ROMA - Alle sette della sera, squilla il telefono del procuratore di Cremona, Roberto di Martino. È un sms di Stefano Palazzi: «Grazie per le carte», gli scrive il capo degli investigatori della Figc,
aggiungendo una serie di smile. Non è un caso che Palazzi sia soddisfatto. Ha appena ricevuto i documenti dell'indagine di Cremona (tutti i fascicoli dell'inchiesta compresi gli ultimi interrogatori) e sa che con gli atti a disposizione si potrà provare a
punire squadre e giocatori che poco hanno a che fare con lo sport. A rischiare di più è sicuramente l'Atalanta, sulla quale pende la possibilità di una responsabilità diretta nelle combine ammesse dal suo ex capitano, Cristiano Doni.
Ma la vera novità riguarda la posizione di squadre come Lazio, Bari, Lecce, Novara e in parte il Chievo. Lo chiarisce bene uno degli investigatori che sta lavorando dal principio a questa inchiesta: «Noi ipotizziamo
l'esistenza di un'associazione a delinquere che si muove con modalità ben precise e sempre uguali. Per esempio, è prassi mandare gli "Zingari" nei ritiri delle squadre nelle ore precedenti alla partita e puntare sull'Over, possibilmente nel primo tempo. Sulla serie A ci sono partite da questo punto di vista eclatanti:
Lecce-Lazio è una di queste. Ci sono gli "Zingari" con Zamperini nel ritiro, c'è l'Over e c'è un testimone attendibile che ci dice che la partita è truccata. Se proviamo che anche
Zamperini era a Formello prima della gara con il Genoa, il discorso è simile anche per quella gara». Per cercare tutte le partite sospette, gli investigatori hanno cominciato un lavoro certosino di incrocio di dati. Hanno chiesto i dati degli alberghi dove si trovavano le squadre coinvolte nelle partite sospette. Stanno vedendo le celle telefoniche degli "Zingari" oltre che di Zamperini & Co. per studiarne al meglio le posizioni. Non sono state ancora depositate migliaia di pagine di brogliacci telefonici. Ma non sono decisivi: la maggior parte degli indagati era attenta, temendo di avere i numeri intercettati. Ma «molto interessanti» sono invece gli esiti dei pedinamenti e delle intercettazioni ambientali che saranno depositati nelle prossime settimane. Prima devono terminare una serie di accertamenti ancora in corso e che potrebbero offrire nuovi colpi di scena a quest'inchiesta che, partita da un portiere che infila sonnifero nelle borracce dei compagni per intontirli e farli perdere, sta rischiando di demolire ancora una volta la credibilità del calcio italiano.
Fonte: Repubblica / Mensurati-Foschini
E così passiamo dal grumo di potere del 2006 (la Lazio notoriasmente faceva parte del potere...)

all'associazione a delinquere in cui 2 + 2 fa 4 e non c'è bisogno neanche di sentire Mauri: tutto scontato...pronte le sentenze...'civostra