Forse sarò strano io, magari avrò una visione troppo romantica ma quando sento Caniaggiani o chi per lui trattare i giornali come un prodotto di marketing ("se parlo di roma vendo tre volte tanto") mi sento male.
Sono il primo ad accettare e comprendere pienamente le logiche di mercato per gran parte dei prodotti in commercio, ma non riesco a farlo per un quotidiano che secondo me prima di essere un prodotto da vendere deve essere un servizio di informazione.
Inoltre, io non compro per migliorare un servizio, io compro se il servizio mi soddisfa.
Canegiani però non parlava del suo punto di vista. Parlava del punto di vista dell'editore del Corriere dello Sport (che comunque ultimamente ci sta dando più di una soddisfazione, sia "attiva" che "passiva"), di quell'editore che non gli importa di fare informazione ma gli importa di vendere, vendere, vendere.
CAnegiani non è ovviamente ill bersaglio. Ho solo preso psunto da quanto riportato da lui, ma anche da quanto affermano vari giornalisti e opinionisti.
Io mi chiedo se sia giusto o meno piegarsi alla logica del mercato. Voi che ne pensate?
Di buoni giornali chiusi per mancanza di vendite è piena la storia, purtroppo.
Citazione di: radar il 14 Gen 2013, 13:29
Di buoni giornali chiusi per mancanza di vendite è piena la storia, purtroppo.
Eh sì, ma di rischio d'impresa parliamo.
E se vogliamo, anche di deontologia.
Citazione di: Nanni il 14 Gen 2013, 14:22
E se vogliamo, anche di deontologia.
E tu la cerchi tra capitalisti e giornalisti? :) :) :) :)
Citazione di: radar il 14 Gen 2013, 14:30
E tu la cerchi tra capitalisti e giornalisti? :) :) :) :)
Uno la cerca, se non la trova che schiattassero :)
Canigiani, regà. Magari ci legge.
Citazione di: AguilaRoja il 14 Gen 2013, 14:34
Canigiani, regà. Magari ci legge.
:oops: :oops: :oops:
:)
Citazione di: AguilaRoja il 14 Gen 2013, 14:34
Canigiani, regà. Magari ci legge.
Lo memorizzo subito nel dizionario swype :D