Ecco perché per Hernanes si fa sempre più difficile...
Il San Paolo è club d'èlite in Brasile e grazie ai lavori di ristrutturazione del Morumbì, ha il coltello dalla parte del manico nella trattativa per Hernanes.
22.07.2010 09:49 di Federico Farcomeni articolo letto 2603 volte
Fonte:
F.Farcomeni-lalaziosiamonoi.it/G.Limardi Asta per Hernanes. No, non è uno scambio: non arriverà Antonino. Si parla di soldoni. La Lazio ha offerto 9 milioni, il Palermo ha rilanciato con 13, Lotito e Tare sono tornati in pista. Poi però Zamparini ha preferito ritirarsi dall'asta: a Palermo infatti arriverà Muñoz dal Boca Juniors per circa 6 milioni.
Sul piatto del San Paolo d'altronde non mancano le alternative perché, come sappiamo, s'era fatto avanti pure il Villarreal. Il prezzo però intanto si è alzato di parecchio. Tare ieri a Sky Sport 24 ha abbassato i toni: "gran giocatore, piacerebbe a tutte le squadre". Come dire non ci siamo solo noi. Ecco che allora la posta in palio si alza e la storia comincia a somigliare sempre di più alla volpe e l'uva. Se non altro perché la vite che produce l'uva-Hernanes non ha bisogno del sostentamento idrico della Lazio. O meglio: non si accontenta facilmente delle goccioline d'acqua perché può cavarsela benissimo da sola. È la vite quindi che sceglie la quantità d'acqua che gli serve. Perché?
Il San Paolo, sebbene destarono scalpore (a torto) le dichiarazioni di André Dias sulle strutture tecniche, è la società modello in Brasile sia dal punto prettamente calcistico che da quello sanitario (grandi campioni sono letteralmente resuscitati). Oltre tutto, grazie al fatto che il Brasile ospiterà i prossimi mondiali di calcio, i lavori allo stadio Morumbi stanno portando e porteranno sempre più introiti. Innanzitutto con la creazione di nuovi spazi commerciali. E poi basta guardare queste cifre per rendersene conto: il profitto generato dal Morumbi nel 2006 ammontava a meno di 5 milioni di reais, nel 2008 aveva superato i 10 milioni, per poi attestarsi sopra i 20 lo scorso anno. La previsione del 2010 è che si arrivi a superare i 30 milioni di reais (poco più di 13 milioni di euro). I ricavi derivano per la maggior parte dalla vendita degli sky box (finora solo due su nove sono stati venduti, ma "c'è una lista di attesa" ha gongolato Adalberto Baptista, direttore del marketing) e dai concerti. Anziché affittare saltuariamente il proprio impianto a Corinthians e Palmeiras infatti, il San Paolo ha scelto un'altra forma meno calcistica ma sicuramente più redditizia per incassare denaro grazie al Morumbi. Si tratta appunto dei concerti. Solo nei primi sei mesi di quest'anno i Metallica ci hanno suonato due volte, Beyoncé e i Coldplay una a testa. Nei prossimi dodici ci saranno almeno altri cinque concerti grazie ai quali la società tricolor incasserà 5 milioni di reais. Oltre ai Rush, che hanno confermato la propria presenza al Morumbi l'8 ottobre attraverso il proprio sito ufficiale, non si sa ancora con certezza quali siano le band pronte ad esibirsi. Si parla di Pearl Jam, Black Eyed Peas e Bon Jovi. In più si vocifera che anche Lady Gaga e gli U2 siano in trattativa.
Utilizzare il Morumbi tutti i giorni della settimana, e non solo in concomitanza con eventi calcistici, ha permesso al San Paolo di far crescere ancora di più la diffusione del proprio marchio. Buffet per bambini, sushi e temaki bar, insieme, tra le altre iniziative, all'apertura di una palestra, sono gli ingredienti di una ricetta vincente. La rivoluzione era già cominciata con la pagina su Twitter e un canale video su YouTube, ma adesso promette di continuare ancora meglio.
Tutto questo fa sì che il San Paolo, al contrario dei propri colleghi brasiliani (che pure ultimamente non se la passano poi così male), dipenda sempre meno dalle cessioni delle proprie stelle. Meno che mai in un momento come questo, in cui l'obiettivo principale si chiama Copa Libertadores. Per prendere Hernanes quindi, ci sbagliavamo: non è la Lazio che può imporre il suo prezzo. Ma è il San Paolo che detta le condizioni...