secondo me e' una questione identitaria.
la curva Nord nel passaggio dagli eagles agli irriducibili
ha visto l'introduzione di elementi nuovinel modo di tifare e nell'atteggiamento
generale, e un consolidamento nella saldatura tra identita' politico/culturale e
identita' "Laziale".
in tempi recenti anche la battaglia contro Lotito e' stato un fattore
di coesione e di identita'.
sembrerebbe arrivato il momento di un ricambio generazionale
ma basato su quale identita'?
la battaglia contro Lotito si e' smorzata, gli scontri tra ultras sono sempre piu' infrequenti
e, grazie a Dio, anche negli ambienti di destra le tematiche razziste sembrano aver perso
legittimita' e fascino, anche perche' non sono piu' gli anni 90 col loro
traumatico primo impatto dell'immigrazione. Un'integrazione, seppur non perfetta
nella nostra societa', si e'realizzata.
l'ululato ai neri o l'uso del termine ebreo come scherno nei confronti
dei romanisti, considerati anch'essi come di destra, rimane un retaggio
di quel bagaglio culturale, e in fin dei conti un ultimo appiglio a quell'identita', anche se
poi gli stessi che lo fanno sono intimamente convinti che si tratti solo di goliardia
e non di vero e proprio razzismo, e la riprova ne e' che invece nei confronti dei nostri calciatori
di colore si riversi tanto affetto, sincero.
e allora se la vite si stringe anche su questa tematica la cosa viene percepita
come l'ultimo atto di una repressione, l'ultimo tassello di omologazione coatta
al sistema, che gia' nelle dinamiche televisive del calcio "moderno" ha oramai
fatto terra bruciata sui rituali del passato.