Fonte: Il Messaggero
Una guerra di nervi, ma anche di piccole bugie. Resta da capire chi si avvicina di più alla verità tra la Lazio e Cristian Ledesma. Nell'incontro avuto a Formello due giorni fa la società sostiene di aver presentato all'argentino la stessa offerta di rinnovo contrattuale dello scorso anno, ovvero 1,4 milioni di euro a stagione per cinque anni, prendere o lasciare. Dalla parte del giocatore, invece, si insiste nel dire che la proposta non è la stessa, bensì più bassa, 1,1 milioni di euro. Forse, come maggiormente avviene in questo genere di cose, la verità è in mezzo, ovvero che la proposta economica è sì poco più bassa rispetto all'estate scorsa, 1,1 milioni di euro ma per i primi due anni, dopodiché sale dal terzo fino al quinto per arrivare a 1,5 milioni o poco di più.
Una storia infinita, che chissà se si risolverà a breve. E' quello che chiedeEdy Reja, il tecnico che pretende immediata chiarezza da entrambe le parti: «Vorrei solo che il ragazzo venga accontentato, ma se l'accordo non si dovesse trovare serve un'altra soluzione, ovvero un sostituto. Sapete bene la considerazione che ho nei confronti di Ledesma, ma adesso vorrei che le cose venissero appianate. Da quello che so siamo a buon punto, il presidente si è incontrato con l'agente e sono vicini all'accordo. Se c'è la buona volontà il problema si può risolvere. A me piace che le cose siano chiare: o uno c'è o non c'è». Cristallino.
Un tormentone, Lazio-Ledesma, che torna a galla ormai da tre stagioni e sempre a ridosso del ritiro, quasi fosse una regola da cui non ci si può sottrarre. Una storia stucchevole che, per certi versi, ha anche iniziato a stancare, anche perché a rimetterci è solo la Lazio. Da una parte c'è una società che per diverse volte nell'arco di un anno ha proposto al proprio giocatore il rinnovo del contratto. Non solo. Il club biancoceleste si sente di non aver trascurato nulla anzi di aver fatto fin troppo, considerato la proposta da top-player presentata l'estate scorsa in più di una circostanza e sistematicamente rimandata al mittente ogni volta, soprattutto durante il ritiro di Auronzo con l'arrivo di Lotito e poco prima della partenza per Pechino, dove manager e giocatore avevano garantito che, se non ci fosse stata alcuna richiesta di altre squadre entro il 31 luglio, il regista avrebbe firmato il rinnovo e preso posto in aereo per andare in Cina. Ma anche in quel caso ci fu un dietrofront da parte di Ledesma e la Lazio si chiuse a riccio. Si ripresentò a Ledesma a gennaio, subito dopo la sentenza del collegio arbitrale che diede torto all'argentino. Che ha il suo carattere e orgoglio e da lì non si sposta di un millimetro. La netta sensazione che si avverte è che per sbloccare tutto e chiudere positivamente l'intera querelle, stavolta dipenda tutto dal regista. La Lazio aspetta e non chiamerà più.