un ululato è uno stato autoritario e tirannico, non uno Stato giusto.

Ne consegue, per come la vedo io, che:
- non è lo Stato la soluzione
- non c'è giudice imparziale che possa stabilire la cosa, solo rapporti di forza da costruire ed esercitare*

* per rapporti di forza non intendo rapporti militari, ma come spiegavo a porga qualche giorno fa l'agibilità nel fare o non fare cose.
E' un clima più che un'imposizione. E il clima non si crea necessariamente con la forza, si crea anche col consenso o il dissenso.
Non è "fare politica" per rispondere a quanto prima diceva Gill, non stiamo deliberando un beneamato piffero. E' partecipare alla vita pubblica, che è tutt'altra cosa.
Capisco che nella proliferazione dei non luoghi in cui la vita pubblica è solo mercificazione (acquisto e vendita di prodotti, dai centri commerciali al cinema allo stadio) questo discorso appaia incomprensibile perché oggi l'unica cosa che ci viene richiesto quando usciamo da casa è consumare qualcosa.
eppure la vita pubblica presupporrebbe degli oneri, dei doveri civici, che si tratti di come si sta su un mezzo pubblico a come si sta a teatro e allo stadio.
Chi non ha interesse a partecipare a luoghi ed eventi pubblici, può anche fare il borghese a casa propria.

Citazione di: carib il 27 Ott 2017, 14:08
Difatti lo Stato deve intervenire PRIMA che questi signori entrino allo Stadio. Perché non credo che si ricordino di essere fascisti solo tra le 15 e le 17 della domenica. Gli ululati a Duncan o la paresi bracciale sono sintomi. Agire sui sintomi non serve a un tazzo. Può avere qualche insignificante risultato sul breve periodo. Ma che ce famo? Bisogna curare il cancro, estirpandone la radice.
La guerra culturale la deve dichiarare lo Stato. A scuola, nella televisione pubblica, in parlamento. E' lo Stato che deve mandare un messaggio forte e chiaro: il fascismo non è tollerato, il fascismo non è un'opinione ma un crim1ne. Solo così i cittadini e con essi la società SS Lazio e i suoi tifosi possono essere tutelati, possono sentirsi tutelati. Se non inizia lo Stato a rispettare la Costituzione (che poi saremmo noi la Costituzione), sono tazzi amari.

MisterFaro

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Citazione di: carib il 27 Ott 2017, 14:34
Non me lo fa pensare nulla. Difatti non lo penso.
Ma penso di avere il diritto (non mi riferisco a te, ma allo Stato che non "ci" tutela") di poterlo almeno pensare. E anche un po' di pretendere che lo Stato assolva ai suoi doveri.
Questo non significa che nell'attesa io me ne stia con le mani in mano. Non posso fare a meno di agire come parte attiva, è una necessità insopprimibile e se non facessi quello che faccio ogni giorno sarebbe un gesto autolesivo prossimo al suicidio. Ma so benissimo che da solo una battaglia culturale di questa portata non la vinco.

Me so' spiegato? (io certe cose le dò per scontate, non penso di doverle scrivere)

Io le avevo date per scontate, poi stavo per chiedertene conto che mi era venuto il dubbio  :oops:

MisterFaro

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Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2017, 14:46
beh era meglio che lo fosse però.
Perché rendere inaccessibile lo stadio ai poveri non mi sembra la soluzione, me sembra na cazzata.
Soprattutto quando ce ne sarebbero altre ennemila di soluzioni che non si vogliono considerare.
E allora scusami, ma di lasciare te o "il borghese" a vedere la Lazio in tranquillità io me ne fotto.
Anzi, co na cosa così me ce metto io con o senza ultras a fa gli scontri fori e rovinatte il giocattolino.

Non scherziamo proprio: la soluzione non può essere punitiva nei confronti di altri, soprattutto su un criterio di censo.
De tante misure selettive applicabili scegliamo quella legata al reddito?
Come se poi metà di quelle teste de cazzo non venisse da balduina, ponte milvio, prati e parioli.
Io boh.

CONDIVIDO TUTTO!

IB, ma che te sei bevuto?

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MisterFaro

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Citazione di: pan il 27 Ott 2017, 14:53
ma no MisterFaro... i sabotatori sarebbero i palettati che rovinerebbero un'eventuale manifestazione.

Grazie!
E allora condividi le perplessità di chi ti dice che è difficile  ;)
Ah, io son favorevole a fare qualcosa ma non so da dove iniziare

turco

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Citazione di: white-blu il 27 Ott 2017, 15:02
6 dei ventidue fermati da quanto si legge sono del gruppo irr.

Si sa dei 22 fermati quanti erano gli abbonati in nord?

italicbold

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Citazione di: FatDanny il 27 Ott 2017, 14:46
beh era meglio che lo fosse però.
Perché rendere inaccessibile lo stadio ai poveri non mi sembra la soluzione, me sembra na cazzata.
Soprattutto quando ce ne sarebbero altre ennemila di soluzioni che non si vogliono considerare.
E allora scusami, ma di lasciare te o "il borghese" a vedere la Lazio in tranquillità io me ne fotto.
Anzi, co na cosa così me ce metto io con o senza ultras a fa gli scontri fori e rovinatte il giocattolino.

Non scherziamo proprio: la soluzione non può essere punitiva nei confronti di altri, soprattutto su un criterio di censo.
De tante misure selettive applicabili scegliamo quella legata al reddito?
Come se poi metà di quelle teste de cazzo non venisse da balduina, ponte milvio, prati e parioli.
Io boh.

La questione non era esattamente legata al censo. Ne era solo un aspetto.
Comunque se il giocattolo non é rotto allora qual é il problema ?
Tutte le battaglie, l'antirazzismo, la rivoluzione e il sovvertimento del sistema non le possiamo fare tutte insieme e tutte allo stesso posto. Tra monte mario e via delle medaglie d'oro.
Mi sembra riduttivo. O velleitario. Sto ruolo alla Lazio e ai laziali mi sembra complicato darlo.
Se ci riusciamo ci danno il Nobel d'onore. E la direzione dell'ONU.
Poi si passerà ai problemi del medio oriente e alla pace nel mondo, passando per la cura contro il cancro. Altrimenti squalifica del campo per la prossima gara in caso fino a che non la troviamo.
Più seriamente, se queste ennesima soluzioni sono state scritte qui sopra o altrove, bisognerebbe dargli più pubblicità. Perché non le ha viste nessuno. Nessuno. Ma nessuno nessuno.
Nessuno nessuno nessuno nessuno. Se le hai tirale fuori, le mettiamo in pratica e finiamo sta sceneggiata. Perché é una sceneggiata. Lotito non so se consapevolmente o meno, ma non aveva torto.
Non abbiamo i mezzi, in quanto tifosi della Lazio per risolvere il problema del razzismo nel mondo.
Non li abbiamo neanche per risolvere il razzismo tra di noi. A parte menaje o prenderli a sprangate.
Io questa soluzione al momento la escluderei. Più che altro per mancanza di allenamento.
Possiamo fare striscioni, iniziative. Ma resta velleitario. Sono stati fatti, anche e soprattutto qua dentro.
Ma ha funzionato poco, perché si resta tributari di una volontà di comunicazione dell'evento che non dipende da noi. Se i giornali non vogliono parlare del mondiale antirazzista non ne parlano.
Non dipende comunque da noi.
Resta lo stadio. Io sono d'accordo che il problema é interno. Si, tra le 25 mila persone che entrano allo stadio ci sono parecchie centinaia che hanno un secondo fine. Quello di ululare, quello di attaccare adesivi, quello di urlare romanista ebreo, quello che vuoi. Ecco, il problema iniziale é escludere quelle centinaia di persone dallo stadio. Come ? La questione é complessa. Ridurre la mia proposta solo a una questione borghesi/proletariato é riduttivo e anche un'anticchia ridicolo. Io credo che la politica dei prezzi bassi, da una parte non ha ottenuto il risultato di riempire lo stadio, anche a fronte di risultati sportivi eccellenti, dall'altra ha reso oltremodo economico l'acquisto di visibilità e di cassa di risonanza per chi, in fondo, della Lazio se ne frega se non come strumento.
Lo stadio a meno di 10 euro rende lo stadio un agorà dove chiunque puo' entrare sapendo di riuscire a ottenere un'audience a prezzi stracciati. Oggi ululare a una persona di colore costa pochissimo. Con meno di 1000 euro l'associazione violentatori di vecchiette piene di rughe puo' far entrare in uno stadio almeno 50 aderenti e cantare a squarciagola "Viva la fic.a di Tina Pica". Una pagina di giornale, con meno seguito e meno cassa di risonanza, costa almeno 20 mila euro. Smontiamo questa logica.
Rendiamo lo stadio ininteressante per essere utilizzato come cassa di risonanza alla marmaglia che della Lazio se ne strafotte.
Rivalorizziamo l'atto di andare allo stadio. Rendiamolo un prodotto migliore e facciamolo pagare per quello che vale.
Attraverso un miglioramento delle condizioni di accoglienza e di arrivo, attraverso un servizio parallelo migliore e, non si deve aver paura di questo, anche un sostanziale rialzo dei prezzi.
Lo stadio, oggi, subisce il fenomeno della finestra rotta. Le curve sono diventate zone franche anche perché sono state lasciate al loro destino. Entrarci costa sempre meno anche perché i cessi sono cloache, il seggiolino é sporco, la visibilità é stocastica, dentro c'é di tutto e di più.
Rimettiamo mano a tutto questo. Io, come ho proposto più sopra, se é vero che faccio pagare di più, ho anche l'intenzione di non mandarti più in curva. Almeno in una curva come quella che c'é oggi allo stadio olimpico. Io per il momento ti mando il tribuna tevere, con una visibilità migliore, con servizi migliori, magari con offerte alternative migliori. Te lo faccio pagare di più, ma ti offro di più.
Se tu ci vieni é perché tieni a questo prodotto, non hai secondi fini.


MisterFaro

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Citazione di: PARISsn il 27 Ott 2017, 14:03
ahhh voi pensate che  lo stadio è vuoto perche tanti prodi laziali hanno in questo modo preso le distanze da quello che succede in curva??? ma state a scherza'?? quindi me state a di che tanti de questi so tornati allo stadio in 40mila per alzare il foglietto co scritto " libera la Lazio " contro Lotito ma  poi allo stadio non ce tornano perche ce stanno i fascisti in curva....ah beh...quindi tutte le chiacchiere a centinaia fatte in questo forum quando se racconta di laziali che non tornano allo stadio e che ancora parlano di " er geftore"..." lotito purciaro "..." fa magna' le aziende sue "...." non alzamo l'asticella "...e via discorrendo mentono spudoratamente ?? cioe' fingono di odiare lotito per non dire che non vanno allo stadio per colpa degli ultras....lo stadio vuoto non è dipeso da 10 anni de guerra a lotito, scioperi del tifo...boicottaggi...sciopero degli abbonamenti...ect ect...ma erano solo scuse....in effetti il laziale sincero democratico e antifascista non va allo stadio per far dispetto alla curva....secondo me non state bene eh!! in amicizia....

Scusa ma hai fatto un minestrone (aho, sto con te sulle altre cose)

Citazione di: setteblu il 27 Ott 2017, 14:14
Io sono mancato dallo stadio qualche anno per colpa del saluto romano di Di C*nio...gesto che mi lasciò senza forze.
Anche perchè io lo avrei messo fuori rosa il minuto dopo, a costo di retrocedere.
(E da allora, intimamente, non manco mai di augurargli di fallire in tutto, nella vita).
Ho criticato Lotito per quelli che sono stati errori nella sua gestione (secondo il mio parere, ovviamente) e ho lodato Lotito per i suoi indubbi meriti.
Sono sempre stato "neutro" da questo punto di vista: dare a Cesare quel che è di Cesare, sempre secondo il mio parere.
Non sono mancato dallo stadio "per far dispetto alla curva" ma perchè non volevo proprio vedere quella gentaglia ed i suoi pruriti neri.
Il dispetto, semmai, l'ho fatto a me stesso.
Sono certo che, in assenza di ultras [...] come i nostri, molte persone tornerebbero a popolare lo stadio.

Io qualcosa di simile.
Ora non frequento quasi più lo stadio per altri motivi, riguardano aspetti personali e non mi va di condividerli, scusate.
Però qualche anno fa lo frequentavo, non sempre ma abbastanza spesso. Diciamo che dedicare il 50% delle domeniche per 10 mesi l'anno al calcio non fa per me, ma comunque mi piace vivere la partita allo stadio e variavo le scelte.
Poi mi sono cresciuti un po' i figli, sono entrati in quell'età in cui puoi portarli allo stadio (sono del 2002 e del 2004). Ho fatto delle valutazioni, erano gli anni dei bracciapalettadicanieschi, dei lotito devi morire, delle contestazioni continue. Anni in cui il clima allo stadio era pesante, finché andavo da solo quel clima era solo una componente che nelle valutazioni settimanali qualche volta faceva pendere la scelta verso il non andare, quando andavo cercavo di ignorarlo. Immaginandomi con i miei figli mi sono vergognato, ho pensato a quante spiegazioni e giustificazioni avrei dovuto dare, al rischio che non avrebbero capito come potevo comunque stare bene in quel catino o, peggio, che si adeguavano al clima...
E ho perso ancora di più l'abitudine ad andare, non ho mai portato i miei figli a una partita, è capitato per un allenamento (iniziativa "cucciolone") ed è stato bello. Ma loro non hanno mai visto una partita, ora a 15 e 13 anni non ci pensano per niente a venire con me (comunque si dichiarano della Lazio e lo sbattono in faccia ai perbenisti!). Io, anche per il fatto che sono cresciuti tanto da potersi organizzare le giornate semi-autonomamente, tornerò un po' di più allo stadio cercando di gestire in altro modo quegli aspetti personali di cui parlavo all'inizio.

La mia esperienza è solo un esempio, non credo di essere l'unico che trovandosi il giocattolo sporcato abbia deciso di giocarci meno o di non giocarci più.

FatDanny

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Citazione di: italicbold il 27 Ott 2017, 15:26
La questione non era esattamente legata al censo. Ne era solo un aspetto.
Comunque se il giocattolo non é rotto allora qual é il problema ?
Tutte le battaglie, l'antirazzismo, la rivoluzione e il sovvertimento del sistema non le possiamo fare tutte insieme e tutte allo stesso posto. Tra monte mario e via delle medaglie d'oro.
Mi sembra riduttivo. O velleitario. Sto ruolo alla Lazio e ai laziali mi sembra complicato darlo.
Se ci riusciamo ci danno il Nobel d'onore. E la direzione dell'ONU.
Poi si passerà ai problemi del medio oriente e alla pace nel mondo, passando per la cura contro il cancro. Altrimenti squalifica del campo per la prossima gara in caso fino a che non la troviamo.
Più seriamente, se queste ennesima soluzioni sono state scritte qui sopra o altrove, bisognerebbe dargli più pubblicità. Perché non le ha viste nessuno. Nessuno. Ma nessuno nessuno.
Nessuno nessuno nessuno nessuno. Se le hai tirale fuori, le mettiamo in pratica e finiamo sta sceneggiata. Perché é una sceneggiata. Lotito non so se consapevolmente o meno, ma non aveva torto.
Non abbiamo i mezzi, in quanto tifosi della Lazio per risolvere il problema del razzismo nel mondo.
Non li abbiamo neanche per risolvere il razzismo tra di noi. A parte menaje o prenderli a sprangate.
Io questa soluzione al momento la escluderei. Più che altro per mancanza di allenamento.
Possiamo fare striscioni, iniziative. Ma resta velleitario. Sono stati fatti, anche e soprattutto qua dentro.
Ma ha funzionato poco, perché si resta tributari di una volontà di comunicazione dell'evento che non dipende da noi. Se i giornali non vogliono parlare del mondiale antirazzista non ne parlano.
Non dipende comunque da noi.
Resta lo stadio. Io sono d'accordo che il problema é interno. Si, tra le 25 mila persone che entrano allo stadio ci sono parecchie centinaia che hanno un secondo fine. Quello di ululare, quello di attaccare adesivi, quello di urlare romanista ebreo, quello che vuoi. Ecco, il problema iniziale é escludere quelle centinaia di persone dallo stadio. Come ? La questione é complessa. Ridurre la mia proposta solo a una questione borghesi/proletariato é riduttivo e anche un'anticchia ridicolo. Io credo che la politica dei prezzi bassi, da una parte non ha ottenuto il risultato di riempire lo stadio, anche a fronte di risultati sportivi eccellenti, dall'altra ha reso oltremodo economico l'acquisto di visibilità e di cassa di risonanza per chi, in fondo, della Lazio se ne frega se non come strumento.
Lo stadio a meno di 10 euro rende lo stadio un agorà dove chiunque puo' entrare sapendo di riuscire a ottenere un'audience a prezzi stracciati. Oggi ululare a una persona di colore costa pochissimo. Con meno di 1000 euro l'associazione violentatori di vecchiette piene di rughe puo' far entrare in uno stadio almeno 50 aderenti e cantare a squarciagola "Viva la fic.a di Tina Pica". Una pagina di giornale, con meno seguito e meno cassa di risonanza, costa almeno 20 mila euro. Smontiamo questa logica.
Rendiamo lo stadio ininteressante per essere utilizzato come cassa di risonanza alla marmaglia che della Lazio se ne strafotte.
Rivalorizziamo l'atto di andare allo stadio. Rendiamolo un prodotto migliore e facciamolo pagare per quello che vale.
Attraverso un miglioramento delle condizioni di accoglienza e di arrivo, attraverso un servizio parallelo migliore e, non si deve aver paura di questo, anche un sostanziale rialzo dei prezzi.
Lo stadio, oggi, subisce il fenomeno della finestra rotta. Le curve sono diventate zone franche anche perché sono state lasciate al loro destino. Entrarci costa sempre meno anche perché i cessi sono cloache, il seggiolino é sporco, la visibilità é stocastica, dentro c'é di tutto e di più.
Rimettiamo mano a tutto questo. Io, come ho proposto più sopra, se é vero che faccio pagare di più, ho anche l'intenzione di non mandarti più in curva. Almeno in una curva come quella che c'é oggi allo stadio olimpico. Io per il momento ti mando il tribuna tevere, con una visibilità migliore, con servizi migliori, magari con offerte alternative migliori. Te lo faccio pagare di più, ma ti offro di più.
Se tu ci vieni é perché tieni a questo prodotto, non hai secondi fini.

si ib ma la funzione servizi costi sostenibili non è lineare.
Puoi darmi anche caviale e massaggi ma se non ho 40 euro da spendere a persona sono escluso dal gioco. E mi attacco al Cazzo a prescindere dai miei comportamenti, non mi pare bello.

Rispetto alla soluzione credo tu stia sopravvalutando le necessità e sottovalutando le possibili risposte.
Nonostante la retorica la questione nostra è ben più semplice di quella mediorientale o della disoccupazione strutturale.
Il fatto è che siamo del tutto disabituati alla partecipazione pubblica elementare.
Non stiamo mica parlando di riformare il sistema calcio o scrivere una finanziaria. Ne di dare il potere ai soviet.
Si tratta solo e unicamente di esprimere un dissenso civico.

Per cacciare i fascisti da giurisprudenza alla sapienza nel lontano 2001 (cosa che 25 anni fa sembrava ai limiti di un film surrealista) non sono serviti eserciti, mazze, polizie, repressioni o l'onu.
È bastato che centinaia di studenti normali si armasse di coraggio e semplicemente tirasse "via, basta, avete rotto il Cazzo".
E sembra incredibile ma non hanno aggredito proprio nessuno nonostante la nomea che avevano. Muti e via.

Perché sai, quando questo te lo dice il kollettivo kommunista la questione diventa di fronteggiamento. Io o te. Chi vince resta.

Quando invece percepisci ostilità dal tuo contesto largo è dura.
Per quanto tu possa essere spavaldo è dura, non te regge perché i tuoi strumenti classici diventano armi scariche.
I fascisti mica sono stati espulsi da giurisprudenza, hanno continuato a frequentare senza che nessuno li fermasse ovviamente.
Ma politicamente sono spariti come un peto nell'aria.
E ti assicuro nessuno ha chiamato gli studenti di giuri all'Onu per risolvere alcuna crisi internazionale.
Strano. O no?

Brujita76

*
Lazionetter
* 7.584
Registrato
Citazione di: MisterFaro il 27 Ott 2017, 15:51
Scusa ma hai fatto un minestrone (aho, sto con te sulle altre cose)

Io qualcosa di simile.
Ora non frequento quasi più lo stadio per altri motivi, riguardano aspetti personali e non mi va di condividerli, scusate.
Però qualche anno fa lo frequentavo, non sempre ma abbastanza spesso. Diciamo che dedicare il 50% delle domeniche per 10 mesi l'anno al calcio non fa per me, ma comunque mi piace vivere la partita allo stadio e variavo le scelte.
Poi mi sono cresciuti un po' i figli, sono entrati in quell'età in cui puoi portarli allo stadio (sono del 2002 e del 2004). Ho fatto delle valutazioni, erano gli anni dei bracciapalettadicanieschi, dei lotito devi morire, delle contestazioni continue. Anni in cui il clima allo stadio era pesante, finché andavo da solo quel clima era solo una componente che nelle valutazioni settimanali qualche volta faceva pendere la scelta verso il non andare, quando andavo cercavo di ignorarlo. Immaginandomi con i miei figli mi sono vergognato, ho pensato a quante spiegazioni e giustificazioni avrei dovuto dare, al rischio che non avrebbero capito come potevo comunque stare bene in quel catino o, peggio, che si adeguavano al clima...
E ho perso ancora di più l'abitudine ad andare, non ho mai portato i miei figli a una partita, è capitato per un allenamento (iniziativa "cucciolone") ed è stato bello. Ma loro non hanno mai visto una partita, ora a 15 e 13 anni non ci pensano per niente a venire con me (comunque si dichiarano della Lazio e lo sbattono in faccia ai perbenisti!). Io, anche per il fatto che sono cresciuti tanto da potersi organizzare le giornate semi-autonomamente, tornerò un po' di più allo stadio cercando di gestire in altro modo quegli aspetti personali di cui parlavo all'inizio.

La mia esperienza è solo un esempio, non credo di essere l'unico che trovandosi il giocattolo sporcato abbia deciso di giocarci meno o di non giocarci più.
Posso dire che, se pur rispettando il tuo modo di vedere la cosa, ritengo questo tipi di problemi una scusa per non andare allo stadio?
Mi spiego: finchè all'inizio dici che dedicare il 50% delle domeniche allo stadio per 10 mesi non fa per te....ok
Finchè dici che hai dei problemi (che giustamente per motivi tuoi non condividi)....ok

Ma che poi ci butti in mezzo la vergogno per i tuoi figli...bah, mi lascia perplesso!

Mi permetto di fare questo appunto perchè, essendo padre di due figli (una del 2009 e uno del 2013) ed essendo un padre che cerca di portarli allo stadio appena possibile (molte volte vado da solo per via di orari o comunque temperature invernali),  posso dirti che esiste un settore allo stadio olimpico che è un piccolo paradiso terrestre se vuoi stare tranquillo senza subirti certe cose: il distinto sud/est!
Quando vado con i piccoli, vado spesso li! Mai avuto problemi o mai dovuto spiegare determinate cose...semplicemente i settori più a rischio (per queste cose) sono lontani e non si sentono cosi bene da doversi tappare le orecchie!

Diciamo che se lo stadio della Lazio oggi è vuoto, è colpa anche di queste situazioni che mai capirò (anche se le rispetto)

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MisterFaro

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Lazionetter
* 17.996
Registrato
Citazione di: italicbold il 27 Ott 2017, 15:26
La questione non era esattamente legata al censo. Ne era solo un aspetto.
Comunque se il giocattolo non é rotto allora qual é il problema ?
Tutte le battaglie, l'antirazzismo, la rivoluzione e il sovvertimento del sistema non le possiamo fare tutte insieme e tutte allo stesso posto. Tra monte mario e via delle medaglie d'oro.
Mi sembra riduttivo. O velleitario. Sto ruolo alla Lazio e ai laziali mi sembra complicato darlo.
Se ci riusciamo ci danno il Nobel d'onore. E la direzione dell'ONU.
Poi si passerà ai problemi del medio oriente e alla pace nel mondo, passando per la cura contro il cancro. Altrimenti squalifica del campo per la prossima gara in caso fino a che non la troviamo.
Più seriamente, se queste ennesima soluzioni sono state scritte qui sopra o altrove, bisognerebbe dargli più pubblicità. Perché non le ha viste nessuno. Nessuno. Ma nessuno nessuno.
Nessuno nessuno nessuno nessuno. Se le hai tirale fuori, le mettiamo in pratica e finiamo sta sceneggiata. Perché é una sceneggiata. Lotito non so se consapevolmente o meno, ma non aveva torto.
Non abbiamo i mezzi, in quanto tifosi della Lazio per risolvere il problema del razzismo nel mondo.
Non li abbiamo neanche per risolvere il razzismo tra di noi. A parte menaje o prenderli a sprangate.
Io questa soluzione al momento la escluderei. Più che altro per mancanza di allenamento.
Possiamo fare striscioni, iniziative. Ma resta velleitario. Sono stati fatti, anche e soprattutto qua dentro.
Ma ha funzionato poco, perché si resta tributari di una volontà di comunicazione dell'evento che non dipende da noi. Se i giornali non vogliono parlare del mondiale antirazzista non ne parlano.
Non dipende comunque da noi.
Resta lo stadio. Io sono d'accordo che il problema é interno. Si, tra le 25 mila persone che entrano allo stadio ci sono parecchie centinaia che hanno un secondo fine. Quello di ululare, quello di attaccare adesivi, quello di urlare romanista ebreo, quello che vuoi. Ecco, il problema iniziale é escludere quelle centinaia di persone dallo stadio. Come ? La questione é complessa. Ridurre la mia proposta solo a una questione borghesi/proletariato é riduttivo e anche un'anticchia ridicolo. Io credo che la politica dei prezzi bassi, da una parte non ha ottenuto il risultato di riempire lo stadio, anche a fronte di risultati sportivi eccellenti, dall'altra ha reso oltremodo economico l'acquisto di visibilità e di cassa di risonanza per chi, in fondo, della Lazio se ne frega se non come strumento.
Lo stadio a meno di 10 euro rende lo stadio un agorà dove chiunque puo' entrare sapendo di riuscire a ottenere un'audience a prezzi stracciati. Oggi ululare a una persona di colore costa pochissimo. Con meno di 1000 euro l'associazione violentatori di vecchiette piene di rughe puo' far entrare in uno stadio almeno 50 aderenti e cantare a squarciagola "Viva la fic.a di Tina Pica". Una pagina di giornale, con meno seguito e meno cassa di risonanza, costa almeno 20 mila euro. Smontiamo questa logica.
Rendiamo lo stadio ininteressante per essere utilizzato come cassa di risonanza alla marmaglia che della Lazio se ne strafotte.
Rivalorizziamo l'atto di andare allo stadio. Rendiamolo un prodotto migliore e facciamolo pagare per quello che vale.
Attraverso un miglioramento delle condizioni di accoglienza e di arrivo, attraverso un servizio parallelo migliore e, non si deve aver paura di questo, anche un sostanziale rialzo dei prezzi.
Lo stadio, oggi, subisce il fenomeno della finestra rotta. Le curve sono diventate zone franche anche perché sono state lasciate al loro destino. Entrarci costa sempre meno anche perché i cessi sono cloache, il seggiolino é sporco, la visibilità é stocastica, dentro c'é di tutto e di più.
Rimettiamo mano a tutto questo. Io, come ho proposto più sopra, se é vero che faccio pagare di più, ho anche l'intenzione di non mandarti più in curva. Almeno in una curva come quella che c'é oggi allo stadio olimpico. Io per il momento ti mando il tribuna tevere, con una visibilità migliore, con servizi migliori, magari con offerte alternative migliori. Te lo faccio pagare di più, ma ti offro di più.
Se tu ci vieni é perché tieni a questo prodotto, non hai secondi fini.

Allora facciamo prima a evitare le riprese audio-televisive dentro lo stadio o a imporre di non parlare di altro che non sia il gioco del pallone.
Se si ha il potere di vietare a gran parte della popolazione di assistere a un evento sportivo si ha anche quello di imporre il silenzio sul contorno e sanzionare pesantemente chi viola il divieto.
O al limite vietare il gioco del calcio su tutto il territorio italiano, vorrà dire che il lunedì sera ci daremo alla pallastrada (il nome della squadra è già registrato)
Mah.

happyeagle

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Lazionetter
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«Chi è della Lazio si vergogni». La rivelazione di un'insegnante agli alunni

Di Luca Palmieri - 27 ottobre 2017

@LazioNews24

Singolare l'episodio accaduto in una scuola di Roma, dove una professoressa si è rivolta in modo offensivo verso dei ragazzi laziali


Discriminazione, razzismo, antisemitismo. Non solo negli stadi e verso altre religioni, ma anche nella vita di tutti i giorni. E' singolare e lascia alquanto basiti ciò che è successo in una scuola di Roma. A denunciare l'accaduto è stato un papà di una ragazzina di 13 anni, ripresa nei giorni precedenti dalla propria insegnante. Il genitore ha voluto mettere a conoscenza la società biancoceleste, segnalando il fatto alla radio ufficiale: «Chi sono i tifosi della Lazio in classe?» – la domanda della professoressa. Alla risposta degli alunni, la risposta della docente è chiara ed inequivocabile: «Vergognatevi». Il riferimento è ovviamente ai fatti accaduti quasi una settimana fa in Curva Sud. E' consuetudine ormai nota di fare tutta l'erba un fascio quando si parla dei tifosi laziali, ancor di più nell'ultimo periodo, ma cosa c'entrano dei bambini di 13 anni? A proposito di discriminazioni, dovrebbe esserlo anche differenziare dai ragazzi da altri loro compagni, soltanto in base alla fede calcistica. La Lazio comunque nella persona di Stefano De Martino, ha voluto ascoltare il papà che ha denunciato il fatto, promettendo il massimo impegno della società sulla questione.

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