ma questa non l'ha postata nessuno ?
ROMA (8 agosto) - Hernanes scalda la Lazio e i tifosi. Prime parole da laziale, prime frasi d'amore. «Vado alla Lazio con l'idea di vincere, entrare nella storia della società biancoceleste e diventare a Roma quello che sono stato al San Paolo, se non di più. Voglio conquistare tutti», la carica e soprattutto l'ambizione di Anderson Hernanes de Carvalho Andrade Lima, il brasiliano costato 13,5 milioni di euro a Lotito, legandosi alla Lazio per cinque anni.
Dall'altra parte del mondo e dopo l'annuncio ufficiale della sua cessione alla Lazio sul sito del San Paolo, il neo biancoceleste è già pronto e da come parla non vede l'ora di cominciare la sua nuova avventura.
Per Hernanes ieri è stato davvero l'ultimo giorno da paulista. Vestito completamente di nero e assai elegante con camicia pantaloni e scarpe, il regista si presenta quasi da estraneo nel centro sportivo di Barra Funda, dove si allena il San Paolo, e saluta tutti. Appena entra in campo il tecnico Gomes interrompe l'allenamento e lui, il Profeta, abbraccia tutti i suoi compagni da Rogerio Ceni a Fernandao, Oliveira, Milton Cruz, fino a un interminabile e commosso saluto con Jean, il suo migliore amico, nonché compagno di reparto a metà campo. Sul terreno di gioco ci sono anche i dirigenti, Acunha e Lopes, che lo vanno ad abbracciare quasi in lacrime. «Il San Paolo resterà sempre la mia casa, qui sono cresciuto, maturato e diventato un giocatore di livello. Volevo andarmene, alzando al cielo la coppa Libertadores per dedicarla ai compagni, società e ai tifosi. Purtroppo non ci sono riuscito ma mi rifarò con la Lazio», il congedo definitivo e la speranza per il futuro.
Qualcuno gli domanda cosa sarebbe successo nel caso in cui il San Paolo avesse vinto la coppa: «Nulla avremmo festeggiato tutti quanti. Subito dopo, però, sarei andato alla Lazio ugualmente. Avevo capito che era giunto il momento di lasciare il Brasile, approdare in Europa e finalmente in Italia, dove potrò migliorare ancora di più. Con i biancocelesti c'eravamo già messi d'accordo, ma non solo io, pure con il San Paolo, con la promessa che se fosse arrivato in finale di coppa, l'avrei potuta giocare, anche se ero già della Lazio». Ed è stata proprio questa mossa di Lotito e Tare a convincere Hernanes ad accettare la proposta laziale.
«E' stato un grande e lungo corteggiamento. E se devo essere sincero ci siamo piaciuti subito io e la Lazio, sia nell'unità d'intenti, sia nella reciprocità. Il rapporto che si è creato è stato incredibile, sin dai primi giorni dell'arrivo di Igli Tare. Sono stati bravi a coinvolgermi, a farmi sentire uno di loro e a illustrarmi il loro progetto. Mi è piaciuto subito. C'erano anche altre squadre, ma io ho voluto scegliere la Lazio, dove resterò per tanti anni». Pare che il ragazzo di Recife sia rimasto colpito dal ds biancoceleste, talmente tanto che lo stesso Hernanes, il giorno che si sono presentati Lione e Palermo con offerte più alte, abbia invitato lo stesso Tare a restare. Davanti al dirigente albanese Hernanes ha guardato negli occhi gli emissari delle due squadre, li ha ringraziati, ma rispediti a casa: ho dato la mia parola alla Lazio. Una mossa che ha sorpreso tutti, persino il suo procuratore Joseph Lee.«Sono pronto a costruirmi una carriera in Italia e alla Lazio. Non mi manca niente per fare bene, sarà dura all'inizio, ma io lavorerò e suderò parecchio. Quando sono arrivato al San Paolo ero un ragazzino, ma avevo ben chiari i miei obiettivi, ovvero lasciare una traccia indelebile nella storia del club. Ecco, approdo a Roma con la stessa voglia e tenacia: voglio conquistarla, lasciare il segno ed entrare nella storia della Lazio». Parole e musica per Edy Reja che non vede l'ora di allenarlo e soprattutto caricargli la squadra sulle spalle. Una responsabilità che non pesa affatto a Hernanes: «So che c'è molta attesa, ma non ho intenzione di deludere». A parte l'allenatore, ad attenderlo c'è André Dias, suo compagno nel San Paolo fino all'anno scorso, ma suo grande amico: «Se ho sentito André? Si, mi aiuterà ad ambientarmi e mi sarà vicino». Il contdown è partito.