Citazione di: Mr. Mojo il 16 Gen 2012, 21:31
Non vorrei fare il controcanto, mi spiace, ma uno bravo nella comunicazione è necessario come il pane proprio per le ragioni che espone IB
La realtà è questa oggettivamente data e se vogliamo che la Lazio non sia trattata come squadra di reietti ci si deve attrezzare, altrimenti potremmo scrivere tutto quello che vogliamo ma resterà solo uno sfogo. Bello, nobile quanto vuoi ma sterile.
ps
tutte le altre squadre curano con attenzione estrema la comunicazione, nessuno può permettersi di farne a meno...Repubblica o non Repubblica
Sono totalmente d'accordo!
IB e cosmo hanno scritto, molto efficacemente, moltissime cose giuste e sacrosante. Tuttavia non possiamo dimenticare che l'immagine della Lazio passa attraverso tre canali: la squadra ed i risultati; la società, i suoi rappresentanti e la sua struttura; i tifosi ed il loro comportamento.
Sulla squadra avrei poco da dire ... mi sembra che i risultati degli ultimi 21 mesi diano ragione al lavoro che si sta svolgendo a Formello. C'è moltissimo da migliorare ma mi sembra che lo standard raggiunto sia soddisfacente (Metteteci una faccina un po' ironica ...).
La società è, mediaticamente, debole. Ci basiamo di un addetto stampa che, a mio giudizio, è bravo, ha delle ottime idee, ma è ... timido ... defilato. Il DS, Tare si vede raramente e, sempre a mio giudizio, manca di quel "carisma" che ci vorrebbe. Potrebbe portare alla Lazio mezzo Real, mezzo Man U e mezzo Barca ed, al di là degli osanna sulla capacità di FARE (che sarebbe comunque il suo mestiere) non avrebbe mai la potenza comunicativa che vorrei per la Lazio. Lotito, mi spiace ribadirlo e non vorrei essere malinteso, come comunicatore non vale una bene amata "ceppa". Fa comodo perché fa audience, la polemica è spesso inclusa nel prezzo, ma è contorto, prolisso e ... antipatico (mi riferisco agli spettatori "non Laziali"). Forse basterebbe che il ruolo di Reja divenisse quello di "manager" all'inglese (tipo Mancini, Ferguson o qualsiasi altro manager della Premier) per permettergli di esprimere qualche altra opinione che non sia solamente relativa allo schema o alla prestazione di questo o quel giocatore.
I tifosi. Il fatto che molti, tra gli stessi tifosi della Lazio, non sappiano che la Curva Nord è cambiata, che molte cose sono state rifondate in questi ultimi due anni è indicativo di quanto noi stessi si pecchi di scarsa informazione o (talvolta) di preconcetta malinformazione. Figuriamoci se nelle redazione dei giornali, precisamente se schierati, calcisticamente, a favore dei "teramani" e, politicamente, in modo da avere sempre ben in evidenza il nemico "fascio", non conviene evitare di evidenziare che la Curva Nord è ben diversa da quella che la suo ormai consolidata immagine. La CN non causa incidenti da tempo immemore (tanto che nelle graduatorie delle tifoserie più pericolose quella laziale, da fonti del ministero dell'interno, i nostri sono tra i meno degni di attenzione), non ha comportamenti censurabili (usiamo la tara della massa di 10.000 persone tra le quali qualche mela marcia ci sta, quantomeno statisticamente) da molto tempo e che ha ripreso a sostenere la squadra a tempo pieno. Ma è molto più utile mantenere l'immagine delle croci celtiche (scomparse da, credo, almeno un lustro), dell'inneggaiare alla tigre Arkan o delle "mani a paletta". È più facile sottolineare che a piazza della libertà c'erano dei violenti fascistoidi rispetto al fatto che alcune migliaia di tifosi fossero lì per celebrare i 112 anni della loro amata società.
Per il resto, lo ripeto, quoto IB e Cosmo. Tuttavia non dimentichiamo che anche noi abbiamo qualcosa da fare per migliorare la situazione. Cominciando da Lotito e finendo con i tifosi della curva e dintorni.