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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: solobiancoceleste il 03 Lug 2022, 08:12

Titolo: Solo per Lei
Inserito da: solobiancoceleste il 03 Lug 2022, 08:12
Io ci riprovo....
Sono anni ormai, più di 20 anni, che ho seri problemi ad andare allo stadio. Nonostante ciò, per una forza misteriosa che non so facilmente spiegare (oppure posso spiegarmi con il titolo di questo topic), continuo ad abbonarmi senza sosta dal 1985.
Il mio problema è che in svariati settori dello stadio si creano troppo frequentrmente situazioni che violentano Lei, il suo nome e la sua storia. Io purtroppo sono totalmente intollerante a questo ambiente e necessito di un'aria diversa che mi possa far sentire a mio agio e che soprattutto riporti serenità all'unica vera vittima di tutto ciò: Lei.
Tempo fa avevo parlato, aprendo un nuovo topic, di un nuovo gruppo in DSE. Nel tempo questo è stato equivocato con Lazio e Libertà, infatti poi allo stesso topic è stato cambiato il nome.
Il nuovo gruppo in effetti si affiancherebbe a LeL, ma come dicevo nell'altro topic si tratta di un "gruppo" senza nome e striscione, caratterizzato, banalmente, da tifosi con i colori biancocelesti che vogliono vivere la partita in un'atmosfera biancoceleste. Partecipare e divertirsi. Questa sarebbe la semplice mediicina che mi/ci farebbe uscire da questa brutta situazione in cui, molti di noi si ritrovano da troppo tempo.
Io purtroppo in uno stadio dii circa 70000 posti, non riesco, ma proprio non riesco, ad andare facilmente in altri settori.
Invito tutti quelli afflitti dalla mia stessa patologia, a non continuare a farsi del male (e soprattutto fare del male a Lei) ed a prendere seriamente in considerazione di abbonarsi in DSE.

Se riempito di abbonati, sarebbe fantastico e unico nella sua aria puramente biancoceleste.

L'appello è naturalmente rivolto a chi convive da anni con questa patologia.

Il momento è ora...



Titolo: Re:Solo per Lei
Inserito da: Fulmineblu il 03 Lug 2022, 09:09
Se aprivano la Mastrelli mi facevo abbonamento li.
Fatto in DSE. Perché dobbiamo colorare tutto lo stadio.
E ogni tanto porterò mio figlio di 3 anni e mezzo.
Non vedo l'ora.
Titolo: Re:Solo per Lei
Inserito da: cippolo il 03 Lug 2022, 09:34
Presente da oltre 15 anni in DSE solo per tifare la mia Lazio
Titolo: Re:Solo per Lei
Inserito da: valpa62 il 03 Lug 2022, 11:39
Duse,al nostro posto come sempre!Daje Laziali dobbiamo essere in tanti  :since
Titolo: Re:Solo per Lei
Inserito da: zimmer il 03 Lug 2022, 12:35
Abbonato in DSE da una quindicina di anni e da un anno anche associato a LEL. Il problema è che siamo sempre troppo pochi e nelle partite con le strisciate invasi dai loro tifosi. Quindi appoggio in pieno.
Titolo: Re:Solo per Lei
Inserito da: solobiancoceleste il 14 Lug 2022, 08:33
Stiamo costruendo  un nuovo ambiente  fatto da  laziali "bambini" di tutte le età che non fischieranno mai nulla di biancoceleste (giocatori, dirigenti, ecc.) perché siamo "bambini" e vediamo solo la magia che c'è  intorno a Lei.
Al momento sarà nei DSE con la speranza in futuro di contagiare tutto lo stadio.
Un ambiente come quello descritto  qui sotto è già realtà... abbonati ai DSE e lo troverai ad ogni partita.

                       :D


Ad Auronzo la netta presa  di posizione della gente

La rivolta  per Acerbi «Uno di noi»  (Corriere dello Sport)

Decisa protesta di famiglie laziali  e bambini contro gli insulti degli  Ultras. E lui fa il pieno di affetto
Il suo destino però  non cambia: il club spera di poterlo  cedere presto   
A fine allenamento chiamato a gran  voce: mezzora  di selfie e autografi

di Fabrizio Patania
INVIATO AD AURONZO
   
Hanno vinto l'innocenza dei bambini, l'educazione, il vero senso dello sport e della vita. L'aria pulita delle Dolomiti, distanti dagli stadi italiani, ha prodotto un piccolo miracolo. Chissà. Un giorno, ci piace immaginare, l'episodio di Auronzo forse verrà ricordato per il risveglio delle coscienze civili. Quel moto di ribellione di fronte a cui ogni forma di prevaricazione viene disinnescata in un attimo, senza generare violenza. Le famiglie laziali, piene di padri e di figli, di donne e di pensionati, saliti in montagna per seguire la Lazio e godersi le vacanze, hanno risposto e reagito, non sono rimasti in silenzio, girandosi dall'altra parte. Fischi agli ultras, applausi per Acerbi. E' successo in mattinata, sancendo una sconfitta senza precedenti per la delegazione della Curva Nord, impegnata nel solito campionario di offese al difensore della Lazio e della Nazionale. Un megafono non è bastato per cancellare il senso di una reazione che di sicuro avrà invitato alla riflessione quegli stessi dieci o quindici ultras: sui gradoni dello Zandegiacomo avrebbero potuto sedersi i loro stessi figli, laziali figli di laziali. Messaggio recapitato. Nel pomeriggio la contestazione aveva assunto toni più contenuti. Niente insulti, solo l'invito a lasciare la Lazio.
   
SDEGNO. Meglio quando gli ultras disegnano coreografie memorabili all'Olimpico o propongono iniziative di solidarietà, non rare. Sono stati ancora i bambini, indossando le maglie della Lazio, a guidare la rivolta pacifica. «Uno di noi, Acerbi uno di noi» cantavano. Applausi di approvazione. Hanno preso coraggio gli adulti. Sono partiti fischi all'indirizzo degli ultras. «Bastaaa!» urlava la gente laziale, stanca di una contestazione che dura dallo scorso dicembre e di fronte a cui non sono bastate le scuse (reiterate) del giocatore perché durante la partita con il Genoa, gonfio di adrenalina, si girò verso la Curva provando a zittirla con l'indice alla bocca. Affronto mai sanato e ricucito. Un gesto sbagliato e capace, a distanza di otto mesi, di farlo diventare un separato in casa, complici ragioni tattiche (Sarri non stravede) e di mercato (lo sostituirà Romagnoli, di sette anni più giovane).

PIENO DI AFFETTO. Acerbi ieri correva e si allenava sul campo laterale, non è stato inserito nel gruppo e nelle esercitazioni tattiche di Sarri, al contrario di Marcos Antonio, Casale, Marusic e Hysaj, arrivati con lo stesso pullmino sotto le Tre Cime. L'ex Sassuolo fuori squadra in attesa del trasferimento. Vuole andare via per ragioni ambientali e perché si è sentito solo, indifeso, per mesi. Non ha cambiato idea. La società e i suoi agenti troveranno una soluzione entro il 31 agosto o subito se arriverà la proposta di un grande club. Francesco spera si possa aprire una spiraglio con la Juve se verrà ceduto De Ligt e non arriverà Koulibaly. Forse ci sarà il Milan. Legittimo aspettare. Preferireste giocare in Champions a settembre o finire la carriera al Monza, per quanto Berlusconi e Galliani siano ambiziosi? Magari in una fase successiva la Lazio si renderà conto di chi sta mettendo alla porta. Difensore affidabile, uomo di grande orgoglio e personalità. Nella vita ha passato e superato battaglie peggiori, non augurabili al peggior nemico.
Con i suoi tifosi-bambini, il Leone si è preso la rivincita. Nessun applauso o pollice ironico. Ha risposto nel modo migliore, tenendo la testa alta. A fine allenamento, chiamato a gran voce, si è avvicinato alla rete di recinzione. Non è scappato nello spogliatoio. Trenta minuti buoni, forse quaranta, prima di raggiungere la doccia. Selfie, autografi, fotografie. Ha firmato maglie e sciarpe senza sottrarsi ad alcuna richiesta. Gli ultras si sono avvicinati, hanno canticchiato il solito coro («te ne devi andare, pezzo di emme») e Francesco, imperturbabile, ha continuato. Si è fermato a parlare con un ragazzo disabile, in carrozzina. Non se ne sarebbe mai voluto andare. Si è goduto ogni istante, riconciliato dall'amore dei bambini, dalla comprensione e dal sostegno delle famiglie laziali. Quel momento vale più di un gol e resterà in eterno nel suo cuore. Un modo bellissimo e pulito per congedarsi.