Citazione di: Property il 08 Dic 2014, 22:46
ah si certo.
gli altri invece che hanno una squadra non solo da scudetto, ma che vuole vincere dichiaratamente lo scudetto, fa 38mila spettatori per una partita che poteva valere l'aggancio quasi al 1° posto.
il napoli con l'empoli, per una partita che valeva il 3° posto da 30.100 spettatori.
pensa un pò.
noi con i nostri 34.500 di media non siamo adeguati.
che me tocca sentì. 
comincio a crederci, per me a forza di sentire certi concetti espressi a pappagallo, vi siete convinti, li avete eletti a verità.
non cè altra spiegazione.
parlo a voi, perchè il tuo pensiero lho letto anche in altri interventi.
Prop, ho già risposto a questo tuo post. La roma ha appoggi da ogni parte e la copertura speculazione stadio, diciamo può permettersi di giocare col fuoco. Ma la roma ha anche domanda, e ciò si riflette sugli spazi televisivi, quindi altra domanda. Nonostante ciò la roma è destinata a tornare nel posto che le compete, il quarto o quinto. Io non parlo, ovviamente, di qualità di tifosi, ma di numero. Investire su una società per utenza sesta ha senso fino a un certo punto, a meno che non sia molto coperta dal punto di vista immobiliare (e qui torniamo al discorso stadio, la cui costruzione è ancora più importante per noi che per loro, e tanto più importante quanto grandiosa la opera, come struttura e come reddito).
Quel che possiamo chiedere a una società è un progetto che porti ad aumentare il numero di tifosi, che sbagli il meno possibile in sede di compravendita calciatori, che doti la Lazio di strutture che le diano portanza economica. Questi punti, tranne il primo, mi sembra siano in opera o nei piani. Ma certo non possiamo chiedere a una società seria di indebitarsi per un calciatore, come facciamo ogni calciomercato, questa sarebbe l'anticamera del fallimento.
Questo modo di tifare, diciamo così, é frustrante, poco sereno. Crea negatività e una tifoseria negativa è poco attrattiva per le nuove leve, che dirottano altrove molto facilmente. Parlo di tifoso medio e di curva, quando la curva esce dalle sue splendide coreografie deragliando verso altro.