Gentile signor Beha,
non conosco molto bene la sua brilliante carriera giornalistica, tantomeno sono a conoscenza di informazioni personali che la riguardano. Per questo motivo le scrivo per chiederle quale sia la sua squadra del cuore.
Mi è stata messa la pulce nell'orecchio che lei tifi per la seconda squadra della capitale, la pro loco messa su dal regime fascista e battezzata A.S.Roma.
E mi auguro veramente che sia così, perché ciò spiegherebbe il livore che nutre verso la Società Sportiva Lazio ed i suoi tifosi, tanto profondo da spingerla a definirli "la parte buzzurra della città".
Una definizione che se fosse stata data da un osservatore esterno mi avrebbe infastidito parecchio, ma che invece pronunciata da un persona coinvolta "sentimentalmente" e ferita nel proprio orgoglio calcistico dalla attuale situazione di classifica acquista un'altra luce.
Certo poi entrano in ballo le questioni della deontologia e tutte queste altre sciocchezze da parrucconi. L'aspettativa (l'illusione!) che quando un professionista si rivolge al pubblico, lo faccia spogliandosi da tutti i condizionamenti di natura personale e si limiti a raccontare i fatti come sono. Ma siamo esseri umani, non macchine, signor Beha.
Buona giornata.
Un buzzurro.