Sfide-Incubo Biancoazzurro (video cura per chi ha perso la Lazialità)

Aperto da Biafra, 08 Set 2010, 07:47

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Yanez_de_Gomera

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Citazione di: jp1900 il 08 Set 2010, 10:57
Per chi è giovane e non ha vissuto quegli anni, capite ora perchè non riusciamo a comprendere come l'odio per Lotito, giustificato o meno, possa superare l'amore per la Lazio?

100% !!

Io nel 1986 allo stadio non c'ero, perché in quegli anni lavoravo lontano da Roma. Ma c'ero quella volta a Como, all'ultima giornata del campionato 1975-76, quando a un certo punto stavamo sotto 2-0 e Wilson giocava con una benda sanguinante sulla testa...

No, decisamente l'odio per un presidente, giustificato o meno, non può arrivare a rasentare l'autodistruzione. Forse, rispetto a certi tifosi-picconatori della Lazio di oggi, sento davvero che siamo tifosi di due squadre diverse.

jp1900

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Citazione di: Yanez_de_Gomera il 08 Set 2010, 14:37
Forse, rispetto a certi tifosi-picconatori della Lazio di oggi, sento davvero che siamo tifosi di due squadre diverse.
Forse noi siamo tifosi di una squadra, altri sono tifosi solo di loro stessi e della loro "mentalità".

piscedda69

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Abbonato a 17 anni, in tevere non numerata. All'82' il gol piu' bello importante che ho visto fare ad un centravanti, che tra l'altro non avevo mai apprezzato fino ad allora.
L'avro' visto 200 volte, ma se ripenso a quella puntata mi vengono prima in mente le immagini della prospettiva dalla tevere che non quello che ho poi visto e rivisto in TV.

Gli spareggi...li ho "vissuti" dall'Irlanda, e non c'era Internet, streaming, telefonino, SMS.

A fine partita la telefonata a casa: "che ha fatto la Lazio?" e poi esplodere di gioia in un posto dove nessuno te capisce, io e la mia sciarpetta.

alex73

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3 minuti di boato...grazie GIULIANO!!!! E giù lacrime!
Poi un arnese di plastica con un pezzo di metallo fino e lungo chiamato radiolina, in un caldo giorno di estate con accanto il mio caro nonno strilla...cross di Piscedda e gol di Fabietto nostro!!!! Una  liberazione!
Regà pezzi di storia, pezzi di lazialità.....io dico a chi oggi fa il disamorato, il comodino sul divano....ma come fate a starvene là inermi! Cazzo come si fa!!!!  Lo so a volte pesa andare allo stadio, uno è stanco, fa freddo, c'è il chievo....ma porca zozza domenice è la prima di campionato! I giocatori ci sono! La Lazio sta li...una domenica si ed una no.....un tifoso che si definisce tale deve essere presente!!!! Cazzo!

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momi

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Citazione di: Palo il 08 Set 2010, 09:00
No ... il culo ce l'avemo avuto noi che l'abbiamo vissuti ...

Quegli anni ce l'hanno messa nel sangue, nel cervello, nel cuore, la Lazio nostra!


Dopo il goal di Fiorini in un clima surreale l'immagine che mi porto stampata dentro è quella di un signore di una sessantina d'anni seduto a me che scoppia a piangere come un bambino.

Orgoglioso di essere Laziale oggi come lo ero ieri.


Adler Nest

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Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 14:22
Non so se sia vero.
veri laziali ce n'erano anche altrove. E tanti non trovarono la forza di venire.
E, come ho già detto, io ci andai con due amici Juventini.
Quello che spinse tanta gente ad andare quel giorno allo stadio fu anche un senso di ingiustizia che si sarebbe compiuto. La Lazio condannata ingiustamente a 9 punti di penalizzazione sarebbe finita.
Pero' non c'era spirito di guerra. la settimana precedente avevamo perso contro il Pisa uno scontro decisivo, i tifosi pisani avevano scritto, nel giornale distribuito all'Arena Garibaldi prima della partita, "O Lazio o morte".
La risposta laziale fu un "O Vicenza o vita". Per marcare la differenza, o forse per rincuorarci, forse per esorcizzare, quando invece si sapeva che sarebbe stato il contrario.

IB: con là intendevo quel periodo: io non ero a Roma fisicamente, ma in spirito collegato con tutto il collegabile: finita Lazio-Vicenza e Lazio-campobasso il corpo è diventato spirito con tutto lo spirito bevuto, lo spirito si è fatto corpo con tutte i porchi di liberazione che ho tirato.

Pikkio

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Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 10:39
Ricordo che a 20' dalla fine ormai la rassegnazione stava calando sullo stadio. O forse era solo la mia.
Il destino sembrava troppo duro anche per un cuore grande come il nostro. la palla non voleva saperne di entrare e sembrava che anche i giocatori cominciassero ad abbassare d'intensità.


Poi l'urlo.
L'urlo più grande che io abbia mai sentito in uno stadio.
stessi ricordi.
avevo iniziato a pensare a come portare il culo in salvo una volta sentito il triplice fischio.
oramai non ci si credeva piu' e il tiro di podavini dal quale nasce il gol di giuliano ne e' la controprova: un tiraccio sbilenco tentato da una posizione sbagliata come a dire al mondo "siamo alla canna del gas".
poi l'urlo, si, una cosa disumana. grande, enorme, e d'altra parte anche se le cronache parlano di sessantamila spettatori, io non ricordo un solo vuoto in tutto lo stadio, anche i distinti che separano la sud dalla monte mario erano pieni zeppi e di magnagatti neanche l'ombra. chissa', magari sono i ricordi del giovine pikkio che fanno sembrare tutto diverso, pero' io lo stadio lo ricordo cosi', roba da ottanta sacchi.
e come dice ib ricordo l'urlo, che non fu un urlo ma qualcosa di diverso, qualcosa che giampaolo ormezzano -quindi non uno dei nostri- qualche tempo fa descrisse in un articolo come il boato piu' lungo della storia del calcio. ecco, non so se fu l'urlo piu' grande, o piu' forte che si sia mai sentito dentro uno stadio. ma il piu' lungo si. c'erano mesi di sofferenze inaudite da sfogare, mesi di paure, di rabbia, di aspettative tradite, di speranze malriposte. ho avuto l'onore e la fortuna di sentirne altri di boati terrificanti: il gol di nesta al milan in coppa italia, il gol di gazza alle merde, o il gol di calori alla juve e soprattutto il fischio finale di collina a perugia. ma quello fu diverso, ed e' ineguagliabile perche' in quello e solo in quello c'era, piu' che la paura di morire, l'aver visto la morte in faccia. averla vista in estate, e poi alla seconda di campionato, e poi alla penultima quando il pisa ci affetto' tre a zero e in campo c'era una squadra senza palle, e poi quando iniziavamo un po tutti a sospettare che oramai non ce n'era piu' e il vicenza l'aveva sfangata.

io non so se non moriremo mai, so solo che quello che successe quel giorno va oltre il calcio. il tiraccio, lo stop, la veronica, la puntata, il lampo nel cielo assolato d'estate, giuliano che fa lo scatto piu' bruciante della sua carriera per andare a bestemmiare sotto la nord, la gente che piange, lo speaker che chiama dottori in ogni settore dello stadio, e tutti gli altri che non riescono a smettere di urlare. niente di tutto questo e' calcio. e' un quadro, una scultura, quanto di piu' simile ad un'opera d'arte si sia mai vista in un campo di calcio.

GIULIANOFIORINI67

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Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 10:39
Probabilmente quella partita é il record mondiale di presenze allo stadio per una partita di seconda divisione (o serie B)


Un lungo, intenso e commosso abbraccio a chi c'era e ha vissuto quei momenti indimenticabili, che hanno temprato il nostro modo di essere tifosi.

Riguardo al record di presenze ricordo un lazio-milan 2-2 con lo stadio stracolmo già alle 11 di mattina, gol di tacco di flipper damiani e pareggio finale di vincenzino..
nemmeno a lazio-catania eravamo in pochi, anche se c'erano 25.000 catanesi..

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Adler Nest

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Pikkio, da brividi queste tue parole.
Grazie: ricordo come adesso il dolore lancinante della mia gola per un urlo rabbioso che esce dalla mia bocca quando ormai ero in apnea.
In quel momento il bruciore mi ha riportato alla realta': la palla era a centrocampo.

Biafra

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Neanche io so come e perchè sono finito su questo video stamattina presto. E' stato tutto assolutamente casuale. Mi ero collegato per vedere la mail che uso per lavoro. Sorseggiando un caffè e fumando la prima sigaretta della giornata sono finito su questo strepitoso  video di quelli di raitre. In cambio ho ottenuto lacrime piene di orgoglio e un ovvio ritardo al lavoro.
Pensavo che il topic sarebbe morto li. Il gol di Giuliano è troppo impresso nelle emozioni di qualsiasi Laziale, anche i più giovani. Invece no, anche voi avete provato le stesse folli sensazioni che ho provato io stamattina.

Faccio solo una considerazione che covo da sempre dentro di me: noi non siamo tifosi di calcio. Noi  non tifiamo una squadra. Noi tifiamo una "cosa" chiamata Lazio, indefinibile, grondante di anni e anni  di passione e amore, tragedie e gioie. Una "cosa" che volenti o nolenti non potremo mai e poi mai abbandonare.

(Odio la retorica. Ma mi andava di scrivere quel che ho scritto.)   


WhiteBluesBrother

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Meravigliosi ricordi di un periodo eroico.
Avevo 23 anni, quindi ricordo tutto.
Giuro che ho ancora incollato all'anima lo shock di Lazio-messina, calcisticamente parlando una sensazione di morte e buio come non l'ho più avuta, nè prima nè dopo.
Infatti, ero sicuro che non ci avrebbero retrocessi in estate, e quel Lazio-Vicenza ero sicuro avremmo vinto.
La liberazione del gol fu comunque pazzesca, uno dei ragazzi degli ES davanti a me (ero un po' più in basso), non mi ricordo come si chiamava, uno con la fronte alta e i capelli lunghetti e lisci, moro, inziò a piangere singhiozzando "gool, gool" per almeno 2 minuti, era impazzito, e io gli urlavo in faccia ggggooooooooooooooooolllllll che manco Roger Daultrey dei tempi belli, senza smettere, sembravamo due deficienti (come tutti gli altri).
A Lazio - taranto il gol del taranto in fuorigioco l'abbiamo visto chiaramente da dietro, almeno 1 metro e mezzo in fuorigioco, ma il commento non ne fa cenno, e fa vedere le immagini di un pullman dei nostri, bruciato dagli ospitalissimi ultras curva B -e non certo dai Laziali ... te pareva eh?
La partita successiva i miei non mi lasciarono partire da Formia e non mi diedero i soldi per treno e biglietto, cosìcché mi vidi la partita con Dorina Vaccaroni, il marito il giocatore dell'Udinese Manzo (lui tifava per noi quella partita) e la squadra di scherma dell'epoca (Pantano me sa stava a Napoli).
Godibile la radiocronaca di giorgiomartinocampanaro che prima rosica sul mancato gol del cambuashe, e poi è costretto ad alzare la voce (suo malgrado) sul gol di Poli.
E... a proposito, se vedete bene le immagini...
"qualcuno era Laziale..." (semicit.)
altra nota di mestizia, decisamente altri tempi

italicbold

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Un topic ancora più emozionante e struggente perché oggi Giuliano Fiorini non c'é più.
Se poi sono arrivati i gol di Nesta, di Gazza, del Mancio, il gol di Calori e il fischio di Collina, lo dobbiamo anche a lui.


Ciao Giuliano.

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ssl_1900

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Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 23:07
Un topic ancora più emozionante e struggente perché oggi Giuliano Fiorini non c'é più.
Se poi sono arrivati i gol di Nesta, di Gazza, del Mancio, il gol di Calori e il fischio di Collina, lo dobbiamo anche a lui.


Ciao Giuliano.

già.

ciao Giuliano.


Vavra

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ero bambino, avevo 7 anni. sono diventato "tifoso" proprio in quell'anno.
il primo gol di cui ho un ricordo nella mia vita è quello di fiorini, il secondo quello di poli.
facile capire perchè le "disavventure" di questi ultimi anni mi facciano il solletico, forse è meno facile comprendere come metterei la firma per rivivere di nuovo emozioni come quelle, stavolta da adulto.
ecco, il boato dell'olimpico al gol di fiorini è qualcosa che ho "perso" e che nessuno mi potrà mai far rivivere.

Ex_thom

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Citazione di: Pikkio il 08 Set 2010, 18:42
.....
io non so se non moriremo mai, so solo che quello che successe quel giorno va oltre il calcio. il tiraccio, lo stop, la veronica, la puntata, il lampo nel cielo assolato d'estate, giuliano che fa lo scatto piu' bruciante della sua carriera per andare a bestemmiare sotto la nord, la gente che piange, lo speaker che chiama dottori in ogni settore dello stadio, e tutti gli altri che non riescono a smettere di urlare. niente di tutto questo e' calcio. e' un quadro, una scultura, quanto di piu' simile ad un'opera d'arte si sia mai vista in un campo di calcio.

:clap: :clap: :clap: :hail: :hail: :hail:

Pikkio

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Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 23:07Un topic ancora più emozionante e struggente perché oggi Giuliano Fiorini non c'é più.
Se poi sono arrivati i gol di Nesta, di Gazza, del Mancio, il gol di Calori e il fischio di Collina, lo dobbiamo anche a lui.
che poi giuliano segno' per puro caso, avrebbe potuto segnare chiunque ma il destino scelse lui chissa' perche', forse perche' aveva in mente per lui un posto tra gli eroi laziali e una vita purtroppo breve, forse perche' nel patinato mondo del calcio lui, con quella faccia da mino reitano e i capelli lunghi senza un senso, con la sigaretta in bocca e il bicchiere di vino mai pieno e mai vuoto, tutto panza culone e generosita', niente di piu' distante da -nome a caso- borriello e niente di piu' vicino a ligabue -il pittore-, *doveva* diventare un mito in qualche modo. giuliano fu solo quello che ebbe l'onore di spingere in rete quel pallone perche' se lo meritava piu' di tutti, ma quel gol lo segnarono un po tutti, un po tutti andarono sotto la nord, ma solo poli e mandelli abbracciano fiorini, che pero' si divincola; gli altri, gregucci, camolese, acerbis, vanno ad abbracciare la nord.

porgascogne

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limortaccimia

mo' devo anda' dal capo, chi glieli spiega 'sti lucciconi?

Giafer

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acerbis se lo va ad abbracciare per bene subito dopo però.
Ho anche la curiosità su chi fosse quel ragazzo in maglietta rossa che si butta nella mischia della festa. magari qualcuno lo sa...


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Mocambo

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21 anni all'epoca. La sentii alla radio, tormentando tra le mani un vecchio aggeggio a pile (era vecchio già allora). Ricordo i pianti di sgomento prima, di sfrenata gioia poi. La nostra generazione, di chi oggi veleggia sopra i 40 anni, ha avuto la fortuna immensa di vivere quel periodo irripetibile. Quando dalla miseria e dalla disperazione toccammo l'assoluto. A pensarci bene, una cosa molto laziale.

kelly slater

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Citazione di: Biafra il 08 Set 2010, 19:30

Faccio solo una considerazione che covo da sempre dentro di me: noi non siamo tifosi di calcio. Noi  non tifiamo una squadra. Noi tifiamo una "cosa" chiamata Lazio, indefinibile, grondante di anni e anni  di passione e amore, tragedie e gioie. Una "cosa" che volenti o nolenti non potremo mai e poi mai abbandonare.


anche per me è cosi'.
ci sono periodi nei quali il calcio non mi interessa piu' di tanto come sport e come circo e sentirmi Laziale è un qualcosa di indefinibile, non è politica non è classe sociale e non è neanche calcio.
è una condizione esistenziale

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