Citazione di: RastaEagle il 30 Mag 2012, 18:23
ma questo articolo del messaggero.
http://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mauri_per_gli_zingari_samanta/notizie/199107.shtml
articolo di merda, falso e fazioso.
questo ha vinto pure il premio per il giornalismo d'inchiesta, pensa come sta il giornalismo d'inchiesta
anche questo era suo
Da Il Messaggero del 20/04/10
di Massimo Martinelli
QUELLA BATTAGLIA PREPARATA DA MESI PER DIVENTARE PADRONI DELLA NORD
Sotto accusa il gruppo "In Basso a Destra", ultrà della Lazio e simpatizzandti di destra, che vogliono scalzare gli Irriducibili
L'avevano preparata da mesi, la serata di ieri. Dal 6 dicembre scorso, il derby d'andata. Uno a zero per la Roma, ma questo era un dettaglio. Perchè lo sgarro che le teste calde di "In basso a destra" dovevano lavare era un altro. Si erano scontrati con i romanisti a bastonate e a colpi di bottiglia e non aveva avuto la meglio. Ce le avevano prese pure dalla Celere, che si era portata via anche uno steward laziale che aveva provocato una rissa. E una cosa del genere, per il gruppo che aspira a scalzare gli Irriducibili dal pantheon dalla tifoseria laziale, era inaccettabile.
Così l'appuntamento era obbligato: dopo la partita, sul longotevere, davanti al River Bar, doveva scorrere sangue romanista. Quelli di "In basso a destra" lo frequentano durante la settimana, quel baretto; ma ad ogni derby gli è interdetto, perchè la mappa della Questura dice che il cono ideale tra la Curva Sud e il biondo Tevere diventa il corridoio di uscita del popolo romanista. Sarebbe stato uno scontro simbolico, quasi una riconquista del territorio da parte di un manipolo di sanguinari travestiti da tifosi laziali.
La Digos lo sapeva ovviamente. Aveva intercettato mezze frasi dette al telefono, chiacchiere nei bar, rapporti di informatori. Sapeva anche che da qualche parte, in quei giardini del Foro Italico, c'era l'arsenale. E' per questo che "casualmente" gli agenti di una volante hanno visto quelle mazze nel bagagliaio. O meglio, hanno notato la targa. Perchè la seconda versione dei fatti che circola al Viminale rende maggior merito all'attività della Questura di Roma e della polizia politica di Lamberto Giannini. La targa della Ford Kia, intestata al padre di uno dei capi di "In basso a destra", avrebbe fatto suonare l'allarme di uno dei sonar montati sul tetto di certe volanti, in grado di leggere numeri e lettere e di incrociarli con quelli inseriti nel cervellone del ministero. Il fabbro di San Vitale, dopo, è andato a colpo sicuro, perchè un capo tifoso non va allo stadio in macchina per conto suo, parcheggiando sotto la Nord come un padre di famiglia . << E se lo fa, significa che bisogna preoccuparsi>> sussurra un investigatore dell'antiterrorismo. E' stato grazie a questa intuizione che tutto sommato il bollettino di guerra dell'altra sera è rimasto contenuto. Ma la battaglia evitata, ha confermato ancora una volta i sospetti della Digos: la tifoseria della Capitale, soprattutto quella biancoazzurra, sta cambiando pelle. In senso negativo, s'intende. I vecchi Irriducibili che facevano capo ai Toffolo, ai Piscitelli, agli Alviti, sono in disarmo. Indeboliti dai processi per i giochi di potere intorno alla società e accusati dalla base della tifoseria di pensare più a fare soldi con il merchandising che a punire i "romanisti vermi", come si legge sugli adesivi appiccicati sulle gradinate della Nord. Al loro posto ci sono loro, i sanguinari di "In basso a destra", fuoriusciti dalla Banda de Noantri e con un solo credo, la violenza fine a se stessa. Nei confronti di chiunque: dei romeni maleducati come dei vicini di casa che non abbassano lo sguardo. E con una sola, stravagante, convinzione: che potranno diventare padroni della Curva Nord in un crescendo di colpi di martello, di lama, di machete, sotto i pini del Foro Italico. Continueranno a provarci, dicono alla Digos. Ancora per poco, però.