Una parentesi per sorridere (e magari proporre un gemellaggio).
Mercoledì' scorso, di passaggio da Roma diretti a sud, riesco a convincere mia moglie che i ragazzi hanno bisogno di un po' di materiale laziale, e che dato che entriamo a Roma dalla Flaminia, via Calderini (dove non ero mai stato) era alla nostra portata.
Detto fatto, eccoci la'.
Parentesi: che buco.... Qui a Sorrento, dove sono ora, qualunque negozio sportivo ha scaffali interi di magliette, da gara e non, del Napoli, e il principale negozio ufficiale della Lazio a Roma e' piccolo e in una zona irraggiungibile dai turisti - ma com'è' possibile?
Comunque, e andò noto una famiglia di veri e propri nibelunghi, altissimi, più che biondi quasi bianchi, e dico a mia moglie "these must me from the Netherlands". LI seguo con la coda dell'occhio e noto il ragazzo più grande (dodicenne, scopriremo) avvicinarsi alla brunetta in cassa e fare una domanda di cui capisco, grazie alle spiegazioni linguistiche di Tarallo, Leoomshford e Olandese, le tre parole "Stefan de Vrji". Quella non capisce nulla (non granché' sveglia, ne' particolarmente cordiale) e sgrana gli occhi dicendo "cheeee?", ma la ripetizione sortisce lo stesso effetto.
A quel punto interveniamo mia moglie ed io e fraternizziamo. I Nibelunghi risultano essere una famiglia di Rotterdam, i ragazzi tifosi del Feyenoord, innamorati di de Vrji (il grande ci spiega che una volta, al termine dell'allenamento con la sua squadretta giovanile, Stefan e un altro giocatore del Feyenoord si sono avvicinati e hanno giochicchiato con loro per mezz'ora), e quindi in cerca della maglia della Lazio col suo nome.
Gli spieghiamo che la maglia ancora non può esser pronta (in quel momento ancora non si conosceva neanche il numero) ma che collegandosi col Lazio Store on line fra qualche settimana potranno ordinarla. Grandi sorrisi e solenne promessa che nello store dei canidi neanche ci entreranno.
Che vuol dire avere un campione come lui ... È come e' poco sfruttata questa cosa!