Un imprenditore vende di fronte a grandi possibilità di guadagno oppure a grandi rischi di perdita.
Tanti di noi si sono abituati a questa idea di Lotito come un despota disposto a perdere tutto pur di non darla vinta, in realtà dimentichiamo che Lotito, fino ad oggi, è rimasto alla Lazio perché gli conveniva, non per fare uno sgarro a qualcuno.
Lotito non porterà nessuno a fondo con lui, venderà prima.
Non per gentilezza, non per andare incontro ai tifosi, semplicemente perché gli converrà farlo.
Tanti, tantissimi indizzi portano lì:
1. La fretta per lo stadio.
Il Flaminio è stato scelto, paradossalmente, per velocizzare le procedure. Lotito era ben consapevole che è più veloce ristrutturare un rudere piuttosto che scegliere un terreno per costruire. Non bisogna scavare, non bisogna abbattere boschi o alberi, non c'è rischio di trovarti una necropoli sotto il sedere, e puoi contare sulla volontà comunale e politica di riqualificare la zona.
Non a caso, i riommers hanno impiegato 4 anni per farsi dare l'ok. Lotito punta a farlo in meno della metà del tempo, e se veramente voleva lasciare la Lazio al figlio mica c'era tutta sta fretta.
2. La guerra politica.
Siamo arrivati al punto in cui Lotito non conta più quasi nulla nè in lega nè in politica, ed è perfettamente consapevole che, se vuole mantenere le poltrone (e quelle vuole), deve ricominciare da un'altra parte (ha già scelto dove).
3. Il titolo Lazio.
+121% in 12 mesi, in una squadra in ridimensionamento, è inspiegabile.
L'unica spiegazione logica, escludendo un rastrellamento, è che è stato deciso che il titolo Lazio fosse poco capitalizzato. Detto altrimenti, può essere un modo per alzare il prezzo.
4. Reggio.
Sottovalutiamo molto l'acquisto della Reggina, in uno scenario in cui le multiproprietà sono proibite.
E' lecito pensare che voglia vendere la Lazio, fare cassa e ricominciare la giostra a Reggio.
5. Il brand Lazio è in caduta libera.
I conti sono in rosso e la prospettiva realistica è una devalorizzazione del brand, pochi cavoli. Se oggi ci può fare 500, domani saranno 450, poi 350 e così via.
Tutti questi tasselli per me portano solo in una direzione: è agli sgoccioli, a breve se ne va